26/01/2021

Nel mese di dicembre il clima del Burkina Faso è perfetto: di giorno fa caldo ma non troppo (sui 35° che per gli standard locali significa camicia a maniche lunghe), di notte la temperatura scende attorno ai 20°, così da dormire piacevolmente con la finestra aperta e una copertina addosso. Con questo clima mite, le persone passano molto più tempo all’aperto ed è quindi il periodo migliore per realizzare attività di sensibilizzazione nelle comunità.

Con l’équipe del progetto Promozione sociale e dei diritti delle donne e dei bambini per il miglioramento dei servizi sanitari e di stato civile”, finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma “popolazione” di cui è capofila Fondazione ACRA, e insieme ad alcune compagnie teatrali locali, nelle ultime settimane abbiamo visitato i mercati di sette province per raccontare il problema della violenza di genere.

Se in Italia si parla molto (anche se mai abbastanza) di femminicidio, qui in Burkina Faso le tipologie di violenza sono diverse, ma il problema esiste ed è molto grave. Infatti in Burkina più di 1 donna su 3 (esattamente il 37%) dichiara di essere stata vittima di violenza durante la sua vita (Rapporto Sigi-OCSE 2018) e su 1.861 casi di persone vittime di violenza domestica, il 67% sono donne (Rapporto annuale statistiche del Ministero delle Donne e della Famiglia 2018).

Ci troviamo quindi in un contesto in cui, pur essendo il Paese firmatario delle principali convenzioni internazionali sulla tutela dei diritti umani, la donna subisce ancora violenze, giustificate in alcuni casi da abitudini socio-culturali e tradizioni. Tra le azioni e le violenze a cui le donne sono sottoposte ci sono il ripudio, lo stupro, il matrimonio forzato, la mutilazione genitale e l’allontanamento delle donne per stregoneria. Inoltre spesso le donne sono anche escluse dall’eredità, come se non fossero parte della famiglia al pari degli uomini, e se c’è da scegliere chi mandare a scuola, viene sempre privilegiato il figlio maschio.

Tutto ciò accade anche se la Costituzione burkinabé sancisce l’uguaglianza tra uomo e donna. Così, parlare di questo problema e sensibilizzare quante più persone possibile, diventa urgente e fondamentale. E il teatro forum è lo strumento ideale. Si tratta infatti di una forma artistica che nasce per far riflettere: la pièce mostra una situazione reale, in cui si pone il pubblico davanti ad un problema, e poi i partecipanti sono chiamati ad interagire con gli attori per dare la loro interpretazione dei fatti e la loro opinione. Sono sempre momenti molto animati in cui in tanti desiderano esprimersi, dire la loro e talvolta condividere le proprie esperienze. Alla fine si torna a casa con un insegnamento.

La sensibilizzazione non è però un’attività isolata. Infatti, sempre nell’ambito dello stesso progetto, stiamo formando le organizzazioni del territorio sui diritti delle donne, in modo che esse possano divenire punto di riferimento e di ascolto per chi ne abbia necessità e siano in grado di aiutare le eventuali vittime e indirizzarle verso gli organi competenti.

Qui di seguito alcune foto di una performance di teatro forum con protagonisti gli attori e le attrici delle compagnie teatrali e alcuni partecipanti del pubblico.

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