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	<title> &#187; sovranità alimentare</title>
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		<title>&#8220;Alla scoperta della Sovranità Alimentare&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Oct 2011 08:36:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[2° ciclo di trasmissioni radiofoniche su Radio Popolare Network.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Carissimi,</p>
<p style="text-align: justify;">vi ricordiamo la seconda puntata del 2° ciclo di trasmissioni radiofoniche di “<strong>Food for World &#8211; Alla scoperta della Sovranità Alimentare” </strong>su <strong>Radio Popolare Network</strong> dedicate al tema della Sovranità Alimentare.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.radiopopolare.it/ascoltaci/frequenze/">http://www.radiopopolare.it/ascoltaci/frequenze/</a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Buon ascolto!</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Indice delle prime 3 puntate (30’ a puntata):</p>
<p style="text-align: justify;">martedì 27/9 ore 14.05: “Sfruttamento dei Mari”</p>
<p style="text-align: justify;">Indagine a tutto tondo sulla pesca dal Mare Adriatico (San Benedetto del Tronto) all’Oceano Atlantico (Guinea Bissau).</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">martedì 4/10 ore 14.05: “Competizione tra Cibo e NonCibo” (1a parte – Nord del mondo)</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Il consumo dei suoli agricoli e l’incentivazione alla produzione non alimentare a causa della speculazione sulle energie rinnovabili.</span></p>
<p style="text-align: justify;">martedì 11/10 ore 14.05: “Competizione tra Cibo e NonCibo” (2a parte – Sud del mondo)</p>
<p style="text-align: justify;">Focus Africa: dal cotone alla manioca, dal colonialismo alla sovranità alimentare</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Vuoi riascoltare le puntate vai su <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.foodforworld.org/">www.foodforworld.org</a></span> </strong>e <strong>marcia per il diritto al cibo</strong> !</p>
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		<title>Emergenza nel Corno d&#8217;Africa</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Aug 2011 10:30:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
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		<description><![CDATA[Proponiamo ai nostri sostenitori e lettori il nostro punto di vista sull'emergenza alimentare nel Corno d'Africa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle ultime settimane abbiamo visto tornare sui giornali e le televisioni le immagini della fame, della carestia e dell’emergenza alimentare in alcune aree del Corno d’Africa.</p>
<p>Il 20 luglio scorso, infatti, le Nazioni Unite hanno dichiarato lo <strong>stato di carestia in due regioni della Somalia</strong>, Lower Shabelle e Bakool, nel sud del paese. Si tratta dello <strong>stadio più avanzato dell’insicurezza alimentare</strong>, oltre quello di emergenza. Quasi 4 milioni di somali, metà dell’intera popolazione del paese, necessiterebbero di assistenza umanitaria urgente così come alcune comunità dell’Etiopia e del Kenya. <strong>Nei prossimi 4 mesi la situazione è destinata a peggiorare</strong>, aumenteranno le popolazioni colpite così come le aree geografiche interessate dalla crisi.</p>
<p>In queste settimane si sono susseguiti diversi appelli per la raccolta fondi sull’onda di questa emergenza, un’emergenza che esiste, seppur in maniera geograficamente più limitata rispetto alla generalizzazione proposta dai media. Un conto sono le aree e le comunità che risentono della straordinaria scarsità di piogge, riduzione delle riserve alimentari, mancanza di aiuti umanitari e conflitti in atto. Altro è il discorso più generale sull’insicurezza alimentare che è cronica nel Corno d’Africa allargato: non c’è anno che, in questo periodo, non venga annunciato che milioni di persone sono a rischio di fame.</p>
<p>Per non cadere nella generalizzazione e non farci trascinare dall’onda abbiamo deciso come Mani Tese di non aprire una raccolta fondi per l’emergenza pur essendo impegnati direttamente in alcuni territori della regione che oggi affrontano seri problemi di sicurezza alimentare (in particolare in Sud Sudan e Kenya) in attività direttamente connesse al problema.</p>
<p>Lavorare sulle cause strutturali di questa ennesima emergenza è parte della nostra mission e su questo pensiamo sia giusto continuare a dare un contributo lasciando l’aiuto umanitario alle organizzazioni preposte.</p>
<p>Per semplificare crediamo che dietro la crisi attuale ci siano elementi strutturali ben diversi dalla scarsa pluviometria. La guerra e l’instabilità politica di un’intera regione, il degrado ambientale, le speculazioni finanziarie sul cibo e le politiche governative volte ad ingrossare i PIL attraverso investimenti esteri in agro-business a scapito dei mercati locali e dell’agricoltura familiare che da sempre riempie la pancia dell’80% della popolazione africana.</p>
<p><strong>Sostenere lo sviluppo delle comunità rurali</strong> più marginalizzate nell’agricoltura, con interventi che prevedono la salvaguardia e la riabilitazione del territorio (in questo senso stiamo lavorando in Kenya con organizzazioni e autorità locali) e supportare il rafforzamento tecnico, gestionale ed istituzionale delle associazioni dei produttori (in Sudan e Sud Sudan): <strong>questi sono gli obiettivi di diversi progetti di Mani Tese</strong>.</p>
<p>E ancora <strong>affiancare le organizzazioni contadine locali</strong> in modo che  possono influenzare le politiche dei loro governi e accedere ai mercati da una posizione più vantaggiosa, cercare di far crescere la conoscenza delle radici delle emergenze alimentari, in modo da sviluppare azioni di informazione e pressione volte a modificare le politiche locali e globali.</p>
<p>Su questo <strong>continuiamo a chiedere il vostro interesse e supporto</strong> senza aspettare la prossima volta che scatterà il campanello di allarme.</p>
<p>Elias Gerovasi, Capo Area Cooperazione</p>
<p><strong>Dettagli sui progetti di Mani Tese nella regione: </strong><a href="http://www.manitese.it/progetti/?page_id=36"><strong>www.manitese.it/progetti/</strong></a><strong> </strong></p>
<p><strong>Marcia con noi per il diritto al cibo su </strong><a href="http://www.foodforworld.org/"><strong>www.foodforworld.org</strong></a><strong></strong></p>
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		<title>Mani Tese a Nyéleni Europa</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 10:57:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Terzo Piano]]></category>
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		<category><![CDATA[sovranità alimentare]]></category>

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		<description><![CDATA[Ad agosto 500 organizzazioni europee si ritrovano per parlare di sovranità alimentare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Parteciperà anche Mani Tese alla delegazione italiana che a Krems (Austria), dal 16 al 21 agosto, parteciperà al <strong>Forum di</strong> <strong>Nyéleni Europa per la Sovranità Alimentare.</strong></p>
<p><a href="http://www.manitese.it/wp-content/uploads/2011/06/nyeleni2011-final_logo.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4416" title="nyeleni2011-final_logo" src="http://www.manitese.it/wp-content/uploads/2011/06/nyeleni2011-final_logo.jpg" alt="nyeleni2011-final_logo" width="280" height="140" /></a>Stanchi dell&#8217;inefficacia di ambiti politici come il G20 e altri consessi internazionali, gruppi e organizzazioni di tutto il Vecchio Continente, infatti, stanno organizzando un Forum che si occuperà di cercare e trovare soluzioni reali ed efficaci ai problemi connessi ai modelli agricoli e alimentari dominanti a livello globale.</p>
<p><strong>Geneviève Savigny</strong> del Comitato direttivo del Forum, commenta:</p>
<blockquote><p>“Abbiamo visto i ripetuti tentativi di questi vertici tra ‘Grandi’ Paesi di affrontare problemi, come la volatilità dei prezzi o la speculazione, che il loro stesso sistema di globalizzazione guidata dalle multinazionali e a loro funzionale ha contribuito a creare. <strong>Le soluzioni esistono e vanno dalla protezione dell&#8217;agricoltura sostenibile</strong>, a conduzione familiare e di piccola scala, <strong>alla tutela dell&#8217;ambiente</strong>, passando per la protezione e il sostegno agli agricoltori e alle persone, per la delocalizzazione dei sistemi alimentari, per il sostegno politico e scientifico alle pratiche di agricoltura sostenibile, per la lotta contro la speculazione sul cibo, per meccanismi pubblici di stabilizzazione dei mercati. E ancora, <strong>servono stabilità dei prezzi per gli agricoltori e prezzi ragionevoli per i consumatori,</strong> così come è imprescindibile porre fine al land grabbing e ai sussidi per i biocarburanti”.</p></blockquote>
<p><strong>Il Forum Nyéleni Europa riunirà oltre 500 rappresentanti di organizzazioni che lavorano sulla Sovranità Alimentare provenienti da tutta la regione europea (composta da 50 Paesi).</strong> I preparativi per il Forum sono in corso da più di un anno, visto che gli organizzatori mirano ad assicurare trasparenza e vasta partecipazione popolare all&#8217;appuntamento.</p>
<p>Per maggiori informazioni sul Forum di Nyéleni Europa <a href="http://www.nyelenieurope.net/">www.nyelenieurope.net</a>; <a href="http://www.cisaonline.org/">www.cisaonline.org</a></p>
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		<title>La sovranità alimentare in onda su Radiopop</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Apr 2011 14:52:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ogni martedì una trasmissione alla scoperta della sovranità alimentare]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Food for World &#8211; alla scoperta della sovranità alimentare è il nuovo appuntamento del martedì su Radio Popolare.</p>
<p><strong>La sovranità alimentare</strong> e le scelte politiche e di vita che la sua realizzazione implica nel nord come nel sud del mondo, <strong>sono al centro del lavoro di Mani Tese da diversi anni</strong>.</p>
<p>All’interno del progetto europeo “<em>From Food Security to Food Sovereignity</em>”, dedicato alla sovranità alimentare, Mani Tese ha realizzato e realizzerà molte azioni e progetti come la campagna Food for World e la manifestazione “100 piazze” dello scorso ottobre.</p>
<p>Da martedì 12 aprile parte un’altra iniziativa che vede coinvolta Mani Tese e Radio Popolare Popolare: la campagna radiofonica “Food for World &#8211; Alla scoperta della sovranità alimentare”.</p>
<p><strong>Le puntate andranno in onda in tre cicli</strong> (il primo ci accompagnerà fino al Convegno Internazionale Mani Tese <a href="http://www.manitese.it/areastampa/convegno-mani-tese-2011/" target="_blank"><em>Siamo quel che mangiamo – il diritto al cibo, la democrazia, il mercato</em></a>) e si propongono di <strong>affrontare il tema della sovranità alimentare in maniera semplice ma esaustiva</strong>.</p>
<p>Potete seguire <em>FOOD FOR WORLD &#8211; Alla scoperta della sovranità alimentare</em>, durante la t<strong>rasmissione Jalla! Jalla!</strong> in onda <strong>ogni martedì alle 14.05 </strong>e in replica alle 21.30 in contemporanea su tutto il “popolare network” d’Italia.</p>
<p>Per chi non riesce a seguire la radio consigliamo i podcast sul blog di Jalla!Jalla!:<br />
<a href="http://mir.it/servizi/radiopopolare/blogs/jalla/" target="_blank">http://mir.it/servizi/radiopopolare/blogs/jalla/</a></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>L’elenco delle puntate da seguire</strong></span></p>
<p>12 aprile   La sovranità alimentare (<a href="http://www.manitese.it/materiale/campagne/f4w/food12_aprile.mp3" target="_blank">ascolta il podcast</a>)<br />
19 aprile   La grande distribuzione (<a href="../materiale/campagne/f4w/food19_aprile.mp3" target="_blank">ascolta il podcast</a>)<br />
26 aprile   La grande distribuzione (<a href="../materiale/campagne/f4w/food26_aprile.mp3" target="_blank">ascolta il podcast</a>)<br />
03 maggio   Chilometro zero (<a href="../materiale/campagne/f4w/food3_maggio.mp3" target="_blank">ascolta il podcast</a>)<br />
17 maggio   Design e strategia di vendita (come sfruttare i 5 sensi) (<a href="../materiale/campagne/f4w/food17_maggio.mp3" target="_blank">ascolta il podcast</a>)<br />
24 maggio   Pubblicità e stili di vita alimentare (<a href="../materiale/campagne/f4w/food24_maggio.mp3" target="_blank">ascolta il podcast</a>)<br />
31 maggio   I gruppi di acquisto solidale (<a href="../materiale/campagne/f4w/food31_maggio.mp3" target="_blank">ascolta il podcast</a>)</p>
<p>Ogni puntata è composta dal racconto di una storia raccontata dal protagonista e da uno o due servizi con esperti del settore.</p>
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		<title>Dakar, la riscoperta dello spirito originario</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Feb 2011 09:02:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I delegati Mani Tese raccontano l'esperienza del Forum Mondiale di Dakar]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Giosuè De Salvo</p>
<p>Dopo la battuta di arresto registrata a Cancun, lo scorso dicembre in occasione della Conferenza Onu sui cambiamenti climatici, <strong>il movimento altromondialista</strong> (che è vivo e segue il suo consueto andamento carsico) è riesploso al <strong>10° Forum Soc</strong><strong>iale Mondiale di Dakar</strong>, in Senegal.</p>
<div id="attachment_4109" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a title="Mani Tese @ WSF Dakar 2011" rel="http://www.flickr.com/photos/manitese/sets/72157626056168100/" href="http://www.flickr.com/photos/manitese/sets/72157626056168100/" target="_blank"><img class="size-full wp-image-4109" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="WSF Dakar 2011 048" src="http://www.manitese.it/wp-content/uploads/2011/02/WSF-Dakar-2011-0481.jpg" alt="WSF Dakar 2011 048" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Mani Tese @ WSF - Galleria fotografica</p></div>
<p>Dal 6 all’11 febbraio scorso, l’Università Cheick Anta Diop, sede del forum, è stata invasa pacificamente da circa <strong>70 mila delegati dai quattro angoli del mondo</strong> delle associazioni, delle Ong e dei movimenti sociali (in larga maggioranza africani) che hanno animato centinaia di workshop, seminari e conferenze su dieci assi tematici ma anche goduto di un’ampia offerta di eventi culturali, quali concerti, cineforum e spettacoli teatrali.</p>
<p>L’organizzazione logistica non è stata certo tra le migliori (e uso un eufemismo) ma di sicuro la voglia di informarsi, confrontarsi e costruire strategie e pratiche di resistenza comune al crollo dell’ideologia di mercato con tutte le macerie in termini di crisi economica, sociale e ambientale che ne conseguono, è stata più forte di tutto. E quindi dopo il primo giorno di caos assoluto nell’accesso agli spazi, dal secondo in avanti è scattata, non si sa bene come, una auto-gestione dentro l’auto-gestione delle aule e delle tende disponibili che, supportata da una capillare segnaletica / cartellonistica di stampo a dir poco artigianale (della serie carta, scotch, passaparola con e senza megafono, sms, sfilate promozionali, ecc.), ha consentito un po’ a tutti di trovare sempre qualcosa di interessante da seguire.</p>
<div id="attachment_4110" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.flickr.com/photos/manitese/sets/72157626056168100/" target="_blank"><img class="size-full wp-image-4110" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Mani Tese @ WSF Dakar 2011" src="http://www.manitese.it/wp-content/uploads/2011/02/WSF-Dakar-2011-056.jpg" alt="WSF Dakar 2011 056" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Mani Tese @ WSF - Galleria fotografica</p></div>
<p>Rispetto le prove generali di Bamako, nel 2006, e il forum troppo “Ong style” di Nairobi, nel 2007, mi sembra che a Dakar si sia finalmente espressa la <strong>pluralità sociale africana</strong> che da una parte ci ha fatto riscoprire lo spirito originario dei forum, e dall’altra, ha rilanciato la lotta per “un altro mondo possibile” basandola sui temi della<strong> sovranità alimentare</strong>, la <strong>difesa della madre terra</strong> e dei suoi elementi fondamentali (aria, acqua e terra), la <strong>dignità degli individui</strong> e dei popoli a prescindere da qualsiasi condizione materiale.</p>
<p>Come Mani Tese (la mini delegazione era composta da me e Bruna Sironi) abbiamo seguito: quasi tutti i lavori proposti dagli aderenti africani di Via Campesina che vertevano sulla <strong>promozione dell’agricoltura familiare</strong>, la <strong>denuncia del land grabbing</strong> (accaparramento di terre) e degli espropri governativi ad esso finalizzati, la reazione alla violenza subita dai contadini e in particolare dalle contadine; i seminari e le riunioni organizzative della rete internazionale dell’<strong>acqua bene comune</strong> che approfondivano le virtù delle partnership pubblico-pubblico nella fornitura dei servizi idrici e sanitari e producevano l’appello alla mobilitazione in occasione del Forum Alternativo Mondiale sull’Acqua di Marsiglia 2012; le riunioni di strategia delle reti migranti che avevano come focus la Carta mondiale dei migranti proclamata sull’isola di Gorèe il 4 febbraio.</p>
<p><strong>L’auspicio </strong>(anche a giudicare dalle aspettative per iniziative di Mani Tese all’interno del forum che ho registrato nei tanti italiani incontrati) <strong>è che alla prossima edizione di quello che rimane</strong> &#8211; nonostante tutto &#8211; <strong>l’evento degli eventi della società civile organizzata mondiale</strong>, la nostra associazione sia presente in forze, con i suoi operatori ma soprattutto con i suoi soci e i suoi volontari, vecchi e nuovi. L’energia che ci si porta a casa e lo spessore delle relazioni che si costruiscono o consolidano sono ineguagliabili.</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/manitese/sets/72157626056168100/" target="_blank"><img class="alignnone" title="Guarda la gallery di Mani Tese" src="http://www.manitese.it/immagini/grafica_generica/gallery.jpg" alt="" width="710" height="40" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mani Tese al COP16</title>
		<link>http://www.manitese.it/2010/mani-tese-a-cancun/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 10:12:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
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		<category><![CDATA[Cop16]]></category>
		<category><![CDATA[sovranità alimentare]]></category>

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		<description><![CDATA[Mani Tese al COP16 di Cancun per proporre un modello alimentare sostenibile che riduca gli effetti negativi sul clima e assicuri il diritto al cibo nei Paesi in Via di Sviluppo Segui l&#8217;andamento della Conferenza e dei forum paralleli direttamente sul blog manitese.it/cop16 &#8211; [CLICCA QUI] Milano, 29 novembre &#8211; Da oggi al 10 dicembre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.manitese.it/cop16"><img class="alignnone" title="Mani Tese alla 16sima Conferenza sul clima dellOnu" src="http://www.manitese.it/immagini/advocacy/cop16/fotocop16.jpg" alt="" width="710" height="200" /></a></p>
<h3><em>Mani Tese al COP16 di Cancun per proporre  un  modello alimentare sostenibile che riduca gli effetti negativi sul clima e assicuri il diritto al cibo nei  Paesi in Via di Sviluppo</em></h3>
<p><a href="http://www.manitese.it/cop16" target="_blank">Segui l&#8217;andamento della Conferenza e dei forum paralleli direttamente sul blog manitese.it/cop16 &#8211; [CLICCA QUI]</a></p>
<p>Milano, 29 novembre &#8211; Da oggi  al 10 dicembre anche <strong>il mondo delle ONG</strong> e dei movimenti sociali si è dato appuntamento a Cancun – dove i capi di Stato si ritrovano per la 16° Conferenza Mondiale Onu sul clima &#8211; per riaffermare la necessità, ignorata dai governi, di <strong>cambiare il modello di sviluppo per salvare il pianeta</strong>.</p>
<p>Una <strong>delegazione di Mani Tese</strong> porterà in Messico le richieste principali della campagna “<a href="http://www.manitese.it/foodforworld">Food for World</a>” <strong>per la Sovranità Alimentare in tema di Cambiamento Climatico</strong>.<br />
<a href="http://www.manitese.it/cop16"><img class="alignnone" title="Segui il Blog di Mani Tese alla 16ma Conferenza mondiale sul clima dellOnu" src="http://www.manitese.it/immagini/advocacy/cop16/bottonecop16.jpg" alt="" width="710" height="40" /></a></p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.manitese.it/immagini/separatore_news.jpg" alt="" width="710" height="24" /></p>
<p><script src="http://www.google.it/reader/ui/publisher-it.js" type="text/javascript"></script> <script src="http://www.google.it/reader/public/javascript/user/17387141839908385541/state/com.google/broadcast?n=100&amp;callback=GRC_p(%7Bc%3A%22green%22%2Ct%3A%22Elementi%20condivisi%20di%20Mani%20Tese%22%2Cs%3A%22false%22%2Cn%3A%22true%22%2Cb%3A%22false%22%7D)%3Bnew%20GRC" type="text/javascript"></script></p>
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		<title>Pianeta Acqua</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Nov 2010 11:17:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Secondo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[acqua bene comune]]></category>
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		<category><![CDATA[impronta idrica]]></category>
		<category><![CDATA[periodico]]></category>
		<category><![CDATA[sovranità alimentare]]></category>

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		<description><![CDATA[L'acqua. Quella dei nostri rubinetti, quella utilizzata per produrre il cibo, quella che rischia di non rigenerarsi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><em>Manitese n°470, novembre-dicembre 2010</em></h3>
<h4>
<p><div class="wp-caption alignleft" style="width: 242px"><a href="http://www.manitese.it/immagini/news/foto/470_copertina.jpg" target="_blank"><img class="  " title="Pianeta acqua. Il numero di novembre-dicembre del periodico di Mani Tese." src="http://www.manitese.it/immagini/news/foto/470_copertina.jpg" alt="Copertina del n°470 di Manitese" width="232" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Copertina del n°470 di Manitese</p></div></h4>
<h4>Continuate a sostenerci</h4>
<p>I mesi di ottobre e novembre hanno visto entrare nel vivo la campagna di Mani Tese per la sovranità alimentare. Decine e decine di gruppi e realtà locali hanno accettato il nostro invito a fare qualcosa per affermare che un nuovo rapporto fra le comunità e il cibo, nel sud e nel nord del mondo, è possibile. <strong>Vogliamo ringraziare tutti quelli che si sono attivati perchè hanno dato un contributo di azioni e idee che hanno arricchito tutta Mani Tese. </strong>In questo numero della nostra rivista, l&#8217;ultimo del 2010, ne raccontiamo alcune.</p>
<p>Così come raccontiamo come la società italiana e internazionale si stanno muovendo per salvare un bene comune fondamentale alla vita: l&#8217;acqua, quella che arriva nei nostri rubinetti, quella che viene utilizzata per produrre il cibo di cui ci nutriamo, quella che rischia di non rigenerarsi se l&#8217;umanità non sarà in grado di ristabilire un nuovo equilibrio con essa e con tutte le risorse naturali.<br />
Queste sfide ci stanno particolarmente a cuore: forse <strong>la più grande che abbiamo di fronte è quella di riuscire a smettere di “consumare allo sfinimento” tali risorse per alimentare modelli di vita sempre più insensati e insostenibili.</strong></p>
<p>Voi lettori della rivista e sostenitori di Mani Tese sapete bene che una delle nostre “fisse” è cercare di costruire nel nord del mondo quello che tentiamo di sostenere nel sud, forme di sviluppo che non lascino da parte nessuno e capaci di creare armonia fra le persone e con la natura. Così ci sentiamo di rivolgervi e rivolgerci un appello forse scontato, ma sentito: di fare tutti noi in modo che il Natale che è alle porte sia un&#8217;occasione per cercare di mettere un tassello in più in questa direzione, per regalare la vita a chi rischia di perderla, il futuro a chi rischia di non averlo.</p>
<p>Ciò che facciamo per dare nuove possibilità a noi stessi e ai nostri partner del Sud del mondo ve lo raccontiamo in queste pagine; continuate a credere insieme a noi che ciò che sogniamo e vogliamo è possibile costruirlo insieme.</p>
<p><strong>Luigi Idili</strong><br />
<em>Presidente di Mani Tese</em></p>
<p><a href="http://www.manitese.it/materiale/areastampa/periodico/470_novembre-dicembre_2010.pdf" target="_blank">scarica il pdf</a><br />
<a href="http://www.manitese.it/periodico-manitese">vai all&#8217;archivio</a></p>
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		<title>Nutrire il mondo per cambiare il pianeta</title>
		<link>http://www.manitese.it/2010/nutrire-il-mondo-per-cambiare-il-pianeta/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Nov 2010 11:06:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Terzo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[diritto al cibo]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[sovranità alimentare]]></category>

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		<description><![CDATA[A Trento corso di formazione per insegnanti sui temi della sovranità alimentare]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Trento, il prossimo 11 dicembre, Mani Tese, in collaborazione con Provincia Autonoma di Trento, Unione Europea, Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, Trentino Solidale e Centro per la formazione alla solidarietà internazionale, organizza un corso di formazione per insegnanti dal titolo <strong>&#8220;Nutrire il mondo per cambiare il pianeta &#8211; strumenti e percorsi per educare alla sovranità alimentare&#8221;.</strong></p>
<p>Il corso si rivolge principalmente a insegnanti che vogliano includere nell&#8217;insegnamento <strong>percorsi per educare a una cittadinanza attiva e consapevole a partire da come, per chi e a quali condizioni si produce cibo</strong>.</p>
<p>Il corso è gratuito e riconosciuto ai fini della formazione per inseganti dalla Provincia Autonoma di trento.</p>
<p>Sabato 11 dicembre 2010<br />
9.30-13.00 14.00-17.00<br />
Centro per la Formazione alla solidarietà Internazionale<br />
Vicolo San Marco, 1 Trento</p>
<p>Per maggiori informazioni, iscrizioni e programma <a href="http://www.manitese.it/campagne/x-quale-sviluppo/ " target="_self">clicca qui</a>.</p>
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		<title>Scuola di Formazione per Animatori EAS</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Oct 2010 13:13:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Secondo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[cooperazione]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[scuola politica]]></category>
		<category><![CDATA[sovranità alimentare]]></category>

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		<description><![CDATA[Percorsi di Cittadinanza. Da Sud a Nord, dal ben–avere al ben-essere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>
<p><div class="wp-caption aligncenter" style="width: 720px"><img title="scuola politica 2010" src="http://www.manitese.it/immagini/news/foto/scuola_politica2010_big.jpg" alt="I partecipanti alla scula politica 2010, tenutasi a Roma lagosto scorso." width="710" height="200" /><p class="wp-caption-text">I partecipanti alla scula politica 2010, tenutasi a Roma l&#39;agosto scorso.</p></div></h3>
<h3>Percorsi di Cittadinanza. Da Sud a Nord, dal ben–avere al ben-essere.</h3>
<p>Mani Tese organizza la <strong>Scuola di Formazione per Animatori</strong>.<br />
<strong>Dal 29 ottobre al 1 novembre </strong>presso <span>OstellOlinda,</span><span> ex Ospedale Psichiatrico P. Pini, a  Milano.</span></p>
<p><strong>La Scuola di Formazione per Animatori </strong>è pensata come un <strong>laboratorio formativo </strong>strutturato in moduli complementari, nei quali combinare le competenze teorico-pratiche proprie del bagaglio di Mani Tese e dare vita a sperimentazioni innovative, sia sul piano dei temi che della metodologia.<br />
Sul piano tematico <strong>l’obiettivo è quello di declinare l’educazione alla cittadinanza mondiale</strong>, che fa da sfondo agli interventi realizzati dagli animatori presso le scuole, secondo percorsi capaci di permettere agli studenti di percepirsi come soggetti coscientemente civili in un sistema globale, recependo in questo senso dal punto di vista di una ONG l’impulso dato a livello ministeriale al tema Cittadinanza e Costituzione. La convinzione di fondo è che l&#8217;Educazione alla Cittadinanza Mondiale, intesa come processo attivo di apprendimento rivolto non solo al mondo della scuola ma a tutti i destinatari della cosiddetta “educazione informale”, non può prescindere dalla necessità di comunicare il senso della cooperazione e le esperienze pedagogiche dei nostri partner nel Sud del mondo. È solo attraverso questo approccio che le buone pratiche di solidarietà internazionale possono assumere una valenza formativa, chiamando al confronto interculturale e suggerendo modelli di sviluppo alternativi in modo semplice e diretto.</p>
<p><a title="Presentazione scuola di formazione eas" href="http://www.manitese.it/materiale/scuola_formazione_animatori_eas.pdf" target="_blank">SCARICA IL PDF DI PRESENTAZIONE</a></p>
<h4>Per maggiori  informazioni e iscrizioni:</h4>
<p><strong>Mani Tese<br />
Tel.</strong> 02  40 75 165<br />
<a href="m&#97;i&#108;&#116;&#111;&#58;e&#97;&#115;&#64;&#109;&#97;&#110;it&#101;&#115;&#101;&#46;&#105;t">&#101;a&#115;&#64;&#109;an&#105;te&#115;&#101;&#46;i&#116;</a></p>
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		<title>Una speranza per il Pianeta</title>
		<link>http://www.manitese.it/2010/poveri-noi-poveri-loro/</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Sep 2010 07:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[cento piazze]]></category>
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		<category><![CDATA[giornata mondiale alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[periodico]]></category>
		<category><![CDATA[sovranità alimentare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.manitese.it/?p=3477</guid>
		<description><![CDATA[È online il numero di settembre-ottobre del periodico di Mani Tese. Alla vigilia della "giornata mondiale per l'alimentazione" del prossimo 16 ottobre, in cui Mani Tese scenderà in 100 piazze d'Italia, un numero monografico dedicato alla sovranità alimentare, che sola può garantire il diritto al cibo a tutto il pianeta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di François Houtart, <a href="http://www.cetri.be" target="_blank">Cetri</a></p>
<p>Fonte: <a href="http://www.manitese.it/periodico-manitese/" target="_blank">Periodico Manitese &#8211; n-469, settembre-ottobre 2010</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.manitese.it/immagini/news/foto/copertina_settembre-ottobre_2010.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3478" title="copertina_luglio_agosto" src="http://www.manitese.it/immagini/news/foto/copertina_settembre-ottobre_2010.jpg" alt="copertina_settembre-ottobre" width="350" height="455" /></a><em>Mani Tese scende in piazza e lancia una campagna per la sovranità alimentare. Quali implicazioni ha questa nuova idea per i popoli del Pianeta e per il nostro paese? Iniziamo a parlarne con un’acuta riflessione scritta per noi da François Houtart, premio Unesco 2009 per la promozione della tolleranza e della non–violenza, padre nobile dei Forum sociali mondiali e punto di riferimento dei movimenti sociali e contadini del Sud.</em></p>
<p>La crisi alimentare è un fatto innegabile. La prima causa risiede nel livello estremamente basso delle scorte di cereali come conseguenza diretta delle politiche liberiste generalmente perseguite e della scelta specifi ca degli Stati Uniti di favorire la produzione di agro–carburanti. Un aspetto congiunturale della crisi che è stato a sua volta alimentato dalla speculazione dei fondi di investimento e dalle strategie di messa sul mercato delle riserve di derrate da parte delle imprese multinazionali. La seconda causa, di natura strutturale, è la distruzione dell&#8217;agricoltura contadina attraverso lo sviluppo di quella industriale, produttivista, di tipo capitalista, che sta conducendo alla &#8220;decontadinizzazione&#8221; dell&#8217;agricoltura stessa. Questo processo si è accelerato nel corso degli ultimi 40 anni, con le varie &#8220;rivoluzioni verdi&#8221;, che certamente hanno raddoppiato la produzione, ma a costo di quella che si va confi gurando come una distruzione ecologica, causata dall&#8217;uso massiccio di sostanze chimiche e dalla concentrazione della proprietà terriera nelle mani di pochi.<br />
Quello che serve oggi non sono dunque nuove dichiarazioni di principio: ne abbiamo già a suffi cienza. Se devo indicarne una per tutte, penso all’articolo 11 del Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali, adottato dall&#8217;Assemblea delle Nazioni Unite nel 1966, secondo cui i 156 Stati fi rmatari: riconoscono “il diritto di ogni individuo ad un livello di vita adeguato per sé e per la loro famiglia, che includa un’alimentazione, un vestiario, ed un alloggio adeguati, nonché al miglioramento continuo delle proprie condizioni di vita”; si obbligano a prendere “misure idonee ad assicurare l’attuazione di questo diritto”, e a riconoscere a tal fi ne “l’importanza essenziale della cooperazione internazionale, basata sul libero consenso”. Occorre invece superare le categorie classiche di deficit alimentare, aiuti alimentari, sicurezza alimentare e mettere in pratica il concetto di sovranità alimentare.</p>
<h4>Dalla sovranità alimentare</h4>
<p style="text-align: justify;">Fu nel 1996, nel corso del vertice della Fao, che la Via Campesina, coordinamento di movimenti contadini su scala mondiale, affermò l&#8217;importanza di questa nuova idea. Come affermano Gérard Choplin e i coautori dell&#8217;opera “L’Europa e il ritorno dei contadini” (tradotta in italiano da Jacabook), “la sovranità alimentare è nello stesso tempo il diritto dei popoli e dei loro Stati a defi nire la propria politica agricola e alimentare, e il dovere di non sconvolgere le agricolture dei paesi terzi”. Nel febbraio 2007, a Nyéléni, nel Mali, la nozione fu puntualizzata dalla Via Campesina e divenne uno dei motori delle azioni dei movimenti contadini attraverso il mondo. Si basa su alcuni principi: la priorità dell&#8217;alimentazione dei popoli, la valorizzazione dei produttori alimentari, la realizzazione di sistemi locali di produzione, il rafforzamento del controllo locale, la costruzione di competenze e capacità professionali e del lavoro &#8220;con&#8221; la natura. E porta alla realizzazione di pratiche concrete che, tramite l’associazione di colture tradizionali diverse, conducono a un aumento sostenibile della produttività agricola. In Giappone, per esempio, l&#8217;abbinamento della coltivazione di riso con l&#8217;allevamento di anatre ha permesso di economizzare 240 ore di diserbaggio per ettaro e di ottenere una resa di 5 tonnellate di riso, sempre per ettaro, più 300 anatre. Il tutto evitando l&#8217;utilizzo sia di fertilizzanti che di erbicidi.</p>
<h4>Cibo nuovo, società nuova</h4>
<p style="text-align: justify;">La sovranità alimentare implica una questione che va ben al di là delle sue frontiere, quelle del modello di sviluppo. Si tratta prima di tutto della macro–dimensione economica. Quali orientamenti politici seguire? Le liberalizzazione degli scambi e i vantaggi comparativi come criteri di base (come dogmi si potrebbe dire) o il principio della predominanza del valore d&#8217;uso (i bisogni) sul valore di scambio (senza per questo escludere i meccanismi di mercato nel loro insieme). È in questo ambito che si trovano, come contro esempi ben concreti, le politiche della Politica agricola europea che hanno favorito il produttivismo e sono sfociate nel dumping nei paesi del Sud del mondo; o quelle dell&#8217;Organizzazione mondiale del commercio (Omc) e del ciclo di negoziati di Doha che, contrariamente alle affermazioni dell&#8217;organizzazione, hanno generato il caos alimentare; o ancora i piani di aggiustamento strutturale del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale, che hanno deregolamentato i mercati e privatizzato i servizi pubblici. Approntare su piani nazionali, regionali e internazionali politiche nuove, basate sul principio della sovranità alimentare, come parte integrante del Bene Comune dell&#8217;Umanità, risulta quindi un&#8217;esigenza per quest’ultima e per la sua stessa sopravvivenza sulla Terra. Sul piano dell&#8217;attività agricola, tutto questo ha forti implicazioni nel metodo di produzione. Ora, la monocultura intensiva, traduzione concreta del modello di sviluppo produttivista, è in piena espansione. Questo tipo di coltura degrada i terreni, per il mancato rinnovamento dell&#8217;humus, l&#8217;erosione, la salinizzazione causata dall&#8217;irrigazione a oltranza, l&#8217;inquinamento da fertilizzanti e pesticidi e l&#8217;impoverimento dei fattori resistenti alle malattie, lo spreco e la contaminazione delle acque, la desertifi cazione e i rischi di incendio, la sparizione di ecosistemi, la minaccia alla biodiversità e al paesaggio, la deforestazione. Così, alle foci del fi ume Mississipi, si è manifestato un fenomeno di “mar morto”, dove ogni tipo di vita vegetale e animale è stata distrutta su una superfi cie di 20 mila chilometri quadrati. È il risultato di prodotti chimici trasportati dal fi ume, sopratutto in seguito all&#8217;enorme espansione delle coltivazioni di mais per produrre etanolo. Il fenomeno tende ad estendersi anche alle foci dell’insieme dei grandi fi umi del mondo.</p>
<h4>La soluzione parte dai territori</h4>
<p style="text-align: justify;">Anche nella micro–dimensione economica, può ugualmente essere elencata una serie di misure pratiche che vanno in senso opposto rispetto alle misure neo–liberiste a cui abbiamo assistito nel corso di questi decenni. Nel quadro delle politiche generali di rimessa in atto di organi di regolazione di mercati e di condizioni per un&#8217;agricoltura contadina, possono essere citate: la conoscenza e la competenza dei contadini per le semenze, lo sviluppo di un&#8217;agricoltura organica, quello di un&#8217;agricoltura urbana, l&#8217;organizzazione cooperativa degli scambi con le città e molte altre iniziative, già intraprese a livello locale in diverse zone del mondo. Come si potrà constatare (ndr: dalla lettura di questa rivista), la sovranità alimentare è l&#8217;espressione di una filosofia che cerca di rimettere l&#8217;essere umano al centro dell&#8217;attenzione, di ribaltare l&#8217;ordine dei valori nella defi nizione stessa dell&#8217;economia, di ri–orientare il rapporto con la natura, facendolo passare dallo sfruttamento al rispetto. In sintesi: indurre una rifl essione sulle fi nalità e non soltanto sui mezzi. Si comprende così come questa sovranità sia diventata per i movimenti contadini più di una parola d&#8217;ordine, un vero scopo da perseguire.</p>
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