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Cenni storici

La storia del XX secolo in Guatemala è stata caratterizzata da una serie di colpi di stato che hanno portato ad una cruenta dittatura militare. Nel 1954 il governo democraticamente eletto di  Jacobo Arbenz Guzmán, è stato rovesciato da un golpe sostenuto dalla CIA, in un contesto in cui il principale obiettivo del governo era quello di arrivare ad una riforma agraria che avrebbe intaccato gli interessi economici dei latifondisti. La dittatura militare, iniziata nel 1960 da Carlos Castillo Armas e sempre supportata dagli USA, portò ad una guerra civile in cui si stima che furono uccise circa 180.000 persone e in cui  ci furono circa 45.000 sparizioni forzate. Le vittime sono state registrate soprattutto presso la popolazione indigena di origine maya, fra gli studenti universitari e i sostenitori dei movimenti sociali.  La guerra civile si è conclusa dopo 36 anni con la firma degli Accordi di Pace nel 1996 fra il Governo di Alvaro Arzù e La Unidad Revolucionaria Nacional Guatemalteca- URNG. ). A 17 anni di distanza dalla firma degli Accordi di Pace la società resta segnata da una forte sperequazione che condanna all’esclusione sociale ampi settori della popolazione e nella fattispecie le comunità indigene. Delinquenza, criminalità sociale, corruzione e violenza organizzata sono fra alcuni dei problemi che il paese si trova ad affrontare. Le ultime elezioni politiche tenutesi nel 2011 hanno visto il trionfo dei conservatori con il Partido Patriota (PP), il cui leader Otto Perez Molina, ex generale dell’esercito nazionale, riveste attualmente la carica di Presidente della Repubblica.

Situazione socio-economica

L’economia guatemalteca si basa quasi esclusivamente sul settore agricolo che contribuisce per un 13% sul PIL nazionale, impiega il 50% della manodopera e copre quasi il 75% delle esportazioni (i prodotti principali sono caffè, zucchero, cardamomo e banane). Il 60% della popolazione guatemalteca vive in aree rurali e quasi la metà della popolazione attiva è impiegata in tale settore, per la maggior parte al servizio delle grandi proprietà terriere che si stima siano intorno al 70% della superficie agraria totale. Purtroppo proprio in questo ambito si registra una fortissima disparità tra popolazione essendo i due terzi dei terreni coltivabili in mano a pochi grandi proprietari terrieri (circa il 3% della popolazione). Circa il 50% della popolazione del paese è di origine indigena; fra i gruppi principali ci sono i K’iche, Kaqchikel, Chortì e Ixil. La speranza di vita alla nascita è di 71.2 anni [UNDP, 2010]. Il tasso di alfabetizzazione della popolazione tra i 15-24 anni è dell’87%. Lo spagnolo, lingua ufficiale, è affiancato dalle numerose lingue native (ufficiali 23). La capitale è Ciudad de Guatemala.

L’azione di Mani Tese

Mani Tese ha lavorato e continua a sostenere movimenti sociali ed organizzazioni locali che si occupano di diritti umani, di sovranità alimentare e di protezione dell’infanzia nella capitale del paese come anche in altri dipartimenti del paese quali il Quiché e Chiquimula.  Mani Tese collabora con organizzazioni locali, tra le quali Asociación Santiago de Jocotan , CONAVIGUA (Coordinadora Nacional de Viudas de Guatemala – SITO WEB: conavigua.tripod.com/), CONIC (Coordinadora Nacional Indígena y Campesina – SITO WEB: www.mayaconic.org) e MOJOCA (Movimiento de Jóvenes de la Calle.

I nostri progetti in questo paese

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