21/03/2019

In Guinea-Bissau, nell’ambito del progetto “Ritorno alla terra: processi di inclusione agricola, economica e sociale nel corridoio Gabu e Bafatà”, cofinanziato dall’AICS di Dakar e dall’OIM, l’inclusione dei migranti di ritorno e l’occupazione giovanile passano anche attraverso la transizione all’agroecologia.

Negli otto orti comunitari delle regioni di Gabu e Bafata che stiamo seguendo, i lavori per questa transizione sono iniziati già a ottobre, con la costruzione dei pozzi e delle recinzioni. Stanno ora continuando con le formazioni sulla produzione di compost migliorato e di bio-repellenti, impartite da Braima, Delmina e Gilberto, responsabili di Mani Tese per il sostegno agli orti.

Le formazioni sono molto pratiche: le donne e i giovani dei villaggi partecipano con attenzione e preparano il compost. Vengono utilizzati solo prodotti locali, presenti in tutti i villaggi: la materia organica (letame, foglie, resti di ortaggi ecc.) si trasformerà in un ottimo fertilizzante. Produrre del compost di buona qualità è la base per ottenere dei terreni ben strutturati e fertili.

Anche per i bio-repellenti vengono usati solo materiali locali: tabacco, peperoncino, aglio, piante medicinali. Grazie ai macerati prodotti sarà possibile ridurre al minimo gli attacchi agli ortaggi da parte degli insetti.

Il processo di transizione verso l’agroecologia sta portanto buoni frutti e speranze per il futuro. La pensa così anche Fatumata, una delle beneficiarie del progetto, che racconta: “Grazie a queste formazioni e all’accompagnamento costante degli animatori di Mani Tese riusciamo a produrre ortaggi sia per la nostra famiglia che per la vendita. Siamo veramente contenti!”

Dai progetti
Responsabile Paese Guinea Bissau

Piero

Sono Piero Meda, agronomo e la mia carriera professionale è sempre stata legata a questo settore. La passione per la campagna mi ha portato a lavorare in piccole aziende agricole già da molto giovane. Il mio percorso di studi è sempre stato legato al mondo agricolo, prima l’istituto agrario e poi la facoltà di agraria. […]

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