Il Contesto

La zona d’intervento si trova nella contea di Baringo, nel Kenya centrale all’interno del bacino del fiume Molo, uno dei corsi d’acqua che nascono dalla foresta Mau. È la maggiore foresta pluviale di montagna dell’Africa orientale e la maggior riserva d’acqua del Kenya, gravemente disboscata nel corso degli ultimi decenni. La riduzione della foresta ha provocato un repentino cambiamento climatico, una riduzione drammatica della piovosità e della portata d’acqua del fiume e un degrado progressivo del territorio a valle. Questo ha avuto gravi ripercussioni sui mezzi di sussistenza della popolazione.

La sub contea di Marigat ha sofferto particolarmente le conseguenze del cambio climatico e della mancanza di piogge, a cui si sono aggiunte pratiche di allevamento e agricoltura poco sostenibili che contribuiscono alla degradazione del già estremamente fragile territorio. Il ridursi delle risorse naturali disponibili ha anche innescato una pericolosa spirale di violenza e instabilità provocando ricorrenti razzie di bestiame e conflitti tra le popolazioni confinanti.

Il progetto è costruito sulle esperienze acquisite da un precedente intervento realizzato da Mani Tese e NECOFA nella zona. NECOFA Kenya è la sezione keniana di una rete presente in 13 paesi dell’Africa sub sahariana; è composta da agronomi africani esperti in agricoltura ecosostenibile, interessati alla ricerca ed alla diffusione delle pratiche nel continente attraverso l’insegnamento e il lavoro di sviluppo a base comunitaria. L’azione di NECOFA in Kenya si rifà anche ai principi del movimento Slow Food. Il direttore esecutivo di NECOFA è membro del comitato direttivo di Slow Food.

Kenya

Baringo County, Kenya

 
Gli obiettivi

Il progetto intende contribuire alla riduzione della fame, rafforzando le capacità dei produttori su scala familiare e migliorando la loro sicurezza alimentare e nutrizionale, in linea con il piano di sviluppo del governo locale.

L’azione si propone di operare con una strategia di medio periodo, andando a disseminare pratiche conservative in agricoltura, miglioramenti nell’allevamento con l’introduzione di nuove specie a basso impatto ambientale ed attività che aiutino la conservazione dell’ecosistema forestale, che a sua volta è cruciale nella lotta al cambiamento climatico.

Dettagli di progetto
Paese

Kenya,

Località

Contea di Baringo, sub contea di Marigat,

destinatari

2.000 agricoltori, 1.300 allevatori, 110 pescatori, 300 apicoltori e le loro famiglie.

 
Le Attività
  1. Istituzione di 15 campi dimostrativi di tecniche di agricoltura sostenibile, con formazione permanente. In questi campi dimostrativi gli agricoltori saranno formati su tecniche di preparazione del terreno, gestione della fertilità del suolo, sementi, trattamento di parassiti e delle malattie, raccolta e gestione post-raccolta delle colture. I campi dimostrativi saranno altresì dotati di strumenti di conservazione degli alimenti per evitare sprechi di prodotti. I silos così realizzati permetteranno di conservare i prodotti, prevenendo le perdite dovute a parassiti e roditori e consentendo di vendere il surplus eventuale ad un prezzo più elevato lontano dal periodo del raccolto.
  2. Fornitura di sementi e piante alle famiglie vulnerabili. Per due campagne agricole, 1000 famiglie vulnerabili con una media di 6 persone per nucleo familiare, riceverà 4 kg di diversi semi tradizionali di valore elevato che ben si adattano al clima arido di Marigat. Saranno altresì distribuite a 300 famiglie vulnerabili 10 piante ciascuna per incentivare la produzione di legna da ardere e di alberi da frutto nell’obiettivo di diversificare ulteriormente la dieta.
  3. Fornitura di strumenti e attrezzature di irrigazione agli agricoltori basati sulle rive del lago. Mentre le terre interne hanno il problema cronico della siccità, in riva al lago vi è un enorme potenziale per l’agricoltura in ogni periodo dell’anno. Al fine di aumentare la disponibilità di prodotti agricoli nel distretto 8 gruppi di agricoltori saranno supportati con formazioni, attrezzature, sementi e altri materiali per incrementare la produzione alimentare e l’approvvigionamento del mercato locale. Saranno inoltre scavati e mantenuti semplici canali per la distribuzione dell’acqua per l’irrigazione.
  4. Formazione in materia di nutrizione e dietetica; formazione culinaria. Saranno organizzati corsi di formazione sulla nutrizione e la diversità alimentare. Verrà mostrata l’importanza di una dieta equilibrata, evitando la dipendenza da un unico alimento di base (mais) ed integrando l’alimentazione con vegetali locali ad alto valore nutritivo e con proteine animali.
  5. Formazione su pesca sostenibile, creazione di allevamenti comunitari di pesce, tecniche di allevamento e pesca. La sub contea di Marigat ha un enorme potenziale per l’allevamento di pesci e la pesca nel lago. L’assunzione di proteine di pesce è un elemento chiave nella lotta alla riduzione della malnutrizione cronica. Sul lago i pescatori saranno formati su migliori tecniche di pesca con selezione delle catture e rilascio degli esemplari più giovani. Analogamente sarà posta attenzione alle tecniche di conservazione e commercializzazione, coinvolgendo i gruppi di donne. La tecnica di affumicamento del pesce con i forni tradizionali è una pratica molto dannosa per l’ambiente, dato che implica un elevato consumo di legna da ardere; saranno quindi realizzati forni migliorati, gestiti in maniera comunitaria, allo scopo di ridurre drasticamente il legno utilizzato. Nelle zone interne invece le formazioni verteranno sull’acquacoltura e sulle tecniche di allevamento dei pesci.
  6. Rafforzamento dell’associazione di pescatori del lago Baringo. 110 pescatori saranno sostenuti con attrezzi da pesca, una barca a motore e thermos per la conservazione del pesce. L’associazione provvederà all’acquisto del pesce dei pescatori associati con una percentuale di sconto, che andrà a formare un fondo per l’acquisto di ulteriori materiali.
  7. Costruzione di 3 vasche dimostrative a gestione comunitaria per l’allevamento dei pesci. Per aumentare la produzione di pesce verranno realizzate 3 vasche dimostrative per la formazione della comunità nelle tecniche di allevamento.  L’obiettivo è quello di ridurre la dipendenza dal solo pesce di lago e aumentare anche per le comunità dell’interno l’assunzione di proteine animali.
  8. Supporto per la creazione di 10 gruppi di moltiplicazione delle capre da latte. Dopo una prima fase di formazione saranno costituititi 10 gruppi di moltiplicazione delle capre da latte, con la costruzione di semplici ripari. I gruppi beneficiari delle capre dovranno investire una percentuale del 10% dei ricavi in un fondo di investimento comunitario, per incrementare la dotazione di animali e sviluppare più unità stabulari. L’obiettivo è quello di duplicare in due anni l’investimento e continuare la diffusione della pratica.
  9. Creazione di 2 siti dimostrativi di moltiplicazione di suini. L’altro animale da introdurre per la sua carne ad alto valore nutritivo ed economico è il maiale, che è relativamente scarso nella zona. I siti ad essere utilizzati per la formazione e le dimostrazioni saranno posti all’interno di istituzioni pubbliche come le scuole, al fine di una maggior diffusione.
  10. Formazione su apicoltura, gestione e raccolta del miele, trasformazione e commercializzazione del prodotto e sostegno alla creazione di gruppi di apicoltori. Le Prosopis e le acacie hanno un enorme potenziale di produzione di miele, che nel paese vede un deficit di offerta sulla domanda. L’esperienza si basa su una analoga azione già conclusa nella parte superiore del bacino del fiume Molo, che ha dato risultati positivi e il cui miele è stato inserito nell’Arca del Gusto di Slow Food. L’obiettivo è quello di costituire 10 gruppi di 30 membri ciascuno per essere formati e per partecipare alle attività di apicoltura. Particolare attenzione sarà posta nell’introdurre un protocollo di produzione e nell’acquisire la certificazione dal Kenya Bureau of Standards, come primo passo per raggiungere il mercato. Una certificazione biologica locale sarà anche un obiettivo centrale per migliorare ulteriormente il valore commerciale del miele. Anche in questo caso è previsto l’accantonamento di un fondo di almeno il 10% degli utili per reinvestirlo nell’aumento della produzione.

Partner di progetto