LA FORZA DELLE DONNE DELLโ€™ATACORร€: HANNO RESO Lโ€™8 MARZO UNA CELEBRAZIONE FISSA

Lโ€™8 marzo scorso, la localitร  di Maka in Benin ha ospitato la seconda edizione della celebrazione della giornata internazionale della donna, organizzata dalla locale Unione delle cooperative di donne trasformatrici di prodotti agricoli sostenuta da Mani Tese.

Lโ€™anno scorso ci eravamo emozionati guardando le immagini del primo corteo organizzato dalle donne dellโ€™Atacorร  in occasione dellโ€™8 marzo.

Questโ€™anno, se possibile, ci siamo entusiasmati ancora di piรน osservando le immagini della seconda edizione di questa giornata, di fatto divenuta un importante momento di rivendicazione annuale per queste donne sempre piรน orgogliose della propria indipendenza.

Lโ€™unione delle cooperative di donne produttrici di prodotti agricoli, che Mani Tese sostiene in Benin, lโ€™anno scorso aveva fatto una scommessa in merito alla possibilitร  di rendere lโ€™8 marzo una giornata in cui celebrare annualmente i diritti e gli sforzi delle donne.

Questโ€™anno, dunque, la celebrazione si รจ ripetuta presso il villaggio di Maka, una localitร  del comune di Kouandรฉ.

Il culmine dellโ€™evento si รจ svolto allโ€™ingresso del villaggio, ai piedi della collina. Lรฌ, una carovana lunghissima ha sfilato con un numero impressionante di donne provenienti da diverse localitร : Tampegrรฉ, Tigninti, Didapoumbo, Boronkonรฉ, Tampatou, Tansรฉ, Cabarรฉ e Ticou Maka, Kouba, Koissoukoingou, Kounadorgou dei comuni di Natitingou, Toucountouna e Kouandรฉ.

Lโ€™intera comunitร  di Maka รจ rimasta stupita dallโ€™immensa sfilata, dallโ€™armonia e dallโ€™esplosione di colori per celebrare la battaglia a favore dellโ€™emancipazione femminile.

Il tema scelto per la celebrazione รจ stato: โ€œLa promozione socio-economica delle donne: un nutrimento essenziale per la loro emancipazione. Operiamo per la conquista della nostra libertร , per lโ€™uguaglianza nel lavoro e per promuovere la nostra coscienza di cittadineโ€.

La giornata ha visto lโ€™organizzazione di canti, danze, esposizione di vari prodotti agricoli tra cui Garรฌ, tapioca, formaggio di soia e burro di karitรฉ.

La carovana che ha attraversato il villaggio ha incontrato lโ€™intera comunitร , uscita in massa per applaudire le donne, e si รจ fermata nel cortile della scuola primaria, dove ad attenderla cโ€™era una platea di autoritร .

โ€œรˆ con gioia che vi accolgo a Maka. Siamo fieri delle nostre donne che sono riuscite a organizzare questo evento. Ringraziamo lโ€™ONG Mani Tese per il suo accompagnamento che ha cambiato completamente la loro vita, quella dei loro figli e di noi, loro sposiโ€, si รจ rallegrato per primo il capo del villaggio di Maka.

Secondo Sounon Kpรฉra Maimounatou, la presidente dellโ€™unione delle cooperative di donne trasformatrici di Maka, la collaborazione tra le donne di Maka e Mani Tese ha permesso a questa comunitร  e a quelle dei villaggi vicini di comprendere lโ€™importanza delle donne, grazie alle attivitร  economiche da loro avviate.

Il direttore della scuola primaria di Maka, Ahlean Samuel si รจ detto fiero della collaborazione tra Mani Tese e la sua scuola: โ€œSe oggi abbiamo un giardino, se oggi le nostre figlie frequentano corsi di educazione civica, se possiamo lottare contro lโ€™abbandono scolastico femminile, รจ grazie allโ€™ONG Mani Tese, a cui rivolgo i miei accorati ringraziamentiโ€.

Ilย responsabileย dellโ€™arrondissement diย Fรด-Tancรฉย (di cui fa parte Maka),ย Baparape Ibrahimย ha sottolineato che questa manifestazione รจ, per il villaggio di Maka, unโ€™occasione inedita: โ€œMai, nella storia del nostroย arondissement, le donne sono state in grado di movimentare cosรฌ tante persone. Baparape Ibrahim ha ringraziato Mani Tese per aver permesso alle donne di Maka di prendere consapevolezza di quanto sia necessaria la loro emancipazione poichรฉ, secondo lui, non ci puรฒ essere sviluppo senza uguaglianza tra gli uomini e le donne e se queste non diventano veramente autonome attraverso il loro lavoro e il loro impegnoโ€.

Il rappresentante di Mani Tese in Benin, Achille Tepa si รจ infine congratulato con le donne dellโ€™unione delle cooperative di Maka per la loro determinazione durante questi undici anni di collaborazione. Tepa le ha invitate a perseverare ulteriormente nelle loro attivitร  cercando sempre di rinnovarsi anche attraverso la valorizzazione di altre e potenzialmente redditizie filiere agricole appartenenti alla tradizione del Paese. Ha inoltre sensibilizzato la popolazione sullโ€™importanza della formazione dei bambini e soprattutto delle bambine, senza la quale ogni sforzo fatto rischierebbe di risultare vano.

La cerimonia si รจ conclusa con un saluto di Sua Maestร , il re di Maka.

A tutti i partecipanti รจ stato offerto un pranzo e ora si pensa giร  allโ€™organizzazione della terza edizione!

4. Il riscatto di Lรฉa

Lรฉa, imprenditrice del Burkina Faso, ha creato insieme ad altre 9 donne lโ€™associazione Lompar, che si occupa della lavorazione e trasformazione del niรฉbรฉ, un fagiolo locale con cui si prepara anche il couscous.

di Giulia Polato, Responsabile Paese Burkina Faso

Lรฉa ha 51 anni e lโ€™associazione che ha contribuito a creare, Lompar, partecipa al progetto โ€œImprese sociali innovative e partecipazione dei migranti per lโ€™inclusione sociale in Burkina Fasoโ€ cofinanziato da AICS e Fondazione Maria Enrica.ย  รˆ una donna dinamica che si divide tra casa, famiglia e associazionismo. Una che non sta mai ferma, sempre pronta ad informarsi e formarsi, consapevole che essere donna, in Burkina Faso, non รจ facile e se non ci si dร  una mano difficilmente si puรฒ riuscire.

Perchรฉ la donna africana si deve svegliare alle 4, preparare la colazione per tutta la famiglia (magari andando a prendere lโ€™acqua a chilometri di distanza), svegliare e lavare i bambini, mandarli a scuola, per poi andare a lavorare nei campi, ma tornando sempre in tempo per preparare la cena e accudire la famiglia, mangiando al volo ciรฒ che resta quando gli altri hanno finito di servirsi.

il riscatto di lea mani tese 2020
Lรฉa Marie Zigani, vive nel Boulgou e la sua associazione opera nella cittร  di Garango

Cosรฌ Lรฉa, insieme a 9 donne ha creato lโ€™associazione Lompar, che significa โ€œla femme fait le foyerโ€ (la donna รจ famiglia), che si occupa della lavorazione e trasformazione del niรฉbรฉ, il fagiolo locale, con la cui farina prepara anche un couscous che recentemente ha vinto un premio per lโ€™innovazione in campo agroalimentare di circa 150.000 fcfa (250โ‚ฌ circa). E se ci pensate bene รจ stato un grandissimo successo, il secondo in pochi mesi, dopo il contributo ricevuto dal progetto, per unโ€™associazione che fino a un anno e mezzo fa aveva portato avanti le proprie attivitร  senza nessun supporto esterno! Infatti Lรฉa mi ha detto che partecipare al bando di Mani Tese รจ stata una grandissima sfida, ma lei sapeva che, insieme a Lompar, aveva le capacitร  e le risorse per farcela!

Adesso Lรฉa non vede lโ€™ora che, grazie alle realizzazioni che stanno facendo (Mani Tese con il progetto le sta aiutando a costruirsi una casetta per poter lavorare al riparo e in un ambiente pulito, a dotarsi di un forno, di un essiccatoio ad energia solare e di altro materiale utile alla lavorazione), tutte le donne che lavorano per Lompar possano uscire dalla povertร , pagare la scuola ai propri figli e comprarsi una moto e magari pure una macchina!

lavori di costruzione lompar -mt2020
I lavori di costruzione di un edificio per l’associazione Lompar

Quando mi parla le brillano gli occhi e posso capire che Lรฉa sta davvero vedendo realizzarsi il suo sogno e prova una grande soddisfazione e felicitร  per avercela fatta fino a qui.

Mi dice che augura a tutti noi (responsabili di Mani Tese, ma anche ai membri delle altre organizzazioni collettive coinvolte nel progetto) di avere sempre del lavoro da fare, di non rimanere mai con le mani in mano, perchรฉ se si lavora si prospera e si vive a lungo. E poi ovviamente si augura la pace, per noi e per tutto il Burkina Faso.

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Diventare cittadini e cittadine del mondo… salla propria camera!

Esercizi, letture e piccole sfide per mantenersi in equilibrio su un pianeta da rispettare, senza mettere il naso fuori di casa.

In queste settimane il nostro mondo sembra essersi fatto estremamente piรน piccolo. Il โ€œfuoriโ€ si รจ fatto enorme e il โ€œdentroโ€ si รจ ridotto alla nostra casa. 

Se anche voi vi sentite un poโ€™ come dei pesci rossi nella boccia, vuol dire che รจ arrivato il momento di portarsi un poโ€™ di mondo in casa

Nei prossimi giorni vi proporremo qualche prova per giocare, riflettere e mantenere viva la voglia di nuotare nellโ€™oceano. Perchรฉ prima o poi finalmente ci torneremo, e sicuramente lo faremo con piรน gusto, ma forse anche con piรน rispetto e delicatezza. Ora lo sappiamo quanto รจ prezioso! 

Eccovi dunque, a partire da domani, i nostri esercizi di equilibrio: ognuno si conclude con una o piรน domande. 

Saprete rispondere? 

Siamo molto curiosi di saperlo: seguiteci sui nostri canali social e scrivete le vostre risposte nei commenti oppure aย ecg@manitese.it.

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Premio Mani Tese per il giornalismo investigativo e sociale: al via la II edizione!

In giuria: Federica Angeli, Riccardo Iacona, Gad Lerner, Gianluigi Nuzzi, Tiziana Ferrario, Eva Giovannini, Francesco Piccinini, Stefania Prandi, Emilio Ciarlo. Margherita Rebuffoni, mamma di Nadia Toffa, consegnerร  il Premio in ricordo della figlia.

Dopo il successo della prima edizione, che ha visto la pubblicazione dellโ€™inchiesta “Amazon, uno smaltimento al di sopra di ogni sospetto”, torna il Premio Mani Tese per il giornalismo investigativo e sociale, di cui sono ufficialmente aperte le candidature.

Il Premio Mani Tese per il giornalismo investigativo e sociale intende sostenere la produzione di inchieste originali su tematiche concernenti gli impatti dellโ€™attivitร  di impresa sui diritti umani e sullโ€™ambiente in Italia e/o nei Paesi terzi in cui si articolano le filiere globali di produzione.

Obiettivo del Premio รจ portare alla luce fatti e storie di interesse pubblico finora ancora poco noti e/o dibattuti, con un taglio sia di denuncia sia di proposta.

La prima edizione ha permesso la realizzazione dellโ€™importante inchiesta โ€œAmazon, uno smaltimento al di sopra di ogni sospetto – Dalla distruzione di massa dei beni invenduti a una nuova economia circolareโ€, il cui estratto รจ stato mandato in onda da Presa Diretta. In seguito all’inchiesta, il Ministero dellโ€™Ambiente ha messo sotto osservazione la legge vigente sullโ€™e-commerce, la Regione Lazio si รจ impegnata ad offrire un’alternativa verde e solidale nei confini di sua competenza e il Governo, con il decreto del 28 febbraio scorso, ha introdotto agevolazioni fiscali per le imprese che donano merci al non profit.

Lโ€™edizione 2020

Il tema della II edizione del Premio รจ lโ€™impatto dellโ€™industria dellโ€™abbigliamento sui diritti umani e sullโ€™ambiente, in Italia e/o nei Paesi terzi in cui si articola la filiera globale del tessile.

Il premio consiste in un contributo a copertura delle spese di realizzazione dellโ€™inchiesta vincitrice fino a un massimo di 10.000 euro.

A chi รจ rivolto

La partecipazione รจ aperta a giornalisti indipendenti/freelance anche non iscritti allโ€™Ordine dei Giornalisti e non pubblicisti, di ogni etร  e nazionalitร .

Come partecipare

La partecipazione al premio รจ gratuita.

Per concorrere al Premio รจ necessario compilare il form di iscrizione on line nella pagina dedicata al premio sul sito di Mani Tese presentando il proprio progetto di inchiesta e la biografia dei partecipanti.

La scelta del formato dellโ€™inchiesta (articoli, fotoreportage, video, web-doc, web serie, graphic novel eccโ€ฆ) รจ libera.

Il termine di scadenza per lโ€™invio dei progetti รจ il 4 maggio 2020.

La giuria

Composta da giornalisti ed esperti del settore, la giuria selezionerร  5 finalisti tra una shortlist stilata dalla Commissione Tecnica, formata da membri dello staff di Mani Tese. I finalisti saranno annunciati e invitati a presentare i loro progetti durante lโ€™evento di premiazione che si terrร  nel mese di giugno 2020.

La selezione finale avverrร  nel corso dellโ€™evento con lโ€™annuncio del/i vincitore/i che sarร  rimesso allโ€™insindacabile giudizio della Giuria.

Consegnerร  il Premio Margherita Rebuffoni, madre di Nadia Toffa, in ricordo dellโ€™impegno nellโ€™ambito del giornalismo dโ€™inchiesta da parte della figlia.

I membri della giuria, composta da giornalisti e/o esperti del settore, sono, in ordine alfabetico:

Federica Angeli

Cronista di nera e giudiziaria, dal 1998 scrive sulle pagine del quotidiano La Repubblica. Nota per le sue inchieste sulla mafia romana per le quali, in seguito alle minacce ricevute, vive sotto scorta dal 17 luglio 2013. Nel 2019 la sua storia รจ protagonista del film A mano disarmata.

Emilio Ciarlo

Direttore comunicazione dellโ€™AICS. Avvocato, giurista internazionale dโ€™impresa, pubblica su diverse testate articoli su politica estera, cooperazione e diritti umani. Dal 2013 al 2015 รจ stato Consigliere politico del Vice Ministro degli Esteri e della Cooperazione.

Tiziana Ferrario

Giornalista, giร  inviata e conduttrice RAI. Dopo essersi occupata di politica estera, guerre e crisi umanitarie, ha deciso di dedicarsi al tema della paritร  di genere. Nel 2006 pubblica Il vento di Kabul (Baldini Castoldi Dalai). Nel 2017 Orgoglio e Pregiudizi (Chiarelettere).

Eva Giovannini

Giornalista e inviata RAI. Ha condotto l’edizione 2017 del Premio Strega. Membro del “Comitato di Saggi” sull’Europa, ha scritto Europa Anno Zero – Il ritorno dei Nazionalismi (Marsilio, 2015). In TV ha lavorato per Annozero, Piazzapulita, Skytg24. Ha condotto il programma Popolo Sovrano.

Riccardo Iacona

Giornalista e conduttore televisivo, si occupa di giornalismo dโ€™inchiesta. Ha lavorato per diversi programmi televisivi sia in Rai che in Mediaset, fra cui Samarcanda, Il Rosso e il Nero, Tempo Reale, Moby dick, Moby’s, Circus, Sciusciร . Ha realizzato numerose trasmissioni come W gli sposi, W il mercato, W la ricerca e la serie di inchieste W l’Italia. Dal 2009 conduce il suo programma di inchiesta Presa diretta, in onda su Rai Tre.

Gad Lerner

Giornalista e autore di numerosi libri, ha collaborato con Radio Popolare, Lโ€™Espresso, Corriere della sera, Repubblica, La stampa, Nigrizia. In RAI ha condotto Profondo Nord, Milano, Italia, Pinocchio e L’Approdo. Su LA7 รจ stato direttore del tg e conduttore di Otto e mezzo e Lโ€™Infedele.

Gianluigi Nuzzi

Giornalista autore di diverse inchieste e scoop che hanno avuto vasta eco come Vaticano S.p.A. (Chiarelettere, 2009) e Metastasi (Chiarelettere 2015). Ha ideato e condotto la trasmissione Intoccabili su La7. Attualmente conduce su Rete4 Quarto Grado.

Francesco Piccinini

Direttore responsabile di Fanpage. Ha lavorato come digital manager di Caltagirone Editore Digital, direttore di AgoraVox Italia e docente presso l’ร‰cole Supรฉrieure de Gestion di Parigi. Tra gli autori di Novantadue. L’anno che cambiรฒ l’Italia (Castelvecchi, 2012).

Stefania Prandi

Giornalista e fotogiornalista, si occupa di questioni di genere, lavoro, diritti umani, societร  e ambiente. Ha realizzato reportage collaborando per Al Jazeera, El Paรญs e altre testate. รˆ autrice di Oro rosso. Fragole, pomodori, molestie e sfruttamento nel Mediterraneo (Settenove, 2018).

A proposito del Premio Mani Tese

Il Premio Mani Tese per il giornalismo investigativo e sociale รจ unโ€™iniziativa di Mani Tese, ONG che da oltre 55 anni si occupa di contrastare le ingiustizie nel mondo, e rientra nel programma MADE IN JUSTICE di Mani Tese, che mira a mettere i diritti umani e lโ€™ambiente al centro della governance delle imprese e delle scelte dei consumatori.

Lโ€™edizione 2020 del Premio si inserisce allโ€™interno del progetto โ€œCambia MODA! Dalla fast fashion a una filiera tessile trasparente e sostenibileโ€, realizzato con il contributo dellโ€™Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS).

รˆ possibile visionare il regolamento completo del Premio alla pagina dedicata sul sito di Mani Tese. Per ricevere informazioni sul Premio รจ inoltre possibile scrivere allโ€™indirizzo advocacy@manitese.it.

8 MARZO: GLI AUGURI DELLE DONNE DEL BENIN

Dal 2009 a oggi Mani Tese ha sostenuto in Benin piรน di 50 gruppi di donne nella produzione, trasformazione e vendita di prodotti agricoli locali. Oggi circa 1000 donne lavorano organizzate in cooperative di primo e secondo livello in tre comuni del Dipartimento dellโ€™Atacora: Kouandรฉ, Natitingou e Toucountouna. Grazie a un accordo di partnership firmato […]

Dal 2009 a oggi Mani Tese ha sostenuto in Benin piรน di 50 gruppi di donne nella produzione, trasformazione e vendita di prodotti agricoli locali.

Oggi circa 1000 donne lavorano organizzate in cooperative di primo e secondo livello in tre comuni del Dipartimento dellโ€™Atacora: Kouandรฉ, Natitingou e Toucountouna. Grazie a un accordo di partnership firmato da Mani Tese con un istituto di microfinanza, presso il quale รจ stato depositato un fondo di garanzia, possono avere accesso al credito.

Il sostegno alle donne ha permesso, inoltre, a 100 famiglie povere di intraprendere attivitร  di coltivazione e commercializzazione anche di colture tradizionali scomparse o in via dโ€™estinzione come fonio, mais giallo, igname giallo, souchet, sesamo e patata dolce. 

Mani Tese promuove inoltre la cittadinanza attiva delle donne attraverso attivitร  di sensibilizzazione sull’esercizio dei loro diritti e la loro partecipazione alla vita civile.

Dal 2018, inizialmente in tre e oggi in nove villaggi dei giร  citati comuni, promuove il diritto all’istruzione delle bambine e sensibilizza sui pericoli dell’abbandono scolastico per ridurre le disparitร  di accesso alla scuola tra ragazzi e ragazze.

Ecco gli auguri delle donne di Tampรจgrรฉ e di Maka:

Alcune foto delle attivitร :

PRESSE-DE-FARINE-DE-MANIOC-HUMIDE-AVANT-TORREFACTION-1
PASSAGE-DU-MANIOC-A-LA-RAPEUSE-1
LAVAGE-DE-RACINES-DE-MANIOC-APRES-EPLUCHAGE-1
Donne Benin

Per lโ€™8 marzo โ€“ Giornata internazionale dei diritti della donna โ€“ scegli un dono solidale e sostieni i nostri progetti in Benin: https://regalisolidali.manitese.it/dettaglio.php?prodotto=padrone-del-proprio-destino

FUGGITA DA UN MATRIMONIO FORZATO, SOGNO DI DIVENTARE UNA DOTTORESSA

La storia di Fatumata, ragazza ospite del centro di accoglienza per vittime di matrimoni forzati e violenza di genere sostenuto da Mani Tese in Guinea-Bissau, dove piรน della metร  delle ragazze fra i 15 e i 19 anni รจ sposata con uomini piรน vecchi di almeno 10 anni.

Fatumata (nome di fantasia) รจ una ragazzina vittima di matrimonio forzato e da ottobre dellโ€™anno scorso รจ ospite del centro di accoglienza per bambine e donne vittime di violenza di genere e matrimoni forzati e precoci di Bissau. Il centro รจ sostenuto da Mani Tese nellโ€™ambito del progetto โ€œLibere dalla violenzaโ€ finanziato dallโ€™Unione Europea.

Fatumata insieme a un’assistente sociale del centro di accoglienza per bambine e donne vittime di violenza di genere e matrimoni forzati e precoci di Bissau

Fatumata proviene dal Sud della Guinea-Bissau, una zona che presenta tra le piรน alte percentuali di matrimoni forzati e precoci del paese, le cui cause sono legate soprattutto a questioni culturali e allโ€™impossibilita delle famiglie di mantenere il numero elevato di figli. Nel caso delle ragazze, la โ€œdonazioneโ€ in matrimonio oggi assume una vera e propria fonte di entrata per la famiglia e lโ€™abbandono scolastico รจ altissimo, proprio perchรฉ sono vittime dei matrimoni precoci, ma anche perchรฉ occupate nel lavoro agricolo e a volte vittime di rituali etnici come la mutilazione genitale femminile. Secondo dati del 2014, la percentuale di donne tra i 15 ed i 19 anni sposate con uomini piรน vecchi di almeno 10 anni sul territorio nazionale รจ del 59,6%.

Fatumata ci ha raccontato la sua storia.

โ€œSono nata a Bissau, dove ho vissuto i primi anni con mia madre, mio padre e le mie tre sorelle.

I miei genitori si sono separati e mio โ€‹โ€‹padre รจ andato a lavorare sullโ€™isola di Bolama. Da allora non abbiamo piรน avuto contatti con lui.

Mia madre non lavorava e aveva quattro figlie da mantenere, cosรฌ ha deciso di mandarmi a vivere con mia nonna materna a Buba, cittร  del sud del paese Avevo 5 anni, allโ€™epoca, e tutto andava bene: la nonna mi trattava molto bene, frequentavo lโ€™asilo ed ero felice.

L’incubo รจ iniziato a 10 anni, quando la sorella di mia nonna รจ venuta a prendermi per andare a vivere con lei in un villaggio che si trovava a due ore di distanza da Buba. Questa mia zia perรฒ mi picchiava, mi urlava addosso e mi faceva lavorare duramente per ore e ore nelle faccende domestiche: ero la prima a svegliarmi e lโ€™ultima ad andare a dormire[i].

Io volevo tornare a frequentare la scuola come le altre ragazze e, dopo tante insistenze, mia zia mi ha finalmente iscritto, ma non avevo nemmeno un quaderno. Per pagarmi il materiale didattico, i vestiti e quello di cui avevo bisogno per andare in classe, sono stata mandata a raccogliere la castagna dellโ€™anacardo nei campi.

Nonostante la stanchezza, frequentavo regolarmente le lezioni, ma allโ€™etร  di 15 anni, un giorno, verso le 5 di mattina, mia zia, mia nonna e alcune altre donne del villaggio sono venute a prendermi per portarmi via. โ€œDove mi state portando e perchรฉ?โ€, ho chiesto. โ€œTi stiamo portando da tuo marito.โ€, รจ stata la risposta.

Allโ€™inizio ho pensato che si trattasse di uno dei figli di mia ziaโ€ฆInvece era suo marito, un uomo di 70 anni. Ho iniziato a piangere e a urlare. Le donne hanno preso a colpirmi sui piedi, sulla schiena e su tutto il corpo. Poi mi hanno tagliato i capelli e mi hanno vestito da sposa.

Nei sei giorni che precedono il matrimonio non ho mai lasciato che quellโ€™uomo mi toccasse. Mia madre รจ stata chiamata a Bissau per assistere alla cerimonia, ma appena mi ha vista ha iniziato a piangere ed รจ scappata a Buba a denunciare il fatto alla polizia.

Cosรฌ sono arrivati i poliziotti e hanno portato via i responsabili, ma il processo รจ ancora in corso e mia madre ha ricevuto minacce per essere andata contro la decisione della famiglia.

รˆ per questo che mi hanno portato al centro di accoglienza per vittime di violenza, per proteggermi fino a che la situazione non sarร  migliorata. Pare che ora, dopo 4 mesi, lo sia e dovrei tornare da mia madre a marzo.

Al centro di accoglienza sto continuando a frequentare la scuola e sto seguendo i corsi di cucina e di sartoria. La mia vita รจ cambiata molto da quando sono arrivata qui, perchรฉ mi stanno aiutando a essere una persona migliore, a pensare che posso avere un futuro insieme a mia madre e un giorno avere una professione. Io desidero continuare a studiare per diventare dottoressa.

Vorrei dire a tutti i genitori che non devono permettere lโ€™allontanamento dei propri figli dalla famiglia per essere cresciuti in condizioni di schiavitรน e a tutti coloro che obbligano una ragazza a sposarsi contro la sua volontร  che dovrebbero essere puniti secondo la leggeโ€.

Corso di sartoria al centro di accoglienza per bambine e donne vittime di violenza di genere e matrimoni forzati di Bissau

Djenabu Balde, assistente sociale di Mani Tese, racconta che Fatumata ritornerร  in famiglia dopo un percorso di reinserimento iniziato giร  allโ€™interno del centro, con lโ€™accompagnamento di Mani Tese e secondo un piano di vita e familiare pensato per lei.


[i] Il fenomeno di cui parla Fatumata รจ quello dei โ€œminino di Kriasonโ€, bambini che vengono โ€œaffidatiโ€ ad altre famiglie perchรฉ non desiderati o per mancanza di mezzi di sostentamento, che li utilizzano nel lavoro o in servizi forzati che rasentano la schiavitรน. Secondo dati UNICEF del 2014 piรน di un bambino su 3 in Guinea-Bissau tra i 5 e i 17 anni รจ occupato in attivitร  economiche e di questi lโ€™85% in lavori non remunerati. I principali luoghi di lavoro per i bambini sono le piantagioni familiari (71,1%).

Alcuni prodotti realizzati durante i corsi di sartoria

Per l’8 marzo – Giornata internazionale dei diritti della donna – scegli un dono solidale e sostieni i nostri progetti: https://regalisolidali.manitese.it/dettaglio.php?prodotto=padrone-del-proprio-destino

IN MOZAMBICO, DOPO IL CICLONE IDAI, SI LAVORA SULLE INFRASTRUTTURE

Proseguono i lavori per il rilancio delle attivitร  produttive nel distretto di Chinde duramente colpito dal ciclone Idai nel marzo 2019.

Il progetto โ€œFood assistance for assets โ€“ EMERGENZA CIBO DOPO IL CICLONE IDAIโ€, finanziato dal World Food Programme, รจ nato con lโ€™obiettivo di migliorare le condizioni di vita della popolazione mozambicana colpita dal ciclone Idai, fornendo alimenti di prima necessitร  e rilanciando le attivitร  produttive.

Dopo i primi mesi di progetto in cui sono stati distribuiti cereali, fagioli e olio a 4.000 famiglie, circa 20.000 persone, adesso i beneficiari stanno portando avanti i lavori previsti per il rilancio delle attivitร  produttive.

In particolare, ci si sta concentrando sul distretto di Chinde, alla foce del fiume Zambezi, dove il ciclone Idai รจ stato estremamente violento provocando forti piogge e numerosi allagamenti, oltre a distruggere abitazioni, coltivazioni e infrastrutture.

Nellโ€™ultimo mese sono state realizzate diverse attivitร  da parte dei beneficiari, fra queste la ricostruzione di un ponte, l’edificazione di due strutture destinate al mercato del pesce e allo svolgimento di incontri e riunioni e la costruzione di semplici tippy taps per il lavaggio delle mani nelle comunitร .

Inoltre รจ stata effettuata unโ€™opera di bonifica e manutenzione delle strade inagibili da tempo a causa del fango portato dalle piogge.

Qui di seguito alcune immagini dal progetto

L’edificazione delle strutture destinate al mercato del pesce

 

 

Lโ€™opera di bonifica e manutenzione delle strade

 

 

La costruzione di tippy taps per il lavaggio delle mani nelle comunitร 

BURKINA FASO: I MIGRANTI BURKINABร‰ PARTECIPANO ALLO SVILUPPO DELLโ€™IMPRENDITORIA LOCALE

I rappresentanti della diaspora burkinabรฉ in Italia si sono recati in missione nel loro Paese dโ€™origine per sostenere la nascita e lo sviluppo di imprese locali agroalimentari

di Giulia Polato, Responsabile Paese Burkina Faso

Per il team del progetto โ€œImprese sociali innovative e partecipazione dei migranti per lโ€™inclusione sociale in Burkina Fasoโ€ il 2020 รจ iniziato con un incontro davvero importante fra i destinatari delle attivitร  del progetto e alcuni migranti Burkinabรฉ residenti in Italia.

Il progetto, cofinanziato dallโ€™Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), mira infatti aย favorire lo sviluppo dellโ€™imprenditoria locale in Burkina Faso attraverso il coinvolgimento dei migrantiย per sostenere, insieme a Mani Tese, la nascita e lo sviluppo di imprese locali di produzione e trasformazione di prodotti agroalimentari.

Alcuni rappresentanti della diaspora, grazie al progettoย e a seguito di un percorso formativo in Italia tenuto dal partnerย CeSPI (Centro studi di politica internazionale), ย si sono recati in missione qui in Burkina Faso,ย nel loro Paese dโ€™origine, per sostenere queste imprese. Delle venti organizzazioni collettive sostenute dal progetto, quattro in particolare hanno un forte legame con la diaspora burkinabรฉ in Italia, che le sta aiutando attraverso consigli tecnici, supporto economico e, durante il soggiorno, anche manovalanza allโ€™occorrenza!

Questa missione ha rappresentato unโ€™occasione molto importante per i rappresentanti della diaspora per rendersi realmente conto di quanto si stia realizzando nel loro Paese e per rafforzare i legami con le quattro associazioni sopracitate che lavorano nel territorio del Boulgou, regione centro-orientale del Burkina Faso.

I rappresentanti che hanno incontrato le imprese, hanno svolto insieme a loro unโ€™analisi FFOM (forze, debolezze, opportunitร  e minacce) della propria organizzazione e del progetto che stanno realizzando, hanno valutato gli investimenti necessari, hanno elaborato strategie di comunicazione e discusso di come le associazioni della diaspora in Italia possano continuare a fornire il proprio appoggio. Ma hanno anche lavorato insieme a questi imprenditori, con impegno e soddisfazione.

Non possiamo che augurarci che questa collaborazione continui a dare i suoi frutti!

Qui di seguito alcune foto dei rappresentanti della diaspora insieme all’impresa che stanno sostenendo. In ordine da sinistra a destra: l’impresa Sabtenga col sostenitore More, l’impresa Zubawanki col sostenitore Bambara, Idriss sostenitore dell’impresa Koumare e Lucien sostenitore dell’Union des jeunes leaders du Boulgou (UJLB).