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Cenni storici

L’Ecuador è indipendente dalla Spagna dal maggio 1822 , ma a livello di relazioni internazionali la delimitazione del confine fra Ecuador e Perù ha provocato diverse occasioni di conflitto nel corso del XXI secolo, di cui l’ultimo nel 1995. Nel 1999 l’Ecuador ha vissuto uno dei momenti più critici della sua storia democratica: nel tentativo di fermare l’inflazione ed incentivare gli investimenti esteri, il presidente Jamil Mahuad decise la chiusura delle banche per evitare la fuga di capitali e nel 2000 si impose la dollarizzazione. Il potere di acquisto del sucre (moneta locale) si ridusse ad un quarto. Circa il 75% della popolazione si ritrovò, da un giorno all’altro, al di sotto della soglia di povertà.  Il movimento indigeno iniziò una protesta che portò  fino ad un’ alleanza con i vertici militari del Paese, in quello che passò alla storia come il levantamiento “dei ponchos e degli elmetti”. Destituito  Mahuad, nel 2002 la presidenza passò al colonnello Lucio Gutierrez. Dal 2006 è al governo Rafael Correa, riconfermato nelle ultime elezioni del 2013. Correa è stato promotore della nuova Costituzione approvata nel 2007, che  rimette il cittadino al centro  e fa della plurinazionalità, del buen vivir, della pace e della salvaguardia dell’ambiente i pilastri del nuovo Stato.

Situazione socio-economica

Con l’attuale governo, il Paese è passato da un’economia commerciale basata sull’industria tessile, mineraria, alimentare e metalmeccanica, ad un’economia moderna e diversificata come l’industria informatica e l’ingegneria, migliorando la sua performance a livello internazionale. Oltre al petrolio (sfruttato da imprese straniere  e nazionali ), il Paese è ricco di risorse naturali e minerarie (come banane, gamberi, fiori, cacao e caffè, oro, argento, ferro) distribuite in modo difforme sul territorio.

La popolazione è composta da meticci, bianchi, indigeni, e afro-discendenti.  L’Ecuador risente inoltre delle vicende riguardanti i propri vicini, ad iniziare dalla Colombia dove da oltre cinquant’anni è in corso una guerra che ha portato in Ecuador oltre 500 mila tra sfollati e rifugiati. La popolazione rurale è il 32% e presenta i più alti indici di povertà. La speranza di vita alla nascita è di 75 anni [UNDP, 2010] e il tasso di alfabetizzazione della popolazione tra i 15-24 anni è del 97%.

Lo spagnolo, infine, è la lingua ufficiale alla quale, si affiancano  anche lingue indigene (quechua, shuar e tsafiki). La capitale è Quito.

L’azione di Mani Tese

Mani Tese in Ecuador è presente da più di 20 anni con interventi a sostegno di organizzazioni contadine, indigene e comunità locali. Le azioni nel Paese mirano a migliorare le condizioni di vita delle popolazioni, per favorire uno sviluppo territoriale duraturo e sostenibile. I progetti promuovono uno sviluppo ambientale sostenibile e rafforzano le capacità degli attori locali nella promozione  del proprio  sviluppo.

Mani Tese collabora con organizzazioni locali tra le quali CEDERENA (Corporación Ecuatoriana para el Desarrollo de los Recursos Naturales), CEDAP (Centro Ecuatoriano de Documentación y Acción Popular), FEPP (Fondo Ecuatoriano Populorum Progressio – SITO WEB: www.fepp.org.ec/), FIAN Ecuador (Food First Information and Action Network), Fundación MCCH e FUNDAMYF.

 

I nostri progetti in questo paese

MANITESE OPERA IN 12 PAESI DEL MONDO