UNA PARTECIPAZIONE STRATEGICA PER DARE VOCE ALLA GUINEA-BISSAU
La partecipazione della delegazione guineense si inserisce nel quadro delle attività di rete internazionale previste dal progetto No ta geri mudança, con l’obiettivo di portare all’attenzione regionale la tematica del matrimonio infantile e/o forzato e rafforzare il dialogo con gli attori dell’Africa Occidentale.
In questo contesto, la partecipazione della Fundação Ana Pereira, realtà attiva nella prevenzione della violenza basata sul genere e nella protezione di donne e ragazze vulnerabili, ha rafforzato il contributo inserito nell’ambito di questa attività. La presenza della presidente della fondazione, Maimuna Sila, specializzata sul tema dei matrimoni forzati, ha permesso di portare al tavolo regionale un contributo tecnico di grande rilievo.
Uno dei momenti centrali dell’incontro è stato il panel dedicato alla prevenzione e risposta al matrimonio infantile e/o forzato in contesti di crisi e mobilità, durante il quale la delegazione guineense ha presentato un’analisi della situazione in Guinea-Bissau e una serie di raccomandazioni rivolte allo spazio regionale della CEDEAO.
Nel corso della presentazione sono state evidenziate le molteplici cause del fenomeno: povertà, disuguaglianze di genere, norme sociali e culturali, cambiamenti climatici, fragilità istituzionali e insicurezza. È stato inoltre sottolineato come il matrimonio forzato abbia oggi una dimensione sempre più transnazionale, strettamente collegata alle dinamiche migratorie e alla vulnerabilità sociale delle bambine e ragazze.
Tra gli aspetti principali emersi durante il dibattito figurano la necessità di rafforzare i sistemi di protezione dell’infanzia, il ruolo centrale delle comunità e della società civile, l’importanza della reintegrazione scolastica, il coinvolgimento dei leader religiosi e comunitari nelle attività di sensibilizzazione e la creazione di meccanismi regionali coordinati di prevenzione e risposta.
Il panel ha inoltre permesso uno scambio di esperienze tra Guinea-Bissau, Guinea-Conakry, Nigeria e Senegal, evidenziando sfide comuni ma anche pratiche innovative sviluppate nei diversi contesti nazionali.