{"id":20234,"date":"2017-05-30T13:28:12","date_gmt":"2017-05-30T11:28:12","guid":{"rendered":"http:\/\/manitese-pre.dev.prodigys.it\/?p=20234"},"modified":"2023-07-21T13:08:59","modified_gmt":"2023-07-21T11:08:59","slug":"valore-sociale-proiezione-gall-peters-educazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.manitese.it\/en\/valore-sociale-proiezione-gall-peters-educazione\/","title":{"rendered":"Il valore sociale della proiezione di Gall-Peters"},"content":{"rendered":"<p><em>di <strong>Stefano Lechiara<\/strong><\/em><\/p>\n<p>\u00c8 noto che <strong>tra la realt\u00e0 e la sua rappresentazione vi \u00e8 sempre un certo margine di volatilit\u00e0.<\/strong> Un gap che dipende dai limiti dell\u2019umano, dal mezzo che viene impiegato, dalle condizioni psicologiche dell\u2019osservatore, dagli obiettivi che si intendono perseguire, siano essi espressi o reconditi.<br \/>\nLa realizzazione di una carta geografica non fa eccezione: <strong>non descrive la realt\u00e0, ma ce la racconta<\/strong> e, nel farlo, indugia su quei dettagli che pu\u00f2 e vuole rappresentare.<\/p>\n<p>Anche la mappa interattiva attraverso cui \u00e8 possibile consultare le molteplici attivit\u00e0 svolte nel mondo da <strong>Mani Tese<\/strong> ricade inevitabilmente sotto questa logica. Essa presenta una fisionomia inusuale, tale da farla risultare ai nostri occhi grossolana e fumettistica. Le <strong>proporzioni<\/strong> di grandezza e forma a cui siamo abituati saltano e le superfici delle terre emerse paiono deformate: alcune aree geografiche sembrano sovradimensionate e altre, di converso, risultano rimpicciolite, quasi \u201cdisidratate\u201d.<\/p>\n<p>Eppure una tale mappatura digitale \u00e8 stata realizzata a partire da una specifica proiezione matematico-geometrica del nostro pianeta, nota come <strong>proiezione <\/strong>\u201c<strong><em>Gall-Peters<\/em><\/strong>\u201d o, semplicemente, \u201c<strong><em>Carta di Peters<\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p><strong>Proprio come ogni altra carta geografica, quella di Peters non \u00e8 evidentemente esatta ma, a differenza di tutte le altre, la si pu\u00f2 definire Giusta.<\/strong><\/p>\n<p>La carta in proiezione Peters presente sul sito di Mani Tese ritorna inoltre nelle attivit\u00e0 di <a href=\"\/cooperazione-internazionale\/educazione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Educazione alla Cittadinanza Globale<\/a>\u00a0svolte dalla ONG. In questo contesto il planisfero concepito alla maniera di Peters gioca infatti un ruolo decisivo sia dal punto di vista scenico sia sotto il profilo <strong>argomentativo<\/strong>. Vale quindi la pena osservare le ragioni che hanno condotto Mani Tese all\u2019adozione concettuale e, per certi versi, anche strategica di una tale prospettiva (non solo) cartografica del nostro pianeta.<\/p>\n<h2><strong>Da Mercatore a Peters<\/strong><\/h2>\n<p>La Carta di Peters vede la luce nel <strong>1973<\/strong>. L\u2019obiettivo dichiarato di chi ne ha voluto e curato la realizzazione \u2013 lo storico tedesco <strong>Arno Peters<\/strong> \u2013 \u00e8 quello di rimpiazzare proprio quel modello classico cos\u00ec largamente utilizzato in quegli anni.\u00a0 Il modello tradizionale in questione, che vede l\u2019Europa al centro del mondo, \u00e8 stato disegnato nel 1569 da <strong>Geraldus Mercator, un cartografo fiammingo<\/strong>. Sorprendentemente, la maggior parte dei planisferi ancora oggi in circolazione, incluse le mappe interattive implementate sul sistema <a href=\"http:\/\/www.businessinsider.com\/mercator-projection-v-gall-peters-projection-2013-12?IR=T\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">google maps<\/a>, deriva proprio da quel prototipo cinquecentesco.<\/p>\n<p>Quanto detto lascia scaturire alcune perplessit\u00e0: qual \u00e8, tra le due, la carta corretta? Ancora, perch\u00e9 sussiste una certa discrezionalit\u00e0 nella scelta? A tutta prima si potrebbe rispondere che <strong>non esistono geografiche corrette<\/strong>; almeno non in assoluto, bens\u00ec solo in termini relativi.<\/p>\n<p>Le carte di Mercatore e Peters sono entrambe per qualche verso corrette e, dunque, scorrette per qualche altro. La ragione di ci\u00f2 va ricercata nella forma sferico-geodetica del nostro pianeta. <strong><em>Trasporre su una superficie piana e bidimensionale una forma geometrica ellissoidale implica sempre l\u2019inevitabile distorsione delle sue peculiarit\u00e0 tridimensionali<\/em><\/strong>. Qualunque sistema o artifizio venga adottato nella trasposizione, cio\u00e8, il risultato sar\u00e0 sempre un planisfero distorto e orfano di dettagli: mantenere determinate caratteristiche equivale a perderne certe altre. Il <strong>tutto dipende allora dalla scelta del cartografo<\/strong> che, in funzione dei propri obiettivi, dovr\u00e0 stabilire cosa salvare e cosa sacrificare.<\/p>\n<p>\u00c8 sulla scorta di questi presupposti che si pu\u00f2, in parte, comprendere l\u2019egemonia plurisecolare del planisfero di Mercatore. <strong>L\u2019obiettivo del cartografo era quello di realizzare una mappa in grado di agevolare il tracciamento di rotte nautiche lungo le superfici terrestri<\/strong>. Per raggiungere tale scopo la terra viene suddivisa in una serie di linee rette orizzontali (paralleli) e verticali (meridiani<strong> Ogni parallelo<\/strong> \u2013 e in ci\u00f2 risiede l\u2019elemento di novit\u00e0 ed efficacia \u2013 <strong>\u00e8 tracciato in modo da tagliare tutti i meridiani sullo stesso angolo (retto)<\/strong>. In altre parole, meridiani e paralleli si incrociano sempre a 90\u00b0. Tale sofisticazione \u00e8 in grado di generare un <strong>sistema di coordinate <\/strong>per la navigazione: tracciata una <a href=\"http:\/\/www.genoaportcenter.it\/Pagina.aspx?idPag=127\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">\u201clossodromica\u201d<\/a> (linea retta che taglia i meridiani) sar\u00e0 possibile raggiungere una data destinazione mantenendo costante l\u2019angolo sulla bussola.<\/p>\n<p>Se un vantaggio immediato dovuto alla propriet\u00e0 di <strong>isogonia<\/strong> della carta \u00e8 l\u2019estrema e sorprendente efficacia di un suo impiego in campo nautico, l\u2019effetto collaterale che ne scaturisce consiste, per\u00f2, nella <strong>duplice perdita di equidistanza ed equivalenza.<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_20242\" aria-describedby=\"caption-attachment-20242\" style=\"width: 909px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/manitese.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Carta_Peters_1.jpeg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20242 size-full\" src=\"https:\/\/manitese.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Carta_Peters_1.jpeg\" alt=\"Carta_Peters_1\" width=\"909\" height=\"542\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20242\" class=\"wp-caption-text\"><em>Nella Proiezione di Mercatore un segmento di parallelo tra due meridiani rimane sempre uguale ovunque, laddove su un formato sferico a tre dimensioni la distanza di un tratto di parallelo tra due meridiani risulta variabile e, quindi, decresce all\u2019aumentare della latitudine. Ne consegue che il rapporto tra distanza rappresentata graficamente e distanza reale sia fuori scala e incongruente.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come si pu\u00f2 ricavare dall\u2019immagine, i meridiani non sono tracciati in modo da essere confluenti ai poli (come nella realt\u00e0) bens\u00ec, al fine di garantire l\u2019isogonia, restano tra loro paralleli. Il risultato \u00e8 che <strong><em>in tanto dall\u2019Equatore ci si dirige verso il Polo Nord, in quanto le terre rappresentate aumentano inverosimilmente la loro superficie<\/em><\/strong>: il gigantismo fasullo della Groenlandia ne \u00e8 l\u2019esempio pi\u00f9 tangibile.<\/p>\n<p>Se una siffatta discrepanza trova una prima giustificazione nella funzione tecnico-strumentale a cui la mappa deve assolvere, la severit\u00e0 della sproporzione rimanda, invece, a ragioni di carattere socio-culturale.<\/p>\n<p>Per un navigatore del Cinquecento, che si approccia al \u201cNuovo Mondo\u201d con il piglio di un predatore che va per terre sconosciute, intraprendere una traversata oceanica significa accettare l\u2019incognita di approdi inaspettati. Il punto di partenza, per\u00f2, deve rimanere sempre lo stesso: l\u2019Europa. Il Vecchio Continente \u00e8 pi\u00f9 che un saldo punto di riferimento geografico. \u00c8 anche un orizzonte valoriale incontaminabile, un paradigma rassicurante da difendere e, soprattutto, da esportare.<\/p>\n<p>Sicuramente non immune da certe \u201cpresunzioni culturali\u201d, invece di mantenere in posizione centrale l\u2019Equatore, <strong><em>Mercatore sceglie di collocare graficamente l\u2019Europa al centro della carta<\/em><\/strong>. L\u2019Europa diventa cos\u00ec il punto che taglia in due esatte met\u00e0 il globo, <strong>con l\u2019inevitabile conseguenza di uno spostamento dell\u2019Equatore pi\u00f9 in basso.<\/strong><\/p>\n<p>Questa scelta si rivela determinante poich\u00e9 contribuisce a rendere pi\u00f9 drastica la distorsione delle proporzioni. <strong><em>Ne segue che tutte le aree dell\u2019emisfero sud risultano ristrette, mentre tutte le aree collocate nell\u2019emisfero nord risultano dilatate, <\/em><\/strong><em>ancor pi\u00f9 di quanto gi\u00e0 non lo siano a causa della propriet\u00e0 isogonica della mappa.<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 questo il motivo per cui se da un lato <strong>Groenlandia, Canada, Stati Uniti e Russia<\/strong>, ad esempio, ci appaiono erroneamente <strong>immensi<\/strong>, dall\u2019altro <strong>Sud America, Africa e India <\/strong>risultano molto <strong>meno estesi<\/strong> di quanto non siano.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/manitese.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Carta_Peters_2.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-20243\" src=\"https:\/\/manitese.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Carta_Peters_2.jpg\" alt=\"Carta_Peters_2\" width=\"567\" height=\"391\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Carta di Mercatore trionfa poich\u00e9, <strong><em>pur sacrificando l\u2019esatta estensione delle aree, rispetta con grande accuratezza le forme di continenti e Paesi<\/em><\/strong><em>, <\/em>quindi fornisce un reticolo di coordinate che si rivela ottimale per l\u2019orientamento nautico. Non \u00e8 tutto. Si potrebbe obiettare che tutto ci\u00f2 non basti a giustificarne l\u2019impiego anche in quei contesti che con l\u2019ambito nautico non hanno nulla a che vedere. A meno di credere che l\u2019obiettivo dell\u2019istruzione scolastica sia la preparazione di una schiera di futuri marinai, non vediamo il perch\u00e9 Mercatore debba svettare, ad esempio, nelle classi di ogni ordine e grado in tutto il mondo.<\/p>\n<p>La <strong>secolarizzazione<\/strong> di questa carta dipender\u00e0 dunque da ragioni pi\u00f9 profonde. Lo sviluppo coerente di una tale intuizione si deve, prevalentemente, alla sensibilit\u00e0 e alla tenacia di <strong>Arno Peters<\/strong>, storico tedesco operante nella seconda met\u00e0 dello scorso secolo.<\/p>\n<p>Egli nota che <strong><em>la deformazione cartografica di Mercatore, che privilegia in termini di centralit\u00e0 e grandezza taluni Paesi a danno di altri, si sia progressivamente radicata proprio mentre, col passare del tempo, gli stessi Paesi che risultano graficamente ingigantiti intraprendono processi di conquista e sfruttamento a detrimento di quelli che, guarda caso, appaiono rimpiccioliti, isolati e, in qualche modo, in una posizione di implicita subalternit\u00e0.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>La fortuna della Carta di Mercatore, secondo Peters, rispecchia, in un primo momento, la concezione eurocentrica con cui si apre la \u201cmodernit\u00e0\u201d. Una cesura nella storia umana nella quale, peraltro, la scienza e la tecnica cominciano ad essere strumentali al diffondersi di una ideologia basata sul dominio dell\u2019uomo sull\u2019altro uomo e, parallelamente, degli uomini sulla natura. <strong><em>L\u2019Europa pone s\u00e9 stessa, ovvero la propria identit\u00e0 culturale e i propri bisogni, al centro del mondo.<\/em><\/strong> L\u2019immagine geografica di un\u2019Europa in posizione centrale con un Sud posto <strong>ai suoi piedi<\/strong> \u00e8 pienamente sovrapponibile all\u2019immagine storica di un\u2019Europa imperialista che, con violenza e supponenza, piega al suo volere la periferia globale che la delimita: Sud America, Africa, Asia e, infine, tutti <strong>quei popoli<\/strong> che pur essendo a \u201cnord\u201d, sono per\u00f2 minoranze etniche di radice non europea.<\/p>\n<p>Come spiega lo stesso Arno Peters, infatti, <strong><em>l\u2019immagine eurocentrica si \u00e8 dimostrata funzionale allo sfruttamento del \u201cTerzo Mondo\u201d da parte delle potenze industrializzate anche nell\u2019epoca post-coloniale<\/em><\/strong>. Dacch\u00e9 <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=sOSTzV1Dpi8\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">\u00abla lotta per sostituire la vecchia carta geografica si trasforma nella lotta contro l\u2019ideologia dello sfruttamento\u00bb<\/a>, Peters pensa sia giunto il momento di realizzare una mappa che possa restituire al Sud globale quella <strong>dignit\u00e0 cartografica <\/strong>che gli spetta di diritto.<\/p>\n<figure id=\"attachment_20244\" aria-describedby=\"caption-attachment-20244\" style=\"width: 1257px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/manitese.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Carta_Peters_3.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-20244 size-full\" src=\"https:\/\/manitese.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Carta_Peters_3.jpg\" alt=\"Carta_Peters_3\" width=\"1257\" height=\"650\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20244\" class=\"wp-caption-text\"><em>La Carta di Peters \u00e8 ricavata da un sistema proiettivo che divide il globo in cento parti. Poich\u00e9 alla fine dell\u2019Ottocento, un astronomo scozzese chiamato James Gall aveva pubblicato una proiezione ortogonale simile, oggi si preferisce la dicitura \u201cProiezione Gall-Peters\u201d.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nella Carta di Peters, come si pu\u00f2 facilmente intuire, l\u2019<strong>Equatore <\/strong>viene ad essere <strong>ricollocato al centro<\/strong> <strong>del mondo<\/strong> cosicch\u00e9 possa finalmente tagliare in due met\u00e0 eguali il pianeta. In secondo luogo, meridiani e paralleli vengono riconfigurati in modo tale che all\u2019aumentare della latitudine la <strong>superficie<\/strong> delle aree rimanga costante, senza dilatarsi. Sul piano geografico le caratteristiche vantaggiose della sua proiezione sono molteplici: <strong>equidistanza; equivalenza<\/strong>; fedelt\u00e0 all\u2019asse terrestre; rappresentazione totale del pianeta senza necessit\u00e0 di operare tagli, giunture, duplicazioni; distribuzione omogenea delle inevitabili imperfezioni; <a href=\"https:\/\/asalong.wordpress.com\/la-carta-di-peters\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>colori distintivi per ogni continente e Paese<\/em><\/a>.<\/p>\n<p><strong><em>La carta in proiezione Peters rende esattamente le proporzioni relative dei vari continenti, rispettando le dimensioni effettive e la loro distanza dall\u2019Equatore. Non pu\u00f2 per\u00f2 fare a meno di distorcerne le forme<\/em><\/strong> che, infatti, risultano\u00a0alterate.<\/p>\n<p>Malgrado questa intrinseca difficolt\u00e0, il <strong>lavoro di Peters ha una portata rivoluzionaria<\/strong>, non solo quando <strong>restituisce una prospettiva inedita del nostro mondo<\/strong>, ma soprattutto nel momento in cui <strong>sdogana una verit\u00e0 sino a quel momento sottaciuta<\/strong>: da Anassimandro sino ai giorni nostri, nessuna carta geografica pu\u00f2 vantare pretese di oggettivit\u00e0 scientifica o di neutralit\u00e0 sul piano ideologico.<\/p>\n<p>Un secondo elemento di innovativit\u00e0 \u00e8 dovuto alla capacita della nuova carta di denunciare le ambizioni propagandistiche che si celano dietro la vecchia carta.<\/p>\n<p>Nell\u2019immaginario collettivo si insinua l\u2019irresistibile tentazione inconscia di credere che tanto pi\u00f9 uno Stato sia esteso in grandezza quanto pi\u00f9 sia importante e dunque che sia legittimo, quasi fisiologico, un suo ampliamento in termini politici ed economici. Nella concezione di Mercatore l\u2019Europa \u00e8 al centro ed il resto del mondo \u00e8 considerato come l\u2019estensione delle sue propaggini. Comparando la carta di Mercatore e quella in proiezione Peters ci rendiamo conto di come la <strong><em>centralit\u00e0 di certe aree e la loro relativa ampiezza siano una menzogna geografica<\/em>. <\/strong>L\u2019immagine che segue pu\u00f2 aiutare a comprenderlo:<\/p>\n<figure id=\"attachment_20247\" aria-describedby=\"caption-attachment-20247\" style=\"width: 600px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/manitese.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Carta_Peters_4.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20247 size-full\" src=\"https:\/\/manitese.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Carta_Peters_4.jpg\" alt=\"Carta_Peters_4\" width=\"600\" height=\"381\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20247\" class=\"wp-caption-text\"><em>Sovrapposizione cartografica: in verde le aree in proiezione Peters e in trasparenza le aree secondo Mercatore.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dal confronto tra le due mappa scopriamo che: <strong><em>la Groenlandia, la cui area appariva grossomodo equivalente a quella dell\u2019Africa si rivela, nella realt\u00e0, 14 volte pi\u00f9 piccola<\/em><\/strong><em>; <strong>l\u2019Europa non \u00e8 pi\u00f9 grande del Sud America<\/strong> dato che questo, con i suoi 17,8 milioni di km\u00b2 \u00e8 il doppio rispetto al Vecchio Continente (9,7 milioni km\u00b2); l\u2019India, che in Mercatore appare molto meno estesa della Scandinavia si rivela essere tre volte pi\u00f9 grande; l\u2019Italia non \u00e8 affatto pi\u00f9 ampia della Somalia ma, in confronto, occupa la met\u00e0 dello spazio; I<strong>l Brasile, da solo, \u00e8 grande quanto gli USA<\/strong>.<\/em><\/p>\n<p>Ci rendiamo cos\u00ec conto che a uscirne maggiormente danneggiata dalla predominanza storica della Carta di Mercatore \u00e8, probabilmente, l\u2019Africa. Nella proiezione classica l\u2019Africa appare, nella migliore delle ipotesi, di grandezza equivalente rispetto a quei continenti e Paesi che, storicamente, hanno fatto e continuano a fare della prima un bacino da cui attingere in risorse naturali e manodopera schiavista.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_20248\" aria-describedby=\"caption-attachment-20248\" style=\"width: 851px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/manitese.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Carta_Peters_5.png\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20248 size-full\" src=\"https:\/\/manitese.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Carta_Peters_5.png\" alt=\"Carta_Peters_5\" width=\"851\" height=\"622\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-20248\" class=\"wp-caption-text\"><em>Il portale thetruesize.com offre una mappa interattiva e dinamica che permette di trascinare un dato Paese, sovrapporlo agli altri cos\u00ec da compararne le proporzioni reali.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In ultima analisi, nell\u2019esegesi di Peters, la <strong><em>Carta di Mercatore non \u00e8 che un veicolo ideologico volto ad affermare, in modo subliminale, la pretesa superiorit\u00e0 di alcune Nazioni e cos\u00ec giustificarne la supremazia rispetto a quelle realt\u00e0 meno \u201cprogredite\u201d<\/em><\/strong>. <strong>Continenti e Paesi a sud del mondo risultano drasticamente ridotti in rapporto alla superficie e, in pi\u00f9, sono schiacciati verso il basso, quasi ad evocare una certa loro marginalit\u00e0 e subalternit\u00e0<\/strong>.Ci\u00f2, potenzialmente, alimenta pregiudizi e favorisce la progressiva accettazione di una logica coloniale.<\/p>\n<p><em>Nelle intensioni di Arno Peters, cos\u00ec, la diffusione di una nuova carta va di pari passo con la diffusione di <strong>una sensibilit\u00e0 volta ad affermare la parit\u00e0 di ogni popolo nell\u2019acesso ai diritti, alla giustizia e alle possibilit\u00e0 di sviluppo<\/strong>. <\/em>Sul piano socio-culturale, cio\u00e8, la Carta di Peters liquida il privilegio geopolitico di certe superpotenze e colloca sullo stesso piano Peasi industrializzati e Paesi in via di Sviluppo, accantonando ogni eventuale sponda geografica che possa alimentare dicotomie e disparit\u00e0. Il retropensiero che si ricava osservando la Carta di Peters \u00e8 che, infatti, non essendoci un singolo Paese al centro (ovvero la superpotenza di turno), nessun popolo pu\u00f2 rivendicare esclusivit\u00e0 ed importanza, ma tutti hanno pari dignit\u00e0.<\/p>\n<h2><strong>Il valore della proiezione di Gall-Peters nelle strategie di cooperazione allo sviluppo e di educazione di Mani Tese<\/strong><\/h2>\n<p>Come si pu\u00f2 intuire, le ragioni che hanno spinto Mani Tese all\u2019acquisizione della prospettiva di Peters sono legate al potenziale trasformativo che questa sprigiona. Nonostante la sua ambizione cartografica stenti ancora oggi a decollare, anche a causa delle imprecisioni tecniche che la sua proiezione comporta, va riconosciuto che la lezione che vi sottende rimane attuale e, soprattutto, coerente con la nostra visione.<\/p>\n<p>Sin dalla sua origine, avvenuta nel pieno del \u201cboom economico\u201d e della \u201cGuerra Fredda\u201d, <strong>Mani Tese<\/strong> ha immediatamente intuito la necessit\u00e0 di un cambio di passo ed ha quindi inteso profondere il suo <strong>impegno di giustizia<\/strong> verso l\u2019equit\u00e0, la concordia tra i popoli, la diffusione trasversale dei diritti, la tutela delle minoranze, la nonviolenza, il diritto specifico di <strong>tutti<\/strong> a \u201cnon rimanere indietro\u201d, la sostenibilit\u00e0 umana e ambientale delle attivit\u00e0 economiche.<\/p>\n<p>Questa vocazione le ha permesso di strutturare la sua azione strategica in funzione di una Giustizia che ovunque venga promossa e applicata (societ\u00e0, economia, ambiente) sia intesa anzitutto come <strong>tensione<\/strong> <strong>verso<\/strong> l\u2019<strong>uguaglianza<\/strong>: <strong><em>tutti gli esseri umani, indipendentemente dalla loro collocazione geografica, meritano le stesse opportunit\u00e0 <\/em><\/strong>e, soprattutto, meritano di essere messi nella condizione di esercitare la propria <strong>autonomia<\/strong> in qualsiasi campo, senza dover dipendere da modelli \u201cdeformati\u201d di sviluppo imposti dall\u2019esterno o dall\u2019alto.<\/p>\n<p>Cooperare allo sviluppo significa, oggi pi\u00f9 che mai, rendere <strong>sostanziale<\/strong> il modello equanime e paritario di <strong>convivenza umana<\/strong> predelineato da Peters nel suo planisfero. Significa altres\u00ec lottare contro il persistere di quella stessa logica di <strong>giustizia selettiva<\/strong> che vuole alcuni popoli in posizione di privilegio ed altri in condizione di subalternit\u00e0 e minorit\u00e0. Significa, ancora, contrastare quelle dinamiche macro-economiche che, ancora oggi, sono compatibili con una visione di un mondo a due velocit\u00e0 di eurocentrica memoria. Peters esemplifica il nostro rifiuto rispetto ad una \u201cideologia dello sviluppo\u201d che corre su binari prettamente economici e che, nel continuare a garantire una (falsa) prosperit\u00e0 ad uso e consumo dei soliti Paesi, danneggia fortemente minoranze etniche e comunit\u00e0 impoverite su cui scarica il costo ambientale, sociale ed umano della propria fuorviante idea di progresso.<\/p>\n<p>Crediamo quindi che l\u2019appello dello storico tedesco a considerare il mondo sotto una luce nuova sia non solo ancora valido ma addirittura urgente. <strong>Coltiviamo il suo monito quando<\/strong>, nei progetti di cooperazione allo sviluppo di cui ci facciamo carico, proprio in tre dei continenti a \u201cSud\u201d del mondo: <strong>ci opponiamo alle schiavit\u00f9 moderne<\/strong> cercando di prevenire quella spirale che conduce all\u2019asservimento umano ai fini del profitto economico; <strong>diffondiamo pratiche virtuose<\/strong> connesse alla <strong>sovranit\u00e0 alimentare<\/strong> rinsaldando cos\u00ec i legami sociali delle comunit\u00e0 e gettando le basi per una loro progressiva emancipazione dal giogo imposto dai colossi internazionali; <strong>denunciamo il depauperamento delle risorse naturali <\/strong>di africani, sudamericani e asiatici, ed il conseguente accaparramento delle loro possibilit\u00e0 di sviluppo; <strong>cerchiamo di contrastare quelle dinamiche di povert\u00e0<\/strong> che avviluppano villaggi, disgregano le societ\u00e0 e creano individui atomizzati costretti a intraprendere pericolose migrazioni con scarse prospettive di sopravvivenza.<\/p>\n<p>Infine, la prospettiva di Peters non soltanto \u00e8 qualcosa che graficamente esemplifica, accompagna o corrobora i <strong>processi di sviluppo<\/strong> che Mani Tese implementa nei tre continenti in cui opera. La carta di <strong>Peters \u00e8 un paradigma da cui muovere per articolare un cambiamento<\/strong> che coinvolga, anzitutto, i nostri stessi stili di vita e, pi\u00f9 in generale, il modo in cui noi \u201coccidentali\u201d percepiamo il mondo e vi agiamo di conseguenza. Nella visione di Mani Tese \u00e8 strutturale la convinzione che tra cooperazione allo sviluppo ed educazione allo sviluppo vi sia un rapporto irrinunciabile, tale che un\u2019attivit\u00e0 non potrebbe essere pensata senza il supporto dell&#8217;altra. Per questo ci dedichiamo da sempre, al di \u201cqua dell\u2019Equatore\u201d, ad attivit\u00e0 di sensibilizzazione, campagne ed alla <strong>Educazione alla Cittadinanza Globale<\/strong> (<strong>ECG<\/strong>).<\/p>\n<p>L\u2019<a href=\"\/advocacy-campagne\/offerta-formativa-scuole\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>ECG <\/strong><\/a>consiste nella proposta di percorsi di apprendimento volti a trasmettere competenze trasversali di <strong>cittadinanza attiva<\/strong>. All\u2019interno di questo filone di lavoro la Carta di Peters assume la dignit\u00e0 di uno <strong>strumento educativo <\/strong>impareggiabile. I processi di educazione \u201cattiva\u201d, nella nostra visione, non possono prescindere da una metodologia di stampo <strong><em>maieutico<\/em><\/strong>. I soggetti coinvolti sono cio\u00e8 chiamati a compiere percorsi partecipativi e circolari che, una volta problematizzati gli aspetti pi\u00f9 contraddittori connessi all\u2019attualit\u00e0, mirano a trasformare i partecipanti in <strong><em>attori del cambiamento<\/em><\/strong>. Il planisfero in proiezione Peters diventa qui uno strumento di straordinaria efficacia in quanto \u00e8 in grado di assolvere a due funzioni complementari nel processo<strong><em> di stampo maieutico<\/em><\/strong>: in \u201cnegativo\u201d, permette infatti di attuare un <strong>ribaltamento prospettico<\/strong> di quelle presunzioni eurocentriche sedimentatesi nelle nostre coscienze e, per ci\u00f2 stesso, agevola in un secondo momento l\u2019<strong>attivazione<\/strong> dei soggetti verso la costruzione di una societ\u00e0 globalizzata nei diritti, solidale, inclusiva, aperta e sostenibile.<\/p>\n<p>Molti percorsi educativi si svolgono all\u2019interno della nostra sede nazionale in cui \u00e8 presente una installazione<strong> didattica interattiva<\/strong> che, nell\u2019alternare momenti di simulazione a giochi di gruppo, attivit\u00e0 esplorative, dibattiti guidati e brainstorming, ha obiettivo di stimolare nei partecipanti non solo la <strong><em>\u201ctesta\u201d<\/em><\/strong>, ma anche <strong><em>\u201ccuore\u201d<\/em><\/strong> e <strong><em>\u201cmani\u201d<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/manitese.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Carta_Peters_6.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-20250\" src=\"https:\/\/manitese.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Carta_Peters_6.jpg\" alt=\"Carta_Peters_6\" width=\"2048\" height=\"1536\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>All\u2019inizio di ogni percorso ludico-didattico i ragazzi che partecipano vengono invitati, dopo un giro di presentazioni, a sedersi in cerchio su <strong>un grande planisfero realizzato con pallet in legno<\/strong> e gli animatori che conducono l\u2019attivit\u00e0 chiedono ai ragazzi di osservarlo con particolare attenzione. Si tratta proprio del planisfero di Peters. A un primo sguardo sembra un classico planisfero appeso in tutte le classi italiane, ma piano piano alcuni iniziano a notare delle differenze: \u201cl\u2019Africa \u00e8 al centro!\u201d, \u201c\u00e8 troppo grossa!\u201d, \u201cla Groenlandia \u00e8 troppo piccola in questa carta!\u201d, \u201cle forme dei continenti sono allungate!\u201d. Si tratta della <strong>prima fase<\/strong>, quella del \u201cribaltamento\u201d. Il planisfero su cui sono seduti, diviene un elemento chiave che, come si diceva, mette in luce le <strong>contraddizioni legate alla nostra percezione della Terra e la distanza tra tale percezione e la realt\u00e0<\/strong>. Nel prosieguo dell\u2019attivit\u00e0 \u00e8 possibile riscontrare in che modo la carta geografica tradizionale abbia realmente contribuito a plasmare il modo con cui percepiamo il mondo in senso lato: il loro immaginario di adolescenti \u00e8 colonizzato da modelli letterari, cinematografici, esistenziali prettamente eurocentrici o, comunque, \u201coccidentalisti\u201d. Scopriamo infatti sono <strong>pochi i ragazzi che sentono il desiderio di visitare uno stato africano<\/strong>, al contrario la maggior parte dei ragazzi esprime il desiderio di viaggiare in Nord America e non confonderebbe mai gli Stati Uniti con il Canada o con il Messico.<\/p>\n<p>A questa prima fase, di ribaltamento prospettico, seguono<strong> le fasi di \u201cscoperta\u201d <\/strong>e<strong> \u201cattivazione\u201d<\/strong>. I ragazzi vengono pertanto invitati ad accantonare, per qualche ora, le loro abitudini, i loro stereotipi, le loro certezze. Si propone loro di <strong>considerare il mondo nella sua globalit\u00e0 e interdipendenza regionale<\/strong>. Sul planisfero vengono riprodotti gli squilibri <strong>nella distribuzione del cibo e della ricchezze<\/strong>. I partecipanti viaggiano cos\u00ec alla scoperta degli elementi naturali, prendono atto del fatto che l\u2019iper-sfruttamento delle risorse naturali violenta la natura e danneggia intere popolazioni.<\/p>\n<p>A chiusura del ciclo, vi \u00e8 un momento in cui i ragazzi sono chiamati ad esprimersi sulle possibilit\u00e0 di trasformazione delle negativit\u00e0 a partire dal ripensamento di certi comportamenti individuali e sociali. <strong><em>Pensare al mondo nella sua globalit\u00e0, alla maniera di Peters, significa essenzialmente raggiungere la consapevolezza che ogni scelta che compiamo ha un effetto, pi\u00f9 o meno impattante, su scala globale<\/em><\/strong>. Ci si rende conto che i nostri consumi e stili di vita possono supportare indirettamente diffuse violazioni di diritti umani e ambientali ma, proprio per questo, possono essere ripensati e dunque dar luogo ad un <strong>mutamento qualitativo dei conflitti<\/strong>. Attraverso Peters quindi, i nostri percorsi mirano alla responsabilizzazione, a far s\u00ec che <strong>da parte del problema ognuno di noi possa divenire parte della soluzione<\/strong>. Basta adottare uno sguardo pi\u00f9 ampio, generoso nella prospettiva e lungimirante nelle scelte.<\/p>\n<p>Va detto che, purtroppo, ad aver compreso la portata educativa della prospettiva di Peters non sono ancora in molti. Solo di recente, in un articolo pubblicato sul <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/education\/2017\/mar\/19\/boston-public-schools-world-map-mercator-peters-projection\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">The Guardian<\/a>, si d\u00e0 notizia del fatto che in tutte le scuole di Boston la Carta di Mercatore \u00e8 stata rimpiazzata con quella di Peters.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Stefano Lechiara \u00c8 noto che tra la realt\u00e0 e la sua rappresentazione vi \u00e8 sempre un certo margine di volatilit\u00e0. Un gap che dipende dai limiti dell\u2019umano, dal mezzo che viene impiegato, dalle condizioni psicologiche dell\u2019osservatore, dagli obiettivi che si intendono perseguire, siano essi espressi o reconditi. 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