LA RESILIENZA DELLE COMUNITÀ DELLA GUINEA-BISSAU DI FRONTE ALLA CRISI

Nella regione di Cacheu sono stati finanziati dei microprogetti per permettere alle comunità di affrontare la crisi causata dalla pandemia e dalle piogge.

di Sara Gianesini, coordinatrice di progetto in Guinea-Bissau

La pandemia di coronavirus che ha scosso il mondo non ha risparmiato neanche i Paesi più poveri come la Guinea-Bissau e, in seguito alle misure adottate per mitigare la diffusione del virus e l’entrata in vigore dello stato di emergenza, tutti i settori economici sono stati colpiti dalla crisi.

Il settore agricolo, dominato dalla produzione e commercializzazione di anacardi, e quello delle piccole attività economiche generanti reddito per lo più informali, principali pilastri dell’economia locale, sono stati particolarmente colpiti. La caduta dei prezzi, la ridotta possibilità di commercializzare i prodotti agricoli, la chiusura delle frontiere terrestri, il divieto di fiere e mercati settimanali, la restrizione interna alla circolazione di merci e persone sono, tra gli altri, i fattori fondamentali della crisi.

Mani Tese, nell’ambito del progetto “Protezione e soluzioni durevoli per rifugiati e richiedenti asilo in Guinea-Bissau” finanziato da UNHCR, così come ha dovuto fare in altri interventi e hanno fatto le altre organizzazioni della società civile, le istituzioni pubbliche e parastatali, ha dovuto effettuare una revisione dell’agenda di lavoro che ha portato a limitazioni di molte attività che prevedevano formazioni in presenza e al rinvio di quelle iniziative che comportavano l’assembramento delle persone.

Tuttavia, l’organizzazione non è rimasta insensibile alle difficoltà riscontrate nei villaggi che, oltre alla pandemia, hanno subito anche forti piogge che hanno causato molti danni aggravando una situazione già terribile. Le inondazioni tra luglio e settembre hanno infatti danneggiato molte case e distrutto pozzi, lasciando i residenti delle comunità di Cacheu senza acqua potabile.

Per far fronte a queste difficoltà, è stato avviato un processo di finanziamento di microprogetti comunitari per sviluppare attività sociali ed economiche comunitarie, o di gruppi di individui nei villaggi di intervento, e fare del momento di crisi un’opportunità per tutti.

Tutte le idee di sostegno socio-economico comunitario seguono un rigoroso processo di selezione, i cui principali criteri di valutazione sono la vulnerabilità della comunità, la rilevanza dell’idea rispetto al contesto specifico e la sua sostenibilità.

A settembre è stato avviato il processo di pre-selezione delle idee progettuali raccolte durante l’anno e sei gruppi selezionati a ottobre hanno ricevuto una formazione in gestione economica comunitaria per raggiungere così l’obiettivo di ridurre al minimo le sofferenze causate dalla pandemia di coronavirus e dalle piogge torrenziali di questa estate.

Tra le idee selezionate, tre riguardano la ricostruzione e riparazione di pozzi e pompe per l’acqua in comunità e due riguardano l’acquisto di macchinari per facilitare la raccolta del riso e la sua trasformazione. I soggetti coinvoli,  come sempre dimostrano il loro grande interesse a sostegno di tutti: i progetti selezionati sono infatti a beneficio della comunità intera, perché per loro è quella che conta.

Qui di seguito, alcune foto delle formazioni che prevedevano presenze limitate, distanziamento sociale e l’uso della mascherina.

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