<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title> &#187; social watch</title>
	<atom:link href="http://www.manitese.it/tag/social-watch/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.manitese.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Fri, 10 Feb 2012 14:57:38 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Rapporto Social Watch 2010</title>
		<link>http://www.manitese.it/2011/rapporto-social-watch-2010/</link>
		<comments>http://www.manitese.it/2011/rapporto-social-watch-2010/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 Feb 2011 11:54:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Terzo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[condizione femminile]]></category>
		<category><![CDATA[incontri]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto annuale]]></category>
		<category><![CDATA[social watch]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.manitese.it/?p=4139</guid>
		<description><![CDATA[A Pisa e Arcavada due incontri per la presentazione dei nuovi dati]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center">
<p>La lotta contro la povertà rallenta da troppi anni,<strong> costringendo milioni di persone a vivere in condizioni inaccettabili.</strong> È quanto emerge dal nuovo <a href="http://www.socialwatch.it/files/socialwatch2010.pdf" target="_blank">rapporto 2010 del Social Watch</a>, rete di oltre 400 organizzazioni non governative (tra cui Mani Tese)  presente in più di 60 paesi che monitora gli impegni assunti a livello internazionale per la lotta alla povertà e l’equità di genere.</p>
<p>Il rapporto, intitolato “Dopo la caduta”, conferma che alla crescita economica spesso <strong>non si accompagna un miglioramento degli indicatori sociali</strong> e che il progresso nella riduzione della povertà, seppur presente, è troppo lento.</p>
<p>Sebbene il reddito procapite sia cresciuto (+17% dal 1990 al 2000 e +19% dal 2000 al 2009) il BCI, <strong>l’indice delle capacità di base </strong>che definisce la povertà non in termini di reddito, ma in base alla possibilità di godere di alcuni diritti fondamentali, <strong>è rallentato</strong>.</p>
<p><strong>Pessime le notizie anche per il nostro Paese</strong>. Quella che esce dal rapporto è <strong>un’Italia in caduta libera</strong> dove una visione di corto respiro e l’indebolimento dei servizi sociali impediscono di affrontare i veri nodi della crisi.</p>
<p>Sintomatica è per certi versi <strong>la condizione femminile</strong>, considerata uno degli indicatori principali dello stato<strong> </strong>di salute di una società. In Italia il t<strong>asso di disoccupazione femminile è cresciuto</strong> sia nel 2009 che nel 2010. La partecipazione al mercato del lavoro è resa difficile dalla cronica carenza di strumenti per conciliare impegni domestici e  professione. E sebbene il numero di donne che conseguono la laurea sia da anni maggiore di quello degli uomini, le donne sono solo il 21% dei deputati e il 18,3% dei senatori.</p>
<p>Per maggiori informazioni sul rapporto  e le attività della rete visita <a href="http://www.socialwatch.it" target="_blank">www.socialwatch.it</a>.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">s</span></p>
<h3><strong><span style="text-decoration: underline;">Il rapporto sarà presentato in due incontri:</span></strong></h3>
<h4>Pisa, 25 febbraio 2011, h 11-13 *<em><br />
presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Pisa<br />
(Aula 2 &#8211; Polo didattico Carmignani, P.za dei Cavalieri)</em></h4>
<h3>“Finanza per lo sviluppo e diritti umani:<br />
Una tassa globale per rispondere alle prossime crisi”</h3>
<p><em><strong>Intervengono</strong></em>: Paolo Nello (Direttore del dipartimento di Scienze Politiche e Sociali); Jason Nardi (Coalizione italiana Social Watch); Francesco Petrelli (Presidente delle Ong italiane); Andrea  Baranes (Campagna per la Riforma della Banca Mondiale); Alessandro Volpi (Docente di Storia contemporanea e geografia politica ed economica)</p>
<p><a href="http://www.manitese.it/immagini/news/pdf/SW2010_Pisa_A5_br.pdf" target="_blank">Scarica la locandina.</a></p>
<p><span style="color: #ffffff;">s</span></p>
<h4>Arcavacata di Rende (CS), 24 febbraio 2011, h 10-13 *<em> </em><em><br />
presso la Sala del Consiglio del Dipartimento di Sociologia e Scienza Politica, Cubo 0B</em></h4>
<h3>“Dopo la Caduta è tempo per un nuovo patto sociale”</h3>
<p><em><strong>Intervengono</strong></em>: Pietro Fantozzi (Direttore del Dipartimento di Sociologia e Scienza Politica); Jason Nardi (Coordinatore della Coalizione italiana Social watch); Soana Tortora (Acli/social Watch).</p>
<p><a href="http://www.manitese.it/immagini/news/pdf/SW2010_Calabria_A5.pdf" target="_blank">Scarica la locandina.</a></p>
<p><strong>*</strong> Ai partecipanti verrà distribuito gratuitamente il dossier sulla tassa &#8220;La tassa contro la  speculazione. Domande e risposte riguardo l&#8217;imposta sulle transazioni finanziarie&#8221; e una copia del nuovo rapporto Social Watch &#8220;Dopo la caduta&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.manitese.it/2011/rapporto-social-watch-2010/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I prossimi appuntamenti di Social Watch</title>
		<link>http://www.manitese.it/2010/finanza-e-persona/</link>
		<comments>http://www.manitese.it/2010/finanza-e-persona/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 12:30:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Terzo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[social watch]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.manitese.it/?p=3118</guid>
		<description><![CDATA[Il 4 maggio a Milano e l'11 maggio a Pisa]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Martedì 4 maggio 2010</strong> in occasione della pubblicazione del <strong>Rapporto Social Watch 2010</strong> “People First” si terrà il seminario <strong>“Finanza e persona”</strong>, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.</p>
<p>Introduce: Alberto QUADRIO CURZIO, Preside della Facoltà di Scienze Politiche</p>
<p>Intervengono<br />
Angelo CALOIA, <strong>Università Cattolica del Sacro Cuore</strong><br />
David RECCHIA,<strong> ACLI</strong><br />
Sabina SINISCALCHI, <strong>Fondazione Culturale Responsabilità Etica</strong><br />
Antonio TRICARICO, <strong>Campagna per la Riforma della Banca Mondiale &#8211; Mani Tese</strong></p>
<p>Martedì 4 maggio 2010<br />
Aula NI. 110 &#8211; ore 15.30<br />
Università Cattolica del Sacro Cuore<br />
Via Nirone, 15 &#8211; 20123 Milano</p>
<p><a href="http://www.manitese.it/immagini/news/pdf/Finanza e persona.pdf" target="_blank">SCARICA LA LOCANDINA</a></p>
<p><strong><a href="http://www.manitese.it/wp-content/uploads/2010/04/SWmigrazioni_PISA2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3148" title="SWmigrazioni_PISA" src="http://www.manitese.it/wp-content/uploads/2010/04/SWmigrazioni_PISA2.jpg" alt="SWmigrazioni_PISA" width="247" height="350" /></a></strong></p>
<p><strong>Martedì 11 maggio 2010 </strong><br />
<strong>Migranti in Europa: attori di sviluppo?</strong></p>
<p>h 10.30-12.30<br />
Aula Magna della Facoltà di Scienze Politiche<br />
Università degli Studi di Pisa</p>
<p>Introducono:<br />
Prof. <strong>Paolo Nello</strong>, Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali<br />
Prof. <strong>Mario Aldo Toscano</strong>, Coordinatore sezione di Sociologia<br />
<strong>Jason Nardi</strong>, Coalizione italiana Social Watch</p>
<p>Intervengono:<br />
<strong>Gabriele Tomei</strong>; Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali<br />
<strong>Grazia Naletto</strong>; Presidente di Lunaria<br />
<strong>Louisa Vogiazides</strong>; Eurostep</p>
<p style="text-align: justify;">Ai partecipanti verrà distribuita gratuitamente una copia del rapporto del Social Watch “Migrants in Europe as development actors. Between hope and vulnerability”.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.manitese.it/2010/finanza-e-persona/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Dove cresce l’esclusione</title>
		<link>http://www.manitese.it/2010/dove-cresce-l%e2%80%99esclusione/</link>
		<comments>http://www.manitese.it/2010/dove-cresce-l%e2%80%99esclusione/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 10:45:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Terzo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[obiettivi del millenio]]></category>
		<category><![CDATA[periodico manitese]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
		<category><![CDATA[social watch]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.manitese.it/?p=2804</guid>
		<description><![CDATA[Il primo numero del Dossier tematico del periodico Manitese ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dossier a cura della redazione di </strong><a href="http://www.manitese.it/periodico-manitese/" target="_blank">Manitese</a><a href="http://www.manitese.it/periodico-manitese/" target="_blank"> &#8211; n. gennaio/febbraio 2010</a></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo dieci anni dal Millennium Summit dell’Onu e a cinque dal fatidico 2015 fissato per concretizzare gli obiettivi di riduzione della povertà, sono pochi i passi avanti fatti dai governi del Pianeta.<br />
In questo <strong>primo numero del dossier tematico di Manitese</strong>, disegniamo la geografi a degli Stati con gli indici di povertà e di divario di genere più alti, mettendo a confronto i Paesi con le peggiori performance, quelli dove opera Mani Tese e alcuni dei migliori. Il risultato è una mappa insolita che ha bisogno di nuove lenti di lettura.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un progresso troppo lento</strong><br />
<a href="http://www.manitese.it/wp-content/uploads/2010/02/dossier_2010.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2813" title="dossier_2010" src="http://www.manitese.it/wp-content/uploads/2010/02/dossier_2010.jpg" alt="dossier_2010" width="307" height="400" /></a>
</p>
<p style="text-align: justify;">Leggere le povertà utilizzando parametri che tengano conto di una dimensione integrale della vita umana non è una novità: è sempre più riconosciuta, anche a livello europeo, la <strong>necessità di superare gli approcci incentrati solamente sui valori reddituali dello sviluppo per poter intravedere un orizzonte in cui ogni aspetto della vita, dalla salute all’alfabetizzazione, dai servizi pubblici essenziali alla qualità della vita e dell’ambiente in cui viviamo</strong>, è affrontato e curato tramite un insieme di politiche coordinate e collegate. Per questo le analisi, i dati, le ricostruzioni e le posizioni del <a href="http://www.socialwatch.it/" target="_blank">Social Watch</a>, a cominciare da quelle contenute nel report annuale, possono essere uno strumento molto utile a tutti coloro che condividono un approccio al tema delle povertà e degli squilibri fra Nord e Sud del mondo operato con la lente dei diritti umani.</p>
<p style="text-align: justify;">L’indice delle <strong>Capacità di Base</strong> (BCI) è uno strumento elaborato da <a href="http://www.socialwatch.it/" target="_blank">Social Watch</a> per monitorare l’evoluzione degli indicatori di base e fare comparazioni tra e all’interno dei Paesi. <strong>Classifica i paesi secondo il loro progresso nello sviluppo sociale, e lo fa valutando la situazione nella quale essi si trovano in relazione agli elementi strutturali fondamentali per assicurare un’adeguata qualità di vita alla popolazione</strong>.<br />
I dati BCI 2009 ci ricordano che la maggior parte dei Paesi riuscirà diffi cilmente a raggiungere gli impegni assunti nella lotta contro la povertà. Una buona percentuale (42,3%) dei 175 Paesi valutati ha ottenuto valori bassi, molto bassi o critici.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel lungo periodo vediamo che dal 2005 meno della metà dei Paesi hanno fatto miglioramenti (43%) e quasi un quarto ha fatto passi indietro. Un terzo dei Paesi (33%) non ha fatto variazioni superiori all’1%. Solo un Paese su sei (18%) ha registrato miglioramenti significativi.<br />
<strong>Raggiungeremo gli obiettivi prefi ssati per il 2015? </strong>Secondo il Rapporto Social Watch continuando di questo passo nel 2015 l’Africa Subsahariana otterrà un livello molto basso con un BCI pari a 72, lontanissimo da condizioni di vita dignitose diffuse fra la popolazione.<br />
L’Asia Meridionale non raggiungerà nemmeno il livello basso, con un BCI pari a 80, mentre Asia Orientale e Pacifico arriverebbero a 90.<br />
<strong>Significa allungare di decine, se non centinaia, di anni gli obiettivi minimi di sviluppo che le Nazioni Unite si sono date a più riprese.</strong>
</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.manitese.it/immagini/news/pdf/Manitese_GennaioFebbraio_2010_DOSSIER.pdf" target="_blank">Leggi il dossier completo</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.manitese.it/2010/dove-cresce-l%e2%80%99esclusione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gli appuntamenti del Social Watch</title>
		<link>http://www.manitese.it/2010/gli-appuntamenti-del-social-watch/</link>
		<comments>http://www.manitese.it/2010/gli-appuntamenti-del-social-watch/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 09:43:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Secondo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[social watch]]></category>
		<category><![CDATA[Trento]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.manitese.it/?p=2775</guid>
		<description><![CDATA[Le presentazioni del rapporto 2009 a Trento e Napoli]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p><a href="http://www.manitese.it/wp-content/uploads/2010/02/SW09_TRENTO.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2777" title="SW09_TRENTO" src="http://www.manitese.it/wp-content/uploads/2010/02/SW09_TRENTO.jpg" alt="SW09_TRENTO" width="268" height="350" /></a><strong>Martedì 23 febbraio 2010<br />
“ RISPONDERE ALLE CRISI CON NUOVI INDICATORI SOCIO-ECONOMICI”</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Presentazione del Rapporto 2009 Social Watch<br />
ore 17.30 &#8211; Sala conferenze Facoltà di Economia, Trento</p>
<p style="text-align: justify;">Martedì 23 febbraio verrà presentato il 14° rapporto della rete internazionale Social Watch: “L’unica via d’uscita dalle crisi: People First”.<br />
Il rapporto analizza le conseguenze sociali e ambientali delle recenti crisi internazionali e come ogni anno propone, attraverso degli indici alternativi, un’analisi del livello di povertà e uguaglianza tra uomo e donna nel mondo, indici basati su un approccio orientato ai diritti umani.<br />
Con questo rapporto, la coalizione intende offrire un efficace strumento per monitorare il rispetto degli impegni internazionali in materia di politiche sociali e il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio.
</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">In tale prospettiva, la crisi offre un&#8217;opportunità storica: ripensare i processi decisionali in politica economica attraverso un approccio basato sui diritti umani per costruire un sistema economico e finanziario a servizio delle persone.</p>
<p>Modera: <strong>Giulio Sensi</strong> &#8211; ONG Mani Tese<br />
Introduce: <strong>Jason Nardi</strong> &#8211; Cooordinatore della coalizione italiana del Social Watch<br />
Intervengono:<br />
<strong>Tommaso Rondinella</strong> &#8211; Lunaria /Social Watch<br />
<strong>Geremia Gioss</strong> &#8211; Professore ordinario di Economia agraria presso la Facoltà di Economia dell’Università di Trento<br />
<strong>Alessia Don</strong>à &#8211; Ricercatrice presso il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Trento</p>
<p><em>Ai partecipanti verrà distribuita gratuitamente una copia del rapporto</em>
</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;evento è organizzato con il patrocinio del TAUT (Tavolo Associazioni Universitarie Trentine) e Unistudent e il sostegno della Provincia Autonoma di Trento.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p><a href="http://www.manitese.it/wp-content/uploads/2010/02/SW09_NAPOLI.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2776" title="SW09_NAPOLI" src="http://www.manitese.it/wp-content/uploads/2010/02/SW09_NAPOLI.jpg" alt="SW09_NAPOLI" width="269" height="350" /></a><strong>Mercoledì 24 febbraio, ore 11.00 &#8211; 13.00</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Presentazione del rapporto Social Watch presso la Facoltà di Economia dell’<strong>Università degli Studi di Napoli Federico II</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Introduce e modera:<br />
<strong>Renato Briganti</strong> &#8211; Università di Napoli &#8220;Federico II&#8221;</p>
<p>Intervengono:<br />
<strong>Soana Tortora</strong> &#8211; Acli/Social Watch<br />
<strong>Ernesto De Nito</strong> &#8211; Docente di Organizzazione Aziendale Università di Catanzaro</p>
<p>Conclude:<br />
<strong>Alex Zanotelli</strong>
</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Segue alle ore 13.30  Buffet biologico ed equosolidale</p>
<p style="text-align: justify;">Dalle ore 15.00 alle ore 17.00: <strong>Seminario di animazione per studenti</strong><br />
<strong>Perchè a pagare sono sempre i più poveri?. Con quali lenti leggere la realtà che ci circonda</strong>
</p>
<p style="text-align: justify;">Per maggiori informazioni: www.socialwatch.it</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.manitese.it/2010/gli-appuntamenti-del-social-watch/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Crisi economica: donne più vulnerabili</title>
		<link>http://www.manitese.it/2010/crisi-economica-donne-piu-vulnerabili/</link>
		<comments>http://www.manitese.it/2010/crisi-economica-donne-piu-vulnerabili/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 10:19:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Terzo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[disparità di genere]]></category>
		<category><![CDATA[social watch]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.manitese.it/?p=2725</guid>
		<description><![CDATA[L'Indice sulla Parità di Genere calcolato dalla rete internazionale Social Watch]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>PARITÀ DI GENERE: SI POLARIZZA IL DIVARIO TRA UOMO E DONNA</strong><br />
Lo rivela l’Indice sulla Parità di Genere, calcolato dalla rete internazionale Social Watch nel rapporto “People First”. L&#8217;Italia scende dal 70° al 72° posto.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.manitese.it/wp-content/uploads/2010/02/indiceGEI.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2726" title="indiceGEI" src="http://www.manitese.it/wp-content/uploads/2010/02/indiceGEI.jpg" alt="indiceGEI" width="320" height="203" /></a>Le differenze tra uomo e donna non si riducono, mentre <strong>cresce la distanza tra i paesi più virtuosi e quelli in cui la discriminazione è maggiore</strong>.<br />
Lo rivela l&#8217;<strong>Indice di Parità di Genere (GEI)*, sviluppato e calcolato per il 2009 dal Social Watch</strong>, network presente in oltre 60 nazioni. Il GEI analizza la disparità tra i sessi, classificando 157 paesi in una scala in cui 100 indica la completa uguaglianza tra donne e uomini.<br />
I valori più alti nell&#8217;Indice di Parità di Genere sono attribuiti alla Svezia (88 punti). Seguono Finlandia e Ruanda &#8211; entrambi con 84 punti nonostante l&#8217;enorme differenza in termini di ricchezza tra i due paesi. Poco al di sotto si classificano Norvegia (83), Bahamas (79), Danimarca (79) e Germania (78). L’indice dimostra quindi che un alto livello di reddito non è sinonimo di maggiore uguaglianza e che anche i paesi poveri possono raggiungere livelli di parità molto elevati, sebbene uomini e donne vivano in condizioni non facili. In questa speciale classifica, <strong>l’Italia scende rispetto al 2008 dal 70° al 72° posto, con un valore di 64 punti</strong>, collocandosi subito dopo paesi come Grecia, Slovenia, Cipro e Repubblica Dominicana (66).<br />
Confrontando il dato dell’Italia con la media europea (72), emerge <strong>il ritardo del nostro paese nel raggiungere un’effettiva uguaglianza di genere.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“L’indice della parità di genere rivela se una società sta evolvendo verso una maggiore equità di genere o rimane ferma. La mancata riduzione del divario nei diritti tra uomo e donna conferma la miopia dei governi. La distinzione tra paesi del cosiddetto Sud del mondo e quelli del Nord sviluppato è sempre più sfumata”, afferma Jason Nardi, portavoce del Social Watch Italia. “La promozione della parità tra i sessi è uno degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio: i nostri dati dimostrano che quell’obiettivo invece di avvicinarsi si sta allontanando”.<br />
Nelle prime 50 posizioni dell’indice sono compresi i due terzi dei paesi dell’Unione Europea, ad esclusione di paesi come Irlanda, Slovacchia, Repubblica Ceca, Grecia e Italia. Tra i primi 50, c’è inoltre una significativa rappresentanza di paesi in via di sviluppo, tra i quali Filippine, Colombia, Tanzania e Thailandia.<br />
L’insufficiente progresso nella riduzione della disparità di genere ha portato, in molte realtà, a una crescente polarizzazione: <strong>mentre nei paesi dove l&#8217;uguaglianza è maggiore si registra una tendenza verso il miglioramento, gli Stati con livelli di discriminazione più elevati evolvono in modo negativo</strong>. É il caso dell&#8217;America Latina e dei Caraibi, da una parte, e dell&#8217;Asia Orientale e del Pacifico, dall&#8217;altra.</p>
<p>La situazione di estrema <strong>disuguaglianza tra uomo e donna è stata aggravata dall&#8217;attuale crisi economica</strong>. Le donne, infatti, sono <strong>più esposte alla recessione globale perché hanno minore controllo della proprietà e delle risorse, sono più numerose nei lavori precari o a cottimo, percepiscono minori salari e godono di livelli di tutela sociale più bassi</strong>.<br />
L&#8217;ONU riferisce che il tasso globale di disoccupazione femminile potrebbe arrivare al 7,4%, contro il 7,0% di quella maschile. Ciononostante, il Social Watch ricorda che la crisi non presenta soltanto sfide, ma anche l’opportunità di cambiare l&#8217;architettura finanziaria globale e definire politiche innovative, basate sull’equità e sul rispetto dei diritti.<br />
<strong><br />
Più istruzione, meno lavoro</strong><br />
L&#8217;indice GEI è composto da una serie di indicatori della disparità di genere che coprono tre dimensioni: l&#8217;istruzione, la partecipazione all&#8217;attività economica e l&#8217;empowerment (concessione di pieni poteri alle donne).
</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;analisi del divario nei tassi di alfabetizzazione e di iscrizione a scuola dei diversi paesi mostra che i progressi registrati nella sfera dell&#8217;istruzione sono di gran lunga maggiori rispetto a quelli registrati nelle altre dimensioni della parità di genere. Nell&#8217;accesso agli spazi decisionali e nell&#8217;esercizio del potere, invece, la disuguaglianza tra uomini e donne è più evidente: <strong>non c&#8217;è un solo paese dove le donne abbiano le stesse opportunità degli uomini di partecipare ai processi economici o socio-decisionali</strong>. I progressi nella partecipazione all&#8217;attività economica registrati nel 2008, infine, sono stati completamente azzerati nel 2009. In particolare nella regione dell&#8217;Africa subsahariana.</p>
<p style="text-align: justify;">* L’indice GEI è elaborato come contributo alla Commissione dell’ONU sullo Stato delle Donne.</p>
<p style="text-align: justify;">Scarica gli <a href="http://www.manitese.it/immagini/news/pdf/GRAFICI_Social_Watch_2009.pdf" target="_blank">Indici BCI e GEI</a></p>
<p style="text-align: justify;">Per saperne di più: <a href="http://www.socialwatch.it/" target="_blank">www.socialwatch.it</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.manitese.it/2010/crisi-economica-donne-piu-vulnerabili/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nessun progresso sul fronte della povertà</title>
		<link>http://www.manitese.it/2010/people-first-rapporto-2009-social-watch/</link>
		<comments>http://www.manitese.it/2010/people-first-rapporto-2009-social-watch/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 08:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Terzo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[fame]]></category>
		<category><![CDATA[obiettivi del millennio]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
		<category><![CDATA[social watch]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.manitese.it/?p=2624</guid>
		<description><![CDATA[Si allontana l'obiettivo di sradicare fame e povertà]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.manitese.it/wp-content/uploads/2010/01/SW2009.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2625" title="SW2009" src="http://www.manitese.it/wp-content/uploads/2010/01/SW2009.jpg" alt="SW2009" width="282" height="350" /></a>E&#8217; stato presentato ieri 9 febbraio il <strong>rapporto 2009 di Social Watch</strong> <em>People First</em>, che si concentra sulle politiche di contrasto alle crisi, attraverso una serie di analisi e proposte, comparando le azioni dei governi in tema di diritti, a partire da salute, istruzione, sicurezza alimentare.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ultimo rapporto del Social Watch “People First” denuncia che l<strong>a crisi economica allontana gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio e aumenta la disuguaglianza.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Lo tsunami della crisi economica si sta abbattendo sui Paesi che meno hanno contribuito a scatenarla. A questo ritmo, <strong>l&#8217;obiettivo di sradicare la fame e la povertà entro il 2015 rischia di rimanere un miraggio</strong> per la maggior parte dei Paesi nel mondo.</p>
<p>“Studiando l&#8217;impatto sociale della crisi a livello internazionale, emerge che a pagarne le conseguenze più dure sono i paesi impoveriti e le persone più vulnerabili, molte delle quali sono nuovi poveri”, afferma <strong>Jason Nardi, portavoce del Social Watch Italia</strong>.</p>
<p>“Fra le prime vittime del crollo dei mercati finanziari vi sono i più poveri che, spendendo dal 50 all’80% del loro reddito in beni alimentari, risentono maggiormente dell&#8217;aumento del costo delle derrate agricole. Ma anche le donne, spesso impiegate in lavori precari o a cottimo, con minori salari e più bassi livelli di tutela sociale”.<br />
Tramite l’Indice delle Capacità di Base (BCI), il<strong> rapporto analizza lo stato di salute e il livello dell’istruzione elementare di ciascun Paese</strong>. I risultati sono preoccupanti: <strong>al 2009, quasi la metà dei paesi analizzati (42,1%) ha un valore dell&#8217;Indice BCI basso, molto basso o critico</strong>. La maggioranza della popolazione mondiale vive in paesi in cui i principali indicatori sociali sono immobili o progrediscono troppo lentamente per raggiungere un livello di vita accettabile nel prossimo decennio. “Le cifre rivelano una situazione di disuguaglianza drammatica in tutto il mondo, sebbene i dati elaborati si riferiscano a un periodo in cui la crisi economica doveva ancora produrre i suoi effetti più profondi”, afferma Jason Nardi. “<strong>La crisi finanziaria offre un&#8217;opportunità storica per ripensare i processi decisionali in politica economica attraverso un approccio basato sui diritti umani</strong>”.<br />
Il BCI è un indice alternativo che definisce la povertà non in termini di reddito, ma in base alla possibilità di godere di alcuni diritti fondamentali. In particolare, l’indice è costruito attraverso l&#8217;analisi di alcuni fattori determinanti per lo sviluppo di un paese: la percentuale di bambini che arriva alla quinta elementare, la sopravvivenza fino ai cinque anni di età e la percentuale di nascite assistite da personale qualificato. A livello mondiale, emerge che nel 18% dei paesi è in atto una regressione in alcuni casi accelerata. Tra questi, il 41% fa parte dell’Africa subsahariana. Un dato preoccupante per una regione che già in precedenza registrava i valori più bassi. L&#8217;Asia meridionale sta invece progredendo rapidamente, pur partendo da valori molto bassi, mentre in America Latina e nei Caraibi non si registrano miglioramenti. Al ritmo di sviluppo attuale, solo Europa e Nord America potrebbero raggiungere entro il 2015 valori accettabili dell&#8217;indice. Ciò significa che, in mancanza di cambiamenti sostanziali, per tale data <strong>gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio concordati a livello internazionale non verranno raggiunti</strong>.<br />
Lo scenario desta ancor più preoccupazione se si considera che solo Danimarca, Norvegia, Svezia, Olanda e Lussemburgo hanno rispettato gli obiettivi delle Nazioni Unite, destinando almeno lo 0,7% del Pil all’Aiuto Pubblico allo Sviluppo (Aps). Nonostante le ripetute promesse del nostro governo, si prevede che l&#8217;Aiuto Pubblico allo Sviluppo in Italia subirà un drammatico taglio, scendendo dallo 0,2% del PIL a meno dello 0,17%. Al pari della Grecia e di poco al di sopra della Repubblica Ceca, l&#8217;Italia si ritrova così agli ultimi posti tra i paesi industrializzati.</p>
<p style="text-align: justify;">Scarica la<a href="http://www.manitese.it/immagini/news/pdf/Mappa_Social_Watch_2009.pdf" target="_blank"> mappa dell&#8217;Indice delle capacità di base 2009</a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Social Watch è una la <strong>rete di oltre 400 organizzazioni della società civile di 60 Paesi in tutto il mondo, tra cui Mani Tese</strong>, al lavoro da 15 anni per controllare che i governi mantengano le loro promesse sul fronte dello sradicamento della povertà e delle disuguaglianze, del rispetto dei diritti umani, economici, sociali e culturali.</p>
<p style="text-align: justify;">Per maggiori informazioni:<br />
<a href="http://www.socialwatch.it/" target="_blank">www.socialwatch.it</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.manitese.it/2010/people-first-rapporto-2009-social-watch/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Riconoscere il contributo dei migranti</title>
		<link>http://www.manitese.it/2009/riconoscere-il-positivo-contributo-dei-migranti/</link>
		<comments>http://www.manitese.it/2009/riconoscere-il-positivo-contributo-dei-migranti/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 16:12:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Terzo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[social watch]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.manitese.it/?p=2421</guid>
		<description><![CDATA[Primo Rapporto europeo del Social Watch]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>Giornata Internazionale dei Migranti</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong><br />
<em>18 dicembre 2009</em> &#8211; I migranti contribuiscono in maniera significativa all’economia dell’Europa e al benessere dei suoi cittadini, eppure troppo spesso vengono discriminati, i loro diritti sono calpestati e sono additati come i capri espiatori per molti problemi dei paesi europei.<br />
L’Unione Europea deve rispettare i diritti fondamentali dei migranti, siano essi dentro o fuori i propri confini, se vuole continuare ad essere un soggetto credibile nel sostenere i Diritti Umani.<br />
Questo è il <strong>messaggio del primo Rapporto Social Watch</strong> <strong>europeo</strong> dal titolo “<strong><em>Migrants in Europe as Development Actors: between hope and vulnerability</em></strong>”, presentato lo scorso 8 dicembre al Parlamento Europeo, a pochi giorni dalla Giornata Internazionale dei Migranti, celebrata il 18 dicembre.<br />
Il Rapporto incentra la sua analisi sulla <strong>relazione tra migrazioni e sviluppo e sul ruolo che i migranti rivestono quali attori di sviluppo</strong> sia per l’Europa, sia per i loro Paesi di origine.<br />
In Europa, il concetto di migrazione generalmente assume una connotazione negativa a cui spesso si risponde con politiche centrate solo sulla sicurezza.<br />
“L’Unione Europea è un attore chiave nell’aiuto allo sviluppo e un fervente sostenitore dei Diritti Umani” afferma <strong>Mirjam Van Reisen</strong> del Comitato di Coordinamento della rete Social Watch. “Nonostante ciò, <strong>le politiche europee in tema di immigrazione ed asilo spesso contraddicono gli standard internazionali dei Diritti Umani</strong>. Le politiche dell’Unione Europea in tema di cooperazione allo sviluppo dovrebbero essere centrali nella definizione delle politiche su migrazione coerentemente al Trattato di Lisbona, in quanto le misure repressive contribuiscono solo ad accentuare il problema e non a risolverlo”.<br />
Sebbene l’<strong>UE riconosca gli impatti positivi dei migranti sullo sviluppo dei loro Paesi</strong>, le sue politiche in tema di immigrazione si focalizzano prevalentemente sulla prevenzione e sul controllo dei flussi. La sua “cooperazione” con i Paesi di provenienza e transito dei migranti si basa principalmente su incentivi per arginare il fenomeno dell’immigrazione irregolare.<br />
All’evento di lancio del Rapporto l’On. <strong>Rita Borsellino</strong> ha messo in guardia che “rendere l’Europa una ‘fortezza’ impenetrabile non rappresenta la soluzione all’immigrazione illegale”.<br />
L’On. <strong>Ska Keller</strong>, <strong>ha criticato l’Unione Europea in quanto attraverso le sue politiche rafforza la necessità di emigrare</strong>: “L’Unione Europea è preoccupata di combattere l’immigrazione illegale ma essa stessa contribuisce alle sue cause vendendo armi che alimentano conflitti, sovvenzionando le esportazioni di prodotti agricoli e negoziando iniqui accordi sulla pesca che distruggono i mezzi di sostentamento delle economie locali”.<br />
Il <strong>Rapporto Social Watch</strong> mette in luce anche le v<strong>iolazioni dei diritti umani perpetuate nei confronti dei migranti sia dentro che fuori i confini europei</strong>. Nella maggior parte dei Paesi europei, i migranti sono oggetto di atti di razzismo e discriminazione, a cui non corrispondono misure di prevenzione e contrasto adeguate da parte delle autorità.<br />
<strong>Luciano Scagliotti</strong> dell’<em>European Network Against Racism</em> è intervenuto affermando : “In tutti gli Stati europei esiste una legislazione contro le discriminazioni, ma troppo spesso non viene implementata”.<br />
<strong>Eva Geddie</strong> della <em>Platoform for International Cooperation with Undocumented Migrants</em> ha aggiunto: “I migranti non godono di standard di vita dignitosi. Questo è in palese contraddizione con un’Europa che intende perseguire politiche di inclusione sociale”.<br />
<strong>René Plaetevoet</strong> dell’organizzazione December 18 ha sottolineato quanto sia urgente che i Paesi dell’Unione Europea ratifichino la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dei migranti che celebrerà nel 2010 il suo 20th anniversario.<br />
“Il nuovo assetto dell&#8217;Unione Europea con il Trattato di Lisbona entrato in vigore dal 1°<br />
dicembre 2009”, secondo <strong>Jason Nardi</strong>, coordinatore del Social Watch Italia, “offre nuove opportunità e dà nuovi poteri al Parlamento Europeo, che in materia di politiche di migrazione in positivo può fare molto. E&#8217; però necessaria una rinnovata volontà politica e la società civile vuole dare una forte spinta in questa direzione.”</p>
<p>Le <strong>organizzazioni della società civile coinvolte nella rete Social Watch chiedono all’UE e alle istituzioni nazionali di riconoscere il contributo significativo dei migranti in termini economici, sociali e culturali</strong>.<br />
Come <strong>Roberto Bissio</strong>, coordinatore della rete internazionale Social Watch, ricorda: “la prosperità dell’Europa si è largamente fondata sui flussi migratori. Noi tutti, alla fin dei conti, siamo figli delle migrazioni.”
</p>
<p style="text-align: justify;">Il Rapporto è consultabile e scaricabile su <a href="http://www.socialwatch.it/" target="_blank">www.socialwatch.it</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.manitese.it/2009/riconoscere-il-positivo-contributo-dei-migranti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Rapporto Social Watch 2009</title>
		<link>http://www.manitese.it/2009/1601/</link>
		<comments>http://www.manitese.it/2009/1601/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 12:45:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Terzo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[social watch]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.manitese.it/?p=1601</guid>
		<description><![CDATA[E' uscito il rapporto Social Watch 2009]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">E’ uscito il rapporto Social Watch 2009 “<strong>Making finances work: People first</strong>” che sarà lanciato durante l’assemblea generale delle Nazioni Unite di New York a settembre e al summit del G-20 di Pittsburgh.<br />
Il rapporto è consultabile sul sito internazionale e sarà presto scaricabile, mentre il lancio in Italia del rapporto tradotto e del rapporto nazionale è previsto per fine gennaio con una presentazione nazionale a Roma e varie conferenze nel territorio nazionale.
</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;I programmi di investimento sociale dovrebbero essere valutati in base agli effettivi benefici sull&#8217;economia globale e alla diminuzione degli impatti della crisi finanziaria sui lavoratori, sulle donne e i poveri&#8221;: questa la conclusione del rapporto Social Watch 2009.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>People First</em> include decine di rapporti di organizzazioni della società civile, che attestano come siano proprio i Paesi più poveri a pagare gli effetti peggiori di questa crisi, nonostante non abbiano avuto nessun ruolo nel determinarne le cause.</p>
<p style="text-align: justify;">In accordo con i rapporti dei singoli Paesi, <em>People First</em> ribadisce come i numerosi licenziamenti, il fallimento dei fondi pensionistici e i bassi livelli salariali abbiano constribuito all&#8217;abbassamento dello standard di vita, sia per gli abitanti dei Paesi ricchi che di quelli poveri.</p>
<p style="text-align: justify;">La conferenza delle Nazioni Unite che si è tenuta lo scorso giungo a New York ha evidenziato, per la prima volta dall&#8217;inizio della crisi, l&#8217;opportunità per i G-129 -il numero totale dei Paesi membri delle Nazioni Unite- di dare voce alle loro opinioni su come uscire dall&#8217;attuale crisi.<br />
E&#8217;ora di mettere tali argomenti in partica, di trasformare le parole in azione per assicurare che non ci siamo più vittime innocenti a causa di una crisi che ha già dimensioni storiche- ha affermato Roberto Bissio, coordinatore del Social Watch.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Il rapporto Social Watch<br />
</strong></span>
</p>
<p style="text-align: justify;">Social Watch oggi è una rete di oltre <em>400 organizzazioni non governative </em>attive in oltre 80 paesi.Il rapporto annuale Social Watch – giunto alla sua decima edizione – attua un monitoraggio sugli impegni assunti a livello internazionale per la lotta alla povertà e l’equità di genere. Esso rappresenta una delle analisi sullo sviluppo sociale più riconosciute al mondo ed è spesso considerato il “rapporto ombra” della società civile rispetto a quello dell’UNDP (il Programma per lo Sviluppo delle Nazioni Unite).</p>
<p style="text-align: justify;">Per maggiori informazioni:<a href="http://http://www.socialwatch.org/en/portada.htm" target="_blank"> www.socialwatch.org</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.manitese.it/2009/1601/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Anche Mani Tese a Fa&#8217; la cosa giusta! Genova</title>
		<link>http://www.manitese.it/2009/anche-mani-tese-a-fa-la-cosa-giusta-genova/</link>
		<comments>http://www.manitese.it/2009/anche-mani-tese-a-fa-la-cosa-giusta-genova/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 11:46:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Secondo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[CRES]]></category>
		<category><![CDATA[Fa' la cosa giusta]]></category>
		<category><![CDATA[social watch]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.manitese.it/?p=1573</guid>
		<description><![CDATA[Anche Mani Tese partecipa alla prossima edizione di Fa' la cosa giusta! Genova 2009.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"><a href="http://www.manitese.it/wp-content/uploads/2009/09/flcg_genova.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1578" style="margin-top: 17px; margin-bottom: 17px;" title="flcg_genova" src="http://www.manitese.it/wp-content/uploads/2009/09/flcg_genova.jpg" alt="flcg_genova" width="300" height="225" /></a></h3>
<h4 style="text-align: center;">Ripartire dai diritti:<br />
per una diversa narrazione delle povertà</h4>
<h4 style="text-align: center;">Sabato 26 settembre<br />
ore 14.30 &#8211; 17.00<br />
Banano Tsunami &#8211; La chiatta sul mare</h4>
<p style="text-align: justify;">
<p>Anche Mani Tese sarà presente a Fa&#8217; la cosa giusta! Genova 2009 con un laboratorio interattivo e multimediale di approfondimento aperto a insegnanti, educatori, animatori di educazione allo sviluppo, operatori e attivisti di Ong e organizzazioni sociali.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p>Introduce e modera: Andrea Bertonasco (consigliere di Mani Tese delegato all&#8217;educazione allo sviluppo)</p>
<p style="text-align: justify;">Intervengono:</p>
<p style="text-align: justify;">Giulio Sensi &#8211; Social Watch Italia<br />
Piera Hermann, formatrice Cres (Centro Ricerca Educazione allo Sviluppo)<br />
Alessia Lazzarini, responsabile educazione allo sviluppo di Mani Tese</p>
<h4><a href="http://www.manitese.it/immagini/news/pdf/SW09_Locandina_GE.pdf" target="_blank"><span style="color: #ff9900;">SCARICA LA LOCANDINA</span></a></h4>
</p>
<p style="text-align: justify;">
<h4 style="text-align: justify;">E inoltre&#8230;</h4>
<p>Sabato 26 settembre alle ore 21.30 &#8211; 22.10 (Piazza delle Feste – Agorà)</p>
<h4>SFILATA Mani Tese<br />
Sﬁlata di abiti vintage e ricicl-art</h4>
<p>Mentre tutti i giorni presso lo stand <strong>PAKO</strong> (Piatto Allegro a Km 0) sarà possibile gustare cibo buono, locale e biologico, e ricevere maggiori informazioni e indicazioni per la campagna <strong>IO MANGIO LOCALE</strong>, e sui progetti e le campagne di sensibilizzazione dell&#8217;associazione.</p>
<p><strong>FA’ LA COSA GIUSTA!</strong>, fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, torna per la seconda edizione al Porto Antico di Genova.<br />
Dal 25 al 27 settembre stand, incontri, progetti, prodotti, soluzioni uniche per un mondo diverso in costruzione: soluzioni per una corretta gestione dei rifiuti, orti in piazza, leggi e soluzioni per le energie alternative, economie alternative, commercio equo e solidale, esperti e  testimonial dal “sud del mondo”, convegni, tavole rotonde, laboratori e seminari per tutti!<br />
<strong>UN MONDO DI SCELTE</strong> è lo slogan di quest’anno per la fiera 2009 di Genova ed è con centinaia di idee, prodotti, tecnologie per il futuro che i visitatori della fiera potranno confrontarsi.</p>
<p>Per maggiori informazioni:<br />
<a href="http://falacosagiusta.org/liguria/" target="_blank">www.falacosagiusta/liguria/</a><br />
<a href="http://www.faircoop.it/" target="_blank">www.faircoop.it</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.manitese.it/2009/anche-mani-tese-a-fa-la-cosa-giusta-genova/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

