INDIA: L’EMERGENZA COVID A TIRUPPUR È ALLARMANTE

L’ospedale principale conta circa 100 morti al giorno mentre il lockdown ha aumentato il lavoro minorile in casa e nelle fabbriche: circa 20.000 i bambini coinvolti. Occorre aiuto urgente!

Il nostro partner SAVE, con cui collaboriamo in India, ci ha inviato un aggiornamento sulla situazione a Tiruppur, dove siamo presenti con il progetto “Combattere e prevenire le schiavitù moderne in Tamil Nadu”.

La situazione Covid-19 è gravissima. A metà maggio circa erano 7.092 le persone in cura all’ospedale del distretto. Ovunque stanno emergendo problemi: negli ospedali mancano i letti e la disponibilità d’ossigeno. Il tasso di mortalità, inoltre, aumenta ogni giorno: il solo ospedale governativo principale conta circa 100 morti al giorno.

Nonostante la chiusura delle fabbriche, ogni giorno vengono infettati, in media, 650 lavoratori. Alcuni sono ancora attivi. La maggior parte di coloro che hanno bambini, in particolare, non è in grado di abbandonare il posto mentre circa il 40% dei lavoratori migranti interstatali è rientrato a casa.

Un’altra piaga da affrontare è quella del lavoro minorile, aumentato a causa del coprifuoco. SAVE stima infatti che circa 20.000 bambini siano coinvolti in qualche tipo di lavoro in casa o in piccole o medie imprese che producono abbigliamento o in altri luoghi come officine, hotel, allevamenti di pollame, vendita di verdure, ecc.

SAVE si sta occupando di circa 30 famiglie che vivono in alcune piccole capanne temporanee e che hanno chiesto aiuto per potersi sfamare.

Si tratta di persone di Indiranagar venute dal vicino stato di Uttrapradesh per pulire le strade grazie a un contratto municipale. Il pagamento del loro salario è purtroppo in ritardo. Solitamente, queste persone mettono da parte un po’ di denaro grazie alla vendita di materiali di scarto, che raccolgono dalla spazzatura comunale. Ora però il coprifuoco proibisce questa attività impedendo loro di guadagnare qualche soldo.

I bambini di queste famiglie stanno ora ricevendo un’istruzione presso le strutture di SAVE.

ABBIAMO BISOGNO DEL TUO AIUTO PER ARGINARE L’EMERGENZA COVID!

In questo momento, attraverso il nostro partner SAVE, stiamo provvedendo a:

  • Garantire una fornitura di Kabsura kudineer* a 2.250 persone vulnerabili

*Il “Kabsura kudineer” è una composizione tradizionale usata dai praticanti Siddha per gestire efficacemente i comuni disturbi respiratori come l’influenza e il raffreddore. I praticanti Siddha utilizzano questo composto a base di erbe per alleviare i sintomi respiratori tra cui catarro grave, tosse secca e umida e febbre.

  • Acquistare un pulsiossimetro e un termometro per assistere le famiglie colpite dal Covid con il controllo dell’ossigeno e della temperatura
  • Fornire kit alimentari di segale e miglio ai lavoratori infetti
  • Fornire kit alimentari di riso e grano alle famiglie con bambini a carico colpite da povertà e disoccupazione.

 

AIUTACI A SOSTENERE LE FAMIGLIE INDIANE DONANDO ORA TRAMITE UNA DI QUESTE MODALITÀ

  • bonifico bancario intestato a Associazione MANI TESE ONG Onlus presso banca Popolare Etica (IBAN: IT 57 F 05018 01600 000010203040)
  • CCP, Conto Corrente Postale: n° 291278 intestato a Associazione Mani Tese ONG ONLUS, P.le Gambara 7/9, 20146 Milano

>>> Inserire come causale EMERGENZA INDIA <<<

 

Qui di seguito trovate le foto di bambine e bambini che in questi mesi sono costrette/i a lavorare presso imprese tessili. Si occupano di rifilatura, taglio, controllo qualità e molto altro e guadagnano solo dalle 20 alle 200 rupie al giorno (equivalenti a pochi centesimi di euro). Con la tua donazione puoi aiutare anche loro!

Alisha lavoro in una impresa tessile e guadagna 50 rupie al giorno, equivalenti a 57 centesimi di euro
Masum Raja realizza decori per vestiti e guadagna 30 rupie al giorno, 34 centesimi di euro
Shanmathi si occupa di rifilatura presso la compagnia tessile Shiva Tex e guadagna 21 rupie al giorno, pari a 24 centesimi di euro
Leelambikai sbroglia il tessuto di scarto degli indumenti e guadagna 65 rupie al giorno, ovvero 73 centesimi di euro

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