22/01/2019

Per Hanna Wanja, una contadina di 43 anni, che vive nel villaggio di Gakonya, in Kenya, cucinare per la propria famiglia non è certo un compito semplice, soprattutto quando tutti sono a casa per le vacanze o per riunirsi. La famiglia di Hanna, infatti, conta ben undici membri: il suo figlio più grande ha 31 anni, il più piccolo 7.

Oltre che faticoso, per la signora Wanja cucinare era oneroso anche dal punto di vista economico: per comprare la legna da ardere necessaria ad accendere I fornelli, ogni mese Hanna spendeva 4.000 scellini, ossia circa 40€. Una cifra sostanziosa per una famiglia il cui reddito dipende totalmente dalla fattoria di cui Hanna si occupa insieme al marito.

Tutto è cambiato quando la famiglia di Hanna è stata inserita nel circuito di ingrasso dei suini del progetto Imarisha, cofinanziato dall’Agenzia Italiana per la cooperazione allo sviluppo, e ha beneficiato di un impianto a biogas, uno degli strumenti previsti dal progetto per promuovere le energie rinnovabili e la sostenibilità ambientale.

Da quando Hanna usa il biogas per cucinare, la spesa per il combustibile si è ridotta di oltre il 75%: oggi la famiglia spende meno di 800 scellini (circa 8 euro) al mese!

Per imparare a usare il nuovo impianto, Hanna è stata formata dalla ditta che lo ha installato e dal personale del progetto, che continua a seguire la famiglia quotidianamente. Il funzionamento, come spiega Hanna stessa, non è molto complesso: “Questo sistema di biogas è il più facile da usare, devo solo inserire due grossi secchi di deiezioni suine al giorno, aggiungere acqua e controllare che il sistema sia al sicuro da interferenze esterne e da eventuali possibili danni. E’ tutto! Il sistema lavora in automatico e io raccolgo anche il sottoprodotto che uso per fertilizzare il mio giardino”.

Infatti, oltre a fornire energia continua, sicura, pulita, veloce e a bassissimo costo, il biogas assicura anche concime organico per l’orto. Così, il biogas ha migliorato la vita della famiglia di Hanna in modo considerevole, permettendole di risparmiare tempo e denaro che ora possono essere investiti in altre attività nella fattoria.

“Il biogas e la legna non sono comparabili – sostiene Hanna – La legna o il carbone  sono cari, sporchi e distruggono il nostro ambiente. Il biogas è pulito, amico dell’ambiente ed è gratis!”

Hanna è così soddisfatta del suo impianto che è diventata ambasciatrice del progetto nel villaggio. Sta convincendo molte persone a entrare nel sistema di ingrasso dei maiali e ad installare un impianto a biogas. Il suo sogno è che ogni famiglia abbia il proprio impianto, “per avere una vita migliore e salvaguardare il nostro ambiente”.

Dai progetti
Responsabile Paese Kenya

Samuele

Samuele Tini, 37 anni, da Cigliano, in provincia di Vercelli. Ho fatto del servizio alle comunità rurali e allo sviluppo uno stile di vita. Da più di un decennio in Africa, appena finiti gli studi, non ho più lasciato il continente, spaziando dal Mozambico, alla Tanzania, dalla Guinea Bissau  al Sudan e ora mi trovo […]

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