Sistemi agroalimentari locali

Dona un cacao davvero buono

Awa si alza ogni mattina prima dell'alba per lavorare alle sue piante di cacao nel distretto di Ayamè, nel sudest della Costa d'Avorio. Questa è l'unica fonte di reddito per la sua famiglia, ma coltivare cacao non garantisce una vita dignitosa. Come migliaia di piccoli produttori e produttrici in Costa d’Avorio, Awa deve fare i conti con costi agricoli sempre più elevati, raccolti poco produttivi, prezzi instabili e scarso potere contrattuale. Non ha accesso al credito né a strumenti per proteggersi dagli effetti dei cambiamenti climatici o dalle malattie delle colture. Basta una stagione negativa per mettere a rischio il futuro della sua famiglia. Nel suo territorio servirebbero industrie locali capaci di trasformare il cacao e creare valore sul posto. Così il reddito di chi lo coltiva dipende quasi interamente dai mercati internazionali e da decisioni prese lontano dalle comunità che producono questa risorsa preziosa. Molte persone del suo villaggio hanno abbandonato la coltivazione del cacao per dedicarsi all'estrazione illegale dell'oro, un'attività che promette guadagni immediati ma comporta gravi conseguenze sociali e ambientali. Anche Awa ha pensato di farlo. Poi ha scelto di restare. Ha scelto di credere in un modello diverso, basato su pratiche agricole più sostenibili, collaborazione tra produttori e produttrici e filiere capaci di garantire un reddito dignitoso. Per Awa il cacao non è solo una coltura: è la possibilità di mandare sua figlia a scuola, costruire un futuro nel proprio Paese e contribuire allo sviluppo della sua comunità. Perché dietro ogni tavoletta di cioccolato c'è una storia. E sostenere una filiera del cacao più equa significa dare forza a storie come quella di Awa.

Le donne del cacao a Terra Madre

Sabato 26 settembre a Torino, all'interno della manifestazione internazionale dedicata al cibo "giusto", un incontro organizzato da Mani Tese con Domori e la Cacao Coalition di Slow Food: tre donne produttrici africane raccontano una filiera equa e sostenibile

Non è solo Latte, è Futuro. Entra in circolo!

In Kenya, nel bacino del fiume Molo, Mani Tese mette il latte al centro di un circolo virtuoso che integra sicurezza alimentare, sostenibilità ambientale e sviluppo socio-economico. Sostieni il nostro lavoro per una filiera del latte sostenibile e inclusiva. Entra in circolo anche tu: non è solo Latte, è Futuro!

Non è solo Latte, è Futuro. Entra in circolo!

Chebet vive nella contea di Molo, in Kenya, ed è mamma di tre bambini.

Come molte donne della sua comunità, ogni giorno affronta la sfida di garantire ai propri figli un’alimentazione adeguata. Le difficoltà climatiche e la fragilità delle risorse naturali rendono tutto ancora più complicato. Eppure, proprio qui, piccoli allevatori, giovani e donne come Chebet hanno il potenziale per costruire un cambiamento duraturo.

Perché da anni Mani Tese mette il latte al centro di un circolo virtuoso che integra sicurezza alimentare, sostenibilità ambientale e sviluppo socio-economico. Sostieni il nostro lavoro per una filiera del latte sostenibile e inclusiva.

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