Maziwa: lo sviluppo sostenibile del Kenya passa dalla filiera del latte
Mani Tese utilizza l’agricoltura rigenerativa come chiave di sviluppo socio-economico. Ecco i primi buoni risultati del progetto “Maziwa”
Da molti anni Mani Tese lavora in Kenya fianco a fianco con le comunità locali per sviluppare sistemi produttivi rigenerativi capaci di ridurre l’impatto ambientale, garantire sicurezza alimentare nel lungo periodo e riportare al centro del processo produttivo le persone, in equilibrio con la biodiversità che le circonda. Uno dei principali ambiti di questo impegno si manifesta nella filiera del latte dove, insieme a 3E Africa e altri partner locali, Mani Tese ha adottato con successo un approccio trasversale che integra tutela dell’ambiente, imprenditorialità, inclusione sociale ed economia circolare.
Come nel progetto “Maziwa – A sustainable milk value chain for environmental protection and economic empowerment”, cofinanziato dalla Conferenza Episcopale Italiana attraverso i fondi dell’8×1000; l’iniziativa ha coinvolto piccoli agricoltori e allevatori nel Bacino del fiume Molo, che hanno partecipato a percorsi di formazione in gestione sostenibile della produzione e di gestione economica e finanziaria, così da acquisire le competenze necessarie per migliorare la loro produttività e avviare attività imprenditoriali. E, parallelamente, migliorare anche l’adattamento delle comunità della Foresta di Mau ai cambiamenti climatici.
L’IMPATTO DI “MAZIWA”
A partire da questo approccio integrato, il progetto Maziwa sta già mostrando risultati concreti sul territorio. A pochi mesi dalla conclusione, prevista per settembre 2026, l’iniziativa ha infatti iniziato a generare impatti significativi sia sul piano produttivo sia su quello socio-economico.
Tra gennaio 2025 e marzo 2026, la produzione media è cresciuta di almeno 1,5 litri al giorno per capo. L’iniziativa ha inoltre favorito la creazione di nuovi posti di lavoro e l’introduzione di prodotti trasformati, come yogurt e latte fermentato keniota, ampliando le opportunità di mercato per le comunità locali.
“Siamo partiti da una produzione giornaliera di circa 300 litri, arrivando oggi a 700, con la prospettiva di raggiungere i 1.000 litri”, ha raccontato Samuele Tini, East Africa Regional Coordinator di Mani Tese e responsabile in loco del progetto.
Si tratta di progressi importanti che contribuiscono anche a contrastare lo spopolamento delle aree montane, offrendo ai giovani opportunità concrete per costruire un futuro nei territori di origine. Allo stesso tempo, il progetto rafforza l’autosufficienza del Paese, promuovendo la valorizzazione delle filiere locali e riducendo la dipendenza dalle importazioni.
MICROFINANZA E SVILUPPO DELLA FILIERA
Accanto al rafforzamento della produzione, Maziwa interviene sull’intera filiera, sostenendo anche gli aspetti legati alla commercializzazione e all’accesso al credito. In questo ambito si inserisce la collaborazione con Cresud, società del gruppo Banca Etica, che affianca i piccoli produttori nel consolidamento delle proprie attività imprenditoriali.
Il contributo di Cresud si è tradotto nello sviluppo di strumenti di microfinanza capaci di rispondere ai bisogni dei micro-imprenditori locali. Il progetto ha infatti facilitato il collegamento tra istituzioni di microfinanza, come Caritas Nairobi, e gli allevatori coinvolti, favorendo l’accesso a finanziamenti destinati all’acquisto di motociclette, contenitori per il latte e attrezzature utili a migliorare la qualità dell’allevamento.
In un contesto dinamico come quello keniano, la microfinanza comunitaria rappresenta una valida alternativa agli aiuti emergenziali e al credito al consumo, contribuendo a generare sviluppo inclusivo e a rafforzare la resilienza delle comunità locali, in particolare nelle aree rurali e tra le donne.
“MAZIWA” SUI MEDIA ITALIANI
Il progetto “Maziwa” di recente ha trovato spazio anche su alcuni media italiani, che ne hanno sottolineato l’originalità e l’efficacia dell’approccio: