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INFORMAZIONI SUL PAESE

Cenni storici

I confini dell’odierno Bangladesh sono stati stabiliti con la partizione tra Bengala e India nel 1947, quando la regione divenne porzione orientale dell’appena costituito Pakistan. Discriminazioni linguistiche, politiche ed economiche portarono ad agitazioni contro il Pakistan Occidentale che nel 1971 portarono ad una guerra e alla successiva indipendenza del Bangladesh. Tuttavia, il nuovo Paese fu colpito da una carestia (1973-74), da diversi colpi di stato e da governi militari. Dopo la fine del governo del generale Hossain Mohammad Ershad (1982-1990), il Bangladesh ha riottenuto una democrazia parlamentare. Dal 1996 al 2001 governò Sheikh Hasina, seguita dal governo del Partito nazionalista del Bangladesh. Il 29 dicembre 2008 furono indette le elezioni, vinte dalla Lega di Awami. L’instabilità politica è ancora presente, aggravata da continue inondazioni e cicloni. Il 12 febbraio 2009, è diventato presidente Zillur Rahman.

Situazione socio-economica

Il Bangladesh è uno Paesi più densamente popolati dove metà della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà. Agricoltura (riso, tè, senape) e settore dei servizi e industria manifatturiera sono le principali attività dell’economia nazionale. Emigrazione, difficile situazione economica, governo inefficiente e alti livelli di corruzione influenzano negativamente il Paese. Il maggior gruppo etnico è quello bengalese (98% della popolazione), affiancato da migranti binari e gruppi indigeni. La speranza di vita alla nascita è di 68.9 anni [UNDP, 2010], mentre il tasso di alfabetizzazione tra i giovani 15-24 anni è del 75.5%. La lingua ufficiale è il Bengalese e l’inglese è utilizzato dalle classi medio-alte. La capitale è Dhaka. La condizione femminile è particolarmente difficile: le donne sono infatti spesso vittime di violenza e di attacchi (uno dei mezzi più utilizzato è l’acido per sfigurare il volto).

L’azione di Mani Tese

Mani Tese in Bangladesh opera nei distretti di Khulna e Bandarban. I beneficiari degli interventi sono i più poveri e vulnerabili, in particolare donne e minoranze etniche.Le azioni mirano a stimolare l’economia locale, investendo nel microcredito, nell’agricoltura e nell’allevamento, per migliorare tecniche di produzione e macchinari e favorire attività economiche. L’istruzione (formale e professionale) rimane uno dei principali obiettivi di Mani Tese, come principale strumento di emancipazione e crescita.Sebbene l’azione sia incentrata su progetti di sviluppo, nel corso degli anni è stato necessario attuare interventi di emergenza (distribuzione di acqua, cibo e medicinali per primo aiuto e realizzazione di centri di accoglienza) in aree colpite da eventi disastrosi. Alcune zone (in particolare il sud-est del Paese) in cui Mani Tese opera in collaborazione con i partner locali, sono state colpite da cicloni negli ultimi anni.

 

I nostri progetti in questo paese

MANITESE OPERA IN 12 PAESI DEL MONDO