Partecipare per Trasformare: e tre!

Costruire il cambiamento a partire dal sistema alimentare: terza edizione dell’appuntamento promosso da Mani Tese dedicato alla partecipazione, al confronto e all’approfondimento sui grandi temi che attraversano la società contemporanea

Dal 9 all’11 ottobre 2026, a Vicchio in provincia di Firenze, torna Partecipare per Trasformare, l’appuntamento promosso da Mani Tese dedicato alla partecipazione, al confronto e all’approfondimento sui grandi temi che attraversano la società contemporanea. Giunto alla sua terza edizione, il percorso invita socie, soci, attiviste, attivisti e tutte le persone interessate a riflettere sulle trasformazioni sociali, ambientali ed economiche del nostro tempo.

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Quest’anno il focus sarà ancora una volta il sistema alimentare, osservato non soltanto come ambito produttivo, ma come spazio in cui si intrecciano questioni cruciali come la distribuzione del valore lungo le filiere, le relazioni di potere tra gli attori economici, le condizioni di lavoro, le disuguaglianze globali, la crisi climatica e le sfide della transizione agroecologica.

Dopo aver dedicato le precedenti edizioni alla comprensione delle dinamiche che caratterizzano il sistema del cibo, il percorso 2026 compie un passo in avanti: interrogarsi su come renderne possibile la trasformazione. Al centro del confronto ci saranno gli ostacoli al cambiamento, le leve capaci di generarlo e il ruolo che possono assumere istituzioni, organizzazioni della società civile, territori e cittadini nel costruire alternative più giuste e sostenibili.

Realizzata nell’ambito del progetto europeo Turn the Tables e del suo Multiplier Programme, questa terza edizione punta in particolare a coinvolgere le nuove generazioni, favorendo al tempo stesso il dialogo tra esperienze, competenze e sensibilità diverse all’interno della comunità di Mani Tese.

UN PROGRAMMA TRA ANALISI, CONFRONTO E PROGETTAZIONE

La giornata di sabato 10 si aprirà con una riflessione sul vero costo del cibo e sulla distribuzione del valore lungo le filiere alimentari.

Il primo panel, “Sistemi alimentari sostenibili: chi paga il vero costo del cibo?”, sarà moderato da Andrea Mecozzi, consulente di Mani Tese sulla filiera del cacao, e vedrà il confronto, tra gli altri, di:

  • Massimo Rovai, Università di Pisa;
  • Ugo Biggeri, esperto di finanza e catene del valore;
  • Alessandro Mostaccio, presidente del Movimento Consumatori;
  • un/una docente dell’Università degli Studi di Firenze.

Un confronto che permetterà di mettere in relazione prospettive economiche, finanziarie, accademiche e di tutela dei consumatori, interrogandosi su come viene prodotto, distribuito e remunerato il valore all’interno del sistema alimentare e su chi ne sostiene i costi sociali e ambientali.

Nel pomeriggio l’attenzione si sposterà dalle dinamiche del sistema alle possibilità concrete di trasformazione.

Il secondo panel, “Quali leve per trasformare il sistema alimentare? Come possiamo incidere allo stesso tempo sulle politiche e sulle pratiche territoriali”, sarà moderato da Samuele Degli Innocenti di Mani Tese Firenze e metterà a confronto istituzioni, amministrazioni locali e realtà agricole.

Tra gli interlocutori coinvolti, il Comune di Bergamo, insieme a rappresentanti di amministrazioni locali e del mondo agricolo.

Il programma dei panel è in fase di definizione e sarà completato con gli ultimi ospiti nelle prossime settimane.

DALL’ANALISI ALLA CAPACITA’ DI AGIRE

Il confronto con esperti, accademici e rappresentanti delle istituzioni sarà accompagnato da un percorso di workshop e facilitazione, curato da Claudia Patricolo, giornalista, Andrea Grieco, divulgatore e attivista su sostenibilità ambientale e umana, e dallo staff di Mani Tese con l’obiettivo di mettere in relazione la dimensione analitica con quella progettuale, lavorando sulle tre domande che guidano il Multiplier Programme di “Turn the Tables”:

  • Come funziona oggi il sistema alimentare?
  • Perché è così difficile trasformarlo?
  • Quali strumenti e quali alleanze possiamo costruire per intervenire?

La partecipazione dei giovani sarà particolarmente importante: non soltanto come destinatari di un percorso formativo, ma come soggetti capaci di elaborare analisi, costruire alleanze e contribuire alla definizione delle strategie future dell’associazione.

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Questo articolo  è stato co-finanziato dal Programma DEAR dell’Unione Europea. I suoi contenuti sono responsabilità esclusiva di Mani Tese ETS e non riflettono necessariamente il punto di vista dell’Unione Europea.

Back to school! Mani Tese è pronta a ripartire

“GAIA – Growing Agroecological Impact Academy” ed “EUREKA 2.0” sono i due nuovi progetti che Mani Tese porterà nelle scuole quest’anno a partire da settembre.

Per Mani Tese, l’Educazione alla Cittadinanza Globale (ECG) non significa semplicemente trasmettere conoscenze, ma accompagnare ragazze e ragazzi a comprendere il mondo in cui vivono e a riconoscersi come parte attiva del cambiamento.

È un processo di apprendimento attivo e trasformativo, che mette al centro i diritti umani, i beni comuni e la sostenibilità e sviluppa conoscenze, competenze e valori necessari per affrontare le grandi sfide del presente: dalle disuguaglianze alla crisi climatica, dalla povertà ai conflitti.

Alla base delle attività di ECG di Mani Tese ci sono alcuni pilastri che orientano il lavoro nelle scuole e nei contesti educativi: la giustizia e i diritti, per leggere le disuguaglianze e le loro cause; la sostenibilità, per comprendere le relazioni tra ambiente, economia e società; l’interdipendenza, per riconoscere i legami tra ciò che accade a livello locale e le dinamiche globali; la partecipazione, per rafforzare la capacità di prendere parola, collaborare e agire insieme; la cittadinanza attiva, per trasformare conoscenze e consapevolezza in possibilità concrete di cambiamento. L’obiettivo è formare persone consapevoli, capaci di partecipare in modo costruttivo alla società e di contribuire alla costruzione di un futuro più giusto e sostenibile.

Questo approccio si traduce in laboratori interattivi e metodologie partecipative, che mettono gli studenti e le studentesse al centro del percorso. Le attività di Mani Tese utilizzano strumenti come il Cooperative Learning, il Transformative Learning, il problem-based learning e il learning by doing, favorendo la riflessione, il confronto e la ricerca collettiva di soluzioni.

È dentro questa cornice che si inseriscono anche GAIAGrowing Agroecological Impact Academy ed EUREKA 2.0, i due progetti che Mani Tese porterà nelle scuole quest’anno.

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GAIA – GROWING AGROECOLOGICAL IMPACT ACADEMY

“Come possiamo trasformare gli spazi della nostra scuola in luoghi di biodiversità?”. Il progetto GAIA risponde a questa domanda tracciando un percorso in cui l’educazione alla cittadinanza globale incontra l’agroecologia, la biodiversità e la cura del territorio. Conoscere gli ecosistemi, comprendere le relazioni tra ambiente e società, osservare i cambiamenti e progettare insieme nuovi spazi verdi diventano così strumenti per sviluppare non solo conoscenze, ma anche responsabilità, partecipazione e capacità di agire sul proprio territorio.

“GAIA – Growing Agroecological Impact Academy” è il progetto promosso da Mani Tese ETS insieme a Soulfood Forestfarms, che nell’anno scolastico 2026/2027 coinvolgerà circa 340 studentesse e studenti tra i 10 e i 14 anni, 17 classi e insegnanti. Attraverso  laboratori in classe, esperienze nell’Agroforesta, osservazione e monitoraggio della biodiversità e attività di progettazione partecipata, ragazze e ragazzi saranno protagonisti della trasformazione degli spazi verdi della propria scuola.

Il progetto porterà alla realizzazione di un Giardino della Biodiversità in ciascuna scuola, accompagnato da un Patto di Custodia e da attività di cura nel tempo. GAIA vuole così costruire un ponte tra scuola, natura e territorio, offrendo alle nuove generazioni strumenti concreti per conoscere gli ecosistemi, prendersene cura e partecipare attivamente alla costruzione di città più sostenibili, inclusive e resilienti.

EUREKA 2.0

Nell’anno scolastico 2026/2027 prenderà il via anche EUREKA 2.0, un percorso rivolto alle scuole secondarie che mette al centro la partecipazione attiva degli studenti e la loro capacità di immaginare e costruire una scuola più inclusiva, sostenibile e vicina ai bisogni di chi la vive ogni giorno.

L’iniziativa coinvolgerà 10 scuole nei territori di Milano e Varese, raggiungendo complessivamente circa 220 studenti, che saranno accompagnati durante l’anno scolastico in un percorso di Educazione alla Cittadinanza Globale, analisi partecipata e co-progettazione.

Attraverso laboratori interattivi e metodologie partecipative, ragazze e ragazzi approfondiranno i temi della cittadinanza globale, della partecipazione e della sostenibilità a partire dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030. Lo sguardo si sposterà poi sulla loro realtà quotidiana: gli studenti saranno chiamati a osservare la propria scuola, ascoltare la comunità scolastica e individuare bisogni, criticità e opportunità di miglioramento.

Dalle idee si passerà quindi all’azione. Gli studenti lavoreranno insieme per elaborare e scegliere proposte concrete di miglioramento degli spazi e della vita scolastica, confrontandosi sulle priorità e sulle modalità per trasformare un’idea condivisa in un progetto realmente realizzabile.

Per rendere concreto questo percorso, a ciascuna classe sarà assegnato un budget di 900 euro, che gli studenti potranno utilizzare per dare vita al progetto ideato e sviluppato durante le attività. In questo modo, ragazze e ragazzi avranno la possibilità non solo di esprimere le proprie idee, ma di vederle trasformarsi in interventi concreti all’interno della propria scuola.

Gli studenti saranno accompagnati anche nelle fasi di realizzazione e monitoraggio degli interventi, sperimentando direttamente cosa significa partecipare alle decisioni, gestire risorse e contribuire attivamente al miglioramento della propria comunità scolastica.

Con EUREKA 2.0, la scuola diventa così non solo un luogo in cui apprendere, ma anche uno spazio da osservare, ripensare e trasformare insieme.

Forum Sociale Mondiale di Cotonou: c’era anche Mani Tese Benin

Tra i partecipanti dell’evento c’era anche Mani Tese Benin con il Responsabile Paese Achille Tepa, che ha seguito i lavori in rappresentanza della coalizione per la transizione agroecologica AzioneTerrae

Dal 4 all’8 agosto 2026 la città di Cotonou, in Benin, ha ospitato la 17ª edizione del Forum Sociale Mondiale, appuntamento internazionale dedicato quest’anno al tema: “Governance delle risorse naturali e lotte popolari di fronte alle crisi globali: quali alternative per la pace, la coesione sociale e lo sviluppo sostenibile?”.

Tra i partecipanti dell’evento c’era anche Mani Tese Benin, con il Responsabile Paese Achille Tepa, che ha partecipato ai lavori in rappresentanza della coalizione per la transizione agroecologica AzioneTerrae, portando il proprio contributo nei principali spazi di confronto dedicati al futuro delle comunità locali e alla costruzione di modelli di sviluppo più equi e resilienti. 

SOVRANITÀ ALIMENTARE E AGROECOLOGIA: UNA PRIORITÀ PER IL FUTURO DEL CONTINENTE

Tra gli appuntamenti più significativi, Mani Tese Benin ha preso parte agli incontri organizzati da Afrique-Europe-Interact dedicati al tema dell’autosufficienza alimentare.

Il confronto ha evidenziato l’importanza di rafforzare la capacità dei Paesi africani di produrre cibo sufficiente per la propria popolazione, riducendo la dipendenza dalle importazioni e valorizzando le produzioni locali. Sono stati approfonditi gli effetti delle politiche economiche che, negli ultimi decenni, hanno favorito le colture destinate all’esportazione a discapito delle produzioni alimentari tradizionali, con ricadute significative sulla sicurezza e sulla sovranità alimentare delle comunità locali.

Per Mani Tese Benin, impegnata da anni nella promozione dell’agroecologia e di sistemi alimentari sostenibili, questi temi rappresentano una sfida centrale per garantire diritti, lavoro dignitoso e tutela delle risorse naturali.

SICUREZZA NEL SAHEL: SERVE UNA RISPOSTA CHE UNISCA SVILUPPO E INCLUSIONE 

Un altro momento di forte interesse ha riguardato il dibattito sulla crescente crisi della sicurezza nel Sahel e sulla sua estensione ai Paesi costieri dell’Africa occidentale, tra cui il Benin.

I partecipanti hanno analizzato le conseguenze dell’espansione dei gruppi armati nella regione, evidenziando come povertà, cambiamenti climatici e fragilità istituzionali alimentino tensioni e fenomeni di radicalizzazione. Le ripercussioni sulle popolazioni locali sono profonde: spostamenti forzati, perdita di mezzi di sussistenza, abbandono delle terre agricole e indebolimento delle economie locali.

Nel corso del confronto è emersa la necessità di affiancare alle strategie di sicurezza investimenti pubblici, servizi essenziali e opportunità economiche nelle aree più vulnerabili, rafforzando allo stesso tempo il dialogo tra istituzioni e comunità locali.

DIRITTI ECONOMICI E PROTAGONISMO FEMMINILE

L’8 agosto Mani Tese Benin ha inoltre partecipato agli incontri dedicati alle economie collettive femminili, durante i quali sono state presentate esperienze di cooperazione, risparmio solidale e produzione comunitaria promosse dalle donne per contrastare le disuguaglianze economiche. Le discussioni hanno messo in luce il valore delle reti di mutuo aiuto femminili e delle cooperative che consentono alle donne di condividere competenze, strumenti e risorse, rafforzando la propria autonomia economica e il proprio ruolo all’interno delle comunità: formazione professionale, accesso ai finanziamenti e accompagnamento alla creazione di attività generatrici di reddito sono stati tra i temi centrali.

ALLEANZE PER IL CAMBIAMENTO

La partecipazione di Mani Tese Benin al Forum Sociale Mondiale conferma l’importanza del lavoro di rete tra organizzazioni della società civile, movimenti sociali e comunità locali impegnate nella promozione di un modello di sviluppo più giusto e sostenibile.

In un contesto internazionale segnato da crisi ambientali, conflitti e crescenti disuguaglianze, non solo in Africa Occidentale, il Forum di Cotonou ha rappresentato un’importante occasione per condividere esperienze, costruire alleanze e individuare soluzioni concrete capaci di rafforzare la pace, la coesione sociale e la resilienza delle comunità. Un percorso nel quale Mani Tese Benin continua a essere protagonista, portando avanti il proprio impegno per la giustizia sociale, l’agroecologia e i diritti delle persone più vulnerabili.

Mani Tese Academy: Formare, Costruire e Attivare la cittadinanza

Quarta edizione per il progetto formativo di Mani Tese rivolto ai giovani: aperte le iscrizioni per gli appuntamenti di ottobre 2026.

Nuovo ciclo di appuntamenti per la Mani Tese Academy, un progetto rivolto alle e ai giovani per approfondire le principali sfide che caratterizzano il nostro tempo e condividere strumenti per conoscere e agire. La quarta edizione di Mani Tese Academy è un laboratorio di formazione, confronto e azione sull’attivismo e la cittadinanza planetaria. Una cittadinanza consapevole (che studia e produce conoscenze e esperienze), collettiva (che si fa insieme agli altri), analogica (che supera le piattaforme per produrre effetti nel reale), intersezionale e globale (che unisce le lotte), visionaria (che immagina un tempo e un mondo radicalmente diversi).

Un attivismo che nasce dal vedere le connessioni e l’interdipendenza delle grandi crisi dei nostri tempi (sociali, economiche e ambientali) e il destino comune dei popoli della terra. Che crede nella forza dei piccoli e dei molti e investe nel generare nuove comunità e reti di prossimità. Che è capace di presenza fisica e di confronto sulle complessità per ricercare insieme soluzioni per il bene comune. Che manifesta contro e partecipa per, che si indigna e al tempo stesso dice: VOGLIAMO TUTT’ALTRO!

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GLI APPUNTAMENTI

Mani Tese Academy si svolgerà a ottobre 2026, con incontri in presenza e online. Il programma prevede interventi di esperti sull’attivismo in diversi contesti e una formazione sul campaigning.

La partecipazione è gratuita su iscrizione e l’invito è rivolto in modo particolare alle e ai giovani che vivono in Lombardia e nelle Province limitrofe.  E’ consigliata la partecipazione a tutti i 4 moduli ma su richiesta è possibile partecipare ad una o più sessioni.

Ci accompagnerà Andrea Grieco, tutor di percorso, content creator, divulgatore e attivista su tematiche di sostenibilità ambientale e umana.

  • “Cittadini e cittadine per l’interesse comune”

3 ottobre – Milano ore 10.30-17.30 c/o ARCI Bellezza (Via Giovanni Bellezza 16/A)

Intervengono Armando Manchisi, Docente Filosofia Morale dell’Università di Torino – Claudia Vago, project manager Valori.it – Martina Rogato, climate and gender advocate – Pietro Corazza, ricercatore, facilitatore e attivista e Ugo Biggeri attivista per la finanza etica e sostenibile, già Presidente di Banca Popolare Etica.

  • “L’attivismo nelle principali sfide globali”

8 ottobre – On Line 17.30-19.30

Intervengono Maria Elena Delia, rappresentante per la Global Sumud Flotilla e il Movimento Globale per Gaza in Italia, e Walter Ganapini, ambientalista, docente e ricercatore italiano, membro onorario del Comitato Scientifico dell’Agenzia europea dell’ambiente, cofondatore di Legambiente ed ex presidente di Greenpeace Italia. 

  • “Partecipazione e cittadinanza attiva nel XXI secolo”

15 ottobre – On Line 17.30-19.30

Interviene Fabrizio Acanfora, scrittore, musicista, attivista autistico e docente.

  • “Campaigning for Change”

24 ottobre – Varese ore 10.30-17.30 c/o Informagiovani del Comune di Varese (Via Como 21)

Intervengono Walter El Nagar, Cuoco, fondatore e direttore della Fondazione Mater, ECCO Climate e Sabrina Montibello, facilitatrice di processi partecipativi e democrazia deliberativa, progettista su percorsi di sostenibilità ambientale e formatrice.

L’incontro del 24 ottobre 2026 rientra nel Programma Multiplier del progetto “Rebooting the Food System” co-finanziato dal Programma DEAR dell ‘Unione Europea.

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ORIZZONTI PER UNA CRESCITA SOSTENIBILE

Mani Tese Academy 2026 si inserisce all’interno del progetto “Be The Change – Orizzonti per una crescita sostenibile”, cofinanziato attraverso il Bando Riprogettiamo il Futuro promosso da Fondazione Cariplo.

Turn the Tables: pubblicato l’esito del bando lanciato da Mani Tese

Bando Turn the Tables: sono Recup APS e Laboratorio InnovAzione Altromercato le realtà selezionate al termine del processo di valutazione. 31 le proposte progettuali valutate per sostenere organizzazioni della società civile e gruppi giovanili impegnati nella costruzione di un sistema alimentare più equo, inclusivo e sostenibile.

Si è concluso il processo di selezione delle proposte candidate al bando Turn the Tables. Mani Tese comunica che, dopo aver ricevuto 31 proposte progettuali e dopo aver concluso il processo di valutazione avvenuto come indicato da bando, il finanziamento è stato assegnato a due realtà: Recup APS e Laboratorio InnovAzione Altromercato.

Nello scorso marzo Mani Tese aveva lanciato un bando nell’ambito del progetto europeo Turn the Tables, co-finanziato dal Programma DEAR della Commissione Europea, per sostenere organizzazioni della società civile e gruppi giovanili impegnati nella costruzione di un sistema alimentare più equo, inclusivo e sostenibile.

La call era rivolta a Organizzazioni della società civile (OSC) senza scopo di lucro, Reti di OSC e Gruppi o collettivi giovanili informali con sede legale o operativa in Italia e comprovata esperienza nel coinvolgimento dei giovani tra i 15 e i 30 anni.

Tra gli obiettivi indicati dal bando c’erano rafforzare la partecipazione attiva dei giovani, aumentare la consapevolezza sulle sfide globali legate al cibo e promuovere azioni locali di sensibilizzazione e advocacy.

CONSULTA L’ELENCO DELLE PROPOSTE PROGETTUALI QUI.

OBIETTIVI COMUNI

L’obiettivo di questa iniziativa non era soltanto individuare i progetti da sostenere economicamente, ma contribuire a costruire una comunità di realtà impegnate a promuovere modelli agroecologici, sistemi alimentari più equi e filiere corte, dando spazio e riconoscimento all’energia, alla creatività e all’impegno dei gruppi e delle associazioni giovanili che operano quotidianamente sui territori.

Infatti, al di là dell’esito della selezione, ciascun progetto rappresenta un contributo prezioso: un patrimonio di idee, competenze, pratiche e visioni che testimonia quanto l’associazionismo giovanile possa essere un motore di cambiamento concreto verso sistemi alimentari più giusti, sostenibili e partecipati.

Questo articolo  è stato co-finanziato dal Programma DEAR dell’Unione Europea. I suoi contenuti sono responsabilità esclusiva di Mani Tese ETS e non riflettono necessariamente il punto di vista dell’Unione Europea.

Partecipare per Trasformare: e due!

Partecipare per Trasformare: un nuovo incontro per soci, volontari e giovani attivisti di Mani Tese il 27 e 28 giugno, a Busto Arsizio (VA).

Dopo l’appuntamento a Vicchio (FI) dello scorso novembre, torna “Partecipare per Trasformare”, un momento di incontro per le persone e con le persone di Mani Tese sui temi della giustizia sociale e ambientale, con un focus su cibo, sistemi alimentari e transizione agroecologica.

Appuntamento il 27 e 28 giugno a Busto Arsizio (VA), presso il Centro Pime in via Lega Lombarda 20. L’incontro sarà aperto al pubblico e la partecipazione gratuita, previa iscrizione.

Interverranno, tra gli altri:

  • Martina Rogato – Climate and Gender Advocate
  • Cristiana Peano – Docente del Dipartimento di Scienze agrarie forestali e alimentari dell’Università di Torino

  • Renato Briganti – Docente di Diritto internazionale pubblico presso l’Università Federico II di Napoli

  • Nadia Tognoli – Food Policy del Comune di Bergamo

  • Alberto Gariboldi – Presidente del Distretto di Economia Solidale Provincia di Varese

  • Franco Ferrario – Membro CD RIES ed esperto cambiamento sistemi complessi e sostenibilità 
  • Sergio Agnello – Esperto Food Chain
  • Maria Chiara Gadda – Vice presidente Commissione Agricoltura Camera dei Deputati

Clicca QUI per il programma.

Tornare a incontrarsi, a poco più di sei mesi di distanza dalla due giorni di Vicchio, conferma che la partecipazione non è solo un valore: è una necessità. E proprio dal dialogo può nascere la spinta per rinnovare il nostro comune impegno di giustizia. Facendo emergere bisogni, aspettative e desideri di futuro.

La storia di Mani Tese ruota attorno al concetto stesso di partecipazione: grazie al contributo e alla relazione viva tra persone e territori l’associazione ha potuto crescere, mantenendo salde le sue radici e aprendosi continuamente al cambiamento.

Anche questo nuovo appuntamento sarà, quindi, un’occasione di dialogo, confronto e ascolto reciproco. Vi aspettiamo numerosi!

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Partecipare per Trasformare

Questo articolo  è stato co-finanziato dal Programma DEAR dell’Unione Europea. I suoi contenuti sono responsabilità esclusiva di Mani Tese ETS e non riflettono necessariamente il punto di vista dell’Unione Europea.

Maziwa: lo sviluppo sostenibile del Kenya passa dalla filiera del latte

Mani Tese utilizza l’agricoltura rigenerativa come chiave di sviluppo socio-economico. Ecco i primi buoni risultati del progetto “Maziwa”

Da molti anni Mani Tese lavora in Kenya fianco a fianco con le comunità locali per sviluppare sistemi produttivi rigenerativi capaci di ridurre l’impatto ambientale, garantire sicurezza alimentare nel lungo periodo e riportare al centro del processo produttivo le persone, in equilibrio con la biodiversità che le circonda. Uno dei principali ambiti di questo impegno si manifesta nella filiera del latte dove, insieme a 3E Africa e altri partner locali, Mani Tese ha adottato con successo un approccio trasversale che integra tutela dell’ambiente, imprenditorialità, inclusione sociale ed economia circolare.

Come nel progetto “Maziwa – A sustainable milk value chain for environmental protection and economic empowerment”, cofinanziato dalla Conferenza Episcopale Italiana attraverso i fondi dell’8×1000; l’iniziativa ha coinvolto piccoli agricoltori e allevatori nel Bacino del fiume Molo, che hanno partecipato a percorsi di formazione in gestione sostenibile della produzione e di gestione economica e finanziaria, così da acquisire le competenze necessarie per migliorare la loro produttività e avviare attività imprenditoriali. E, parallelamente, migliorare anche l’adattamento delle comunità della Foresta di Mau ai cambiamenti climatici.

L’IMPATTO DI “MAZIWA”

A partire da questo approccio integrato, il progetto Maziwa sta già mostrando risultati concreti sul territorio. A pochi mesi dalla conclusione, prevista per settembre 2026, l’iniziativa ha infatti iniziato a generare impatti significativi sia sul piano produttivo sia su quello socio-economico.

Tra gennaio 2025 e marzo 2026, la produzione media è cresciuta di almeno 1,5 litri al giorno per capo. L’iniziativa ha inoltre favorito la creazione di nuovi posti di lavoro e l’introduzione di prodotti trasformati, come yogurt e latte fermentato keniota, ampliando le opportunità di mercato per le comunità locali.

“Siamo partiti da una produzione giornaliera di circa 300 litri, arrivando oggi a 700, con la prospettiva di raggiungere i 1.000 litri”, ha raccontato Samuele Tini, East Africa Regional Coordinator di Mani Tese e responsabile in loco del progetto.

Si tratta di progressi importanti che contribuiscono anche a contrastare lo spopolamento delle aree montane, offrendo ai giovani opportunità concrete per costruire un futuro nei territori di origine. Allo stesso tempo, il progetto rafforza l’autosufficienza del Paese, promuovendo la valorizzazione delle filiere locali e riducendo la dipendenza dalle importazioni.

MICROFINANZA E SVILUPPO DELLA FILIERA

Accanto al rafforzamento della produzione, Maziwa interviene sull’intera filiera, sostenendo anche gli aspetti legati alla commercializzazione e all’accesso al credito. In questo ambito si inserisce la collaborazione con Cresud, società del gruppo Banca Etica, che affianca i piccoli produttori nel consolidamento delle proprie attività imprenditoriali.

Il contributo di Cresud si è tradotto nello sviluppo di strumenti di microfinanza capaci di rispondere ai bisogni dei micro-imprenditori locali. Il progetto ha infatti facilitato il collegamento tra istituzioni di microfinanza, come Caritas Nairobi, e gli allevatori coinvolti, favorendo l’accesso a finanziamenti destinati all’acquisto di motociclette, contenitori per il latte e attrezzature utili a migliorare la qualità dell’allevamento.

In un contesto dinamico come quello keniano, la microfinanza comunitaria rappresenta una valida alternativa agli aiuti emergenziali e al credito al consumo, contribuendo a generare sviluppo inclusivo e a rafforzare la resilienza delle comunità locali, in particolare nelle aree rurali e tra le donne.

“MAZIWA” SUI MEDIA ITALIANI

Il progetto “Maziwa” di recente ha trovato spazio anche su alcuni media italiani, che ne hanno sottolineato l’originalità e l’efficacia dell’approccio:

 

Protezione dei minori vulnerabili in Africa Occidentale: Mani Tese in Togo con la delegazione della Guinea-Bissau

Il 14 e 15 maggio 2026 una delegazione della Guinea-Bissau ha partecipato a Lomé, in Togo, alla riunione annuale del Comitato di Pilotaggio (COPIL) della Rede da África Ocidental (RAO), rete regionale impegnata nella protezione transnazionale di bambini, bambine e giovani in situazione di vulnerabilità.

Nell’ambito del progetto “No ta geri Mudança! Jovens e mulheres protagonistas da inclusão na Guiné-Bissau”, co-finanziato dall’Unione Europea, lo scorso 14 e 15 maggio Mani Tese ha partecipato con una delegazione della Guinea-Bissau  a Lomé, in Togo, alla riunione annuale del Comitato di Pilotaggio (COPIL) della Rede da África Ocidental (RAO), rete regionale impegnata nella protezione transnazionale di bambini, bambine e giovani in situazione di vulnerabilità.

Della delegazione facevano parte Mani Tese, AMIC – Amigos das crianças- membro permanente della RAO dal 2007 e partner del progetto “No Ta geri Mudança” – , la Fundação Ana Pereira (FAP), organizzazione impegnata nella promozione dei diritti delle donne e delle ragazze in Guinea-Bissau e l’Instituto da Mulher e Criança (Istituto della donna e del bambino), in veste di membro permanente del COPIL come rappresentante istituzionale della Guinea-Bissau.

L’edizione 2026 del COPIL RAO, intitolata “La RAO di fronte alle nuove sfide e opportunità: rafforzare la protezione transnazionale dei bambini e dei giovani in situazione di vulnerabilità”, ha riunito rappresentanti istituzionali, organizzazioni della società civile e reti di protezione dell’infanzia provenienti da diversi Paesi dell’Africa Occidentale. Al centro delle discussioni: mobilità infantile e giovanile, protezione transfrontaliera, matrimoni infantili e/o forzati, sicurezza regionale e rafforzamento dei sistemi comunitari di tutela.

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Giorgia Durantini, coordinatrice del progetto "No ta geri Mudança" a Lomè, Togo per la riunione annuale del COPIL della RAO - 14/15 maggio 2026

UNA PARTECIPAZIONE STRATEGICA PER DARE VOCE ALLA GUINEA-BISSAU

La partecipazione della delegazione guineense si inserisce nel quadro delle attività di rete internazionale previste dal progetto No ta geri mudança, con l’obiettivo di portare all’attenzione regionale la tematica del matrimonio infantile e/o forzato e rafforzare il dialogo con gli attori dell’Africa Occidentale.

In questo contesto, la partecipazione della Fundação Ana Pereira, realtà attiva nella prevenzione della violenza basata sul genere e nella protezione di donne e ragazze vulnerabili, ha rafforzato il contributo inserito nell’ambito di questa attività. La presenza della presidente della fondazione, Maimuna Sila, specializzata sul tema dei matrimoni forzati, ha permesso di portare al tavolo regionale un contributo tecnico di grande rilievo.

Uno dei momenti centrali dell’incontro è stato il panel dedicato alla prevenzione e risposta al matrimonio infantile e/o forzato in contesti di crisi e mobilità, durante il quale la delegazione guineense ha presentato un’analisi della situazione in Guinea-Bissau e una serie di raccomandazioni rivolte allo spazio regionale della CEDEAO.

Nel corso della presentazione sono state evidenziate le molteplici cause del fenomeno: povertà, disuguaglianze di genere, norme sociali e culturali, cambiamenti climatici, fragilità istituzionali e insicurezza. È stato inoltre sottolineato come il matrimonio forzato abbia oggi una dimensione sempre più transnazionale, strettamente collegata alle dinamiche migratorie e alla vulnerabilità sociale delle bambine e ragazze.

Tra gli aspetti principali emersi durante il dibattito figurano la necessità di rafforzare i sistemi di protezione dell’infanzia, il ruolo centrale delle comunità e della società civile, l’importanza della reintegrazione scolastica, il coinvolgimento dei leader religiosi e comunitari nelle attività di sensibilizzazione e la creazione di meccanismi regionali coordinati di prevenzione e risposta.

Il panel ha inoltre permesso uno scambio di esperienze tra Guinea-Bissau, Guinea-Conakry, Nigeria e Senegal, evidenziando sfide comuni ma anche pratiche innovative sviluppate nei diversi contesti nazionali.

Maimuna Sila, presidente della Fundação Ana Pereira

MOBILITÀ, SICUREZZA E PROTEZIONE DELL’INFANZIA 

Nel corso delle due giornate di lavoro, i partecipanti hanno affrontato anche i temi legati alla mobilità umana, ai conflitti regionali e agli effetti dell’insicurezza sulla protezione dei minori.

Particolare attenzione è stata dedicata alla necessità di costruire politiche africane capaci di rispondere alle realtà sociali della regione, rafforzando la cooperazione transfrontaliera e valorizzando il ruolo delle comunità locali.

I lavori hanno evidenziato come le crisi di sicurezza, i processi migratori e le difficoltà economiche aumentino il rischio di sfruttamento, separazione familiare, abbandono scolastico e violenza di genere, rendendo ancora più urgente il rafforzamento dei meccanismi comunitari di protezione.

RAFFORZARE LA PRESENZA DELLA SOCIETÀ CIVILE GUINEENSE NEGLI SPAZI REGIONALI 

La partecipazione al COPIL RAO 2026 è stata un’importante opportunità per consolidare la presenza della società civile guineense negli spazi regionali di concertazione politica e tecnica.

Attraverso il dialogo con OSC, istituzioni e partner tecnici provenienti da tutta l’Africa Occidentale, la delegazione ha potuto condividere esperienze, costruire nuove relazioni di collaborazione e contribuire alla definizione di strategie comuni per la protezione dei minori in situazione di vulnerabilità. L’incontro ha confermato il ruolo fondamentale della RAO come spazio regionale di coordinamento e cooperazione, capace di promuovere approcci condivisi e rafforzare la tutela dei diritti dell’infanzia in Africa Occidentale.

Il progetto “No ta geri Mudança! Jovens e mulheres protagonistas da inclusão na Guiné-Bissau” è stato co-finanziato dall’Unione Europea. I contenuti di questo articolo sono esclusiva responsabilità di Mani Tese ETS e non riflettono necessariamente il punto di vista dell’Unione Europea.

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