01/08/2022

Samuel Karanja Muhunyu è quello che in inglese definiremmo an unsung hero.

È perché anche se la morte lo ha strappato al suo caro Kenya, il suo esempio e le sue parole sono ancora con noi.

Per quasi un decennio abbiamo lavorato fianco a fianco. È stato un onore e privilegio aver vissuto con vero leader comunitario che tanto ha contribuito allo sviluppo di un angolo importante di Kenya.

Samuel ha ricoperto incarichi importanti, in seno a Slow Food, prima coordinatore in Kenya, poi membro del Consiglio Internazionale e del Collegio Arbitrale. Ed è stato direttore e fondatore di NECOFA, Network for Ecofarming in Africa Kenya dal 1998 ad oggi.

NECOFA è una ONG che ha trasformato le vite in una zona particolare del Kenya, il bacino del fiume Molo, dagli altipiani a oltre 2500 metri sino alle aride zone di Baringo. Qui si è sviluppata la partnership con Mani Tese, iniziata da un incontro con Bruna Sironi e i primi progetti, cementatasi poi con l’apertura dell’ufficio in Kenya nel 2014.

Samuel aveva una profondità culturale, una capacità di visione e una etica del lavoro fuori dal comune. Non era inusuale vederlo sotto una pianta, con il suo diario prendere appunti e dirigendo le azioni dei molti progetti, tra una pausa e l’altra del lavoro di campo.

Insieme a Mani Tese NECOFA ha sviluppato numerose partnership con associazioni italiane e non. Samuel è stato strumentale nel creare un nucleo di giovani formati presso l’università di Pollenzo, ha guidato innumerevoli delegazioni presso Terra Madre e altri convegni internazionali.

Amava Baringo e le società pastorali, che gli ricordavano i suoi anni al ministero della agricoltura nelle zone di Isiolo. E aveva esteso l’azione di NECOFA proprio ad Isiolo, Meru e Kajado.

Ma nel suo cuore portava Mariashioni, il luogo di nascita di sua madre. Un piccolo villaggio arroccato nel Mau, dove il suo lavoro ha portato una trasformazione enorme, con la creazione di una radio comunitaria, una guest house e un centro per la promozione del miele Ogiek.

Nei momenti più bui del Kenya, le violenze del 2007-8, ha giocato un ruolo fondamentale nel supporto agli sfollati, e non era un caso che per molte di queste comunità egli fosse come un padre.

Nell’ultimo incontro mi strinse la mano, era stanco ma ancora forte, con una visione per un nuovo progetto per risolvere i problemi delle comunità. Nella nostra ultima conversazione, mano nella mano, mi disse della sua visione per un lavoro integrato sulla catena del latte e approccio agroecologico. 

In questi anni fra noi, e qui parlo a livello personale, si è sviluppata più di una semplice relazione fra colleghi e partner di lavoro.  È nata una profonda amicizia, stima, sinergia e modo di pensare. Innumerevoli volte, al telefono o durante le riunioni ci siamo chiesti se uno o l’altro avessero letto il pensiero altrui, tanta era l’unità di vedute.

È stato un onore stare al suo fianco dalle strade fangose della foresta Mau a quelle polverose di Baringo.

Un uomo la cui visione, carisma e guida mancheranno. Per lui, le comunità e gli oltre 30 anni di lavoro è necessario ora più che mai portare avanti il suo impegno per la giustizia sociale e la conservazione ambientale Riposa in pace Samuel.

Samuel mentre gioca con due bimbi
Dai progetti
Responsabile Paese Kenya

Samuele

Samuele Tini, 37 anni, da Cigliano, in provincia di Vercelli. Ho fatto del servizio alle comunità rurali e allo sviluppo uno stile di vita. Da più di un decennio in Africa, appena finiti gli studi, non ho più lasciato il continente, spaziando dal Mozambico, alla Tanzania, dalla Guinea Bissau  al Sudan e ora mi trovo […]

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