Il Contesto

La Guinea-Bissau si colloca al 178 posto su 188 paesi per ISU (Indice di sviluppo umano) e la stima nazionale della popolazione al di sotto della soglia di povertà si attesta al 80.4%.

L’instabilità politica ha compromesso lo sviluppo dell’economia interna, che dipende di fatto dal settore primario. Prevalgono le colture di sussistenza, che tuttavia non riescono a soddisfare il fabbisogno interno, mentre il 70% dell’esportazione del paese dipende dall’anacardo, di cui la Guinea-Bissau è il 6° produttore mondiale.

Considerato un Paese ad alto potenziale produttivo per la ricchezza delle risorse naturali, è in realtà il più povero dell’Africa Occidentale. Le principali cause sono da imputarsi all’isolamento della zona, dovuto alla quasi totale assenza di strade asfaltate, e alla fragilità del settore agricolo, la cui scarsa produttività dipende dalla mancanza di fattori produttivi (sementi, fertilizzanti, attrezzi), da inadeguate tecnologie e da basse competenze tecniche, mentre lo stoccaggio improprio è foriero di quasi il 5% delle perdite del raccolto.

La regione di Gabù ha tassi di insicurezza alimentare elevati, una modesta scolarizzazione, un’economia agricola di sussistenza e una percentuale di impiego di giovani per la fascia 15-35 anni di circa il 30%. Rappresenta uno snodo critico per le migrazioni, sia per i Guineani che per gli abitanti di paesi limitrofi che da qui transitano per proseguire verso nord. In questa regione esiste inoltre il fenomeno del trafficking, fra cui il traffico di minori sfruttati nel limitrofo Senegal per attività di accattonaggio.

Guinea Bissau

Bafatá, Guinea-Bissau

Guinea Bissau

Gabú, Guinea-Bissau

 
Gli obiettivi

Il progetto, finanziato da AICS e OIM, si proponeva di attivare processi di occupazione giovanile, di reinserimento professionale ed economico per i migranti di ritorno, di assistenza psicologica per i minori trafficati e per le loro famiglie, facendo emergere la consapevolezza sui rischi della migrazione irregolare e della tratta di minori.

Dettagli di progetto
Paese

Guinea Bissau,

Località

Bafatà,Gabu,

destinatari

tra giovani, migranti di ritorno, minori non accompagnati, donne familiari di migranti o madri di adolescenti

 
Le Attività

Formazione e produzione orticola agroecologica – Si è intervenuti in 8 orti comunitari utilizzando fertilizzanti e repellenti naturali migliorati, praticando la consociazione fra colture, la diversificazione colturale e l’utilizzo di varietà locali. Sono stati riabilitati o costruiti i sistemi di irrigazione, alimentandoli a energia solare e prolungando così l’attività orticola anche durante la stagione secca con colture di contro stagione. L’attività è stata supportata con la distribuzione di attrezzature e di sementi.

Formazione e produzione avicola – Ha interessato 7 pollai, di cui 5 già realizzati in un intervento precedente che sono stati rafforzati. È stata organizzata una formazione teorica a cui è seguita quella sul campo. Sono state distribuite le attrezzature necessarie, oltre a un kit iniziale di 100 pulcini e 100 galline ovaiole.

Filiera arachide, produzione e trasformazione – Costruzione di 2 unità di trasformazione e produzione di olio vegetale gestite da gruppi locali. È stato consegnato un kit di imballaggi per la vendita dell’olio e distribuiti 6 kit di produzione e trasformazione di arachide in pasta (macchina per tostare, decorticatrice e spremitrice per pasta). Nei gruppi beneficiari hanno partecipato attivamente migranti di ritorno e famiglie dei minori reintegrati.

Creazione di un info point per giovani e sostegno psicosociale per i migranti di ritorno – Affiancamento dal punto di vista psicosociale delle persone rientrate in Guinea-Bissau attraverso il programma di rimpatri assistiti di OIM, favorendone la ricerca di opportunità di lavoro e di studio. Particolare attenzione è stata posta ai minori trafficati, per i quali si è affiancata un’attività di prevenzione e sensibilizzazione nei villaggi.

6 percorsi di coscientizzazione per donne con parenti emigrati e madri di potenziali emigranti –Le donne svolgono da fattore leva indiretto verso la migrazione. Sono stati realizzati 6 incontri in cui un animatore esperto ha facilitato la discussione tra le donne volte alla condivisione di esperienze e a una maggiore presa di coscienza riguardo ai rischi di percorsi migratori irregolari fra cui la tratta.

Campagna di sensibilizzazione sulla migrazione – Sono stati organizzati 6 dibattiti in presenza delle autorità tradizionali di villaggio, ravvivati da rappresentazioni teatrali e da proiezioni di film, e una campagna di sensibilizzazione nelle 2 scuole secondarie locali. Si sono affrontate le motivazioni della partenza, nonché i rischi e le difficoltà sovente insormontabili della migrazione irregolare. Un’attenzione particolare è stata rivolta ai minori non accompagnati a rischio tratta.

Convegno sulla tratta – Si è svolto a Milano, come già in precedenza, in collaborazione con Caritas Ambrosiana e PIME in occasione della Giornata Mondiale contro la tratta di persone.

Partner di progetto