Dal 23 al 28 maggio 2022, con il titolo “la Pace in Gioco”, torna la School Week del Municipio 8 del Comune di Milano: un programma di oltre 40 eventi che coinvolgono la comunità educante, studenti, docenti, genitori e cittadini, dedicato ai temi della pace e del diritto al gioco.

L’obiettivo è quello di offrire uno spazio di partecipazione tra le persone e gli enti coinvolti nella sfida educativa, da una parte con un palinsesto di iniziative che nascono spontaneamente nelle scuole e nei Tavoli di confronto del Municipio, dall’altra con una proposta di appuntamenti dedicati a tutta la cittadinanza sul tema dell’educazione, del gioco e della pace.

Oltre 10 le scuole del Municipio 8 che sono state coinvolte nella School Week 2022, le quali hanno proposto più di 40 eventi, alcuni dedicati solo agli alunni e ai docenti, altri aperti anche ai genitori e ai cittadini.

Tra le varie iniziative sono previsti incontri e laboratori creativi, mostre artistiche e filosofiche e marce della pace.

Venerdì 27 maggio, in particolare, tutte le scuole parteciperanno alla Giornata Mondiale del Gioco con un gioco ideato dai ragazzi e dalle ragazze stessi/e: Zombie Lava, mix tra il gioco Zombie e The Floor is Lava, versione rivisitata dei più antichi giochi Rialzo e 1-2-3 Stella.

Nello stesso giorno, alle ore 21, si terrà la Conferenza pubblica “La Pace in Gioco – Il diritto a litigare delle bambine e dei bambini” presso l’Auditorium Enzo Baldoni in Via Quarenghi 23.

Nel giorno in cui si festeggia la Convenzione sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, si affronta il tema della cura dei litigi come spazio per esprimere le proprie emozioni e laboratorio per costruire una cultura di pace, con uno sguardo alla sfida educativa che stanno affrontando genitori e insegnanti di fronte a una guerra così vicina e dolorosa.

Tra i relatori: Daniele Novara, fondatore e direttore del CPP Centro PsicoPedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti; Marta Versiglia, pedagogista, insegnante e formatrice referente del metodo Litigare bene; Giulia Pelucchi, Presidente del Municipio 8; Silvio Premoli, Garante dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Comune di Milano; Micol Dell’Oro, vice presidente di Mani Tese.

L’evento è dedicato a famiglie, insegnanti ed educatori. Nell’orario della conferenza sarà attivo un servizio di babysitting con giochi dal mondo.

Per iscriversi alla conferenza, è possibile compilare il form on line in fondo a questa pagina: https://www.reattiva.org/news/la-pace-in-gioco-school-week-2022-29

Durante la School Week andranno inoltre in scena 4 spettacoli teatrali a ingresso libero e gratuito, a cura della compagnia Lafabù. Il racconto dei Promessi Sposi, dedicato a bambini e bambine dai 7 agli 11 anni, le cui repliche saranno realizzate con un set “da strada”: all’aperto presso lo spazio antistante la scuola Console Marcello (Mercoledì 25 ore 16.30), presso la biblioteca del Municipio 8 (Giovedì 26 ore 17) e presso il Parco Bertoli (Venerdì 27 ore 14.30). Sabato 28 invece, al Giardino dei Giusti alle ore 10 andrà inscena Il Mago del Freddo e del Ghiaccio, dedicato a bimbi e bimbe dai 2 ai 6 anni.

Come momento conclusivo, sabato 28 maggio alle ore 11, cittadini, genitori e insegnanti della Comunità Educante, sono invitati all’evento finale del Municipio 8, alla presenza delle autorità cittadine. Ci si ritroverà indossando una maglietta bianca al Giardino dei Giusti alle ore 11 per iniziare una breve marcia verso la cima del Monte Stella, dove verrà issata la bandiera della Pace.

Per tutti i dettagli sulla School Week 2022, è possibile consultare il programma completo di tutti gli eventi a questo link: https://www.manitese.it/wp-content/uploads/2022/05/la-pace-in-gioco-school-week-2022-programma.pdf

Piccoli che Valgono!

School Week 2022 rientra nell’ambito delle iniziative di Piccoli che Valgono! un progetto selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile promosso da Mani Tese insieme ad altri partner.

Presente in Benin dal 1979, Mani Tese accompagna da tempo il popolo beninese nella lotta contro la povertà. Da alcuni anni il nostro lavoro si concentra in particolare nel dipartimento di Atacora, dove ci occupiamo della fornitura di acqua potabile, della costruzione di aule e più in generale del diritto all’educazione e, infine, della formazione in tecniche di produzione agro-ecologica per garantire la sovranità alimentare delle comunità.

Mani Tese lavora inoltre per promuovere l’empowerment femminile attraverso il sostegno a gruppi di donne per sviluppare attività generatrici di reddito. 

Nell’ambito del progetto “Miglioramento della sicurezza alimentare e delle condizioni igienico-sanitarie delle comunità agricole del dipartimento dell’Atacora” nelle ultime settimane abbiamo inaugurato dei pozzi d’acqua sia nuovi che risistemati – e un atelier con magazzino e attrezzature per la lavorazione e la trasformazione della manioca. 

I gruppi di donne di Pélima, Orou-kayo e di Bongou, dopo aver seguito un percorso di formazione sulla trasformazione dei prodotti e sull’agroecologia, sulla leadership e sull’organizzazione e la gestione dei centri di trasformazione, a seguito delle inaugurazioni sono stati ufficialmente incaricati di prendersi cura della gestione dei nuovi atelier. Dal loro impegno, infatti, dipenderà il miglioramento non solo della propria condizione economica e sociale ma anche di quella delle loro famiglie e del loro villaggio.

Le cerimonie di inaugurazione nei tre comuni si sono tutte svolte con un momento iniziale di presentazione del progetto da parte del Rappresentante Paese di Mani Tese in Benin, Achille Yotto Tepa, seguito da una serie di testimonianze da parte delle donne dei gruppi di trasformazione e dai ringraziamenti delle autorità locali, con l’intermezzo di danze e canti tradizionali.

Vogliamo vedere queste donne sentirsi ricompensate dal loro lavoro e vogliamo vederle cambiare le loro condizioni di vita e quelle dei loro figli, dando il buon esempio a tutti gli abitanti del villaggio” ha affermato Achille aprendo la cerimonia inaugurale a Pélima.

Le autorità hanno raccontano come, in tutte le località, prima di questo intervento ci fossero delle serie difficoltà nell’accesso all’acqua potabile e come, a causa di ciò, le donne fossero costrette a dedicare l’intera giornata al recupero dell’acqua per la famiglia. Con i nuovi pozzi, però, ora la situazione cambierà. “L’acqua è innanzitutto una fonte di vita” ha affermato il rappresentante dell’onorevole Abdoulaye GounouQuando si ha un punto d’acqua all’interno di un villaggio si liberano le donne”.

Anche i centri di trasformazione della manioca saranno preziosi perché permetteranno di trasformare la manioca localmente consentendo alle donne di lavorare e di avere un ritorno economico per pagare l’istruzione dei figli e prendersi cura della famiglia. La produzione locale di manioca, grazie ai macchinari donati, potrà creare un florido mercato locale che farà conoscere i prodotti anche al di fuori dei villaggi.

Le presidenti dei gruppi locali SANKO di Pélima, CHABI Elisabeth di Orou-kayo e KPAGRE Kayaou di Bongou hanno ringraziato i donatori e Mani Tese per aver permesso a tutte loro “di diventare le grandi donne del villaggio”.

Finalmente abbiamo ottenuto ciò che desideravamo da tempo” ha dichiarato la presidente del gruppo di donne di Bongou La nostra promessa è quella di impegnarci a usare al meglio quanto ricevuto, perché siamo sicure che tutto questo sarà di grande impatto nella nostra comunità”.

Qui di seguito alcune foto dell’inaugurazione.

Il 23 febbraio la Commissione europea ha adottato una proposta di direttiva che prevede l’introduzione, a carico delle imprese, di obblighi di dovuta diligenza in materia di sostenibilità.

L’Università degli Studi di Milano, in collaborazione con la campagna Impresa 2030 – Diamoci una regolata, promuove un momento pubblico di confronto tra i principali attori del processo: imprese, sindacati, istituzioni ed enti del terzo settore.

Vi aspettiamo: martedì 10 maggio, dalle 14.30 alle 17.30, presso la Sala Napoleonica dell’Università degli Studi di Milano in via Sant’Antonio 12.

Per partecipare scrivere una mail a conferenza10maggiounimi@gmail.com specificando nome, cognome, ente di appartenenza e numero di telefono.

PROGRAMMA

SALUTI INTRODUTTIVI:

RELAZIONI A CURA DI:

TAVOLA ROTONDA CON:

Modera: Marco Girardo, caporedattore economia di Avvenire

* in attesa di conferma

Info e registrazioni

Per partecipare è importante prenotarsi scrivendo a conferenza10maggiounimi@gmail.com. Nella mail va specificato nome, cognome, ente di appartenenza e numero di telefono.

La campagna Impresa2030. Diamoci una regolata

Impresa2030, Diamoci una regolata è una campagna di informazione, sensibilizzazione e advocacy, rivolta alla società civile e ai decisori politici affinché la forma definitiva della direttiva su dovuta diligenza in materia di ambiente e diritti umani sia efficace e tuteli le comunità.La campagna è promossa da un network di organizzazioni già impegnate nella difesa dei diritti umani nella propria azione quotidiana tra cui: ActionAid Italia, Equo Garantito, Fair, Fairtrade Italia, Focsiv, Fondazione Finanza Etica, Good Shepherd International Foundation, Human Rights International Corner, Large Movements, Mani Tese, Oxfam Italia, Save the Children e WeWorld.

In Burkina Faso, nel villaggio di Podeogo (Regione del Centro), siamo attivi con il nuovo progetto Donne al centro per la transizione agroecologica, cofinanziato dalla Regione Emilia-Romagna, per promuovere l’agroecologia e il ruolo della donna nella produzione orticola.

Nell’ambito di questo progetto, nel mese di marzo, si è svolto un evento di sensibilizzazione, in collaborazione con il partner locale Watinoma, proprio per promuovere l’agricoltura sostenibile e un’alimentazione sana in un contesto di forte malnutrizione.

L’evento ha visto la partecipazione di oltre 200 persone, con tante donne e bambini/e, e per far comprendere meglio, e in maniera piacevole, i contenuti dell’incontro si è deciso di sfruttare la potenza comunicativa del teatro e del cinema!

I/le partecipanti hanno così potuto assistere a uno spettacolo teatrale sul tema dell’agroecologia che metteva in risalto il rispetto della terra e disincentivava l’uso di prodotti chimici. A seguire, è stato proiettato il documentario “Burkinabè Bounty” che racconta la lotta per la sovranità alimentare in Burkina Faso.

Guarda il video dell’evento!

Il progetto

Con il progetto Donne al centro per la transizione agroecologica, cofinanziato dalla Regione Emilia-Romagna, Mani Tese sostiene 70 donne del villaggio di Podeogo attraverso formazioni su agroecologia e nutrizione di base e con eventi di sensibilizzazione come quello descritto sopra.

Inoltre, lo staff di Mani Tese in Burkina Faso affianca le donne in un processo di transizione agroecologica con l’obiettivo di aumentare, diversificare e migliorare la qualità della produzione orticola per il consumo familiare del villaggio.

Il contesto

Il villaggio di Podeogo, nel dipartimento di Koubri, provincia di Kadiogo, Regione del centro del Burkina Faso, dista soli 35 km dalla capitale Ouagadougou, ma per arrivarci bisogna percorre circa 5 km di strada non asfaltata che durante la stagione delle piogge causa problemi ai mezzi di trasporto.

Per fortuna, al momento, in quest’area non si segnalano problemi di sicurezza legati al terrorismo, ma in compenso i tassi di malnutrizione sono molto alti, soprattutto tra le donne in età fertile. Qui, secondo i dati del Ministero della Salute del Burkina Faso, solo il 25,9% delle donne che consumano tutti i gruppi alimentari.

Per sostenere il progetto dona qui: donazioni.manitese.it

Qui di seguito alcune foto dell’evento.

Costruiamo insieme un mondo più giusto per tutti e per tutte!

Il Mani-Fest sarà un pomeriggio alternativo all’insegna del divertimento e della condivisione! Tra giochi, buona musica e un delizioso rinfresco, avremo l’occasione di confrontarci e riflettere insieme sui piccoli gesti che ognuno di noi può fare per costruire un mondo più giusto per le generazioni future.

L’evento si svolgerà sabato 14 maggio a partire dalle ore 14:00 presso l’Oratorio S.s. Nazaro e Celso in Via Bonaventura Zumbini 19 a Milano.

Partiremo con una breve presentazione iniziale che ci darà modo di conoscerci meglio e di spiegare come si svolgeranno le varie attività in programma.

Verranno proposti giochi e attività, adatti sia a grandi che piccini, in modo che tutti possano divertirsi insieme. Attraverso esercizi di immedesimazione, prenderemo consapevolezza delle disuguaglianze sociali nelle varie parti del mondo, scopriremo il percorso di una semplice t-shirt di cotone, realizzeremo l’impatto del nostro stile di vita consumistico sul pianeta.

Alle 15:00 avrà inizio l’ESCAPE GAME di Mani Tese, una sfida a squadre (da 3 a 5 giocatori) in cui dovrete mettere in gioco tutte le vostre abilità per risolvere enigmi e superare ostacoli! Le squadre che arriveranno sul podio saranno premiate con un regalo speciale della nostra Cooperativa Sociale Mani Tese.

Per concludere, dalle 17:00 un aperitivo vegano a buffet con due drink inclusi, che comprenderà varie delizie a base di frutta e verdura. L’aperitivo sarà organizzato grazie al prezioso contributo di RECUP, un’associazione milanese che si impegna ogni giorno per combattere gli sprechi alimentari e l’esclusione sociale nei mercati rionali della città.

PROGRAMMA DELL’EVENTO:

Per partecipare all’evento è necessario iscriversi effettuando una donazione di 20 euro per persona. Grazie alla quota di partecipazione avrete accesso a tutte le attività, all’aperitivo e riceverete un gadget ufficiale dell’evento. Inoltre, il vostro contributo ci aiuterà a sostenere i nostri progetti!

PROCEDURA DI ISCRIZIONE:

Per ulteriori informazioni e per segnalare allergie o intolleranze alimentari potete scrivere a comunicazione@manitese.it oppure chiamare il 3929584447.

In caso di maltempo tutte le attività verranno regolarmente svolte al chiuso.

Nella città di Quelimane (Mozambico) siamo attivi con un nuovo progetto per promuovere la sostenibilità ambientale e combattere i cambiamenti climatici.

In occasione della Giornata Internazionale delle Foreste, il 21 marzo, è stata quindi svolta un’attività di piantumazione di alberi per aumentare il verde urbano e sensibilizzare la cittadinanza.

Nella giornata sono state coinvolte 40 persone, tra cui il coordinatore di progetto di Mani Tese, il direttore del vivaio municipale e lo staff tecnico del consiglio comunale, l’associazione Access, rappresentanti dei quartieri della città, giovani attivisti e attiviste e semplici cittadini e cittadine.

L’attività è cominciata la mattina presto, alle 7 e mezza, presso il vivaio comunale dove è stata effettuata la selezione delle piantine tenendo conto della loro età e del loro stato fitosanitario. Per la precisione, sono state identificate 432 piantine di acacia di due specie ovvero l’acacia rossa e l’acacia albizia (o acacia di Costantinopoli).

Le piantine sono state quindi caricate su un mezzo di Mani Tese e ci si è recati tutti e tutte in Avenida 25 de Junho a Quelimane per eseguire la piantumazione.

I/le partecipanti si sono divisi in gruppi e un primo gruppo di persone si occupava di fare delle piccole buche, un secondo gruppo effettuava la piantumazione, mentre un terzo gruppo posizionava dei piccoli recinti protettivi per ridurre il rischio di danni alla piantine.

L’attività è durata circa 2 ore ed è stato oggetto del rimboschimento più di 1 km di strada. I/le partecipanti, soddisfatti del lavoro, sono poi tornati/e al vivaio comunale per un momento di riflessione e un rinfresco.

L’attività rientra nell’ambito del progetto Wona, svolto in collaborazione con Fondazione E-35, Municipio di Quelimane e UPC-Z (Unione Provinciale dei Contadini della Zambezia) e cofinanziato da Regione Emilia-Romagna e Fondazione E-35.

Qui di seguito alcune foto della giornata.

Sono passate settimane dall’inizio del conflitto in Ucraina. Come in Jugoslavia, in Iraq, in Siria, in Burkina Faso, la follia della guerra ha orizzonti infiniti e impatti devastanti sulle popolazioni civili generando morti, feriti e milioni di profughi. Questa è una guerra che dobbiamo affrontare senza ipocrisie.

Come molti oggi sentiamo che più forte si deve alzare la voce contro questa guerra e contro tutte le guerre, dovunque scoppino, qualunque sia la loro forma e qualsiasi il nome che viene dato loro. Ci opporremo sempre a chi la guerra la desidera, la fomenta o la prepara.

Contestiamo la scelta del governo italiano di inviare armi in Ucraina a pochi giorni dall’invasione russa, privandosi subito della possibilità di agire un negoziato. Riteniamo scellerata la scelta di aumentare le spese militari fino al 2% del PIL, così come richiesto dalla NATO, denunciamo la militarizzazione dei nostri territori e rilanciamo la necessità di adottare, di nuovo dopo 40 anni, l’obiezione di coscienza alla spese militari. Ci sembra incredibile che ancora si possa scegliere di perseverare in politiche di guerra, distruttive delle persone, dei popoli, del pianeta. Lo dice la storia e lo sanno anche i bambini: la Pace non si costruisce con le armi. La Pace si costruisce con la cultura del rispetto dell’altro, con la cooperazione e con la promozione di stili di vita responsabili per l’ambiente e per la giustizia. La Pace è per tutti o non è per nessuno.

A fianco di tante realtà locali, Mani Tese, con i suoi gruppi, associazioni e cooperative, si è subito attivata per gli aiuti ai rifugiati e i presidi territoriali. Sosteniamo le realtà locali che organizzano l’accoglienza della popolazione ucraina in fuga dalla guerra, così come abbiamo sempre fatto e continueremo a fare per chi arriva da ogni parte del mondo. Anche per chi fugge dalle guerre combattute con armi diverse: quelle della povertà e della schiavitù, dello sfruttamento e dell’accaparramento delle risorse, armi altrettanto mortali e distruttive che minacciano la sopravvivenza e la capacità di futuro delle popolazioni che affianchiamo attraverso i progetti di cooperazione internazionale. Per questo promuoviamo il diritto all’accoglienza di tutti i profughi e ci opponiamo all’ottica razzista che applica i distinguo alle medesime sofferenze umane.

Siamo vicini al popolo russo, prossima vittima di questa assurda guerra e in particolare ai russi che si oppongono alla guerra e che per questo sono perseguitati. In questo periodo così difficile continueremo il nostro impegno di giustizia anche promuovendo l’impegno di non finanziare tutte quelle realtà coinvolte nella produzione e commercializzazione di armi.

Cosa stiamo facendo e cosa possiamo fare come donne e uomini di pace? Come facciamo a non essere immobili davanti a questa ennesima strage e davanti a questa sconfitta umana? Da parte nostra, non possiamo che continuare a portare avanti il nostro impegno, che è iniziato ormai quasi sessant’anni fa.

Attraverso i progetti di sviluppo sostenibile, l’educazione alla cittadinanza globale, i percorsi di inclusione e di contrasto alle ingiustizie sociali e ambientali, la promozione del servizio civile universale, l’apertura di spazi di socialità e di educazione alla pace e l’impegno a sviluppare un’economia solidale lottiamo ogni giorno per costruire un mondo più giusto. Il nostro lavoro in Africa, in Asia, in America Latina e nei tanti territori italiani in cui operiamo, è un’azione concreta per contrastare i meccanismi che sono alla base di ogni guerra.

Forte di questo impegno che condivide con moltissimi volontari e sostenitori, Mani Tese aderisce alla Marcia della Pace Perugia-Assisi straordinaria del 24 aprile 2022, per riaffermare insieme a tutti gli operatori di pace e di giustizia il Diritto alla Pace, così semplice e oggi così lontano.

Nonostante le difficoltà dovute alla pandemia in corso, il progetto “Lotta contro la malnutrizione nel dipartimento di Chiquimula” sta continuando a incidere sulla vita delle comunità rurali del Guatemala. Proprio in questi mesi, infatti, le donne delle comunità hanno seguito i corsi di formazione sulla salute, l’igiene, la pianificazione famigliare e la pulizia domestica.

Le famiglie, protagoniste del progetto, hanno anche ricevuto delle stufe migliorate per cucinare meglio e senza dispersione di fumo all’interno della casa e hanno avviato una campagna di disinfezione all’interno delle proprie abitazioni.

I formatori e gli operatori del progetto hanno accompagnato tutte le attività e, attraverso delle visite domiciliari presso ciascuna famiglia, hanno avuto modo di valutare l’effettivo miglioramento delle condizioni igieniche dopo gli incontri svolti.

La signora Clementina Ramirez di Rodeo, frazione di Chantiago, in particolare, è stata di grande esempio per tutta la comunità. Durante la visita domiciliare, che si è svolta insieme al capo della comunità di Rodeo, Eusebio Gutiérrez, tutti hanno potuto notare l’ordine e l’organizzazione della sua abitazione. A partire dai fagioli seminati all’ingresso, adornati con numerosi fiori di specie diverse, piante medicinali e piccoli recipienti pieni di acqua pulita, fino al sentiero che conduce all’interno della casa: tutto nell’abitazione di Doña Clementina è apparso pulito, organizzato e ben curato.

Anche lo spazio cucina, dove è stata installata la stufa migliorata, è apparso pulito e ordinato, con i recipienti dell’acqua ben chiusi in modo da non far entrare gli insetti e le padelle pulite e asciutte appese alle pareti.

Doña Clementina ha cambiato il modo di gestire le faccende domestiche e migliorato l’igiene della casa perché ha sempre partecipato attivamente alle formazioni organizzate dagli operatori del progetto. È inoltre riuscita a sistemare l’orto e renderlo più redditizio grazie ai serbatoi d’acqua che ora le permettono di irrigarlo anche d’estate, senza dover camminare fino al pozzo.

Clementina Ramirez adesso può produrre frutta e ortaggi per la sua famiglia. È infatti convinta che sia meglio prodursi il cibo da sé, perché più sano e ricco di nutrienti.

Una foto di Clementina con un membro del nostro staff in Guatemala
Clementina nel suo orto
Clementina e la stufa migliorata
Un momento della formazione su salute, igiene, pianificazione famigliare e pulizia domestica
Alcuni dei materiali consegnati a Clementina
Un altro momento della formazione

Nel mese di gennaio, un gruppo di studenti e studentesse del corso “Scienze Umane dell’Ambiente, del Territorio e del Paesaggio” dell’Università degli Studi di Milano, ha visitato il Kenya e, in particolare, i luoghi di sviluppo dei nostri progetti dedicati alla tutela ambientale e alla sicurezza alimentare.

Vi raccontiamo com’è andata grazie a un resoconto inviatoci proprio dagli studenti e dalle studentesse che hanno partecipato al viaggio.

“Questo inverno – ci raccontano – grazie al sostegno dell’Università degli Studi di Milano, abbiamo avuto la possibilità di recarci in Kenya, nella regione della foresta Mau, e abbiamo toccato con mano i progetti di Mani Tese che avevamo studiato durante il corso.

Tra le attività che ci hanno colpito maggiormente nella prima parte di viaggio, c’è sicuramente la fattoria biologica di Salomè, che è stata coinvolta in corsi di formazione promossi da Mani Tese e Slow Food e ora è molto attenta alla sostenibilità ambientale. Gestita da Salomè e dalla sua famiglia, la fattoria è diventata ormai un punto di riferimento per la comunità, che può imparare un nuovo modo di coltivare, nel rispetto dell’ambiente e delle risorse naturali.

Sempre nella prima parte del nostro viaggio, siamo stati accolti/e nella casa di Rose, una donna che fa parte della CFA (Community Forest Association). È stata l’occasione per parlare dei problemi e delle risorse della foresta Mau e per partecipare a un pranzo an plein air con la sua famiglia e con altri membri della comunità. I nostri delicati stomaci sono stati messi alla prova da pietanze esotiche, quali la testa di gallo stufata e un particolare latte fermentato con la cenere, il mursik.

Spostandoci nei giorni seguenti verso sud, più precisamente nell’area della foresta di Kiptunga, abbiamo potuto vivere altre esperienze interessanti. Fra queste la visita dell’ecolodge di Mariashoni, dove Mani Tese ha realizzato una guest house, una radio e una raffineria di miele, dando un forte impulso economico e sociale alla comunità.

La figura che più è rimasta impressa nei nostri cuori è stata quella della guida Friedrich Lesingo, del gruppo etnico Ogiek che, fra le altre cose, sono esperti produttori di miele. Friedrich e la sua tribù hanno sempre vissuto in simbiosi con la foresta – fonte di cibo, medicinali e materie prime – ma, negli ultimi decenni, numerosi e controversi interventi governativi e privati li hanno allontanati dalla foresta. 

Questa esperienza – concludono gli studenti – ci ha permesso di collezionare molto più che semplici dati e osservazioni. Abbiamo infatti avuto la possibilità di relazionarci con moltissime persone, ognuna con le proprie opinioni, dalle quali abbiamo potuto attingere non solo informazioni, ma veri e propri istanti di vita. Porteremo con noi ricordi di sguardi soddisfatti per ciò che è stato realizzato e per ciò che ancora oggi è in corso d’opera, attraverso gli svariati progetti di cooperazione dei quali Mani Tese è promotrice, azioni talvolta così semplici da lasciare sbalorditi per l’efficacia del proprio effetto.”

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Recentemente si è svolta a São Domingos, nella frontiera nord della Guinea-Bissau, una cerimonia attesa con impazienza dal nostro staff locale e, soprattutto, dalle donne vittime di violenza: l’inaugurazione della casa di accoglienza per donne vittime di violenza Jorgete Benante, dal nome di un’attivista locale per i diritti delle donne.

In Guinea-Bissau la violenza di genere è un fenomeno all’ordine del giorno, troppo spesso non denunciata e impunita. Grazie alla sinergia dei progetti finanziati dall’Alto Commissionato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e con il sostegno dell’Ambasciata degli Stati Uniti di Dakar, è stato possibile realizzare insieme alla comunità locale la ristrutturazione di un edificio in condizioni precarie e aprirlo come centro di accoglienza per le donne vittime di violenza.

Il lavoro di Mani Tese nella regione

Mani Tese lavora nella regione di Cacheu, al nord della Guinea-Bissau e alla frontiera con il Senegal, dal 2017 come partner di UNHCR nell’implementazione di progetti volti a promuovere l’integrazione socio-economica della popolazione rifugiata dal Senegal presso le comunità locali.

Oltre allo sviluppo di iniziative economiche, agroecologiche e di gruppi di microcredito, un’importante area di intervento è la lotta alla violazione dei diritti umani, in particolare a favore dei gruppi di persone vulnerabili, come le donne vittime di violenza.

Mani Tese lavora sul territorio con un’equipe di esperte nella protezione delle donne vittime di violenza di genere per cercare di promuoverne l’empowerment e la conoscenza dei loro diritti, per sensibilizzare le comunità e per creare reti con le istituzioni pubbliche e private che favoriscano la prevenzione della violenza e la protezione delle vittime. Le assistenti sociali e le psicologhe di Mani Tese intervengono nel supporto psicosociale, nell’accompagnamento per l’elaborazione di life plans e nelle strategie di recupero della stabilitá emozionale, economica e sociale delle donne e delle ragazze che hanno subito violenza.

Il nuovo centro di São Domingos

Grazie all’esperienza dei progetti realizzati nella capitale Bissau, Mani Tese è riuscita a realizzare a São Domingos, nell’ambito del progetto Integrazione dei richiedenti asilo e dei rifugiati senegalesi, un nuovo centro di accoglienza per donne e ragazze vittime di violenza, impossibilitate a fare ritorno al proprio domicilio o nella propria comunità.

Al progetto hanno lavorato con Mani Tese l’associazione di donne locali Embo Buerere e la congregazione delle suore cattoliche presente sul territorio.

Dopo mesi di lavori, a ottobre 2021 la casa ha aperto le sue porte per accogliere le prime donne e ragazze che, per la prima volta in questa remota regione, hanno trovato uno spazio sicuro. Il centro le accoglie in un ambiente familiare, garantisce loro cibo, assistenza sanitaria e giuridica, supporto psicosociale e opportunità di formazione.

All’evento di inaugurazione hanno partecipato molte persone dalla capitale Bissau, tra cui diverse organizzazioni della società civile che si occupano di diritti umani, dell’infanzia e delle donne, istituzioni pubbliche e finanziatori.

La comunità locale ha assicurato il proprio sostegno all’inziativa con la partecipazione di rappresentanti di tutte le istituzioni territoriali e dei principali movimenti della società civile, tra cui rappresentanti delle comunitá religiose, difensori dei diritti umani, leader comunitari e associazioni giovanili, oltre al fenomenale gruppo teatrale e culturale Netos de São Domingos.

Il nastro è quindi stato tagliato, la casa ha aperto le sue porte ed è ora il momento di attuare il famoso motto guineense per farsi forza reciprocamente e non smettere di lottare, stavolta per le donne e le ragazze vittime di violenza: No sta djuntu! (Stiamo insieme).

Qui di seguito alcune foto dell’inaugurazione del centro di accoglienza.