Il Contesto

Furono quasi 11.300 i rifugiati senegalesi che circa vent’anni fa scapparono in Guinea-Bissau per sfuggire al conflitto armato fra l’esercito regolare del Senegal e i ribelli del MFDC (Movimento delle Forze democratiche della Casamance). Fuggivano da guerra, morte e distruzione, ma arrivarono in un contesto poverissimo: la Guinea-Bissau, con una popolazione di circa 1,5 milioni di abitanti, si colloca al 177* posto su 189 paesi per Indice di Sviluppo Umano 2017 e circa metà della popolazione è costretta a vivere al di sotto della soglia di povertà (con 1,25 $/giorno).

Dal 28 marzo 2020 il Governo ha dichiarato lo Stato di Emergenza causa COVID19 e la popolazione sta cercando, con difficoltà, di rispettare le restrizioni imposte. In un Paese con un’economia precaria e di sussistenza come quella guineense, il problema maggiore riguarderà, tra qualche tempo, la mancanza di cibo. La maggior parte della popolazione vive di quello che ogni giorno riesce a vendere e, con le restrizioni del confinamento obbligatorio, al problema del contagio si sommerà quello della sicurezza alimentare.

Guinea Bissau

Regione di Cacheu, Guinea-Bissau

 
Gli obiettivi

Il progetto rappresenta il 4° anno di un più ampio intervento finanziato dall’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, il cui obiettivo è quello di migliorare le condizioni di vita dei rifugiati senegalesi e della popolazione che li ha ospitati consolidando i risultati raggiunti in 34 villaggi della regione di Cacheu, a circa 110 km dalla capitale Bissau.

Per far fronte all’emergenza umanitaria COVID-19, Mani Tese, in accordo con UNHCR, si pone inoltre l’obiettivo di supportare gli stessi 34 villaggi più altri 6, che si trovano al confine con il Senegal, con consegne di beni primari per l’igiene e di cibo. Le frontiere via terra con il Senegal sono chiuse e molti stanno già subendo l’impatto negativo sul commercio e l’economia comunitaria: non possono andare in Senegal a vendere i loro prodotti e non possono ricevere prodotti che normalmente arrivano tramite il commercio informale nei villaggi di frontiera.

Dettagli di progetto
Paese

Guinea Bissau,

Località

Regione di Cacheu,

destinatari

3349 in 40 villaggi per attività emergenza COVID–19 e 4957 in 34 villaggi per le altre attività di progetto

 
Le Attività

Attività di Emergenza per il Covid-19

  1. Distribuzione di prodotti per l’igiene e la prevenzione del contagio: Distribuzione di beni di prima necessità indispensabili per l’igiene e la prevenzione nei villaggi al confine con il Senegal:
    • 20 barre di sapone per villaggio,
    • una cassa di 12 Lt di sapone liquido per ogni comunità
    • distributori d’acqua con rubinetto per lavaggio mani (5 per ogni villaggio)
    • casse di mascherine da 50 pz
  2. Distribuzione di cibo: L’emergenza alimentare sarà forse la più grave per la popolazione della Guinea Bissau dai tempi della guerra civile. Mani Tese, insieme al finanziatore, ha immediatamente deciso di realizzare un’importante distribuzione di beni alimentari di base per 40 villaggi della regione. In ogni villaggio verranno consegnati:
    • 3 sacchi di riso da 50 Kg
    • 3 lt di Olio
    • 3 casse di aceto
    • 2 sacchi di cipolle
  3. Formazione delle comunità: Oltre alla distribuzione di cibo e prodotti per l’igiene, nei villaggi si svolgeranno anche attività di formazione e prevenzione. In ciascun villaggio, tre operatori di Mani Tese faranno una dimostrazione sul corretto lavaggio delle mani e forniranno consigli sull’uso corretto delle maschere e i comportamenti igienici da tenere negli spazi privati di casa e nei luoghi comuni. Verranno spiegati i sintomi principali del COVID-19 e diffusi i numeri utili da contattare. Saranno inoltre distribuiti dei volantini con immagini e testi in lingua locale in cui sono riportate le misure base di prevenzione, i sintomi principali del virus per riconoscere un possibile caso, i numeri utili e cosa fare in caso di possibile contagio.
  4. Programmi radio di sensibilizzazione: Verranno registrati e trasmessi due programmi radiofonici da 5/10 minuti presso la radio Comunitaria di Sao Domingos in cui verranno illustrate le misure base da tenere per la prevenzione del virus e rimarcata l’importanza di rimanere a casa. Il programma verrà poi trasmesso anche dalle altre radio locali.

 

Altre attività di Progetto

Il progetto prevede l’implementazione di attività orticole, avicole, ed altre generatrici di reddito, la promozione di forme di risparmio e credito rotativo per favorire l’autofinanziamento dei progetti, l’organizzazione comunitaria e la lotta alla violenza di genere.

  1. Le precedenti esperienze di Mani Tese in diversi Paesi Africani confermano l’importanza di questo settore per garantire la sicurezza alimentare e anche l’economia familiare. 11 comunità riceveranno quindi formazioni sull’agricoltura bio-intensiva con la fornitura di sementi, attrezzi e sistemi di irrigazione a energia fotovoltaica.
  2. La Guinea-Bissau soffre di una cronica carenza di uova e pollame. L’avicoltura è quindi un settore non solo importante per l’alimentazione ma anche promettente dal punto di vista economico. Verranno pertanto rafforzati 10 pollai per l’allevamento semintensivo e verranno opportunamente formati e assistiti 10 gruppi comunitari nella loro gestione, dalla produzione al marketing.
  3. Fondi per piccole attività imprenditoriali. Dopo una selezione delle proposte più interessanti, saranno erogati 17 fondi agli imprenditori interessati, che riceveranno anche un’adeguata formazione. In 11 casi riguarderanno gruppi misti composti da Guineani e rifugiati senegalesi. Gli altri 6 fondi saranno invece erogati ai gruppi di risparmio e credito.
  4. Formazione in risparmio e credito rotativo. Verranno formati e dotati di un fondo di dotazione iniziale per supportare le piccole attività imprenditoriali e far fronte a imprevisti, 6 gruppi di risparmio e credito rotativo di villaggio, composti da un massimo di 30 persone.
  5. Organizzazione comunitaria. È previsto un monitoraggio e una formazione, in particolare per quanto riguarda l’aspetto gestionale di attività economiche comunitarie, ai 34 Comitati di Gestione di villaggio già esistenti.
  6. Lotta alla violenza di genere. Verranno rafforzati i Comitati di Protezione che si occupano di informare la popolazione di 34 villaggi sui diritti di donne, bambini e persone con disabilità, nonché di assistere le vittime di violenza di genere. Verranno organizzati incontri con i referenti istituzionali (polizia, autorità giudiziaria, medici ospedalieri), formazioni comunitarie e in 10 scuole primarie, alla presenza di genitori e alunni. Molto utile a questo scopo sarà l’uso di Djumbai tematici, incontri che si terranno nelle scuole in presenza delle locali autorità tradizionali e che tratteranno, oltre che di violenza di genere, anche di integrazione fra le differenti etnie. Incontri e formazioni verranno organizzati una volta terminata la situazione di emergenza relativa a COVID–19.
  7. Supporto a casi di particolare difficoltà. Verrà dato supporto non necessariamente economico, ma anche fornitura di mezzi di produzione e supporti medici per persone con disabilità a 22 destinatari che ne hanno necessità.
  8. Sensibilizzazione della popolazione. Poiché la radio è molto seguita in loco, ben più della televisione e dei giornali, verranno trasmessi 10 programmi radiofonici per informare la popolazione sugli obbiettivi, le attività e i temi del progetto.

Partner di progetto

CNRD (Commissione Nazionale per Rifugiati e Dislocati Interni)
VIDA