Mozambico: l’emergenza climatica richiede una risposta nuova e preventiva

Mani Tese propone un approccio preventivo che mira a mitigare gli impatti dei disastri ambientali attraverso agroecologia, conservazione della biodiversità e resilienza delle comunità

Le recenti piogge torrenziali e le inondazioni che hanno colpito il Mozambico nelle ultime settimane confermano, ancora una volta, come i cambiamenti climatici stiano imponendo una trasformazione profonda nel modo di affrontare le crisi ambientali. Non basta più intervenire solo nell’immediato: serve un approccio capace di prevenire, mitigare e rafforzare la resilienza delle comunità più vulnerabili.

Inondazioni devastanti: un Paese già fragile in ginocchio

Dopo un mese di precipitazioni intense e lo straripamento di numerosi corsi d’acqua, il Mozambico – in particolare le sue province meridionali e centrali – si trova ad affrontare un bilancio drammatico.
Le autorità locali riportano:

  • circa 700.000 persone colpite;
  • oltre 150 vittime;
  • 4.000 case inagibili;
  • 1500 km di strade interrotte;
  • oltre 200 strutture sanitarie distrutte;
  • migliaia di famiglie costrette ad abbandonare le proprie case;
  • oltre 80 scuole trasformate in centri di accoglienza;
  • comunità intere isolate e prive dei servizi essenziali.

Si tratta, purtroppo, solo dell’ultimo episodio di una crisi climatica e ambientale che si protrae di emergenza in emergenza. E dietro i numeri ci sono persone, famiglie, vite.

"Il Paese è in forte difficoltà: molte località sono ancora isolate e la strada principale (la N1) è tuttora interrotta in diversi punti. Al momento è accessibile solo una seconda strada, ma con molta difficoltà, e questo sta rallentando sia gli spostamenti che la logistica. La pressione sulle comunità ospitanti è alta e l’emergenza, anche se mediaticamente calata, è tutt’altro che rientrata".
Nicola De Domenico
Rappresentante Paese Mani Tese - Mozambico

Guardare oltre l’emergenza

La crisi mozambicana si è svolta poco prima che in Italia si facesse la conta dei danni per gli effetti del ciclone Harry, tra Sicilia, Sardegna e Calabria. Eventi diversi ma figli della stessa dinamica globale: fenomeni meteorologici sempre più estremi e frequenti, che colpiscono territori fragili e mettono in ginocchio intere popolazioni.

In questo scenario, Mani Tese promuove un approccio preventivo, basato su interventi che possano ridurre gli impatti dei disastri ambientali e aumentare la sicurezza delle comunità. Il nostro lavoro in Mozambico da un lato punta a proteggere e rigenerare la biodiversità, fondamentale per la stabilità degli ecosistemi, dall’altro rafforzare la resilienza delle comunità attraverso agroecologia ed economia circolare, così da mitigare le conseguenza di eventi climatici estremi, prima che questi si trasformino in crisi umanitarie.

Si tratta di un impegno che affianca, senza sostituirsi, agli interventi tempestivi nelle emergenze: un percorso necessario per superare la logica del “solo soccorso immediato” e costruire una reale resilienza.

Gli impatti dei cambiamenti climatici, infatti, non sono circoscritti all’evento catastrofico: durano mesi, spesso anni, e coinvolgono interi sistemi sociali ed economici.
Per questo Mani Tese continua a lavorare accanto alle comunità del Mozambico con interventi di lungo periodo, costruiti insieme alle popolazioni locali e volti a garantire sicurezza, salute e futuro.