16/01/2020

di Giulia Polato, Responsabile Paese Burkina Faso

Rigoroso, puntuale e amante del lavoro fatto come si deve. Così si descrive Didier, giovane presidente della cooperativa Zaak Songo di Ramongo nel Boulkiemdé, che produce e vende confettura di papaya certificata biologica dall’ente nazionale di riferimento.

E in effetti Didier è così: una persona precisa, che va dritta al punto. Non perde tempo, quando chiacchieriamo, a chiederci se, nel caso finisse anticipatamente i lavori per la recinzione del suo perimetro agricolo prevista da progetto, possa iniziare subito con l’impianto irriguo, perché ha già calcolato i tempi per la messa in funzione dello stesso in relazione al periodo del raccolto.

Didier è un vero professionista del settore ed è stato anche consultato come esperto agro-ecologico per il programma “Ouagadougou 2050”, un piano di sviluppo della cintura verde di Ouagadougou.

Ha messo in piedi una cooperativa seguendo tutti gli step necessari dal punto di vista burocratico, ma aggiungendo anche tante idee creative. La confettura di Zaak Songo (che in mooré significa “la casa buona”), infatti, non solo è certificata biologica, ma contiene anche l’artemisia, una pianta locale utilizzata per la prevenzione dalla malaria.

E Didier vuole davvero fare le cose come si deve perché, ci dice, è felice dell’aiuto che sta ricevendo da Mani Tese tramite il progetto “Imprese sociali innovative e partecipazione dei migranti per l’inclusione sociale in Burkina Faso”, ma vuole che tra 5 anni Zaak Songo sia indipendente e autonoma e non abbia più bisogno del supporto di nessuno, potendo dare lavoro a tante persone.

In questo modo, Didier potrà avere anche più tempo da dedicare alla più grande gioia della sua vita: sua figlia Ilesdor (tradotto dal francese “lei è d’oro”), una bambina di 6 anni.

Gli chiediamo come mai si sia lanciato proprio in questo settore. La domanda lo fa sorridere perché il ricordo più bello di quando era piccolo è legato alle ore di gioco con i suoi fratelli nei campi di mais, sorgo e miglio della famiglia, dove andavano a lavorare ma approfittavano anche per scatenarsi come pazzi nel gioco.

Il legame di Didier con la terra è infatti molto forte e dura da quando era bambino.

Qui sotto le foto di Didier con le sue piante di papaya e durante un incontro organizzato da Mani Tese.

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