17/05/2017
‘Abbiamo tanto parlato di orti e poco di pollai. A partire da febbraio sono iniziate le costruzione dei pollai. Il progetto ha messo a disposizione il materiale necessario alla costruzione della struttura mentre la manodopera è controparte dell’associazione beneficiaria.
Oggi parliamo proprio delle attività avicole del progetto e per fare questo vi presentiamo Lassana, figlio di Pirada, e Saliu e Peter di Mon Na Lama. Pirada è una zona di frontiera e zona rurale, interessata a intensi fenomeni migratori verso il più vicino Senegal e poi verso l’Europa. Lassana è uno di quei giovani che ha lavorato duro per ottenere quello che ha. Ha avuto la fortuna di studiare e lavoricchia. Ora però con la sua associazione, AJASP, si è impegnato nella costruzione di un pollaio e con la testa già pensa al commercio di uova e polli da carne. Tutti qui a Pirada sono contenti del progetto. Perché a Pirada, 2 ore di macchina da Gabù (1 ora e mezza di moto) su una improbabile pista sterrata polverosa e perforata dalle stagioni delle piogge, poche ONG lavorano e la voglia di riscatto, di provare a mescolare le carte è tanta.
I giovani di AJASP ci invitano nelle loro case a bere huarga (il té marocchino molto consumato anche da queste parti). La loro voglia è evidente. il 10 di aprile il loro pollaio era finito. Lassana mi chiama, puntuale, il giorno seguente: “Mani Tese, no misti pintos. Aviario caba ja”. “Mani Tese, noi vogliamo i pulcini. Abbiamo finito.”
Ogni promessa è debito. Il 4 maggio i pulcini viaggeranno su quella strada calda e dissestata per arrivare a Pirada.
Mon Na Lama (letteralmente in italiano “mani nella terra”) è l’associazione di Peter e Saliu. Due giovanissimi. Ma proprio giovani. Volevano fare i professori, come la loro presidente di associazione. Ora vogliono fare gli agronomi (Mon na lama è anche beneficiario di un orto a Gabù) e gli avicoltori. Hanno fatto tutto loro. Con l’aiuto di alcuni più esperti e più grandi dell’associazione. Loro gli animatori di loro stessi. Loro gli entusiasti che ci facevano entusiasmare. “Mani nella terra”, sporcarsi le mani. Il 4 maggio i pulcini riempiranno Capo Verde, il quartiere che ha offerto la terra all’associazione.
In bocca al lupo e boa sorte!’
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