Cibo per noi significa promuovere la sovranità alimentare intesa come il diritto dei popoli di decidere autonomamente cosa produrre scegliendo metodi di coltivazione sostenibili, rispettosi dell’ambiente e delle tradizioni locali.

Facciamo parte di una rete mondiale di ONG e movimenti contadini che ha scelto l’agroecologia come scienza e come metodo pratico da applicare nella transizione da sistemi agro-alimentari basati su chimica, petrolio e sfruttamento del lavoro a sistemi agro-alimentari capaci di vincere il riscaldamento globale, tutelare la biodiversità e garantire condizioni di lavoro libero e dignitoso.

Siamo stati tra le prime ONG italiane a raccogliere la sfida politica della sovranità alimentare lanciata da La Via Campesina, il principale movimento contadino del mondo, che oggi conta 200 milioni di associati in quattro continenti.

In principio abbiamo contribuito alla sua affermazione all’interno dell’associazionismo italiano ed europeo e delle Istituzioni dimostrando i limiti del concetto di sicurezza alimentare nella lotta alla fame.

Oggi il nostro impegno si concretizza nella promozione e nella sperimentazione di sistemi alternativi del cibo (alternative food systems) coniugando la sensibilizzazione politica alle attività di cooperazione allo sviluppo.

Siamo inoltre attivi nella creazione di reti internazionali della società civile che si occupano di sovranità alimentare. Attraverso il coordinamento di Expo dei Popoli, abbiamo promosso un forum di associazioni e movimenti contadini che ha radunato a Milano 150 delegati da oltre 50 Paesi del mondo.

Ambiente per noi significa sostenere l’idea di giustizia ambientale, che traduciamo in azioni rivolte ad affermare il diritto delle popolazioni indigene e delle comunità storicamente insediate nei territori a esercitare il pieno controllo su terra, acqua, foreste e fonti energetiche in termini di accesso e distribuzione di tali risorse, di ripartizione dei proventi derivanti dal loro sfruttamento e di compensazione per gli eventuali danni subiti.

La giustizia ambientale concretizza l’impegno che Mani Tese ha sempre dedicato al tema dell’impatto delle attività umane sul pianeta, sia in termini di equità che in termini di sovranità.

Negli ultimi anni, inoltre, casi di ingiustizia ambientale hanno riguardato direttamente anche alcuni Paesi in cui operiamo da anni.

In Ecuador ci siamo attivati contro lo sfruttamento petrolifero nel Parco Nazionale dello Yasuní nel cuore della foresta pluviale ecuadoriana, uno dei punti del pianeta a più alto indice di biodiversità. Abbiamo sostenuto le organizzazioni che lottano per la difesa dell’area e contribuito a tenere accesi i riflettori sulla vicenda realizzando un film documentario e una campagna di denuncia.

In Kenya lavoriamo per la tutela del bacino del fiume Molo, una zona strategica per la sicurezza alimentare del Paese affetta da crisi climatiche e ambientali dovute allo sfruttamento intensivo delle risorse forestali.

In Mozambico promuoviamo un progetto di riforestazione contro il cambiamento climatico.

Nei prossimi anni intendiamo documentare e adottare un numero sempre maggiore di casi di ingiustizia (o apartheid) ambientale, integrando l’attività di advocacy e campaigning con i progetti di cooperazione.

Diritti per noi significa impegnarci per eliminare le cause delle diseguaglianze sociali che impediscono il pieno sviluppo della persona e il rispetto dei diritti umani universali.
Siamo al fianco, in particolare, delle donne, dei bambini, dei migranti e di tutte le vittime di schiavitù moderne come la tratta e il traffico di esseri umani, il coinvolgimento dei minori in lavori pericolosi, lo sfruttamento dei lavoratori e delle lavoratrici nelle filiere produttive.

Sono moltissimi, oggi, nel mondo gli schiavi moderni. Tra i 21 e i 35 milioni sono vittime di lavoro minorile, di traffico e di sfruttamento del lavoro generando profitti intorno ai 140 miliardi di euro.

La loro condizione rappresenta l’inevitabile conseguenza di un sistema economico iniquo che punta a sfruttare le risorse massimizzando i profitti e minimizzando i costi di produzione.

Nel 2016 abbiamo lanciato la campagna di sensibilizzazione “I EXIST – say no to modern slavery” per prevenire e contrastare le cause della schiavitù moderna, nell’ambito della quale abbiamo promosso diverse iniziative di sensibilizzazione e avviato tre progetti di cooperazione in India, Bangladesh e Cambogia a sostegno alle vittime di lavoro minorile, trafficking e sfruttamento lungo le filiere produttive.

In altri Paesi ci occupiamo di migliorare le condizioni socio-economiche delle popolazioni all’origine dei fenomeni di sfruttamento. In Guinea Bissau siamo anche attivi nella prevenzione dei pericoli della migrazione irregolare (traffico e tratta di esseri umani) attraverso la promozione di opportunità professionali che possano costituire una valida alternativa alla partenza.

Conduciamo percorsi di Educazione alla Cittadinanza Globale sul tema delle schiavitù moderne per ragazzi e studenti e laboratori di formazione per insegnanti e educatori.

Promuoviamo azioni di advocacy, soprattutto in Italia e in Europa, che mirino a contrastare le cause delle schiavitù.

Educazione per noi significa educare a una cittadinanza globale, rendere protagoniste le persone nel loro processo di crescita affinché siano in grado di impegnarsi e agire come cittadini innescando cambiamenti duraturi.

L’Educazione alla Cittadinanza Globale è quindi un processo attivo e trasformativo di apprendimento che mette al centro i diritti umani, i beni comuni, la sostenibilità e che vuole sviluppare le conoscenze, le capacità e i valori di cui hanno bisogno tutte le persone per cooperare nella risoluzione delle sfide del 21° secolo.

Sono molte le occasioni di formazione che offriamo: corsi, laboratori e percorsi interattivi per insegnanti, educatori, studenti e ragazzi che rappresentano delle vere e proprie “mappe di navigazione” per un futuro sostenibile:

La terra mi sta stretta! è un’installazione didattica interattiva dedicata al tema dell’ineguale sfruttamento delle risorse naturali.

I percorsi didattici nelle scuole sono moduli progettati per la scuola primaria, secondaria di primo e secondo grado concordati di volta in volta con l’insegnante per diventare cittadini attivi.

Numerosi, ogni anno, sono anche i momenti formativi sui temi della pace, della giustizia e della sostenibilità che realizziamo all’interno dei nostri campi estivi di volontariato.