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Cenni storici

Le rivolte contro gli inglesi, che hanno caratterizzato la maggior parte del XX secolo, sono state una conseguenza dell’interferenza e dell’annessione dell’India alla Corona Britannica che ne aveva in precedenza ridotto l’autonomia sociale ed economica. Il leader del Congresso, Mahatma Gandhi, contrario sia alla politica moderata filo-occidentale sia alle azioni violente propugnate dai nazionalisti più radicali, diede vita ad un movimento di resistenza non violenta che si opponeva alle ingiustizie perpetrate, fino all’indipendenza dichiarata il 15 agosto 1947. I conflitti religiosi tra induisti e musulmani divisero il Paese in due governi (India e Pakistan) e portarono all’uccisione dello stesso Gandhi. Il 26 gennaio 1950, l’India divenne una Repubblica Federale, ed entrò in vigore una nuova Costituzione.  Tensioni per motivi legati al sistema delle caste e alle diverse religioni sono da sempre presenti nella storia politica indiana, e alcune volte hanno anche minacciato il suo lungo percorso democratico. Nel 2004 è stato avviato un processo di pace interno, in cui sicurezza e stabilità sono però ancora minacciate dalla questione Kashmir che ha portato al verificarsi di diversi attentati terroristici, tra cui quelli del Novembre 2008 a Mumbai. Dagli anni ’90, l’India ha iniziato ad aprirsi al resto del mondo, incoraggiando riforme economiche di tipo liberista e a favorire sempre più la presenza di investimenti stranieri.

Situazione socio-economica

Con una popolazione stimata in circa 1,2 miliardi di persone, l’India è il secondo paese più popoloso del pianeta dopo la Cina. L’avvio nel 1991 del processo di riforma neoliberista ha costituito un mutamento paradigmatico nel percorso di crescita e sviluppo dell’India contemporanea, e l’apertura dei mercati ha contribuito a trasformarla in una delle principali potenze economiche mondiali. Dal punto di vista sociale, però, restano ancora molto evidenti le disuguaglianze, determinate in primis dalla struttura stessa della società, con la sua complessità culturale e linguistica, dal persistere del sistema delle caste, dalla questione di genere e dalla crescente e diffusa miseria nelle zone rurali e nelle periferie urbane. La minoranza della popolazione possiede la maggioranza della ricchezza, con il 68,7% che si trova a vivere con meno di 2 dollari al giorno (dati Banca Mondiale, 2010). Il mercato del lavoro vede complessivamente impiegati circa 500 milioni di persone, così distribuiti: il 53% nel settore agricolo, il 19% nell’industria e il 28% nei servizi.

L’azione di Mani Tese

In India, Mani Tese interviene negli Stati meridionali del Tamil Nadu e dell’Andhra Pradesh in collaborazione con ONG locali. I principali settori di intervento sono: lotta al lavoro minorile, empowerment sociale, economico e politico delle donne, liberazione dei fuori casta da schiavitù sociali ed economiche, difesa dei diritti umani e salvaguardia del patrimonio culturale e ambientale.

Mani Tese collabora con varie organizzazioni locali, tra cui ASSEFA, ASSIST, LODI MSSS, MAGRES (Maria Grace Rural Educational Society), Madurai MSSS (Madurai Multipurpose Social Service Society), Peace Trust , SUBHIKSHA Rural Development Society, TRED (Trust for Rural Education and Development).

I nostri progetti in questo paese

MANITESE OPERA IN 12 PAESI DEL MONDO