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	<title> &#187; help local trade</title>
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		<title>Ok, il prezzo è INGIUSTO!</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 10:05:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Terzo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[help local trade]]></category>

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		<description><![CDATA[Un'analisi ci mostra i prezzi giusti e ingiusti dei prodotti della nostra spesa quotidiana.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Dal Forum parallelo Fao facciamo i conti in tasca all’agrobusiness</strong></p>
<p>Roma, 16 novembre<br />
Caffè, vestiti, ma anche formaggio, pane, latte e verdura. Se un cittadino comincia a far domande a produttori e distributori per ricostruire come si distribuiscono dal campo alla cucina o all’armadio di casa propria i soldi che paga quando fa la spesa, finisce per mettersi le mani nei capelli.</p>
<p>Innanzitutto perché è difficilissimo raccogliere informazioni univoche e attendibili, poi perché non può che constatare che <strong>la maggior parte dei soldi che spende non va ai produttori</strong>, o agli agricoltori, <strong>ma tra canali commerciali e distribuzione</strong>. Quando invece comincia a fare da se’, e a sviluppare filiere corte, cortissime, di commercio equo o attraverso i gruppi d’acquisto solidali, la musica cambia e ci guadagnano tutti.</p>
<p>Sono i risultati della ricerca-azione <strong>Ok il prezzo è ingiusto</strong>, che il coordinamento <strong>Help local trade</strong> – formato da ong Crocevia, Fair, Fairwatch, Mani Tese, Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, Mani Tese, ong MAIS e Servizio Civile Internazionale <strong>lanciano dal Forum Parallelo della Società civile in occasione del vertice Fao sulla sicurezza alimentare</strong>.<br />
All’indirizzo <a href="http://www.helplocaltrade.org/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=134&amp;Itemid=129" target="_blank">www.helplocaltrade.org</a> si possono controllare direttamente esercizi di proiezione condotti su prezzi, filiere e scomposizioni produttive di alcuni dei principali prodotti della spesa quotidiana, e <strong>scoprire che cosa stiamo pagando troppo caro e perché</strong>.</p>
<p><strong>Le informazioni sono state trasformate in cartellini per i prezzi</strong> (giusti e ingiusti) <strong>che le organizzazioni promotrici utilizzeranno in decine di mercati contadini, da Torino, a Genova, da Roma a Lucca, a Napoli, per spiegare ai cittadini che cosa non va con il mercato convenzionale e come è possibile cambiarlo con le pratiche alternative già a disposizione</strong>.</p>
<p>Le schede saranno distribuite in questi giorni a Roma in occasione del Vertice Fao, tra i materiali del Forum parallelo della Società Civile.<br />
Nelle cinque città italiane, in occasione del nuovo Vertice ministeriale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) che a 10 anni da Seattle si aprirà il <strong>30 novembre prossimo a Ginevra</strong>, verranno promosse iniziative di <strong>mobilitazione contro la privatizzazione dei beni comuni e dei servizi essenziali</strong>.
</p>
<p style="text-align: justify;">Tutte le info sulle mobilitazioni <a href="http://www.helplocaltrade.org/" target="_blank">www.helplocaltrade.org</a></p>
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		<title>10 anni dopo Seattle</title>
		<link>http://www.manitese.it/2009/10-anni-dopo-seattle/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 11:56:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Terzo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[fao summit]]></category>
		<category><![CDATA[help local trade]]></category>

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		<description><![CDATA[Help Local Trade organizza un incontro per ripensare il commercio e l'economia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align: center;"><strong>10 ANNI DOPO SEATTLE</strong><em><br />
Dalla crisi alimentare globale ad alternative di Sovranità alimentare e mercati locali</em></h4>
<p style="text-align: center;">Sabato 14 novembre<br />
ore 16.00<br />
Città dell&#8217;Altra economia, Roma</p>
<h4 style="text-align: justify;"><strong> </strong><em> </em><strong><br />
<a href="http://www.manitese.it/wp-content/uploads/2009/11/HelpLocalTrade_Logo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2076" title="HelpLocalTrade_Logo" src="http://www.manitese.it/wp-content/uploads/2009/11/HelpLocalTrade_Logo.jpg" alt="HelpLocalTrade_Logo" width="227" height="227" /></a>Hel Local Trad</strong>e e <strong> </strong><strong></strong><strong></strong><strong>Creating Coherence on Trade and Development</strong> promuovono un evento/dibattito all&#8217;interno del Forum parallelo della Società Civile che si svolgerà a Roma alla vigilia del prossimo vertice FAO sulla Sicurezza Alimentare.<strong></strong><strong></strong></h4>
</p>
<p style="text-align: justify;">Il 16-17 novembre a Roma, nel disinteresse dei leaders che pure al G8 abruzzese avevano promesso tutto il proprio impegno per mettere la fame e la sicurezza limentare al centro dell&#8217;agenda politica internazionale, alla FAO e al Forum parallelo della Società Civile, esperti, amministratori, contadini, pescatori, indigine e lavoratori della terra, cerhceranno di capire come permettere di mangiare tutti i giorni a sufficienza all&#8217;oltre miliardo e mezzo che non ci riesce più.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, a Ginevra i prossimi 30 novembre e 1 e 2 dicembre, i Paesi membri dell&#8217;Organizzazione Mondiale del Commercio proveranno di nuovo a chiudere il <strong>Doha Round</strong>, l&#8217;ultimo ciclo di negoziati pe rla liberalizzazione e deregolamentazione dei mercati.<br />
<strong>Ma il libero mercato non è la risposta bensì la causa della crisi.</strong>
</p>
<p style="text-align: justify;">A dieci anni da Seattle l&#8217;economia mondiale è in profonda crisi, non solo economica ma ambientale, sociale, alimentare. Il libero commercio ha rappresentato la benzian gettata sul fuoco di ogni crisi ed ha contribuito in modo determinante alla loro genesi ed esplosione. Il mantra liberista del &#8220;un modello unico per tutti&#8221; si è dimostarto fallimentare. E&#8217; arrivato il momento di ripensare il commercio e l&#8217;economia partendo dai territori e dai suoi attori, in particolare in agricoltura.</p>
<p><strong>Intervengono</strong>:<br />
<strong>Yan Hairong</strong>, Hong Kong Polytechnic University &#8211; Cina<br />
<strong>Luca Colombo</strong>, Fondazione Diritti Genetici<br />
<strong>Burghard Ilge</strong>, BothENDS, Olanda<br />
<strong>Ester Vivas</strong>, Xarxa de Consum Solidari, Spagna<br />
<strong>Todor Slavov</strong>, Za Zermiata, Bulgaria<br />
<strong>Borbala Simonyi</strong>, Védegylet Egyesuelet/Protect the Future Society, Ungheria<br />
<strong>Monica Di Sisto</strong>, Fair /Hel Local Trade, Italia</p>
<p>Sabato 14 novembre<br />
ore 16.00<br />
Città dell&#8217;Altra economia (Extra Tent)<br />
Largo Frisullo (zona Testaccio), Roma</p>
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		<title>Non svendete il nostro futuro</title>
		<link>http://www.manitese.it/2009/non-svendete-il-nostro-futuro/</link>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 11:04:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Terzo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[commercio internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[help local trade]]></category>

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		<description><![CDATA[Seminario interattivo sul commercio internazionale, l'economia solidale e sulle risposte alla crisi ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>Seminario interattivo sul commercio internazionale,<br />
l&#8217;economia solidale e sulle risposte alla crisi </strong>
</p>
<p style="text-align: justify;"><em>7 e 8 novembre 2009</em><em> &#8211; Capannori (Lucca </em>)</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.helplocaltrade.org/" target="_blank">Help local Trade</a> organizza per le realtà toscane di commercio equo, gruppi di acquisto, realtà di solidarietà di base il seminario “<strong>Non svendete il nostro futuro</strong>”, una due giorni di lavoro i prossimi 7 e 8 novembre a Capannori. Il commercio internazionale oggi a dieci anni da Seattle. Crisi finanziaria ed economica: processo al libero commercio.</p>
<p>L’obiettivo è fornire strumenti di lettura e di mobilitazione locale in vista dei prossimi appuntamenti:<br />
- Il summit sull’alimentazione della FAO, a metà novembre<br />
- La ministeriale della Wto dal 30 al 2 dicembre a Ginevra<br />
- Il summit sul clima dall’8 al 18 dicembre a Copenhagne</p>
<p style="text-align: justify;">Relatore: <strong>Roberto Sensi</strong> &#8211; Ong M.A.I.S.<br />
Commercio, agricoltura e mercati locali: de-globalizziamo l&#8217;economia, riappropriamoci delle politiche (all&#8217;interno di questa sessione verrà presentata la campagna Ok il prezzo è ingiusto!)</p>
<p style="text-align: justify;">Relatore: <strong>Monica Di Sisto</strong> &#8211; Fair<br />
Cambia il commercio, non il clima! Dagli impatti dei sistemi di produzione e delle regole di scambio, al commercio di emissioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Relatore: <strong>Giulio Sensi</strong> &#8211; Manitese<br />
Le economie solidali come risposta alla crisi economica e sociale. Il nuovo protagonismo sociale</p>
<p style="text-align: justify;">Relatore: <strong>Alberto Zoratti</strong> Fair<br />
Domenica pomeriggio: Attiviamoci! Strategie di mobilitazione per un&#8217;agenda comune dal locale al globale in vista dei prossimi vertici internazionali</p>
<p>Per ulteriori informazioni e iscrizioni<br />
<a href="Il commercio internazionale oggi a dieci anni da Seattle. Crisi finanziaria ed economica: processo al libero commercio." target="_blank">www.helplocaltrade.org</a></p>
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		<title>Per i mercati locali con Help Local Trade</title>
		<link>http://www.manitese.it/2009/g8-acqua-e-poverta/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 08:54:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Secondo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[G8]]></category>
		<category><![CDATA[help local trade]]></category>
		<category><![CDATA[mercati locali]]></category>
		<category><![CDATA[obiettivi del millennio]]></category>

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		<description><![CDATA[La coalizione Help Local Trade dà appuntamento a Roma e a Ginevra per i vertici di Fao e Wto dove movimenti e ong sventeranno ogni nuovo tentativo di svendere i diritti di tutti. 
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4><a href="http://89.31.74.211/vetrina/wp-content/uploads/2009/07/mercato_locale.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-886" title="mercato_locale" src="http://89.31.74.211/vetrina/wp-content/uploads/2009/07/mercato_locale.jpg" alt="mercato_locale" width="266" height="200" /></a></h4>
<h4>Agricoltura contadina e mercati locali nel cuore dei G8…<br />
ma anche no!</h4>
<p style="text-align: justify;">Dietro le parole dei movimenti nascondono nuove, pericolose,  liberalizzazioni.<br />
La coalizione <strong>Help Local Trade</strong> dà <strong>appuntamento a Roma e a Ginevra per i vertici di Fao e Wto</strong> dove movimenti e ong sventeranno ogni nuovo tentativo di svendere i diritti di tutti</p>
<p>Il documento finale sulla sicurezza alimentare redatto e approvato da G8+5, più alcuni Paesi africani più un pattuglione di organizzazioni internazionali &#8211; FAO, IEA, IFAD, ILO, IMF, OCSE, UN High Level Task Force on the Global Food Security Crisis, WFP, World Bank, WTO a alcune realtà private e miste come Alliance for a Green Revolution in Africa (AGRA), Bioversity/Consultative Group on International Agricultural Research (CGIAR), Global Donor Platform for Rural Development, Global Forum on Agricultural Research (GFAR), non può fare a meno di riconoscere e di assumere le parole d’ordine e le richieste dei movimenti.</p>
<p><strong>I Grandi hanno riconosciuto che una sicurezza alimentare sostenibile, un’alimentazione sufficiente e un’agricoltura anch’essa sostenibile devono essere affermate come priorità nell’agenda politica</strong>, e per assicurarle debbono essere coinvolti tutti gli attori sociali rilevanti, &#8211; dalle istituzioni, ai piccoli produttori, al settore privato, a livello globale, regionale e nazionale. La cattiva notizia, secondo la coalizione <strong>Help Local Trade</strong> – che coordina ong Crocevia, Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, Fair, Mani Tese, ong Mais e Servizio Civile Internazionale e lavora per la promozione delle economie locali e solidali in risposta alla crisi della globalizzazione &#8211; è che questo testo mantiene al centro, in parallelo, i vecchi attori e modelli: una nuova spinta al libero commercio e alla WTO per risolvere la crisi, che Berlusconi stesso ha indicato come strumento strategico per permettere ai paesi poveri di battere la povertà, annunciando una mini-ministeriale per i primi di settembre che dovrebbe portare la WTO fuori dalle secche presenti.</p>
<p>“Leggendo la dichiarazione dei G8 – sottolinea Antonio Onorati dell’ong  Crocevia – ci è chiaro che il recupero delle parole d’ordine che il movimento contadino ha prodotto negli ultimi 15 anni, a partire dal protagonismo dei piccoli produttori e dei mercati locali, nasconde la loro impotenza a pensare ricette autonome. Tentano sotto questa coperta di rilanciare la WTO che è tra i principali responsabili, insieme agli aggiustamenti strutturali della Banca Mondiale dei 100 milioni di nuovi affamati registrati nell’ultimo anno, una buona parte dei quali sono, per la prima volta, abitanti dei paesi OCSE, cioè del cosiddetto “primo mondo”.</p>
<p>“Il tentativo, emerso nelle prime bozze del documento, di dare ancora alla volta alla Banca mondiale la gestioni dei fondi per l’agricoltura e la sicurezza alimentare – rivela Antonio Tricarico, di Campagna per la Riforma della banca Mondiale &#8211; è stato per il momento bloccato, e questo è un <strong>segnale positivo che oramai dimostra come non è più soltanto il G8 a decidere le sorti del pianeta</strong>. Oggi la sfida diventa quella del rafforzamento di quelle agenzie delle Nazioni Unite che, a differenza delle istituzioni finanziarie internazionali possono essere riformate a favore degli interessi dei piccoli contadini e del’agricoltura familiare”.</p>
<p>“Le liberalizzazioni commerciali già in corso dalla fine degli anni Ottanta – ha aggiunto Monica Di Sisto dell’organizzazione equosolidale Fair – come abbiamo imparato dai piccoli produttori risollevati dalle economie solidali, non hanno evitato la crisi, anzi l’hanno accelerata, e voler chiudere gli occhi su questa realtà rischia di condannare a morte certa altre centinaia di milioni di cittadini. Per questo a settembre e a novembre prossimi, in occasione dei vertici di Wto e Fao, le nostre organizzazioni lavoreranno per sventare ogni tentativo di liberalizzare diritti essenziali come agricoltura, servizi e investimenti”.</p>
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