IL MIELE
DEI LESINGO

Testo di Cosimo Bizzarri
Fotografie Matteo de Mayda

La prima volta che Fredrick Lesingo è andato nella foresta a raccogliere il miele era solo un bambino. Seguiva suo padre, in una tradizione che la sua comunità tramanda di generazione in generazione da centinaia di anni.

“Mi è sempre piaciuto camminare nella foresta. L’aria è buona, ci sono gli uccelli che cantano”, racconta Fredrick. Con arbusti e legnetti trovati nella foresta, lui e gli altri Ogiek fanno un piccolo fuoco portatile. Poi con movimenti rapidi salgono in cima a un albero, dove in precedenza hanno piazzato un alveare.

Fredrick Lesingo, 43 anni, con suo fratello Dicson, 38 anni.

Una volta lassù, soffiano il fumo del loro fuoco sull’alveare per allontanare le api. Il tempo necessario di recuperare il miele, poi scendono con qualche puntura e una borsa piena. La raccolta avviene in due stagioni e il miele è usato sia come cibo che per le sue proprietà medicinali".

I fratelli Lesingo vanno insieme nella foresta per raccogliere il miele.

Quando, negli anni Novanta, il governo keniota ha cominciato a tagliare ampie porzioni di foresta indigena per fare spazio a strade, pascoli e campi coltivati, i circa 10,000 Ogiek che vivevano nella parte est della Foresta Mau si sono trovati in difficoltà. Con gli alberi scomparivano non solo le api, ma anche i piccoli animali - come antilopi, lepri e iraci - a cui davano la caccia, e un inventario di erbe selvatiche che usavano per curarsi e nutrirsi.

Per prima cosa si prepara un piccolo fuoco con materiali trovati nella foresta

Si calcola che tra il 1990 e il 2001 più di centomila ettari, un quarto della foresta Mau, siano stati distrutti, un’area equivalente al doppio del Parco Nazionale dell’Abruzzo. La distruzione indiscriminata della foresta indigena ha anche compromesso le fonti di dodici fiumi che irrigano gran parte della Rift Valley, compreso il Lago Victoria e i grandi parchi naturali come il Masai Mara e il Serengeti. Circa sei milioni di persone che vivono nell’Africa orientale ne hanno subito le conseguenze.

Più di un quarto della foresta Mau è andata persa dagli anni Novanta a oggi.

Quando il governo si è finalmente rimboccato le maniche per fermare la distruzione, per Frederick e gli altri Ogiek i problemi si sono aggravati anziché risolversi. Nello sforzo di preservare quel che restava la foresta, il servizio forestale keniano li ha cacciati dalle loro case per reinsediarli nelle zone già disboscate ai confini della stessa, privandoli del contesto naturale e culturale che da sempre costituiva la premessa della loro esistenza.

Dicson Lesingo sale agilmente su un albero della Foresta Mau.

Fredrick ha resistito. Oggi ha 43 anni ed è uno tra le poche centinaia di Ogiek che vivono ancora all’interno della foresta. Grazie al progetto di Mani Tese, al training e mediazione di Necofa, è diventato uno dei leader della sua comunità e sta contribuendo a implementare il Kenya Forest Act. Il piano d’intervento prevede che siano le comunità stesse, gli Ogiek in questo caso, ad agire come guardiani della foresta, collaborando con il servizio forestale kenyano per fermare i disboscatori illegali e garantendo che la comunità stessa usi le risorse della foresta in modo sostenibile.

Sugli alberi, i fratelli Lesingo lavorano in coppia: Dicson soffia il fumo nell’arnia, Fredrick raccoglie il miele.

Tra le iniziative concrete messe in atto da Mani Tese c’è anche la creazione di un centro di raffinazione del miele, dove si processa, impacchetta e commercializza il raccolto, in cambio di denaro che va alle famiglie degli apicoltori. E l’implementazione di un sistema di raccolta del miele più sostenibile e meno faticoso.

Un favo di miele appena raccolto nella Foresta Mau, in Kenya.

“Siamo felici del supporto che riceviamo da Necofa e Mani Tese”, spiega Fredrick, “Ma ci sono ancora molti ostacoli. La produzione di miele è bassa, perché l’habitat delle api è andato perso. E i nostri bambini devono camminare per chilometri per arrivare a scuola. La nostra speranza è raggiungere il livello di sviluppo delle comunità fuori dalla foresta”.

I fratelli Lesingo portano il miele a un’associazione di apicoltori dove sarà raffinato e venduto. Fredrick usa i proventi per mandare i figli a scuola.

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