Sta per concludersi il progetto “Mettiamo le ali allo sviluppo”

Grazie allo sviluppo della filiera avicola, in Guinea-Bissau oltre 70 famiglie hanno un reddito sicuro e mandano i propri figli a scuola.

Mancano ormai pochi mesi al termine dellโ€™ambizioso progetto โ€œMettiamo le ali allo sviluppoโ€,ย  finanziato dallโ€™Unione Europea a partire da gennaio 2019, che vede Mani Tese come capofila.

Il progetto – anche chiamato Ianda Guinรฉ! Galinhas, essendo parte di Ianda Guinรฉ, programma di sviluppo lanciato per il Paese nel 2019 dallโ€™Unione Europea –ย  si propone di sviluppare una filiera avicola in Guinea-Bissau.

Questo progetto ha dovuto affrontare molte sfide, legate non solo alle difficoltร  intrinseche del Paese ma anche a livello internazionale, a cominciare dalla pandemia, proseguendo attraverso una crisi economica mondiale causata della guerra in Ucraina. Tuttavia, in questi anni รจ riuscito a dare i suoi frutti. A oggi, infatti, piรน di 40 famiglie allevano galline ovaiole e si sostentano con la vendita delle loro uova. Altre 30 famiglie si sono concentrate nellโ€™allevamento di pulcini da vendere. In totale, quindi, circa 70 famiglie godono di unโ€™entrata sicura, oltre a quella generata delle attivitร  agricola.ย 

Il fatto che una piccola parte della popolazione della Guinea-Bissau abbia riconosciuto che non si puรฒ basare lโ€™economia famigliare solamente sulla raccolta della castagna di caju o sulla coltivazione di riso, mais e fagioli (attivitร  che producono reddito, ma che purtroppo non rendono le famiglie indipendenti a livello economico, a causa della fragilitร  del mercato), รจ una piccola grande rivoluzione.

La produzione di uova e di polli porta infatti buone entrate alle famiglie, tanto che in ognuna di esse, due o tre bambini o adolescenti riescono a frequentare in modo continuativo la scuola o un percorso di studi piรน avanzato, come un liceo a Bissau.

In questi ultimi mesi di progetto, il team di Mani si concentrerร  sullโ€™Organizzazione della Fiera Agroecologica di Natale, che si terrร  dal 15 al 22 dicembre 2023, insieme ai partner di progetto e altre organizzazioni che si occupano di agroecologia. Si tratta di una preziosa occasione per creare sinergie locali, mettendo in contatto produttori avicoli e produttori agricoli.ย 

La Commissione per lโ€™Organizzazione della Fiera sarร  composta da UPCA (unione produttori della filiera avicola della Guinea-Bissau), da Kabaz de Vida (associazione di donne contadine del quartiere Granja di Bissau) e da Asas de Socorro, ONG locale che si occupa di sviluppo rurale e nostro partner di progetto.

Durante la fiera sarร  data ai beneficiari lโ€™opportunitร  di vendere i loro prodotti a prezzi fissi (quindi non trattabili come avviene nella maggior parte dei mercati del paese) e a volte anche piรน alti della media.

Il programma sarร  anche fitto di djumbai, momenti dedicati al dialogo, per promuovere lo scambio tra le esperienze dei produttori, consentendo alle famiglie provenienti da varie zone del paese di confrontarsi e sulle sfide per il futuro sentendosi parte di un fronte comune che mira a far riconoscere lโ€™attivitร  avicola come base per il miglioramento delle condizioni di vita della Guinea-Bissau, non solo a livello economico, ma anche a livello di salute e di consumo dei prodotti locali.

Africa Occidentale e colpi di stato

Le sfide in atto nella zona a seguito del susseguirsi dei golpe.

Di Anna Fatima Pasqual e Giovanni Sartor โ€“ Mani Tese

A partire dal 2020 la zona dellโ€™Africa che viene definita dalle Nazioni Unite Africa Occidentale e che comprende 16 Paesi[i] ha subito in 4 dei suoi stati membri (Malรฌ, Guinea, Burkina Faso ed infine il Niger) 6 colpi di stato, a cui se ne aggiungono altri due avvenuti in Paesi limitrofi quali il Ciad e il Gabon. Questi ultimi due Paesi hanno in comune con gli altri in cui รจ avvenuto il golpe lโ€™essere delle ex colonie francesi e quindi in qualche modo appartenenti alla cosiddetta โ€œFranรงafriqueโ€.

Colpi di stato sono stati inoltre tentati senza successo, sempre a partire dal 2020, in Gambia e Guinea Bissau. A questa situazione si aggiunge uno scenario politico instabile in Senegal in vista delle elezioni presidenziali previste nel mese di febbraio 2024.

Il susseguirsi di colpi di Stato, molti dei quali tra lโ€™altro avvenuti da parte di alti ranghi dellโ€™esercito che fino a un attimo prima erano stati tra i piรน fidati collaboratori dei presidenti deposti, farebbe pensare a una strategia comune e coordinata. Tuttavia gli esperti internazionali sono concordi nel rilevare che, se รจ vero che le motivazioni possono essere in parte comuni e si sia creata anche una sorta di spirito di emulazione, la situazione รจ diversa Paese per Paese ed รจ bene tenere in considerazione il contesto di ciascuna realtร .

Molti osservatori sono concordi nel ritenere che il motivo principale dei colpi di Stato e soprattutto del successivo consenso che hanno ricevuto in seno alla popolazione, sia legato a problematiche interne ovvero allโ€™incapacitร  dei Presidenti dei diversi Paesi e piรน in generale della classe politica di rispondere ai bisogni dei cittadini. Si tratta di bisogni che sono riconducibili alla mancanza di servizi di base quali sanitร  e scuola, ma anche a un aumento dei costi dei prodotti alimentari e di conseguenza alla povertร .

A queste motivazioni si aggiungono le problematiche relative alla presenza di gruppi armati non statali di matrice jihadista, in particolare in Malรฌ, Niger e Burkina Faso, che controllano porzioni sempre piรน grandi dei territori dei rispettivi Paesi, senza che i governi pre-golpisti siano riusciti a dare risposte tali da limitare lโ€™avanzata e il controllo di territori da parte di tali gruppi armati.

Storicamente lโ€™esercito in Africa Occidentale รจ spesso stato percepito come il soggetto che รจ intervenuto a tutela degli interessi della nazione e dei suoi cittadini, quando essi sono stati minacciati da una classe politica che non era in grado di adempiere ai suoi compiti, corrotta e guidata da interessi esterni.

Nei giornali si รจ molto parlato anche di un sentimento antifrancese che indubbiamente esiste e lo abbiamo visto dalle manifestazioni nelle diverse capitali dei Paesi coinvolti e parlando con i nostri collaboratori e partner in Burkina Faso e Benin. Ci sembra perรฒ di poter dire che il problema non sia la Francia ed in particolare i suoi cittadini ma il fatto che le sue politiche neo-coloniali incentrate sulla difesa e promozione degli interessi francesi in Africa Occidentale (che รจ esattamente quello che fanno in realtร  tutti i Paesi nello scacchiere africano), pur con le correzioni attuate attraverso lโ€™Aiuto pubblico allo Sviluppo e altre forme di finanziamento, non siano state in grado di portare benessere alla popolazione locale. Anzi, oggi la qualitร  della vita, in particolare nei tre Paesi del Sahel (Malรฌ, Burkina Faso e Niger), รจ in peggioramento e la popolazione riconosce nella Francia la causa principale di questa situazione.

Siamo di fronte a una crisi della democrazia. In Africa dopo la colonizzazione e un periodo nel quale la maggior parte degli stati รจ stata governata dal partito unico dellโ€™indipendenza, si sono aperte le porte negli anni โ€˜90 al multipartitismo e alle elezioni. Oggi molte di queste democrazie hanno fallito e non sono state in grado di rispondere ai bisogni della popolazione.

Lโ€™alternanza al potere รจ stata limitata anche da tentativi da parte del Presidente di turno al potere di modificare la costituzione per garantirsi piรน mandati rispetto ai due standard (solo per fare alcuni esempi: in Guinea e Gabon i colpi di stato sono avvenuti dopo lโ€™elezione per un terzo mandato del presidente uscente. In Costa dโ€™Avorio il Presidente Ouattara รจ riuscito a farsi rieleggere per un terzo mandato).

รˆ una democrazia delle รฉlites quella che molto spesso troviamo nei Paesi dellโ€™Africa Occidentale: intermediari dโ€™affari di potenze varie che rinunciano a fare politica e a difendere gli interessi di chi li ha eletti. ย I Paesi citatiย non si trovano ad affrontare identici problemi. Cโ€™รจ piuttosto una convergenza di nodi irrisolti e unโ€™insofferenza crescente per i regimi che, sotto lโ€™apparenza di elezioni democratiche, nascondono la difesa di interessi privatistici e tradiscono in modo piรน o meno sfacciato il patto sociale con i cittadini.

I golpe appaiono quindi come lโ€™unico modo di provocare un cambiamento in questo nuovo ciclo storico, di assicurare una forma di alternanza al vertice dello stato e di accelerare la transizione generazionale.

La situazione รจ molto complessa e le forze in gioco come gli interessi sono molteplici. Mani Tese sta dalla parte della popolazione e delle comunitร  e crede che stabilitร  e sviluppo in questโ€™area del mondo non possano che passare dal loro protagonismo e attivismo.

Riceviamo segnali che i cambiamenti in atto stiano risvegliando e attivando forze endogene. Questo รจ sicuramente positivo se canalizzato in un interesse collettivo e centrato sui bisogni della popolazione senza ricadere su meccanismi geo-politici di sfere di influenza e di controllo di potenze straniere che schiaccerebbe ancora una volta la popolazione locale su interessi e dinamiche che poco avrebbero a che fare con il loro benessere.

Per questo, il primo tema prioritario รจ a nostro avviso, qualsiasi regime ci sia, la necessitร  che vengano garantite le libertร  individuali e collettive di espressione, incontro, riunione, stampa, il rispetto dei diritti umani in tutte le sue forme e la risposta ai bisogni essenziali per i cittadini.

รˆ ย fondamentale che la societร  civile possa essere protagonista e proporre a chi รจ al potere, siano essi civili o militari, unโ€™agenda politica di cambiamento.

Lโ€™auspicio รจ poi quello che in tempi rapidi sia la popolazione a poter scegliere attraverso libere elezioni chi li governerร  ma non prima di aver attuato un percorso simile ma molto piรน autentico rispetto a quello giร  avvenuto negli anni โ€™90 con le Conferenze Nazionali, coinvolgendo le cosiddette โ€œforze viveโ€ della nazione in un processo che ponga le basi per un rilancio โ€œvernacolareโ€, come ama dire J.L. Touadรฌ, dei processi democratici.

Un altro aspetto importante รจ a nostro avviso lโ€™alleanza tra i diversi Paesi dellโ€™Area per adottare una strategia comune. Essenziale se si vuole sconfiggere il terrorismo ma anche se, insieme, ci si vuole contrapporre a interessi di stampo neocoloniale. Recentemente i governi frutto dei golpe in Malรฌ, Burkina Faso e Niger hanno stretto un patto dando vita allโ€™Alleanza dei Paesi del Sahel (Alliance des ร‰tats du Sahel – Aes). Il documento, chiamato Carta Liptako-Gourma, prende il nome dalla regione dove le frontiere dei tre Paesi si incontrano, una zona in cui operano negli ultimi anni diversi gruppi armati irregolari. I contenuti del patto riguardano una collaborazione tra i tre Paesi sia in ambito militare sia in ambito economico. Se sarร  in grado di ottenere qualche risultato nella lotta ai gruppi armati jhaidisti, lo vedremo nei prossimi mesi. Provare a operare insieme su problemi comuni รจ in ogni caso positivo.

Da questo punto di vista ECOWAS, comunitร  economica degli stati dellโ€™Africa Occidentale, ย potrebbe giocare un ruolo importante se veramente si superano schieramenti pro o contro la Francia o altre potenze extra africane e ci si concentra sugli interessi della Regione. La Nigeria, di gran lunga il Paese piรน potente e popoloso dellโ€™area, potrebbe avere un gran vantaggio dal giocare un ruolo da riferimento regionale in una zona in cui si riduce drasticamente la conflittualitร  e si promuovono politiche di comune interesse.

Un aspetto importante รจ infine il ruolo della comunitร  internazionale. Lโ€™attuale situazione รจ anche figlia di un approccio che ha visto la Francia ma non solo (si pensi allโ€™Italia e alle sue politiche finalizzate a ridurre i flussi migratori) concentrarsi sugli interessi nazionali e non su quelli dei Paesi dellโ€™Africa occidentale senza ascoltare i loro bisogni e tenere conto dei loro interessi, se non in minima parte con i progetti di cooperazione finanziati alle ONG e alle diverse Agenzie delle Nazioni Unite. Anche lโ€™approccio prevalentemente securitario, con la formazione degli eserciti e delle forze di polizia, come avvenuto per esempio negli ultimi anni in Niger, ha rivelato tutti i suoi limiti, anche perchรฉ oggi al potere ci sono quei militari precedentemente formati dalla Francia e dagli altri Paesi, Italia compresa, presenti in Niger.

Nelle politiche dellโ€™Unione Europea e dei suoi stati membri le prioritร  siano dunque i diritti e il benessere dei cittadini dei Paesi partner, non tanto e non solo i propri interessi geopolitici.


[i] 15 sono invece i membri dellโ€™ECOWAS, comunitร  economica degli stati dellโ€™Africa Occidentale di cui non fa piรน parte la Mauritania

Make compost not war

Il potere dellโ€™agroecologia in Burkina Faso: lavorare insieme per prendersi cura della terra e rigenerarla รจ la chiave per costruire la pace.

 

Dopo la dichiarazione del 13 aprile 2023 di Ibrahim Traorรฉ, presidente del Burkina Faso, la stampa parla apertamente di una guerra in corso contro i gruppi armati non statali (GANE) e in tutto il Paese รจ in atto una mobilitazione generale di persone e risorse. Il numero di attacchi nelle diverse regioni del Burkina Faso รจ aumentato poco prima della stagione delle piogge, come si attendevano i servizi di sicurezza, e sta diminuendo man mano che gli scrosci si fanno piรน forti e frequenti.ย 

Non solo lโ€™esercito Burkinabรฉ gioisce della tregua data dalla pioggia, ma anche la terra, riarsa dal sole per nove mesi allโ€™anno, finalmente ricomincia a respirare e rinverdirsi. Tuttavia, a causa dei cambiamenti climatici, le piogge si stanno facendo sempre piรน irregolari, come racconta Jean-Baptiste Kaborรฉ, leader dellโ€™organizzazione contadina del comune di Pella, nella regione del Centro-Ovest.ย 

โ€œColtivo il riso da sempre ma negli ultimi anni il clima รจ cambiato moltissimo โ€“ afferma Jean-Baptiste Kaborรฉ – Non piove piรน come prima e il rischio di perdere il raccolto adesso รจ piรน elevatoโ€.ย ย 

Jean-Baptiste ha appena concluso la restituzione alla sua organizzazione delle tecniche agroecologiche apprese durante la formazione di aprile, realizzate nellโ€™ambito del progetto โ€œNutriamo il futuroโ€, cofinanziato da AICS Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. Con lui cโ€™รจ anche il coltivatore Adama Soulama, che si dichiara contento di quello che ha imparato, e che ha subito applicato sul suo terreno.ย 

โ€œรˆ stato molto utile imparare a fare il compost – racconta Adama – Alcuni giร  conoscevano la tecnica, ma adesso tutti i membri dellโ€™organizzazione sanno metterla in pratica in modo corretto e questo ci permette di rigenerare il terreno e renderlo piรน fertile senza dipendere da fertilizzanti sintetici, riducendo il rischio di perdita del raccoltoโ€.ย 

Fare il compost implica sforzo fisico e una grande collaborazione tra le persone e rappresenta uno degli asset del progetto โ€œNutriamo il futuroโ€.ย 

Salomon Bouda, punto focale di Mani Tese, si รจ occupato di organizzare e gestire le formazioni realizzate e racconta cosรฌ il procedimento: โ€œPer riuscire a creare un buon compost, occorre il coinvolgimento di tante persone. Prima si scava la superficie della terra e si crea una base, poi si appoggiano la paglia, la cenere e le deiezioni animali. Il tutto viene irrorato dallโ€™acqua versata ripetutamente. Si continua per un poโ€™ fino a realizzare tre strati, poi si copre il tutto con un telo e si aspetta. Il risultato di questo lavoro permette di rigenerare la terraโ€.ย 

Lavorare insieme per prendersi cura della terra e rigenerarla รจ la chiave per costruire la pace in Burkina Faso, come altrove. Quando la terra diventa arida, fare il compost diventa unโ€™attivitร  fondamentale che, attraverso la cooperazione, permette di ottenere, lโ€™indomani, buoni frutti.ย 

 

Al via la produzione di pasta d’arachide al centro di Poedogo

Grazie al progetto Trasformiamo!, le donne di Koubri, in Burkina Faso, hanno un mulino per produrre la pasta dโ€™arachide e diventare cosรฌ sempre piรน economicamente autosufficienti.

Lโ€™arachide รจ un prodotto di grande consumo in Burkina Faso, se si tiene conto delle abitudini culturali e alimentari di piรน di 2,5 milioni di famiglie. Rappresenta un settore importante nel comparto dei semi oleosi, con una produzione in crescita negli ultimi anni.

Anche a Koubri, comune poco lontano da Ouagadougou, le donne dellโ€™Associazione delle Sorelle Burkinabรจ di Poedogo utilizzano, per preparare i loro piatti, lโ€™arachide. Soprattutto il suo principale derivato: la pasta dโ€™arachide.

Tuttavia, per via della situazione di insicurezza del Paese e della crisi generale nella regione, i prezzi dei generi alimentari sono in continua fluttuazione. Di conseguenza riuscire a coltivare, trasformare e vendere un prodotto interamente sul mercato locale permetterebbe alle donne, e quindi alle famiglie, di risparmiare non poco sul costo del cibo.

Helene Compaore, 29 anni e tre bambini, sa come si produce la pasta dโ€™arachide e ce lo mostra maneggiando il nuovo mulino elettrico, che funziona grazie allโ€™impianto solare del centro di trasformazione di Poedogo. โ€œAdesso che ho imparato come usare il macchinario, voglio iniziare a produrre pasta dโ€™arachideโ€ ci racconta โ€œcosรฌ non sarรฒ costretta a comprarla ma, anzi, la potrรฒ vendere, guadagnarci qualcosa e far conoscere lโ€™Associazione anche ad altre donneโ€.

Il mulino รจ stato installato e interamente realizzato da CEAS, il Centro Ecologico Albert Schweitzer del Burkina Faso, nellโ€™ambito del progetto โ€œTrasformiamo!โ€ promosso da Mani Tese insieme ad altri partner e cofinanziato dalla Regione Emilia Romagna.

Il CEAS รจ dotato di un laboratorio di produzione supervisionato dal tecnico ingegnere Theodore Hein, che si รจ occupato direttamente dellโ€™ideazione e della creazione del mulino artigianale.

โ€œNon รจ stato semplice e abbiamo testato a lungo il mulino, ma con una pratica costante le donne arriveranno a produrre unโ€™ottima pasta dโ€™arachideโ€ sostiene Theodore, che durante la formazione ha mostrato le tecniche di produzione e mantenimento. Al termine dellโ€™attivitร , รจ stato creato un comitato di gestione del mulino con persone di riferimento. In prima fila cโ€™era Helene.

โ€œVoglio invitare anche le altre donne di Poedogo ad avere coraggio, uscire di casa e venire qui al centro per trasformare insieme e produrre la pasta dโ€™arachideโ€ dichiara Helene โ€œsolo insieme, infatti, possiamo diventare piรน fortiโ€.

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Distribuzione kit per agroecologia in Burkina Faso

Distribuzione Kit per Agroecologia in Burkina Faso.

 

Burkina Faso, 20 luglio 2023 ย โ€“ Siamo in Burkina Faso, dove abbiamo effettuato la distribuzione di kit per facilitare il compostaggio della terra, al fine di contribuire alla conversione agroecologica di 15 h di perimetri orticoli della cintura verde di Ouagadougou.

Il kit รจ destinato a 750 produttori vulnerabili ed รจ costituito da l’attivatore Compost+ e da due tipi diversi di bio insetticidi a base di piante.

Il progetto รจ finanziato da Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo in partenariato con ACRA Scopri di piรน sul progetto: https://bit.ly/44vwS8X

 

https://www.youtube.com/watch?v=zck1VnIIKxg

 

Un futuro per I giovani di Gabรน fra api e pannelli solari

Orticoltura, apicoltura, medicina tradizionale, ma anche energie rinnovabili: sono solo alcuni fra i corsi di formazione organizzati nella regione di Gabรน, in Guinea-Bissau, ai quali hanno partecipato i giovani fra i 15 e i 35 anni coinvolti nel progetto โ€œRipartire dai giovaniโ€,ย  cofinanziato dallโ€™Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo . Tutti ambiti di formazione […]

Orticoltura, apicoltura, medicina tradizionale, ma anche energie rinnovabili: sono solo alcuni fra i corsi di formazione organizzati nella regione di Gabรน, in Guinea-Bissau, ai quali hanno partecipato i giovani fra i 15 e i 35 anni coinvolti nel progetto โ€œRipartire dai giovaniโ€,ย  cofinanziato dallโ€™Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo .

Tutti ambiti di formazione scelti perchรฉ garantiscono impieghi immediati o favoriscono le iniziative imprenditoriali.

Lo scopo? Sensibilizzare le comunitร  sulle opportunitร  di lavoro locali, in una regione in cui il tasso di impiego per ragazzi e ragazze fra i 15 e i 35 anni raggiunge appena il 30%, e che molti giovani scelgono di abbandonare. Ma anche permettere alla societร  civile di colmare, pur parzialmente, il vuoto lasciato dalle istituzioni statali in ambito formativo: i corsi, infatti, sono gestiti da organizzazioni della societร  civile locale, sotto la supervisione di Mani Tese e del partner di progetto PONGAB.

Cosรฌ, fra marzo e aprile, ben 80 persone fra i 15 e i 35 anni hanno potuto beneficiare di 160 ore di formazione e migliorare le proprie competenze professionali di base. Successivamente, a maggio e a giugno, sono stati realizzati altri quattro corsi, fra cui uno sulla produzione e il trattamento delle piante, con un focus sulla frutticoltura.

 

Osservatorio kenya: come la guerra “impatta” lontano dallโ€™Europa

โ€œEat cassava if there is no breadโ€. Mangiate la cassava se non avete il pane: la frase pronunciata dal presidente Ugandese Museveni ha ben riassunto la situazione critica che il conflitto in Ucraina ha causato in questa parte del mondo. La zona del Corno dโ€™Africa sta infatti vivendo la piรน forte siccitร  da 40 anni […]

โ€œEat cassava if there is no breadโ€. Mangiate la cassava se non avete il pane: la frase pronunciata dal presidente Ugandese Museveni ha ben riassunto la situazione critica che il conflitto in Ucraina ha causato in questa parte del mondo. La zona del Corno dโ€™Africa sta infatti vivendo la piรน forte siccitร  da 40 anni a questa parte (fonte: Financial Times, 3 maggio 2022) e 20 milioni di persone sono a rischio, fra cui quelle nelle zone di Baringo, in Kenya, dove operiamo.

Una drammatica situazione

Il mese di aprile ha visto code e blocchi dovuti alla scarsitร  di carburante in Kenya, che purtroppo ancora persiste in molte aree. Anche a Nakuru le pompe hanno rifornimenti a singhiozzo. Nairobi ha vissuto momenti drammatici con il traffico paralizzato da automobilisti in coda allโ€™unica stazione con un poโ€™ di rifornimento. E ovviamente la speculazione ha fatto il suo ingresso con richieste di prezzi esorbitanti alla pompa. I fertilizzanti e i prezzi di molte materie prime per lโ€™alimentazione animale e umana sono raddoppiati o piรน con una forte pressione inflazionistica. Il settore della alimentazione animale, che aveva giร  lanciato un disperato grido dโ€™allarme nel dicembre scorso, oggi si trova in una crisi peggiore. La dipendenza della regione dalle importazioni da Ucraina e Russia (oltre il 60% sul grano) ha mostrato tutta la vulnerabilitร  delle politiche agricole. Il prezzo alla tonnellata รจ passato da circa 280 dollari a quasi 600 e le conseguenze si stanno giร  facendo sentire con rincari di oltre il 10% per il pane. Le previsioni sono di ulteriori rincari in una situazione in cui i sottoprodotti del grano per lโ€™alimentazione animale giร  scarseggiano.

Anche il latte, lโ€™alimento piรน consumato in Kenya con circa 100 litri pro-capite allโ€™anno, ha visto una drammatica riduzione a causa della siccitร  e della crisi dei mangimi. Si fa fatica a trovarlo nei supermercati e molto spesso le poche forniture sono limitate e gli acquisti razionati. La fame di investimenti ha fatto salire il debito del paese dal 38% del Pil nel 2012 al quasi 70% odierno, con un bilancio del governo in disavanzo dellโ€™8%. Ha fatto scalpore che per la prima volta nella storia del paese la spesa per rimborso del debito abbia superato le spese per personale dello stato ed รจ la prima uscita del bilancio del governo. Il rating delle principali agenzie รจ negativo e appena un gradino sopra la zona C.

Lโ€™impatto sulle risorse ambientali

La pressione inflazionistica derivata dalla guerra รจ stata esacerbata dallโ€™aumento del carburante, che nei due anni progettuali รจ aumentato del 70%. E con esso quello di gas e paraffina. Questo fatto รจ particolarmente drammatico in quanto spinge la popolazione verso le risorse da biomasse. Legna e carbone stanno quindi diventando alternative per i bisogni domestici non solo per le zone rurali ma anche per quelle urbane, vista la diminuzione di reddito disponibile. La domanda urbana spinge purtroppo le aree rurali, colpite dalla crisi, a rispondere. Nelle strade di Baringo รจ possibile constatare coi propri occhi la drammaticitร  della situazione: decine e decine di moto cariche di sacchi di charcoal si incrociano sulla strada in direzione delle cittadine di Mogotio e Nakuru. Una processione dolorosa che mostra il danno ambientale causato dalla situazione e la disperazione delle comunitร .

Gli strascichi della pandemia

Il Kenya, tra lโ€™altro, era appena uscito dalla crisi pandemica, che ha portato al blocco quasi totale del turismo, (-95% degli arrivi), alla perdita di numerosi posti di lavoro e al fallimento di numerose imprese nonchรฉ ad una forte minaccia agli sforzi di conservazione. Sul fronte turistico il famoso hotel Hilton, centro della Nairobi del business e del turismo di alta fascia, ha annunciato la sua chiusura, come sono stati chiusi gli storici alberghi negli Aberderes, che avevano visto la principessa Elisabetta diventare regina alla morte del padre. Il progetto Agrichange Mani Tese da anni in Kenya si batte per una politica di sostegno ai piccoli produttori che permetta loro di essere protagonisti e di ottenere un giusto ritorno dalla propria attivitร . Dal 2020 a fine 2022, Mani Tese insieme allo storico partner locale NECOFA e ai partner KOAN, E4IMPACT, APAM, Universitร  di Torino, SIVAM e Universitร  Cattolica, sta implementando il progetto โ€œAgri-change: piccole imprese grandi opportunitร . Sviluppo di filiere agro-alimentari nel bacino del fiume Moloโ€, cofinanziato dallโ€™Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, che mira alla creazione di opportunitร  di reddito e di resilienza nelle aree focus del nostro lavoro: Baringo e in parte Molo.

Purtroppo il progetto sin dal suo inizio ha dovuto affrontare mari sempre piรน in burrasca: dai lockdown del 2021 e le varie ondate pandemiche, che hanno dato un primo duro colpo alla economia locale, fino alla crisi attuale. Aleggia inoltre lโ€™incertezza tipica del processo elettorale, in quanto il paese si sta preparando alle elezioni presidenziali che si preannunciano complesse e tese. La menzionata siccitร  e gli effetti del cambiamento climatico hanno ulteriormente alimentato questa tempesta perfetta. Lโ€™obiettivo di Agrichange รจ la promozione di due catene del valore, quella animale e quella del miele, nella zona di Baringo e la promozione della funghicoltura nella zona di Molo. Nonostante le difficoltร , siamo riusciti a realizzare tutte le strutture ed รจ stato fatto un importante sforzo per supportare le filiere del miele e dellโ€™allevamento circolare. A oggi il miele รจ stato colpito duramente dalla siccitร  con volumi ridotti di produzione ma ha ancora un forte potenziale specie qualora la stagione umida aiuti nella ripresa produttiva. La recente missione dei tecnici di APAM in Kenya, inoltre, ha aiutato i piccoli produttori locali, che hanno potuto apprendere una migliore gestione degli alveari. Per quanto riguarda lโ€™allevamento circolare, attualmente i prezzi di vendita hanno reso lโ€™allevamento suino altamente poco redditizio e i gruppi formati stanno riducendo drasticamente il numero di capi in attesa di un miglioramento. Particolarmente critica รจ la situazione a Baringo, dove perรฒ Mani Tese sta operando con altri progetti per sostenere la comunitร  con attivitร  alternative generatrici di reddito. La parte di funghicoltura, per fortuna, รจ quella che piรน sta avendo successo, con la costituzione di cinque gruppi produttori attivi e una produzione costante di orecchioni nella zona di Molo, la quale fornisce un forte sostegno al reddito dei produttori. Con il timido inizio delle precipitazioni a inizio maggio, il team di progetto ha provveduto alla distribuzione di semi e fitocelle per le comunitร  a Marigat in modo da supportare in questo momento di difficoltร  i gruppi e le famiglie. Grazie ad Agrichange abbiamo poi lavorato con E4Impact per la formazione e lโ€™avvio di piccole imprese locali. Grazie a questa attivitร  alcuni giovani beneficeranno di un fondo per intraprendere piccole attivitร  imprenditoriali dando cosรฌ un messaggio di speranza in questa situazione difficile. Insieme allโ€™Universitร  di Torino abbiamo poi lavorato alla creazione di un allevamento di mosche soldato per la produzione di larve per alimentazione animale, che, seppur risenta della situazione generale, ha margini potenziali per il futuro. A 6 mesi dalla fine del progetto Agrichange stiamo vivendo un momento complesso. Le continue crisi hanno dato un durissimo colpo al morale dello staff e del partner locale NECOFA. Nonostante tutto, continuiamo a lavorare anche nei momenti piรน bui e complessi perchรฉ questa รจ la nostra responsabilitร  e questo รจ il nostro concreto impegno di giustizia.

L’estate di Mani Tese dedicata ai giovani

Le proposte di Mani Tese per trascorrere unโ€™estate allโ€™insegna del volontariato e della solidarietร 

Milano, XX luglio 2022 ย โ€“ Anche questโ€™anno Mani Tese, Ong che da oltre cinquantโ€™anni persegue la giustizia nel mondo, offre diverse proposte per trascorrere unโ€™estate alternativa e solidale, dedicate in particolare ai ragazzi e alle ragazze.

I campi estivi di Mani Tese rappresentano da sempre unโ€™occasione per condividere un impegno di solidarietร  e di giustizia durante lโ€™estate. Grazie ad attivitร  di formazione, lavoro e volontariato, sono per i giovani unโ€™opportunitร  per mettere in relazione il loro sguardo globale con quello locale imparando a diventare cittadini e cittadine del mondo prendendosi cura anche della propria comunitร . Tanti i temi sviluppati nel corso degli anni, come la povertร  e le disugualianze, lโ€™ambiente e la crisi climatica, le migrazioni e le schiavitรน moderne.

I campi estivi permettono, soprattutto, di sperimentare buone pratiche per rendere piรน sostenibile il proprio stile di vita.

Lโ€™estate 2023 di Mani Tese

Le proposte di quest’anno si rivolgono per lo piรน alle comunitร  locali e ai ragazzi e alle ragazze dei diversi territori italiani, dove i giovani sono immersi nella sfida per il loro futuro, alla ricerca di riconoscimento e visibilitร , di cura e identitร . A giugno e luglio si sono svolti

“”TRAP“”, un campo rivolto a minori dell’area penale (Catania, 26 giugno – 1 luglio);

“”L’AMORE SPACCA!””, un campo non residenziale che ha coinvolto 23 adolescenti (Treviso, 5 – 15 luglio);

“”DEMOCRACITY“”, una scuola politica e di volontariato per ragazzi e ragazze dai 18 ai 28 anni (Vico Equense, 9 – 13 luglio);

Sono in partenza altri campi, per i quali sono ancora aperte le iscrizioni:

“”FAST FASHION: WHO PAYS?“” – Pratrivero (BI), 31 agosto – 3 settembre; campo diurno per ragazzi e ragazze dai 15 ai 19 anni.

“”SMUOVIAMO LE ACQUE!“” – Verbania (VB), 28 luglio – 7 agosto; campo residenziale per ragazzi e ragazze dai 18 ai 35 anni.

Per informazioni e iscrizioni ai campi estivi รจ sufficiente consultare la pagina dedicata sul sito di Mani Tese allโ€™indirizzo www.manitese.it/campi-estivi-mani-tese.

 

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