14mila alberi in Burkina Faso contro il riscaldamento globale

A Ouagadougou, nellโ€™ambito del progetto โ€œNutrire la cittร โ€, รจ iniziata la nostra piantumazione degli alberi per mitigare gli effetti della crisi climatica.

Sono iniziate, a Ouagadougou, le attivitร  di piantumazione previste nel quadro del progetto โ€œNutrire la cittร โ€, promosso da AICS Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, che vede lavorare in partenariato Mani Tese con Fondazione ACRA, ETIFOR, GNUCOOP, Watinoma, Ital Watinoma e il Comune di Ouagadougou.ย 

โ€œOggi abbiamo cominciato a piantare gli alberi nella Cintura Verde e nel parco Urbano Bangr-Weogoโ€, racconta Pamoussa Sawadogo, coordinatore di progetto per Mani Tese, appena tornato dal primo giorno di attivitร . โ€œLโ€™obiettivo รจ arrivare a piantarne almeno quattordicimilaโ€.ย 

Per quanto riguarda la Cintura Verde, lโ€™attivitร  di piantumazione si svolge nei settori di Tampuy e Tanghin e coinvolge circa 750 persone. Dopo una prima formazione ai membri dei gruppi di agricoltori che lavorano nei 15 ettari di terreno riabilitati da Mani Tese, gli alberi verranno piantati attraverso un vero e proprio lavoro comunitario. โ€œPer ogni ettaro di terreno saranno piantate 400 piantine di tredici diverse specie locali: dal baobab, alla bambagia, al nerรฉ che produce i grani per il soumbala e altre ancoraโ€ continua Pamoussa. โ€œOgni persona dei diversi gruppi pianterร  circa otto alberelli, per un totale di seimila pianteโ€.ย 

Il nostro coordinatore sta seguendo anche le attivitร  di piantumazione delle tredici specie – selezionate insieme al partner Etifor – alโ€™interno del parco urbano Bangr-Weogo. Qui si รจ svolta prima di tutto una formazione destinata ai dieci guardiaparco i quali, insieme ad altre quindici persone selezionate dalla Direzione del parco, si sono occupati di ripulire i sentieri e tagliare le erbacce e i rami secchi, con lโ€™obiettivo di individuare degli spazi adatti allโ€™inserimento delle nuove piantine.ย 

La collaborazione fra Mani Tese, Etifor e la Direzione del parco รจ stata fondamentale anche per la scelta delle piante da collocare nel polmone verde della capitale. Le piantine vengono infatti acquistate allโ€™interno dal vivaio del parco, cosa che permette un vero e proprio ricambio degli alberi ormai rimasti senza vita.ย 

โ€œTutte queste nuove pianteโ€ sostiene Pamoussa โ€œpermetteranno di ridare aria al polmone di questa cittร , riducendo la CO2 e consentendo ai cittadini di godere ancora a lungo della bellezza della foresta verdeโ€.ย ย 

Nelle aree agricole di Tampuy e Tanghin, nella Cintura Verde, inoltre, la piantumazione di prodotti forestali non legnosi permetterร  sia di mitigare gli effetti dellโ€™urbanizzazione e del cambiamento climatico, sia di generare nutrimento per le famiglie degli agricoltori e per le mense delle scuole circostanti.ย 

โ€œNutrire la cittร โ€ non significa solo garantire cibo ai suoi cittadini, ma significa anche creare tutte le condizioni affinchรฉ sia possibile una produzione alimentare in grado di fornire a tutti gli organismi viventi le sostanze necessarie per consentirne la vita, la crescita e lo sviluppo. Fra questi, ci sono anche gli alberi, da cui dipende sempre di piรน il nostro futuro.ย 

Anacardi, aperitivo a spese della biodiversitร  (e dei contadini)

Caso studio condotto da Mani Tese nellโ€™ambito del progetto Food Wave, autrice Rosita Rijtano de Lavialibera.

Gli anacardi stanno vivendo un vero e proprio boom in Europa: li troviamo ovunque, dalle coppe da aperitivo al sushi, nei bar e in alcuni prodotti trasformati come il pesto. L’Italia รจ al quarto posto tra i consumatori, ma i benefici per la salute non valgono gli impatti ambientali negativi della coltivazione degli anacardi nei Paesi produttori. La Guinea-Bissau emerge come caso di studio particolarmente interessante per l’analisi della filiera produttiva dell’anacardo e delle sue conseguenze ambientali. Per questo motivo, Mani Tese e lavialibera hanno condotto una ricerca sul campo in Guinea-Bissau, con l’obiettivo di comprendere a fondo la filiera e i suoi impatti ambientali e sociali.

SCARICA QUI IL DOSSIER

Sulla Sostenibilitร  dell’Anacardo

Caso studio condotto da Mani Tese nellโ€™ambito del progetto Food Wave, autrice Rosita Rijtano de Lavialibera

Lo troviamo nelle ciotole dellโ€™aperitivo, nel sushi, nelle barrette e in alcuni prodotti pronti, come il pesto. Spinto dalle diete salutiste e vegetariane, lโ€™anacardo ha conquistato i mercati occidentali in tempi record.

Ma da dove arriva? In meno di ventโ€™anni la Guinea-Bissau รจ diventata uno dei piรน importanti produttori del mondo. Ma le coltivazioni sono aumentate a spese delle foreste. E i contadini hanno continuato a incassare la quota piรน piccola del grande business: lo 0,004 per cento del valore che il prodotto ha nei nostri supermercati.

I dati Eurostat confermano che in Europa รจ boom di anacardi: in dieci anni le importazioni sono aumentate di oltre il 110 per cento schizzando dalle 71mila tonnellate del 2012 alle 151mila del 2022. Lโ€™Italia รจ il quarto consumatore, dopo Germania, Olanda e Francia.

Lโ€™offerta ha cercato di reggere il passo. Su scala globale, nel 1988 gli ettari coltivati ad anacardio erano poco piรน di un milione. Nel 2020, la cifra รจ salita a 7,1 milioni. Quasi metร  della produzione si concentra in Africa occidentale. Mentre a sgusciare e pulire la noce, che contiene un liquido corrosivo per la pelle, sono fabbriche asiatiche.

Lโ€™impatto ambientale รจ doppio. Il primo รจ legato al lungo viaggio che il prodotto fa prima di arrivare in Europa. Lโ€™espansione delle piantagioni, invece, sta contribuendo al disboscamento dei paesi di origine della materia prima, al pari di cacao e caffรจ. Monocolture che โ€“ a differenza degli anacardi โ€“ stanno ormai crescendo a ritmi piรน lenti.

Unโ€™evoluzione di cui lโ€™Ue sembra non tenere conto. La nuova legge contro la deforestazione โ€œnon riesce a essere preventivaโ€, spiega la ricercatrice Joana Capela. โ€œLa lista dei prodotti regolati รจ stabilita sulla base di dati vecchi, non fotografa la situazione corrente. Quando sarร  aggiornata, guarderร  sempre al passato. Intanto le foreste dei paesi tropicali saranno state distrutte per fare spazio agli anacardiโ€.

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Mani Tese cerca 5000 volontari e volontarie per sostenere lโ€™istruzione dei bambini e delle bambine in Benin

Torna nelle librerie la campagna natalizia “Molto piรน di un pacchetto regalo!”. Mani Tese, in collaborazione con Feltrinelli Librerie, cerca volontari/e per impacchettare regali e sostenere le attivitร  per garantire il diritto allโ€™istruzione in Benin.

Torna nelle librerie la campagna di raccolta fondi natalizia di Mani Tese “Moltoย piรน di un pacchetto regalo!“.

Promossa in collaborazione conย Feltrinelli Librerie,ย la campagna รจ unโ€™iniziativa di sensibilizzazione e di raccolta fondi diย Mani Teseย che ogni anno, nel periodo prenatalizio, sostiene la realizzazione di progetti di sviluppo nel Sud del mondo.

Per realizzarlaย Mani Tese cercaย 5000 volontari e volontarieย che abbiano voglia di dedicare qualche ora del proprio tempo per impacchettare regali presso le Librerie Feltrinelliย dal 24 novembre al 24 dicembre 2023ย e sostenere cosรฌ le iniziative dellโ€™Ongย per garantire il diritto allโ€™istruzione dei bambini e delle bambine in Benin, supportandone le famiglie e permettendo loro di frequentare la scuola.

La campagna, giunta ormai alla suaย XVI edizione, interesserร ย 98ย librerie distribuite in 55 cittร  in tutta Italia.

Il diritto allo studio per i bambini e le bambine in Benin

In Benin il tasso di abbandono scolastico รจย moltoย elevato: la maggior parte delle famiglie non puรฒ permettersi di far studiare i propri figli, spesso costretti ad abbandonare la scuola per aiutare nei lavori domestici o curare i fratelli piรน piccoli, soprattutto nelle zone rurali.ย Il 49.1% degli studenti abbandonano la scuola nelle classi corrispondenti al 3ยฐ, 4ยฐ e 5ยฐ anno di scuola primaria del sistema italiano. Un fenomeno, questo, che coinvolge in particolar modoย le bambine.

Lโ€™abbandono scolastico รจ strettamente collegatoย allโ€™aumento dei casi di traffico di bambini.ย Secondo un rapporto dellโ€™Unicef del 2020,ย un bambino su due (52,2%) รจ coinvolto nel lavoro minorile, e quasi 4 su 10 lavorano in condizioni pericolose.

Mani Tese lavora in Benin dal 1979. Secondo i suoi dati raccolti nel 2020 grazie a un progetto precedentemente sviluppato nella regione, in nove scuole primarie pubbliche del dipartimento dellโ€™Atacora,ย in media 30 bambini su 100 abbandonano la scuola ogni anno nei comuni di Natitingou, Toucountouna e Kouandรฉ.

Con il progettoย โ€œPromozione Dei Diritti Dei Bambini Nellโ€™Atacoraโ€ Mani Tese intende garantire la tutela del diritto allโ€™istruzione e il benessere dei bambini e delle bambine in queste comunitร .

Sono previstiย interventi di sensibilizzazione nelle scuole per accrescere la consapevolezza dei bambini e delle bambine, dei genitori e degli insegnanti sulle conseguenze della dispersione scolastica e per ridurre le disuguaglianze di genereย attraverso lezioni, giochi educativi, competizioni sportive e uno spettacolo teatrale.

Mani Tese realizza inoltreย interventi di sensibilizzazione dedicati ai genitori sulle conseguenze del traffico di minori che vengono sfruttati nei campi di cotoneย della regione dellโ€™Aliborรฌ in Benin o in Nigeria eย supporta le scuole fornendo kit scolasticiย per dare la possibilitร  a tutti i bambini e le bambine di studiare.

Sono poi previsteย azioni per sostenere il reddito delle famiglieย che versano in una situazione difficile e per questo non riescono a mandare i propri figli a scuola regolarmente fornendoย corsi di formazione sulle pratiche agroecologiche e kit di sementi e attrezziย per mettere a frutto il proprio appezzamento di terreno in modo piรน efficiente e ricavarne del reddito oltre che unโ€™alimentazione di qualitร .

Mani Tese realizza, infine,ย interventi di sensibilizzazione per diffondere il Codice dei Bambini attraverso trasmissioni radiofonicheย in grado di raggiungere circa 100.000 persone e organizzaย sessioni di advocacyย con autoritร  locali e scuole sulla protezione dei minori e il diritto allโ€™istruzione.

Come partecipare a โ€œMoltoย piรน di un pacchetto regaloโ€

Per partecipare aย Moltoย piรน di un pacchetto regalo!ย รจ sufficienteย avere 16 anni compiuti e almeno 4 ore di tempoย da dedicare allโ€™attivitร  di volontariato.
Sul sitoย www.manitese.it, nellaย pagina dedicata alla campagna, รจ possibile visionare la lista di tutti i punti vendita interessati dallโ€™iniziativa e scegliere quello piรน vicino a sรฉ.

A proposito di Mani Tese
Mani Tese รจ unโ€™Organizzazione Non Governativa che dal 1964 si batte per la giustizia sociale, economica e ambientale nel mondo. Opera in Africa, Asia e America Latina con progetti di cooperazione internazionale. In Italia promuove progetti, campi di volontariato e stili di vita improntati alla solidarietร  e alla sostenibilitร  e realizza percorsi e laboratori di Educazione alla Cittadinanza Globale.

A proposito di Feltrinelli Librerie
Sono da sempre luoghi di scambio e divulgazione del sapere, con una forte attenzione per il libro a larga diffusione e dedicati a tutte le persone che sono alla ricerca di nuove idee, stimoli, visioni. Hanno una presenza capillare sul territorio nazionale, che conta oltre 100 punti vendita totali, e online grazie ai siti e-commerceย lafeltrinelli.itย eย IBS.it. Le librerie Feltrinelli organizzano ogni anno oltre 3.000 eventi culturali e hanno un’offerta di piรน di 200.000 titoli.

CANDIDATI COME VOLONTARIO/A

25 Novembre con le donne della Guinea-Bissau

Aiutaci a mantenere attivi gli unici due centri di accoglienza per le donne vittime di violenza di genere in Guinea Bissau.

In Guinea-Bissau, un piccolo Paese dellโ€™Africa Occidentale con un altissimo indice di povertร , la disuguaglianza e la violenza di genere sono a livelli allarmanti.

Moltissime donne hanno subito o subiscono violenza. Il 67% delle donne intervistate ha dichiarato di essere stata vittima di almeno un tipo di violenza. In particolare, delle 978 donne intervistate che hanno o hanno avuto un partner, ben 613 hanno affermato di aver subito violenza da questโ€™ultimo.

Pochissime sono le donne che denunciano gli atti di violenza. Il 68% non ha raccontato a nessuno lโ€™accaduto e solo lo 0,5% lo ha riferito a un medico.

Tantissime ragazze sono inoltre costrette a matrimoni forzati e precoci. Su 871 donne che hanno risposto a domanda diretta, lโ€™81,1% ha dichiarato che il loro matrimonio รจ stato deciso dalla famiglia del marito.

Piรน della metร  delle donne (il 52%) ha subito mutilazione genitale femminile. Si tratta, soprattutto, di bambine tra gli 0 e i 14 anni (30%). In uno studio realizzato nel 2021 nel quadro del progetto promosso da Mani Tese NO NA CUIDA DE NO VIDA, MINDJER!, ben il 60% delle donne intervistate ha confessato di aver subito questa pratica.

Queste donne non hanno nessuno su cui contare, se non il personale degli unici due centri di accoglienza per vittime di violenza di genere presenti in tutto il Paese, che sono sostenuti da Mani Tese: il centro di Bissau e quello, piรน recente, di Sรฃo Domingos.

LA CAMPAGNA DEL 25 NOVEMBRE

I due centri di accoglienza per vittime di violenza di genere in Guinea-Bissau rappresentano, a oggi, lโ€™unica speranza di sopravvivenza per tantissime donne in difficoltร : ragazzine fuggite da matrimoni forzati con uomini molto piรน grandi di loro, donne abusate dai propri compagni o dai famigliari, giovani mamme abbandonate…

Mani Tese, da anni, sta facendo tutto il possibile per mantenere i centri aperti, ma le necessitร  sono tante. per questo, in occasione della Giornata Internazionale per lโ€™Eliminazione della Violenza Contro le Donne (25 novembre), abbiamo deciso di lanciare una campagna per supportare i centri per le vittime di violenza di genere e aiutarli a essere sempre piรน autosufficienti.

Di cosa abbiamo bisogno:

Kit igienico-sanitari: servono medicine e prodotti con cui assicurare il benessere fisico delle donne vittime di violenza.

Corsi di formazione: i corsi di formazione in sartoria fornisco alle donne lโ€™opportunitร  di imparare un mestiere e di rendersi economicamente indipendenti.

Un orto sostenibile con cui produrre cibo per le ospiti e per la vendita cosรฌ da garantire sempre di piรน lโ€™autosufficienza del centro.

Per il 25 novembre, chiediamo un aiuto per mantenere attivi i centri di accoglienza per le donne che hanno subรฌto violenza con un dono solidale che aiuti tante di loro ad avere un futuro migliore.

IL NOSTRO PROGETTO IN GUINEA-BISSAU

Le nostre attivitร  rientrano nel progetto โ€œNO TENE DIRITU A UM VIDA SEM VIOLรŠNCIAโ€ โ€“ Rafforzamento dei meccanismi di protezione delle vittime di gbv e promozione dei diritti delle donne in Guinea-Bissauโ€ cofinanziato dallโ€™Unione Europea e promosso da Mani Tese in partenariato con FEC โ€“ Fรฉ e Cooperaรงรฃo, ENGIM โ€“ Fondazione Ente Nazionale Giuseppini Murialdo, AMIC โ€“ Associaรงรฃo dos Amigos da Crianรงa.

 

Al via il progetto “Corpi civili in Mozambico”

Due volontarie a Quelimane nella sede di Mani Tese saranno impegnate nella prevenzione e nella gestione dellโ€™emergenza ambientale.

Mani Tese ha recentemente aperto due posizioni per ilย progetto dei Corpi Civili di Paceย nella sua Sede in Mozambico, in particolare nella cittร  di Quelimane, ed Elisa Bianchini e Silvia Martinez saranno le due volontarie che, grazie al progetto IN DIFESA DELLA MADRE TERRA, a breve si recheranno nel Paese.

Lโ€™obiettivo generale del progetto di Mani Tese dei Corpi Civili di Pace proposto da Mani Tese in Mozambico รจ quello di prevenire e gestire gli effetti dellโ€™emergenza ambientale sulla natura e sulle condizioni di vita della popolazione rurale.

Lโ€™iniziativa รจ realizzata con il partenariato di Uniรฃo Provincial Dos Camponeses Da Zambรฉzia โ€“ UPC-Z, unโ€™organizzazione che ha come obiettivo principale quello di organizzare le realtร  associative dei contadini nei distretti della Provincia della Zambรฉzia per rappresentarle a livello regionale e sostenerle nella produzione e commercializzazione.

Ma conosciamo meglio le nostre due volontarie direttamente dalle loro parole:

โ€œCiao! Mi chiamo Elisa Bianchini, sono specializzata in sviluppo globale ed ho un particolare interesse per la tutela dellยด ambiente e sicurezza alimentare. Le mie esperienze lavorative precedenti includono un coinvolgimento con rifugiati e popolazioni indigene, e lavoro sul campo in Cambogia e Thailandia. Credo che al centro di un mondo migliore risieda il concetto di sostenibilitร , ambientale, sociale ed economica. Credo nellโ€™azione collettiva, incentrata sulle persone, che parta dal locale fino al globale.โ€

โ€œCiao a tutt*! Mi chiamo Silvia Martinez, sono nata a Cagliari e sarรฒ volontaria dei corpi civili di pace in Mozambico per il progetto โ€œIn difesa della Madre Terraโ€ con Mani Tese.

Sono specializzata in Scienze biomolecolari e dellโ€™evoluzione e spero nel mio piccolo di poter contribuire alla diffusione di pratiche di sostenibilitร  e alla conservazione della natura nellโ€™area di Quelimaneโ€

Non possiamo non pensare che anche questa รจ la nostra risposta a un mondo che sempre di piรน sembra nutrirsi di guerra, violenza e distruzione.

Buon viaggio e buone scelte di Pace, ragazze!

Sta per concludersi il progetto “Mettiamo le ali allo sviluppo”

Grazie allo sviluppo della filiera avicola, in Guinea-Bissau oltre 70 famiglie hanno un reddito sicuro e mandano i propri figli a scuola.

Mancano ormai pochi mesi al termine dellโ€™ambizioso progetto โ€œMettiamo le ali allo sviluppoโ€,ย  finanziato dallโ€™Unione Europea a partire da gennaio 2019, che vede Mani Tese come capofila.

Il progetto – anche chiamato Ianda Guinรฉ! Galinhas, essendo parte di Ianda Guinรฉ, programma di sviluppo lanciato per il Paese nel 2019 dallโ€™Unione Europea –ย  si propone di sviluppare una filiera avicola in Guinea-Bissau.

Questo progetto ha dovuto affrontare molte sfide, legate non solo alle difficoltร  intrinseche del Paese ma anche a livello internazionale, a cominciare dalla pandemia, proseguendo attraverso una crisi economica mondiale causata della guerra in Ucraina. Tuttavia, in questi anni รจ riuscito a dare i suoi frutti. A oggi, infatti, piรน di 40 famiglie allevano galline ovaiole e si sostentano con la vendita delle loro uova. Altre 30 famiglie si sono concentrate nellโ€™allevamento di pulcini da vendere. In totale, quindi, circa 70 famiglie godono di unโ€™entrata sicura, oltre a quella generata delle attivitร  agricola.ย 

Il fatto che una piccola parte della popolazione della Guinea-Bissau abbia riconosciuto che non si puรฒ basare lโ€™economia famigliare solamente sulla raccolta della castagna di caju o sulla coltivazione di riso, mais e fagioli (attivitร  che producono reddito, ma che purtroppo non rendono le famiglie indipendenti a livello economico, a causa della fragilitร  del mercato), รจ una piccola grande rivoluzione.

La produzione di uova e di polli porta infatti buone entrate alle famiglie, tanto che in ognuna di esse, due o tre bambini o adolescenti riescono a frequentare in modo continuativo la scuola o un percorso di studi piรน avanzato, come un liceo a Bissau.

In questi ultimi mesi di progetto, il team di Mani si concentrerร  sullโ€™Organizzazione della Fiera Agroecologica di Natale, che si terrร  dal 15 al 22 dicembre 2023, insieme ai partner di progetto e altre organizzazioni che si occupano di agroecologia. Si tratta di una preziosa occasione per creare sinergie locali, mettendo in contatto produttori avicoli e produttori agricoli.ย 

La Commissione per lโ€™Organizzazione della Fiera sarร  composta da UPCA (unione produttori della filiera avicola della Guinea-Bissau), da Kabaz de Vida (associazione di donne contadine del quartiere Granja di Bissau) e da Asas de Socorro, ONG locale che si occupa di sviluppo rurale e nostro partner di progetto.

Durante la fiera sarร  data ai beneficiari lโ€™opportunitร  di vendere i loro prodotti a prezzi fissi (quindi non trattabili come avviene nella maggior parte dei mercati del paese) e a volte anche piรน alti della media.

Il programma sarร  anche fitto di djumbai, momenti dedicati al dialogo, per promuovere lo scambio tra le esperienze dei produttori, consentendo alle famiglie provenienti da varie zone del paese di confrontarsi e sulle sfide per il futuro sentendosi parte di un fronte comune che mira a far riconoscere lโ€™attivitร  avicola come base per il miglioramento delle condizioni di vita della Guinea-Bissau, non solo a livello economico, ma anche a livello di salute e di consumo dei prodotti locali.

Africa Occidentale e colpi di stato

Le sfide in atto nella zona a seguito del susseguirsi dei golpe.

Di Anna Fatima Pasqual e Giovanni Sartor โ€“ Mani Tese

A partire dal 2020 la zona dellโ€™Africa che viene definita dalle Nazioni Unite Africa Occidentale e che comprende 16 Paesi[i] ha subito in 4 dei suoi stati membri (Malรฌ, Guinea, Burkina Faso ed infine il Niger) 6 colpi di stato, a cui se ne aggiungono altri due avvenuti in Paesi limitrofi quali il Ciad e il Gabon. Questi ultimi due Paesi hanno in comune con gli altri in cui รจ avvenuto il golpe lโ€™essere delle ex colonie francesi e quindi in qualche modo appartenenti alla cosiddetta โ€œFranรงafriqueโ€.

Colpi di stato sono stati inoltre tentati senza successo, sempre a partire dal 2020, in Gambia e Guinea Bissau. A questa situazione si aggiunge uno scenario politico instabile in Senegal in vista delle elezioni presidenziali previste nel mese di febbraio 2024.

Il susseguirsi di colpi di Stato, molti dei quali tra lโ€™altro avvenuti da parte di alti ranghi dellโ€™esercito che fino a un attimo prima erano stati tra i piรน fidati collaboratori dei presidenti deposti, farebbe pensare a una strategia comune e coordinata. Tuttavia gli esperti internazionali sono concordi nel rilevare che, se รจ vero che le motivazioni possono essere in parte comuni e si sia creata anche una sorta di spirito di emulazione, la situazione รจ diversa Paese per Paese ed รจ bene tenere in considerazione il contesto di ciascuna realtร .

Molti osservatori sono concordi nel ritenere che il motivo principale dei colpi di Stato e soprattutto del successivo consenso che hanno ricevuto in seno alla popolazione, sia legato a problematiche interne ovvero allโ€™incapacitร  dei Presidenti dei diversi Paesi e piรน in generale della classe politica di rispondere ai bisogni dei cittadini. Si tratta di bisogni che sono riconducibili alla mancanza di servizi di base quali sanitร  e scuola, ma anche a un aumento dei costi dei prodotti alimentari e di conseguenza alla povertร .

A queste motivazioni si aggiungono le problematiche relative alla presenza di gruppi armati non statali di matrice jihadista, in particolare in Malรฌ, Niger e Burkina Faso, che controllano porzioni sempre piรน grandi dei territori dei rispettivi Paesi, senza che i governi pre-golpisti siano riusciti a dare risposte tali da limitare lโ€™avanzata e il controllo di territori da parte di tali gruppi armati.

Storicamente lโ€™esercito in Africa Occidentale รจ spesso stato percepito come il soggetto che รจ intervenuto a tutela degli interessi della nazione e dei suoi cittadini, quando essi sono stati minacciati da una classe politica che non era in grado di adempiere ai suoi compiti, corrotta e guidata da interessi esterni.

Nei giornali si รจ molto parlato anche di un sentimento antifrancese che indubbiamente esiste e lo abbiamo visto dalle manifestazioni nelle diverse capitali dei Paesi coinvolti e parlando con i nostri collaboratori e partner in Burkina Faso e Benin. Ci sembra perรฒ di poter dire che il problema non sia la Francia ed in particolare i suoi cittadini ma il fatto che le sue politiche neo-coloniali incentrate sulla difesa e promozione degli interessi francesi in Africa Occidentale (che รจ esattamente quello che fanno in realtร  tutti i Paesi nello scacchiere africano), pur con le correzioni attuate attraverso lโ€™Aiuto pubblico allo Sviluppo e altre forme di finanziamento, non siano state in grado di portare benessere alla popolazione locale. Anzi, oggi la qualitร  della vita, in particolare nei tre Paesi del Sahel (Malรฌ, Burkina Faso e Niger), รจ in peggioramento e la popolazione riconosce nella Francia la causa principale di questa situazione.

Siamo di fronte a una crisi della democrazia. In Africa dopo la colonizzazione e un periodo nel quale la maggior parte degli stati รจ stata governata dal partito unico dellโ€™indipendenza, si sono aperte le porte negli anni โ€˜90 al multipartitismo e alle elezioni. Oggi molte di queste democrazie hanno fallito e non sono state in grado di rispondere ai bisogni della popolazione.

Lโ€™alternanza al potere รจ stata limitata anche da tentativi da parte del Presidente di turno al potere di modificare la costituzione per garantirsi piรน mandati rispetto ai due standard (solo per fare alcuni esempi: in Guinea e Gabon i colpi di stato sono avvenuti dopo lโ€™elezione per un terzo mandato del presidente uscente. In Costa dโ€™Avorio il Presidente Ouattara รจ riuscito a farsi rieleggere per un terzo mandato).

รˆ una democrazia delle รฉlites quella che molto spesso troviamo nei Paesi dellโ€™Africa Occidentale: intermediari dโ€™affari di potenze varie che rinunciano a fare politica e a difendere gli interessi di chi li ha eletti. ย I Paesi citatiย non si trovano ad affrontare identici problemi. Cโ€™รจ piuttosto una convergenza di nodi irrisolti e unโ€™insofferenza crescente per i regimi che, sotto lโ€™apparenza di elezioni democratiche, nascondono la difesa di interessi privatistici e tradiscono in modo piรน o meno sfacciato il patto sociale con i cittadini.

I golpe appaiono quindi come lโ€™unico modo di provocare un cambiamento in questo nuovo ciclo storico, di assicurare una forma di alternanza al vertice dello stato e di accelerare la transizione generazionale.

La situazione รจ molto complessa e le forze in gioco come gli interessi sono molteplici. Mani Tese sta dalla parte della popolazione e delle comunitร  e crede che stabilitร  e sviluppo in questโ€™area del mondo non possano che passare dal loro protagonismo e attivismo.

Riceviamo segnali che i cambiamenti in atto stiano risvegliando e attivando forze endogene. Questo รจ sicuramente positivo se canalizzato in un interesse collettivo e centrato sui bisogni della popolazione senza ricadere su meccanismi geo-politici di sfere di influenza e di controllo di potenze straniere che schiaccerebbe ancora una volta la popolazione locale su interessi e dinamiche che poco avrebbero a che fare con il loro benessere.

Per questo, il primo tema prioritario รจ a nostro avviso, qualsiasi regime ci sia, la necessitร  che vengano garantite le libertร  individuali e collettive di espressione, incontro, riunione, stampa, il rispetto dei diritti umani in tutte le sue forme e la risposta ai bisogni essenziali per i cittadini.

รˆ ย fondamentale che la societร  civile possa essere protagonista e proporre a chi รจ al potere, siano essi civili o militari, unโ€™agenda politica di cambiamento.

Lโ€™auspicio รจ poi quello che in tempi rapidi sia la popolazione a poter scegliere attraverso libere elezioni chi li governerร  ma non prima di aver attuato un percorso simile ma molto piรน autentico rispetto a quello giร  avvenuto negli anni โ€™90 con le Conferenze Nazionali, coinvolgendo le cosiddette โ€œforze viveโ€ della nazione in un processo che ponga le basi per un rilancio โ€œvernacolareโ€, come ama dire J.L. Touadรฌ, dei processi democratici.

Un altro aspetto importante รจ a nostro avviso lโ€™alleanza tra i diversi Paesi dellโ€™Area per adottare una strategia comune. Essenziale se si vuole sconfiggere il terrorismo ma anche se, insieme, ci si vuole contrapporre a interessi di stampo neocoloniale. Recentemente i governi frutto dei golpe in Malรฌ, Burkina Faso e Niger hanno stretto un patto dando vita allโ€™Alleanza dei Paesi del Sahel (Alliance des ร‰tats du Sahel – Aes). Il documento, chiamato Carta Liptako-Gourma, prende il nome dalla regione dove le frontiere dei tre Paesi si incontrano, una zona in cui operano negli ultimi anni diversi gruppi armati irregolari. I contenuti del patto riguardano una collaborazione tra i tre Paesi sia in ambito militare sia in ambito economico. Se sarร  in grado di ottenere qualche risultato nella lotta ai gruppi armati jhaidisti, lo vedremo nei prossimi mesi. Provare a operare insieme su problemi comuni รจ in ogni caso positivo.

Da questo punto di vista ECOWAS, comunitร  economica degli stati dellโ€™Africa Occidentale, ย potrebbe giocare un ruolo importante se veramente si superano schieramenti pro o contro la Francia o altre potenze extra africane e ci si concentra sugli interessi della Regione. La Nigeria, di gran lunga il Paese piรน potente e popoloso dellโ€™area, potrebbe avere un gran vantaggio dal giocare un ruolo da riferimento regionale in una zona in cui si riduce drasticamente la conflittualitร  e si promuovono politiche di comune interesse.

Un aspetto importante รจ infine il ruolo della comunitร  internazionale. Lโ€™attuale situazione รจ anche figlia di un approccio che ha visto la Francia ma non solo (si pensi allโ€™Italia e alle sue politiche finalizzate a ridurre i flussi migratori) concentrarsi sugli interessi nazionali e non su quelli dei Paesi dellโ€™Africa occidentale senza ascoltare i loro bisogni e tenere conto dei loro interessi, se non in minima parte con i progetti di cooperazione finanziati alle ONG e alle diverse Agenzie delle Nazioni Unite. Anche lโ€™approccio prevalentemente securitario, con la formazione degli eserciti e delle forze di polizia, come avvenuto per esempio negli ultimi anni in Niger, ha rivelato tutti i suoi limiti, anche perchรฉ oggi al potere ci sono quei militari precedentemente formati dalla Francia e dagli altri Paesi, Italia compresa, presenti in Niger.

Nelle politiche dellโ€™Unione Europea e dei suoi stati membri le prioritร  siano dunque i diritti e il benessere dei cittadini dei Paesi partner, non tanto e non solo i propri interessi geopolitici.


[i] 15 sono invece i membri dellโ€™ECOWAS, comunitร  economica degli stati dellโ€™Africa Occidentale di cui non fa piรน parte la Mauritania