Riccardo

Mi chiamo Riccardo Rossella, e il mio percorso è stato ed è caratterizzato da due costanti: la curiosità istintiva per il mondo che mi circonda e una tensione continua verso l’impegno a migliorarlo, nel mio piccolo.

Studio prima relazioni internazionali all’Università di Pavia, poi mi sposto a Torino per specializzarmi in economia e politiche dell’ambiente, motivato dalla convinzione che il rispetto dei limiti naturali del nostro pianeta vada rimesso al centro del nostro modo di vivere e di pensare. Nel frattempo mi impegno in varie realtà associative e di volontariato in Italia, compio le prime esperienze nel Sud del mondo in Ecuador, Senegal e Indonesia e viaggio appena ne ho la possibilità.

Sul finire degli studi inizio a collaborare con la Onlus Italian Climate Network. Curo i rapporti dell’associazione con i partner europei, coordino la prima campagna per il disinvestimento dalle fonti fossili lanciata in Italia, mi appassiono sempre di più al mondo dell’advocacy. Parallelamente lavoro anche nel Green Office dell’Università di Torino, occupandomi di eventi di sensibilizzazione e progetti per migliorare la gestione dei rifiuti all’interno dell’ateneo.

La spinta a spendermi concretamente a favore di chi vede i propri diritti calpestati a causa delle storture del sistema economico attuale mi porta poi a ripartire per l’Ecuador, attraverso il servizio civile. Lì per un anno supporto il lavoro della UDAPT, l’organizzazione di base che riunisce e rappresenta le vittime del disastro ambientale causato dall’impresa petrolifera Chevron-Texaco nelle regioni amazzoniche del paese.

Una lotta per la giustizia, sostenuta, non a caso, anche da Mani Tese, dove alla fine approdo per gestire un progetto legato agli impatti sociali e ambientali delle filiere globali dell’industria dell’abbigliamento. Una realtà di cui condivido profondamente valori e missione, e in cui sento il privilegio di lavorare con persone accomunate dallo stesso impegno per un mondo dove uguaglianza, giustizia e sostenibilità non rimangano obiettivi lontani, ma diventino pratiche quotidiane.