03/05/2019

Si è tenuta ieri (2 maggio 2019), presso la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, la cerimonia di premiazione del Premio Mani Tese per il giornalismo investigativo e sociale
Il premio, promosso da Mani Tese con il contributo dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), ha come obiettivo quello di portare alla luce storie e inchieste relative all’impatto dell’attività d’impresa sui diritti e sull’ambiente.

Sono stati 6 i finalisti selezionati dalla giuria su 134 candidature ricevute, che ieri sera hanno presentato il loro progetto d’inchiesta di fronte ai giurati presenti in sala: Gad Lerner, Tiziana Ferrario, Gianluigi Nuzzi, Emilio Ciarlo, Direttore Comunicazione di AICS e Francesco Loiacono, Caposervizio di Fanpage.it.

Alla selezione dei finalisti avevano contribuito, inoltre, le giornaliste Eva Giovannini e Stefania Prandi e il direttore di Fanpage.it Francesco Piccinini.

“Il livello qualitativo dei progetti candidati al premio è stato talmente elevato che, di comune accordo con la giuria, abbiamo deciso di dare la possibilità a più progetti di essere presentati posponendo quindi la scelta del vincitore finale alla serata di premiazione” ha dichiarato sul palco Giorgia Vezzoli, Responsabile della Comunicazione Istituzionale di Mani Tese, che ha aggiunto “Questo è il primo premio indetto da Mani Tese e non a caso è stato dedicato al sostegno concreto del giornalismo indipendente perché crediamo che indagare sia un dovere e che sapere sia un diritto di tutti e di tutte”.

A vincere il premio aggiudicato dalla giuria è stato il team composto da Roberto Pisano, Elisabetta Muratori e Rosario Daniele Guzzo con il progetto d’inchiesta “Amazon: indagine su uno smaltimento al di sopra di ogni sospetto”.

L’inchiesta si propone di identificare i meccanismi di smaltimento della merce invenduta da parte di Amazon, uno degli attori protagonisti dell’e-commerce a livello globale. Approfondendo gli aspetti finali della filiera produttiva sul mercato italiano, gli autori intendono verificare la policy di gestione della merce invenduta e la sua sostenibilità ambientale. “Come denunciato da Brune Poirson, sottosegretario di Stato alla Transizione Ecologica del Governo francese – scrivono gli autori nel loro progetto d’inchiesta – il regolamento adottato da Amazon rende di fatto più conveniente distruggere un bene nuovo ancora imballato, piuttosto che metterlo nuovamente in circolo nel mercato o stoccarlo in magazzino per lunghi periodi con ricadute permanenti sull’ambiente”.

Ai vincitori del Premio verrà assegnato un contributo monetario fino ad un massimo di 7.500 euro per la copertura delle spese di realizzazione del servizio.

Il team ha ora 90 giorni di tempo per realizzare l’inchiesta che, a questo punto, è già molto attesa.

A proposito del Premio Mani Tese
Il Premio Mani Tese per il giornalismo investigativo e sociale è un’iniziativa promossa da Mani Tese, Ong che da oltre 50 anni si batte per la giustizia nel mondo, e rientra nell’ambito del progetto “New Business for Good” realizzato con il contributo di Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS).
Il premio, riservato a giornalisti indipendenti/freelance (singoli o in gruppo) di ogni età, nazionalità e genere, intende sostenere la produzione di inchieste originali su tematiche concernenti gli impatti dell’attività di impresa sui diritti umani e sull’ambiente in Italia e/o nei Paesi terzi in cui si articolano le filiere globali di produzione. 

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