Estelle Konan, la donna che sta cambiando il cacao in Costa d’Avorio

Dalla fondazione della Cooperativa biologica Yosran alla valorizzazione del lavoro di 158 produttori e produttrici: la sua storia dimostra che una filiera del cacao sostenibile, giusta e rispettosa della biodiversità è possibile.

La storia di Estelle Konan è una straordinaria vicenda di imprenditrice e di donna, dettata dalla determinazione nel voler essere molto più che una “semplice” produttrice di cioccolato: la sua visione era quella di generare un impatto e di contribuire al cambiamento nel suo Paese d’origine, la Costa d’Avorio.

Uno degli aspetti della sua storia che colpiscono di più è proprio la scelta di tornare: la sua formazione si è svolta altrove, ma per la sua idea d’impresa Estelle ha scelto la sua Costa d’Avorio. Estelle è stata tra le prime imprenditrici ivoriane a credere nella conversione all’agricoltura biologica. Nel 2017 la sua storia inizia con un percorso per selezionare la migliore varietà di cacao e nel 2020 fonda la Cooperativa Biologica Yosran.

La Cooperativa ha sede a Sokrogbo, un villaggio lungo il bacino del fiume Bandama, un’area nel Centro Sud della Costa d’Avorio e una delle regioni cacaotere più antiche del Paese. Sokrogbo è una località distante dalle strade battute di solito dalle multinazionali, una porzione di territorio tra le città di Tiassalé, Divo e Toumodi, un luogo dove la biodiversità regna nei piccoli appezzamenti, nell’agricoltura tradizionale, nell’accordo con i ritmi della terra e dell’uomo. Qui i cacao tradizionali della Costa d’Avorio sono diventati una fonte di reddito.

Oggi la Cooperativa Yosran riunisce cinque aree già certificate biologiche del dipartimento di Tiassalé e conta 158 produttori, tra cui moltissime donne, tutte proprietarie delle proprie piantagioni.

Estelle Konan con un frutto di cacao in Costa d'Avorio

A TUTELA DELLA BIODIVERSITÀ E DEI PRODUTTORI

“Noi coltiviamo in biologico non solo perché rispetta metodi naturali ma anche perché rispetta il suolo che abitiamo” afferma Estelle. “Vogliamo lasciare le cose nel modo e nel luogo in cui le abbiamo trovate, nel loro habitat naturale. E siamo qua per assicurarci che questo succeda”.

Racconta Estelle che per lei il successo più grande è vedere un posto di lavoro dove le persone sono felici di andare, nella piena consapevolezza del proprio lavoro, delle piante, delle fave che faranno un viaggio lontanissimo.

Una qualità di vita migliore per i produttori è una condizione imprescindibile per ottenere un prodotto di alta qualità: un contadino povero, senza prospettive, non ha interesse a lavorare per produrre una materia prima migliore. Solo così invece, per Estelle e la Cooperativa Yosran, è possibile tutelare la biodiversità delle piantagioni promiscue, garantire migliori condizioni di vita e metodi di produzione sostenibili.

L’IMPEGNO DI MANI TESE IN COSTA D’AVORIO

La storia di Estelle dimostra che è possibile coniugare produzione di cioccolato di qualità all’inclusione lavorativa delle donne africane e delle persone in condizione di fragilità, unendo tutela della biodiversità e sostenibilità economica e sociale.

In questo senso, infatti, Mani Tese conferma la centralità del cacao come elemento di sviluppo in Costa d’Avorio. E ribadisce il suo impegno per una filiera del cacao più equa e sostenibile, a sostegno di iniziative come quella di Estelle: progetti di agro-forestazione, promozione di pratiche agro-ecologiche e rafforzamento della capacità imprenditoriale delle iniziative locali. Mani Tese si concentra su tutela dell’ambiente e dei diritti umani, con attenzione a empowerment femminile e accesso a mercati etici, in particolare nella regione del Sud-Comoé.

Storie come quella di Estelle testimoniano che, quando diritti, sostenibilità e opportunità crescono insieme, il cacao può diventare davvero un motore di cambiamento per le persone e per il territorio. E un cacao più giusto non migliora solo la qualità della produzione: migliora anche le opportunità, i diritti e il futuro di chi lo coltiva ogni giorno.