Programma Filiera del caffè in Kenya

In Kenya promuoviamo all’interno della contea di Nakuru un modello sostenibile di produzione del caffè che migliori la qualità del prodotto, aumenti la resilienza delle comunità rurali e garantisca un reddito stabile agli agricoltori.

Il contesto

Nel 2026 prosegue il lavoro sulla filiera del caffè, rafforzato da nuovi finanziamenti, in particolare
da parte della Regione Veneto, e da collaborazioni con altre amministrazioni regionali italiane.
Questo impegno risponde alle sollecitazioni delle autorità locali keniote, che riconoscono
sempre più la filiera del caffè come settore strategico per lo sviluppo economico del Paese.
L’iniziativa si inserisce in un programma quadro che mira a consolidare i risultati già ottenuti e a
espandere le attività, con interventi mirati alla modernizzazione delle cooperative, alla
diffusione di pratiche agroecologiche e alla creazione di opportunità imprenditoriali per giovani
e donne.

Il programma, avviato con il supporto di Fondazione Lavazza e la collaborazione del Ministero
dell’Agricoltura e del governo della contea di Nakuru, ha già permesso di fornire piantine
migliorate, attrezzature per la lavorazione e spazi di stoccaggio alle cooperative locali. 

Gli obiettivi

Nel 2026, l’obiettivo è ampliare la portata dell’intervento, promuovendo un modello sostenibile di
produzione del caffè che migliori la qualità del prodotto, aumenti la resilienza delle comunità
rurali e garantisca un reddito stabile agli agricoltori. Questo approccio integrato, che unisce
innovazione agricola, inclusione sociale ed economia circolare, rappresenta una leva
fondamentale per lo sviluppo rurale e per la lotta alla povertà nelle aree di intervento.

Le attività

Le attività all’interno del programma filiera del caffè proseguono attraverso una nuova iniziativa:

GIOVANI PER IL CAFFÈ – Rivitalizzazione della filiera del caffè a Subukia, Kenya

Il progetto “Giovani per il Caffè” nasce per affrontare le criticità che ostacolano lo sviluppo
agricolo nella contea di Nakuru, un’area naturalmente vocata alla coltivazione del caffè ma
penalizzata da pratiche agricole intensive, impoverimento del suolo, scarsa produttività e
mancanza di infrastrutture moderne. A queste problematiche si aggiungono gli effetti dei
cambiamenti climatici e la carenza di competenze imprenditoriali, che limitano l’accesso dei
piccoli produttori a mercati remunerativi.

L’iniziativa si propone di migliorare le condizioni socioeconomiche delle comunità rurali attraverso un approccio integrato che combina agricoltura rigenerativa, tecniche climate-smart e innovazione sociale.

Il progetto mira a rafforzare le cooperative locali, fornendo attrezzature eco-efficienti e
formazione tecnica per aumentare la qualità e la quantità del caffè prodotto. Parallelamente, si
investe sull’empowerment di giovani e donne, favorendo la creazione di microimprese basate
sull’economia circolare e sulla valorizzazione dei sottoprodotti agricoli, come biochar, bricchette
e compost, per generare nuove fonti di reddito e ridurre gli sprechi.

Accanto alle attività in Kenya, il progetto prevede azioni di sensibilizzazione in Veneto per promuovere stili di consumo responsabili e far conoscere la filiera del caffè equo e solidale, creando un ponte tra produttori e consumatori.

L’impatto atteso è significativo: incremento della produttività del caffè, maggiore
resilienza delle comunità rurali, riduzione della migrazione giovanile e nascita di nuovi circuiti
economici sostenibili. In questo modo, l’iniziativa contribuisce agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile,
integrando tutela ambientale, inclusione sociale e crescita economica. Gli agricoltori della zona
riceveranno formazione per diffondere ulteriormente le pratiche sostenibili.