21/06/2018

Solo poche settimane fa avevamo denunciato la difficile condizione delle adolescenti impiegate nelle fabbriche tessili in India.
A distanza di breve tempo, purtroppo, Save, il nostro partner di progetto nel Paese, ci comunica la terribile morte di Sravani, una ragazza di 18 anni migrata dallo stato confinante dell’Andhra Pradesh, folgorata mentre scavalcava il muro di recinzione dell’impianto di filatura in cui lavorava nel tentativo di fuggire di nascosto.
Attualmente sulla vicenda è in corso un’indagine della polizia.

Attualmente sulla vicenda è in corso un’indagine della polizia.

Sravani lavorava e risiedeva presso un’azienda di filatura a Kangeyam, nel distretto di Tirupur, che attualmente impiega oltre 200 donne che presso l’ostello interno all’azienda stessa.

L’8 maggio 2018, verso le 6 di mattina, Sravani avrebbe dovuto iniziare il suo turno di lavoro. Le colleghe residenti nell’ostello però, non riuscendo a trovarla, hanno informato il supervisore della sua scomparsa. Sono quindi iniziate le ricerche della ragazza all’interno dell’azienda. Il ritrovamento di una scarpa di Sravani in un angolo della proprietà ha destato sospetti e dirottato la ricerca presso il muro di recinzione, dove sono stati ritrovati del sangue sugli spuntoni di vetro e delle tracce di colore scuro sul cavo della linea dell’alta tensione.

Sravani è stata infine ritrovata morta all’esterno della proprietà con ferite multiple causate dalla folgorazione.

Alle compagne di stanza la ragazza aveva riferito che la madre sarebbe venuta a prenderla per portarla a casa ma di questo non aveva comunicato nulla al responsabile dell’ostello.
Sravani, dunque, intendeva scappare.
Ha scalato il cancello di ferro e si è spostata sul muro per fuggire. Non sapeva però del cavo elettrico che scorreva più in basso e purtroppo è rimasta folgorata.

Si spegne così la vita dell’ennesima giovane donna impiegata nel tessile in India, dove Mani Tese da tempo promuove un progetto di prevenzione del lavoro minorile e di traffico di esseri umani nonché di miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro nel settore (“Tamil Nadu, combattere le schiavitù moderne nel settore tessile”).

Con ancora maggiore convinzione pensiamo che sia necessario cambiare le modalità con cui l’industria tessile recluta e gestisce le risorse umane, e che i committenti internazionali siano più trasparenti e responsabili nella loro filiera produttiva. Nel frattempo non possiamo che proseguire, con maggior forza, il nostro impegno in Tamil Nadu.

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Foto di Alessandro Brasile
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