Gli abiti di riuso e sostenibili diventano glamour! Domenica 3 ottobre, a colpi di stile, faremo riflettere sulle possibili alternative alla fast fashion, la moda usa e getta che ha un enorme impatto sul pianeta.

Durante l’evento si terrà una sfilata dove presenteremo capi di abbigliamento prodotti con materiali naturali, tessuti recuperati e vestiti di riuso.

L’evento avrà inizio a partire dalle 16.30 e si svolgerà presso Giardini in Transito – Giardino Comunitario Lea Garofalo, in via Montello 3 a Milano.

Il programma

Laboratorio per adulti per realizzare accessori per i capelli, turbanti, fasce e scrunchies recuperando tessuti di scarto.

Laboratorio per bambini/e (6-10 anni) per creare animaletti con stoffe di recupero.

Le possibili alternative alla fast fashion sfilano in passerella! Ci saranno anche un mercatino solidale e una zona bar.

Per info e iscrizioni ai laboratori scrivete a eventi@manitese.it o chiamate il 3401641474.

Tha* è una bambina originaria della provincia di Pursat in Cambogia. Dopo la separazione col marito, la madre di Tha decise di migrare in Thailandia, con l’aiuto di un intermediario, e la bambina finì a mendicare per strada.

La madre di Tha sapeva che l’intermediario la costringeva a elemosinare, ma si rifiutò sempre di andare alla polizia a denunciarlo per non essere riportata in Cambogia. In seguito, la madre di Tha si risposò con un altro uomo e non si preoccupò più della figlia.

“Avevo molta paura – ci ha raccontato poi Tha – Non volevo più vivere e lavorare in Thailandia, ma mia madre non mi ascoltava. Così ho cercato di trovare un altro lavoro e ho parlato della mia situazione alla gente, che poi ha denunciato tutto alla polizia”.

Nel dicembre 2019, Tha è stata identificata dalla polizia di immigrazione thailandese ed è stata mandata in un centro per bambini e bambine chiamato Banbratakan, dove è rimasta prima di essere riportata in Cambogia. Una volta arrivata nel suo Paese di origine, tramite il Poipet Transit Centre è stata indirizzata al centro di accoglienza di Damnok Toek, supportato da Mani Tese.

“All’inizio – ci raccontano gli operatori di Damnok Toek – Tha era molto intimorita e non voleva parlare né con gli altri bambini né con il personale del centro. Poi è emerso che la piccola si vergognava di essere stata abbandonata dalla madre e sfruttata dagli intermediari”.

Da quando vive al centro di accoglienza di Damnok Toek, però, Tha è gradualmente rinata e ha potuto studiare e imparare il khmer, la lingua cambogiana. È molto felice della sua nuova vita e di poter imparare nuove discipline, come la meditazione, la danza, l’artigianato e il disegno. Riceve anche un supporto di consulenza e di assistenza dalla squadra del centro di accoglienza.

Tha finalmente sorride e ci dice: “Non ho più paura, tutti qui mi hanno aiutato. Voglio studiare duramente per poter avere una mia attività, forse un piccolo negozio, penso di poterlo fare. In futuro, se ne avrò l’opportunità, spero di poter sostenere altri bambini vulnerabili come me. Non voglio che abbandonino la scuola e vengano sfruttati”.

*Tha è un nome di fantasia per proteggere la privacy del minore.

Mani Tese, impegnata da oltre 50 anni nella difesa dei diritti umani e dell’ambiente, annuncia la nascita di Reattiva, la nuova impresa sociale dedicata alla formazione, nata dall’esperienza e dalle competenze della Ong.

Obiettivo di Reattiva è quello di offrire formazione e servizi per compiere la sempre più necessaria transizione verso un futuro sostenibile, dove le persone e le imprese possano crescere in armonia con l’ambiente e l’intelligenza collettiva serva il benessere di tutti, in un delicato equilibrio tra prosperità e cura del pianeta.

“La transizione sostenibile è ormai improrogabile e per compierla occorrono persone motivate e competenti. Reattiva nasce per formarle, aiutarle a crescere e a connettersi – afferma Sara de Simone, Presidente di Mani Tese Grazie alla nascita di Reattiva, accanto alle attività di Educazione alla Cittadinanza Globale che portiamo avanti da più di trent’anni, da ora potremo offrire servizi di formazione e facilitazione. È un’innovazione importante che rafforza e completa l’impegno storico di Mani Tese per costruire una società più sostenibile e attenta alle generazioni future”.

Il Presidente di Reattiva è Andrea Di Stefano, giornalista e autore radiofonico esperto in informazione economico-finanziaria, che aggiunge: “I soggetti chiave per innescare un cambiamento del sistema educativo, produttivo e sociale nella direzione degli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite spesso non sono preparati ad affrontarlo. Reattiva, con la sua offerta formativa, offre strumenti, metodi e competenze per permettere a insegnanti, studenti, imprenditori, professionisti, operatori del Terzo Settore e cittadini di rendere concreta la sfida della transizione verso un sistema più sostenibile, a casa, a scuola e nella propria professione”.

A chi si rivolge

Insegnanti ed Educatori per acquisire nuovi metodi e competenze, raccogliere le sfide della società globale e trasmetterle agli studenti in modo interattivo.

Operatori e dirigenti del Terzo Settore per progettare sempre meglio, coinvolgere in modo efficace volontari e attivisti e disegnare processi partecipativi che funzionano.

Operatori e dirigenti delle PMI per rendere la propria attività o business più sostenibile, per misurare e comunicare in modo efficace le performances ambientali e sociali.

Cittadini e studenti da 0 a 99 anni per capire, approfondire e contribuire in prima persona alla costruzione di un futuro più sostenibile.

L’offerta formativa

Reattiva offre servizi di educazione, formazione e facilitazione per sostenere persone e organizzazioni nella transizione del sistema produttivo e sociale verso gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite.

L’offerta si compone di corsi sia in presenza che on line, registrati o in streaming, per rispondere alle specifiche esigenze degli utenti.

Formazione per la sostenibilità

Reattiva offre un’ampia gamma di opportunità per le persone e le organizzazioni che intendono incrementare le proprie competenze tecniche e professionali.

Sul sito www.reattiva.org sono già disponibili i primi dieci corsi:

In coerenza con l’Accordo di Parigi, il Green Deal europeo fissa gli obiettivi obbligatori a cui imprese, consumatori e pubbliche amministrazioni dovranno adeguarsi in tempi rapidi perché il pianeta riduca le emissioni di gas climalteranti e la temperatura globale del 2100 non cresca oltre i limiti di 1,5-2 gradi rispetto all’era preindustriale.

Un corso per fornire inquadramento teorico e competenze da spendere immediatamente nella propria professione o all’interno delle proprie organizzazioni nell’ambito della co-progettazione.

Un corso che fornisce metodi e strumenti per proporre delle attività di gruppo incentrate sull’Agenda 2030 e sui 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs). Il corso è corredato da un vero e proprio kit didattico, un documento che spiega passo per passo il percorso interdisciplinare.

Fare l’attivista di professione è possibile ma richiede competenze altamente qualificate: un corso pensato per introdurre alle più innovative tecniche di digital campaigning e di community organizing.

Un corso per fornire i primi strumenti di base per accompagnare gruppi o classi di tutte le età ad occuparsi in modo attivo di Sostenibilità.

Corso per approfondire le fasi principali e le tecniche di conduzione sulle quali ruotano i percorsi formativi di gruppo, con uno sguardo rivolto specialmente all’Agenda 2030.

I partecipanti alla Masterclass conosceranno in dettaglio le fasi principali che caratterizzano l’approccio della TdC, al fine di preparare al meglio una valutazione dell’impatto sociale.

Come realizzare un percorso di educazione civica interdisciplinare incentrato sul tema della moda, dei suoi impatti ambientali e sociali.

Metodi e strumenti per lavorare insieme ai ragazzi con l’obiettivo di educare alla cittadinanza economica e di sviluppare le competenze trasversali di cittadinanza globale.

Le canzoni dell’artista genovese diventano stimoli per insegnare in modo affascinante le discipline classiche, l’intercultura, l’educazione civica.

Facilitazione e metodi partecipativi

Reattiva insegna a utilizzare metodologie innovative per liberare il potenziale delle persone e dei gruppi valorizzando al massimo il patrimonio di conoscenza delle organizzazioni.

Fornisce, in particolare, consulenza per progettare e partecipare con successo a bandi di finanziamento; imparare le tecniche più efficaci di facilitazione e stakeholder engagement; conoscere e applicare metodi innovativi per coinvolgere e ottenere il massimo dalle persone e dai gruppi con cui si lavora.

Educazione alla cittadinanza globale

Reattiva, in collaborazione con Mani Tese, continua a offrire tante proposte di educazione alla cittadinanza globale per le scuole attraverso la proposta “SAPIENS A 5P”, nuovi percorsi formativi per classi e/o gruppi di tutte le età per diventare homo sapiens “a 5P”, dove per 5P si intendono i cinque concetti chiave dell’Agenda 2030 (Persone, Prosperità, Pace, Partnership, Pianeta).

Reattiva, è una impresa sociale riconosciuta tra gli enti del Terzo Settore ai sensi del Dlgs 117/2017. È un soggetto senza scopo di lucro ed è interamente partecipata da Mani Tese.

Per saperne di più www.reattiva.org

A fine 2020, insieme all’Associazione di Promozione Sociale Mani Tese Finale Emilia e alla sartoria sociale Manigolde, abbiamo lanciato in Guinea-Bissau il progetto “Ricucire il futuro”, finanziato da Fondazione di Modena e dall’Unione Europea.

Adesso il progetto è anche una mostra, visitabile fino a venerdì 10 settembre, presso lo SpazioF della Fondazione di Modena. Attraverso la storia di alcuni capi sartoriali di Manigolde, fotografie e libri, si effettuerà un viaggio nella moda etica e sostenibile e si potrà scoprire di più sul progetto stesso.

“Ad Antula, una zona di Bissau, sono iniziati i corsi di sartoria – ci dicono le Manigolde – Partecipano 27 donne vittime di violenza di genere che possono accedere alla struttura alternando momenti di formazione a momenti di produzione di capi di abbigliamento, borse, zaini e porta-oggetti”.

“Proprio oggi, 7 settembre 2021, conosceremo le donne, gli operatori e i cooperanti di Mani Tese in Guinea-Bissau per iniziare le attività di sensibilizzazione e collaborare alla realizzazione di un prodotto che racconti il gemellaggio sartoriale fra Italia e Guinea-Bissau”.

Vi aspettiamo quindi, fino al 10 settembre, presso lo SpazioF della Fondazione di Modena che si trova a Modena, in via Emilia 285.

Qui di seguito alcune foto della mostra e dei corsi di sartoria in Guinea-Bissau:

Capi sartoriali di Manigolde
Capi sartoriali di Manigolde
Una donna coinvolta nel progetto in Guinea-Bissau (© Andrea Santopaolo)
Il gruppo di partecipanti al corso di sartoria in Guinea-Bissau (© Andrea Santopaolo)
Manigolde

In Guinea-Bissau, stiamo lavorando con gli allevatori e le allevatrici locali per sviluppare la filiera avicola grazie al progetto “Mettiamo le ali allo sviluppo”, cofinanziato dall’Unione Europea nel quadro del più ampio programma Ianda Guiné.

Fin dall’inizio del progetto, fra le varie attività, stiamo anche realizzando delle formazioni professionali dedicate agli avicoltori e alle avicoltrici. Dopo la testimonianza della signora Janoveva, vi portiamo oggi il racconto di Delfina.

Mi chiamo Delfina Indequi e sono una beneficiaria del programma Ianda Guiné, cofinanziato dall’Unione Europea.

Sono stata già beneficiaria del programma COAJOQ (Cooperativa Agrícola de Jovens Quadros), a Canchungo, e grazie a questo percorso prima ho ricevuto 10 galline da uova e poi sono stata informata del corso di avicoltura a Bissau e ho chiesto di partecipare.

Quando ho cominciato il corso – continua Delfina – non sapevo come prendermi cura delle galline, per esempio non sapevo che avessero bisogno di acqua pulita e di appositi abbeveratoi. Tutto questo mi è stato insegnato e ora lo sto mettendo in pratica nel mio allevamento.

Questo percorso che sto facendo sta aiutando molto me e la mia famiglia perché adesso che ho delle galline posso vendere le uova e con il ricavato comprare cibo per i miei figli e sostenere varie spese quotidiane.

Spero che Mani Tese e IMVF (Instituto Marques de Valle Flor) continuino a sostenerci e invito le donne del mio villaggio ad allevare galline come ho fatto io. Alcune donne dicono che è inutile allevare le galline perché muoiono, ma grazie alle campagne di vaccinazione sostenute dal progetto, questo succede più raramente.

Scopri perché è importante sviluppare la filiera avicola in Guinea-Bissau e quali sono gli obiettivi del progetto: https://www.manitese.it/progetto/mettiamo-le-ali-allo-sviluppo

Qui di seguito alcune foto del progetto:

© Cosimo Tendi
© Cosimo Tendi
Una delle campagne di vaccinazione dei polli (© Cosimo Tendi)
Galline nel pollaio con abbeveratoi (© Cosimo Tendi)

AOI, l’Associazione delle Ong Italiane, insieme ad altre organizzazioni della società civile, parlamentari, giornaliste/i e attiviste/i per i diritti umani, lancia un appello al Presidente del Consiglio Mario Draghi per chiedere l’evacuazione immediata dall’Afghanistan senza esclusioni, accogliendo subito tutti quelli/e che scappano dai talebani: donne single o sole con figli, ragazze e persone LGBT+, persone anziane senza rete di protezione, attiviste/i per i diritti umani, giornaliste/i, insegnanti, studenti, operatrici e operatori sanitari e sociali e chi ha lavorato in programmi umanitari e di sviluppo con le organizzazioni internazionali.

È ora il momento di salvare le vite, con un’operazione di soccorso umanitario diretta, rapida e su larga scala per le persone a rischio in Afghanistan. È il tempo della solidarietà.

Qui potete leggere e firmare l’appello completo: https://www.change.org/p/mario-draghi-afghanistan-ponti-aerei-senza-esclusioni

David Chelal vive nella zona di Kirambach, nella contea di Baringo. Nel 2014 ha cominciato a dedicarsi all’orticoltura, ma inizialmente non aveva sufficienti conoscenze in materia e i suoi raccolti erano poveri. Convinto però che l’orticoltura potesse cambiare la sua vita, David si è trasferito prendendo in affitto un nuovo terreno.

Durante questo periodo di cambiamento, David ha imparato molte cose sulla frutticoltura. Ha iniziato a piantare banani e a prendersi cura degli alberi di mango che già si trovavano in quel terreno. Se durante la prima esperienza come agricoltore l’acqua scarseggiava, dopo il trasferimento David è stato più fortunato perché il nuovo terreno è raggiunto da un piccolo canale proveniente da un vicino fiume.

La nuova attività di David è iniziata molto bene, tanto che ha per il momento abbandonato l’orticoltura e il  il suo desiderio è quello di espandere la frutticoltura e aumentare così il proprio reddito. Vista la sua determinazione, lo staff di Mani Tese in Kenya ha deciso di coinvolgerlo nel progetto “Agri-change: piccole imprese grandi opportunità. Sviluppo di filiere agro-alimentari nel bacino del fiume Molo”, cofinanziato dall’Agenzia Italiana per la cooperazione allo sviluppo.

Sono state quindi consegnate a David alcune piante da frutto, in particolare 125 piante di papaia, 15 piante di acacia e 10 piante di mango. Ora David vuole diventare un fornitore di frutta per la città di Marigat, dove vi è un importante mercato, e per altre aree vicine, ma non abbandona il progetto di coltivare ortaggi, anzi.

“Questa esperienza – racconta David – mi ha fatto capire che, con le conoscenze, posso avere successo anche con la coltivazione di ortaggi. Adesso, però, la cosa più importante è che i frutti dei miei alberi vengano raccolti e diventino sia cibo nutriente per la mia famiglia sia una fonte di reddito. Ringrazio Mani Tese perché la formazione è stata fondamentale per permettermi di far crescere bene le piantine”.

Al momento della nostra visita alla fattoria di David, gli alberi erano in ottimo stato ed era già cominciato il momento della raccolta. La speranza è che l’esempio di David possa portare altri agricoltori e abitanti della zona a sviluppare le proprie attività aumentando il proprio reddito e migliorando le proprie condizioni di vita.

In Burkina Faso, ormai da molti anni, Mani Tese accompagna i 238 membri dell’Unione dei produttori di Loumbila NANGLOBZANGA, in un percorso di consapevolezza e cambiamento verso la transizione agroecologica. In questo percorso, svolge un ruolo chiave il centro di formazione e trasformazione, realizzato nel corso degli anni dall’Unione con il nostro sostegno, che è diventato il fulcro di tante attività dei nostri progetti.

Nella seconda settimana di giugno, nell’ambito dei progetti “TOMATO REVOLUTION” e “DOLCI PRODUZIONI” finanziati rispettivamente dalla Regione Emilia-Romagna e dal Comitato Lecchese per la Pace e la Cooperazione tra i Popoli, si sono tenute due importanti formazioni. Le formazioni sono la chiave del cambiamento, perché danno la possibilità ai partecipanti di imparare nuove tecniche e acquisire nuove competenze.

Come prima cosa, insieme all’Unione NANGLOBZANGA, abbiamo identificato i criteri di selezione dei partecipanti, ovvero: interesse specifico per le attività di trasformazione proposte, precedente esperienza nell’attività di formazione, omogeneità ed equità di distribuzione dei partecipanti fra i vari villaggi rappresentati e considerazione del genere per incentivare la partecipazione di donne.

La prima formazione è stata dedicata al processo di trasformazione del pomodoro ed ha coinvolto 30 donne, mentre la seconda, incentrata sulla realizzazione di confetture, ha visto la partecipazione di 10 donne.

Le formazioni sono sempre guidate da esperti locali accompagnati dagli animatori di Mani Tese e seguono un modello consolidato che permette ai partecipanti di acquisire importanti informazioni generali di base, come l’igiene durante il processo di lavorazione, piuttosto che gli ingredienti da utilizzare, ma soprattutto che consente di mettere in pratica operativamente i processi di trasformazione.

Le partecipanti hanno sperimentato le differenti varietà di pomodori e frutta che possono essere utilizzate, sono stati poi discussi i diversi stadi di maturazione e individuati quelli più idonei a ciascun preparato finale, infine sono state condivise informazioni su ulteriori ingredienti che possono essere integrati. La Stevia rebaudiana, ad esempio, può essere utilizzatain sostituzione dello zucchero per la preparazione di confetture e oltre 200 piante sono già pronte per essere piantate nell’orto dell’Unione per una sperimentazione in questo senso. Questa parte introduttiva della formazione è stata fondamentale per facilitare la comprensione delle norme igieniche da adottare durante la preparazione e il condizionamento al fine di garantire un prodotto sano e sicuro.

Ma la parte pratica rimane il cuore vitale delle formazioni. Le donne, con l’accompagnamento dell’esperta formatrice e della nostra equipe, hanno realizzato tutto il processo di trasformazione della frutta in confettura e del pomodoro in purea, mettendo in pratica tutti i passaggi appresi ed utilizzando tutti i materiali necessari. Il centro di Loumbila è diventato così un vero e proprio laboratorio di trasformazione dove le donne sono protagoniste, impegnatissime a sperimentare, comprendere i vari passaggi, fare prove di condizionamento dei prodotti finali e valutare la qualità dei prodotti ottenuti. Non in ultimo, queste formazioni sono state l’occasione per parlare di come immettere sul mercato questo tipo di prodotti, del loro posizionamento e delle loro potenzialità.

Dopo 6 giorni complessivi di intensa formazione, tutte le partecipanti avevano un grande sorriso sul volto, soddisfatte di avere acquisto nuove competenze, e finalmente si sentivano pronte ad avviare la produzione di una nuova linea di prodotti provenienti da un’agricoltura agroecologica con il marchio dell’Unione NANGLOBZANGA.

Insieme, abbiamo fatto un altro importante passo per rendere maggiormente autonomi i produttori dell’Unione NANGLOBZANGA e per rendere sostenibile questi progetti!

Qui di seguito alcune foto delle formazioni:

Le donne della Guinea-Bissau sono considerate il motore dell’economia del Paese, ma spesso il loro ruolo e i loro diritti non vengono riconosciuti né valorizzati a causa di una cultura profondamente maschilista. In Guinea-Bissau, infatti, sono le donne che tradizionalmente si occupano del lavoro nei campi, della vendita dei prodotti e della gestione di attività informali e, allo stesso tempo, dell’accudimento dei figli e degli anziani, delle faccende domestiche e dell’amministrazione delle spese famigliari. Il carico di lavoro ricade su di loro insieme alle responsabilità, che, se non portate a termine, possono anche sfociare in episodi di violenza da parte dei compagni o mariti.

Il lavoro ‘chiave’ per l’autonomia

Mani Tese si impegna da anni a promuovere un cambio di comportamento verso le donne nelle comunità in cui opera, che passa dalla sensibilizzazione rispetto ai loro diritti, ma anche dalla creazione di opportunità economiche come microimprese, accesso al credito e gruppi di risparmio, che, se da un lato consentono di creare condizioni di vita migliori per tutto il nucleo famigliare, dall’altro incentivano processi di autodeterminazione e autonomia.

Attraverso l’acquisizione di una sufficiente entrata economica, non solo possono soddisfare alcune necessità familiari (iscrizione dei figli a scuola, acquisto di prodotti alimentari diversificati per una migliore alimentazione, accesso a cure mediche), ma riescono a risparmiare e investire in attività autonome o collettive che incentivano il percorso verso l’indipendenza riequilibrando le relazioni di genere e accelerando lo sviluppo del Paese.

L’ONG interviene in quasi tutte le 9 regioni del Paese attraverso attività agricole e creazione di opportunità per accedere ad attività generatrici di reddito, supportando la costituzione di un ruolo professionalizzante delle donne che contribuisca alla crescita economica. Nelle regioni est e nord della Guinea-Bissau, le donne si dedicano in particolare al settore agricolo e alla commercializzazione dei prodotti degli orti. È per questo che Mani Tese propone azioni mirate al rafforzamento delle competenze agricole, con un occhio all’ambiente, visto che le destinatarie vengono formate anche sulla produzione agro-ecologica: preparazione di vivai, trapianto, produzione e uso di fertilizzanti naturali, produzione e uso di repellenti naturali, utilizzo degli impianti di irrigazione, calcolo della produzione finale e tecniche semplici di commercializzazione.

Le attività di formazione, rivolte principalmente alle donne, si svolgono attraverso il learning by doing, in cui gli orti delle loro comunità vengono usati come campi scuola. I gruppi creano un comitato di gestione, guidato da una donna, utile sia per il corretto utilizzo dei materiali consegnati che per la commercializzazione dei prodotti in modo collettivo. In queste attività, proprio per creare cambiamenti comportamentali, vengono coinvolti in modo attivo anche gli uomini, soprattutto nella pulizia dei campi e nella loro recinzione.

Oltre all’agricoltura, Mani Tese promuove occasioni di sviluppo economico nell’ambito dell’avicoltura: attualmente 30 donne in 6 regioni del Paese sono responsabili degli aviari in cui allevano galline e polli, vendendo uova e carne nei mercati locali e nei loro villaggi. Altre ancora sono state appoggiate con microfinanziamenti sia individuali che collettivi nell’apertura di attività quali vendita di pesce, ristoranti, negozi di vestiti e alimentari e produzione di saponi.

La strada dei diritti

Le donne guineensi beneficiarie degli interventi supportati da Mani Tese vivono per la maggior parte in condizioni di vulnerabilità, che si acuiscono quando rientrano in categorie specifiche come rifugiate, mogli di migranti, madri di minori trafficati, vittime di violenza e donne con disabilità. Per questo Mani Tese, insieme ai suoi partner, prevede in tutte le sue azioni l’inclusione di questi gruppi di persone, adattando le loro necessità alla promozione di iniziative economiche e incentivando supporti finanziari specifici. I comportamenti generati servono da modello nelle famiglie e nelle comunità e promuovono un approccio sostenibile basato su un maggiore benessere economico e sul rispetto per i diritti delle donne, due assi trasversali a quasi tutti i progetti di Mani Tese.

Il COVID ha certamente compromesso l’economia della Guinea-Bissau e in particolare il commercio, sia interno che transfrontaliero, creando un impatto negativo sulle entrate famigliari. Eventi come fiere agricole, mercati settimanali locali, vendita informale, sono stati sospesi per mesi. Il trasporto pubblico è stato interdetto e le donne, principali responsabili dell’alimentazione, hanno dovuto camminare anche per ore per raggiungere i pochi punti di approvvigionamento aperti o per andare a vendere i loro prodotti dove permesso. Questo ha aumentato i casi di violenza domestica, visto che la donna non rispettava i tempi standard di preparazione dei pasti e della cura della casa.

Fortunatamente la situazione rispetto alla pandemia in Guinea-Bissau non ha raggiunto livelli di gravità come in altri Paesi. Attualmente le restrizioni sono diminuite e la vita è tornata quasi alla normalità, ancora tuttavia caratterizzata dalla disparità di genere.

La tratta di esseri umani rappresenta un crimine globale. I gruppi organizzati e i trafficanti che si celano dietro questo fenomeno lucrativo approfittano di individui disperati e in stato di vulnerabilità. Il Protocollo di Palermo del 2000 per prevenire, reprimere e punire la tratta di persone, in particolare di donne e bambini, è uno dei tre protocolli associati alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale. La definizione di tratta di persone in esso contenuta costituisce uno strumento vitale per l’identificazione delle vittime e per la prosecuzione di ogni forma di sfruttamento che possa configurare il crimine. I Paesi che ratificano il Protocollo hanno il dovere di perseguire il crimine e adottare misure interne in linea con le previsioni in esso contenute, capaci di fornire protezione e assistenza alle vittime di tratta e assicurando il rispetto dei loro diritti.

La Guinea-Bissau ha ratificato il Protocollo di Palermo nel 2007. Tuttavia, secondo il Rapporto sulla Tratta di Persone del 2020, il Governo della Guinea-Bissau, nonostante abbia adottato un piano di azione volto a regolamentare il fenomeno della tratta, non rispetta ancora sufficientemente gli standard minimi internazionali. In ragione di ciò, per il terzo anno consecutivo, la Guinea-Bissau è stata collocata nella speciale lista di controllo del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d’America.

Il fenomeno dei bambini Talibé

Nella sezione riguardante il profilo delle vittime di tratta, vengono annoverati i bambini Talibé. Si tratta di bambini che, inviati in Senegal per l’apprendimento dei precetti coranici, sono invece costretti a mendicare nelle strade e diventano vittime di diverse forme di violenza fisica e psicologica perpetrate da maestri coranici provenienti, nella maggior parte dei casi, dalle regioni di Gabu e Bafata. Questi ultimi, conosciuti dalle comunità di provenienza dei bambini, sono spesso stati Talibé a loro volta e approfittano della debolezza delle istituzioni e dei confini terrestri per condurre i minori in Senegal.

Mani Tese dal 2018 interviene nelle regioni ad est della Guinea Bissau, particolarmente colpite dal fenomeno, per assicurare la tutela dei diritti dei minori vittime di tratta, ricalcando il Paradigma delle 4P – Prosecution, Protection, Prevention, Partnership – che continua a fungere da quadro fondamentale di riferimento per combattere la tratta di persone. In linea con le disposizioni contenute nel Protocollo di Palermo, che all’articolo 9 invita gli Stati ad adottare misure protettive e di prevenzione in cooperazione con le organizzazioni internazionali e la società civile, Mani Tese coopera con AMIC, l’Associazione locale Amigos das Crianças, che dal 2005 si batte per la protezione dei diritti dell’infanzia con lo scopo di fortificarne le competenze.

Nell’ambito del progetto “Investire sul futuro: protezione, formazione e occupazione per i migranti di ritorno, i migranti potenziali ed i migranti minori non accompagnati in Senegal, Gambia e Guinea Bissau” cofinanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Codice VIS/REG/11659/5), Mani Tese previene il fenomeno sensibilizzando le comunità di origine dei flussi di tratta attraverso dibattiti comunitari e campagne radiofoniche realizzate in lingua locale, grazie alle quali i genitori vengono a conoscenza delle condizioni degradanti che affliggeranno i bambini una volta giunti in Senegal. Mani Tese crea inoltre dei Comitati Comunitari di Prevenzione e Allerta Precoce presso i villaggi in cui lavora, istruendo i membri che ne fanno parte sulle caratteristiche del fenomeno e esortandoli a contattare istituzioni e associazioni quando i bambini stanno per essere prelevati.

Mani Tese si occupa anche di proteggere i minori soccorrendoli in Senegal, grazie a un approccio integrato e transfrontaliero che, basandosi sulla Rete di protezione dei bambini in mobilità dell’Africa dell’Ovest, consente di identificare le vittime di origine guineense e facilitarne il rientro in sicurezza in Guinea-Bissau. Mani Tese supporta inoltre il processo di riabilitazione dei minori, assicurando supporto psico-sociale e psicologico fin dai primi giorni di presa in carico e dopo la reintegrazione nelle comunità di appartenenza, e facilitando il reinserimento presso le scuole coprendo il pagamento delle tasse di iscrizione e fornendo i materiali scolastici necessari. Consapevole che il coordinamento sia fondamentale per aumentare l’impatto del nostro intervento, Mani Tese opera all’interno di partenariati, nazionali e transfrontalieri, condividendo il suo impegno con istituzioni, organizzazioni internazionali e locali e attori chiave impegnati nella lotta alla tratta dei minori Talibé, come il Comitato Nazionale per l’Abbandono delle Pratiche Nefaste, il Consiglio Nazionale della Gioventù Islamica e la Lega Guineense per i Diritti Umani.

Oltre 160 le vittime salvate dalla tratta

Grazie a un approccio che si è sempre più strutturato nel corso degli anni, Mani Tese ed AMIC hanno facilitato il rientro in sicurezza e la successiva protezione e reintegrazione di più di 160 bambini identificati nei Paesi confinanti con la Guinea-Bissau. Gli sforzi concreti compiuti da Mani Tese nel contrasto del fenomeno sono stati riconosciuti dallo Stato, che nel 2020 ha ammesso l’ONG al Comitato Nazionale per la Prevenzione e il Contrasto alla Tratta di Esseri Umani in veste di osservatore.

Tuttavia, la strada da percorrere è ancora lunga. Nei Paesi a basso reddito come la Guinea-Bissau, le vittime di tratta sono, nella metà dei casi, bambini. Il fenomeno è alimentato da fattori molteplici e difficoltà economiche e povertà costituiscono le ragioni che maggiormente alimentano il crimine.

Dopo lo scoppio della pandemia nell’Africa dell’Ovest, il Governo senegalese ha imposto il copri fuoco e ordinato che tutti i minori venissero accolti nei centri di accoglienza statale. Nella sola città di Dakar, a giugno del 2020, sono stati identificati più di 2000 minori Talibé: di questi, 160 circa erano di origine guineense. I numeri sono aumentati nel corso dei mesi e si presume che a causa della recessione causata dalla pandemia, che certamente amplificherà le ineguaglianze socio-economiche, il bacino delle vittime continuerà ad aumentare. Mani Tese continuerà ad agire in difesa delle vittime di tratta, portando avanti il proprio impegno di giustizia nei confronti dei minori.