Agroecologia, avanti tutta

Rafforzamento delle capacità dei piccoli produttori agricoli locali, grazie a percorsi di formazione e alla sperimentazione di tecniche agroecologiche.

Contesto

Il Burkina Faso è un paese saheliano a basso reddito con risorse naturali limitate. L’economia del Paese si basa in gran parte sull’agricoltura, che impiega quasi l’80% della popolazione attiva. La produzione però risulta insufficiente a soddisfare il fabbisogno dell’intera nazione. Le difficoltà sono acuite dai cambiamenti climatici – che spesso compromettono gran parte dei raccolti – dall’esigua disponibilità di attrezzature agricole e dalla limitata conoscenza di tecniche di produzione, conservazione e trasformazione dei prodotti. A queste si aggiungono la crescente insicurezza, in particolare nel Nord del paese, e il recente impatto della pandemia Covid19.

Obiettivi

L’obiettivo del progetto Agroecologia, avanti tutta è quello di rafforzare le capacità dei piccoli produttori agricoli locali, grazie a percorsi di formazione e alla sperimentazione di tecniche agricole che si rifanno ai principi dell’agroecologia.

Attività

  1. Potenziamento del centro sperimentale di formazione professionale in agroecologia. Il centro è stato potenziato con l’installazione di un impianto elettrico fotovoltaico da 3 kW, che ne permetterà l’illuminazione, il funzionamento dei macchinari e il pompaggio dell’acqua, mentre il campo sperimentale sarà dotato di un sistema di irrigazione goccia a goccia.
  2. Avvio dell’allevamento di bovini. Si tratta dell’allevamento di 20 buoi destinati all’ingrasso e alla produzione di compost, indispensabile per la fertilizzazione dei terreni. È stata prevista una formazione per lo svolgimento di questa attività, di cui beneficeranno 2 membri di ciascuno dei 17 gruppi affiliati all’Unione Nanglobzanga.
  3. Sviluppo dell’agrosilvicoltura. Realizzazione di un vivaio per promuovere la piantagione di alberi negli appezzamenti agricoli, e di un corso di formazione per 68 persone. 
  4. Tracciabilità delle produzioni agricole. Promozione della certificazione di qualità di 30 produttori agricoli: è stato il primo passo per promuovere una cultura dell’alimentazione sana, nutriente e rispettosa dell’ambiente, sia a livello rurale che cittadino.
  5. Educazione alimentare e sperimentazione di tecniche per la trasformazione e la conservazione di prodotti per l’autoconsumo. Realizzazione di 3 sessioni formative e informative in ciascuno dei 9 villaggi interessati dal progetto. A queste si sono affiancate delle giornate di sensibilizzazione su più larga scala. Una formazione più specifica è stata riservata a 90 donne leader e a 18 agenti comunitari mentre 30 piccoli produttori locali hanno approfondito la diversificazione delle produzioni e il mantenimento della biodiversità dei terreni.
  6. Creazione di una rete di promozione e vendita dei prodotti agroecologici nella capitale Ouagadougou per la promozione e la vendita (anche a domicilio) dei prodotti locali presso mercati, supermercati, hotel, e ristoranti del territorio urbano, da proporre come alternativa, più sana e sostenibile, rispetto ai prodotti importati.
  7. Organizzazione della fiera dell’agroecologia a Loumbilà come occasione per avvicinare all’argomento i vari visitatori e le autorità locali. Durante l’evento sono stati affrontati anche problemi relativi all’ambiente, alla salute e alla condizione delle donne.
  8. Le attività in Italia. Realizzazione a Mestre di un corso teorico-pratico di agroecologia e consumi alimentari: articolato su 5 incontri, coinvolgerà 20 persone fra cui anche migranti. A Treviso è stata organizzata la seconda edizione del corso “Coltivare con la natura” rivolto a 20 partecipanti. Infine, a Padova, in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, è stato organizzato un evento sull’agroecologia e i sistemi resilienti di produzione e consumo.è stato