Il Contesto

La Repubblica del Benin confina a nord con il Burkina Faso e il Niger, a est con la Nigeria, a ovest con il Togo e a sud si affaccia sul Golfo di Guinea. La piana costiera aumenta di altitudine fino a creare una catena di altipiani nella savana, prima di scendere di nuovo fino alla valle del fiume Niger. Il Benin ha una popolazione di circa 11,8 milioni di abitanti. Il paese si trova al 163° posto nell’Indice di Sviluppo Umano e il tasso di alfabetizzazione totale della popolazione adulta sopra i 15 anni corrisponde a una media del 42%, di cui 31% per le donne e 54% per gli uomini.

In questo contesto, il tasso di abbandono scolastico è molto elevato, soprattutto tra le ragazze e nelle zone rurali. Secondo un rapporto dell’Unicef del 2020, un bambino su due (52,2%) è coinvolto nel lavoro minorile, e quasi 4 su 10 lavorano in condizioni pericolose. Questa situazione determina non solo il mancato esercizio dei diritti dei bambini in generale e del diritto all’istruzione in particolare, ma porta anche a un deterioramento della qualità del capitale umano del paese.

Inoltre l’abbandono scolastico è una delle prime cause dell’aumento dei casi di traffico di bambini, che rappresenta una seria minaccia per il paese. Le tecniche utilizzate dai trafficanti sono spesso la truffa morale e materiale nei confronti dei genitori, con l’uso di bugie, il dono di oggetti o di una somma di denaro. I trafficanti illudono i genitori paventando un futuro migliore sia per il bambino che per loro stessi, se lasciano partire i propri figli. Ma ciò non è la verità.

L’azione di Mani Tese in questo campo ha già permesso di sensibilizzare diverse località sull’importanza del diritto all’istruzione e sulle conseguenze della dispersione scolastica, soprattutto per le ragazze. Tuttavia, questo contesto ancora fragile merita di essere rafforzato estendendo la sensibilizzazione e la formazione anche ad altre località, per un migliore riconoscimento del diritto dei bambini all’istruzione, ma anche promuovendo tra la popolazione la conoscenza della legge n. 8/2015 sul codice dell’infanzia della Repubblica del Benin.

Toucountouna, Dipartimento di Atakora, Benin

TouKountouna, Benin

Kouandé, Dipartimento di Atakora, Benin

Kouandé, Benin

Natitingou, Dipartimento di Atakora, Benin

Natitingou, Benin

Pehunco, Dipartimento di Atakora, Benin

Péhunco, Benin

 
Gli obiettivi

Obiettivo del progetto è di garantire il diritto di ogni bambino e bambina ad una vita dignitosa, promuovendo in particolare la protezione dell’Infanzia e il diritto all’educazione per le bambine e i bambini. Il progetto si svolgerà in quattro comuni del Dipartimento dell’Atacorà: Natitingou, Toucountouna, Kouandé e Péhunco.

Dettagli di progetto
Paese

Benin,

Località

Dipartimento dell’Atacora; comuni di Natitingou, Toucountouna, Kuandé, Péhunco,

destinatari

Scolari, insegnanti, autorità locali, stazioni di polizia e tutta la popolazione dei comuni interessati.

 
Le Attività

1 – Trasmissioni radiofoniche per far conoscere il contenuto del Codice dei Bambini in Benin.

La suddetta divulgazione sarà effettuata in due radio locali, che sono in grado di raggiungere circa 100.000 persone, nelle cinque lingue locali identificate: Waama, Ditammari, Naténi, Baatonum e Fulfulbé. Saranno 5 i programmi tematici proposti da specialisti in materia di diritti dei bambini e riguarderanno le seguenti tematiche: 1. Scopo e finalità del codice dell’infanzia, 2. Conoscenza dei principi di base del codice dei bambini, 3. Le garanzie necessarie per lo sviluppo del bambino, 4. Protezione sociale del bambino, 5. Protezione giudiziaria e penale del bambino a seguito di violazioni dei diritti contenuti nel Codice dell’infanzia e le sanzioni previste (articoli 324 a 405).

2Organizzazione nelle 20 scuole beneficiarie di seminari e giochi educativi sull’importanza del diritto all’istruzione da un lato, e i fattori e le conseguenze della dispersione scolastica, soprattutto per le ragazze, dall’altro.

L’obiettivo di questa attività è quello di promuovere una cultura del dialogo tra alunni e insegnanti nelle scuole per sensibilizzare, in particolare gli studenti, sull’utilità dell’istruzione. Si suddivide in tre azioni.

La prima azione riguarda l’organizzazione di giochi ludici che rafforzino la conoscenza dei diritti dei bambini e aiutino ad abbattere la disparità di genere nelle scuole; si prevede di sostenere ogni scuola beneficiaria con le attrezzature necessarie per l’organizzazione dei vari giochi che si terranno lungo tutto l’anno scolastico alternandosi alle discussioni previste con la seconda azione.

La seconda azione concerne, invece, nove momenti di confronto tra insegnanti e alunni, che saranno tenuti in ogni scuola su altrettante tematiche: 1) La dichiarazione dei diritti del bambino del 1959; 2) Spiegazione dei diritti fondamentali del bambino (estratto del Codice beninese dell’infanzia); 3) Ogni bambino ha dei diritti ma anche dei doveri (estratto del codice beninese dell’infanzia); 4) La scuola, un’opportunità; 5) Abbandono scolastico, una minaccia per il futuro del bambino; 6) Attenzione a non nelle trappole dell’abbandono scolastico; 7) Traffico di bambini; 8) Riassunto delle sanzioni previste dal codice dell’infanzia contro il traffico di minori; 9) Le responsabilità per la protezione dei diritti dei bambini a livello locale. Verranno utilizzati tre manuali prodotti durante i progetti precedenti da Mani Tese e per i quali è necessaria una ristampa.

La terza azione consiste nell’organizzazione, in ciascuna scuola target dell’iniziativa, di un evento finale durante il quale tutta la popolazione sarà sensibilizzata sui fattori e sulle conseguenze della dispersione scolastica e sull’importanza della scuola. L’evento sarà realizzato alla conclusione del percorso descritto nelle due azioni precedenti e sarà caratterizzato da sketch, teatro e poesie con l’obiettivo di lanciare chiari messaggi, in particolare, ai genitori. L’evento prevede al suo interno anche delle competizioni sportive previste in particolare per le ragazze che sono, per la maggior parte, discriminate nelle loro famiglie e viene loro impedito di partecipare a certi giochi con i ragazzi della loro età.

3 – Sessioni di advocacy con le autorità locali per rafforzare la protezione dei bambini in ogni località beneficiaria.

All’inizio del progetto è prevista una sessione di advocacy in ognuno dei quattro comuni target dell’iniziativa. La sessione coinvolgerà il sindaco, i direttori delle scuole materne e primarie, il capo del dipartimento di promozione sociale, i capi e i commissari dei distretti interessati dal progetto, i capi villaggio delle località interessate. Essa avrà lo scopo di lanciare le attività pertinenti il progetto, sensibilizzando ulteriormente i presenti sulla loro importanza. Ci si aspetta un impegno da parte delle autorità presenti per migliorare la protezione dei bambini e lottare contro la dispersione scolastica. Con l’aiuto delle due radio locali, il sindaco di ogni comune potrà lanciare degli appelli alla sua popolazione per invitare a prendere più seriamente in considerazione il diritto all’istruzione.

Partner di progetto