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	<title> &#187; crisi alimentare</title>
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		<title>Lusso di prima necessità</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 14:57:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Secondo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[crisi alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[crisi finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Mozambico]]></category>

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		<description><![CDATA[Mozambico, Maputo: governo non ritira gli aumenti, nuovo bilancio ufficiale vittime]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fonte: <a title="misna.org" href="http://www.misna.org/" target="_self">MISNA</a></p>
<p><strong>Nessuna revisione degli aumenti dei prezzi dei beni di prima necessità decisi dal governo mozambicano </strong>e che hanno scatenato le proteste in corso da ieri a <strong>Maputo</strong>, con almeno sette vittime e centinaia di feriti; la decisione è stata resa nota dal portavoce del Consiglio dei Ministri, Alberto Nkutumula, in un incontro-stampa al termine di una riunione d’emergenza dell’esecutivo. Nkutumula ha spiegato che il governo considera gli aumenti “reversibili”, ma comunque, ha precisato il portavoce, non nel breve periodo. Il governo ha quindi ribadito l’invito alla popolazione a lavorare insieme alle istituzioni per migliorare la situazione economica e sociale del paese.</p>
<p>Dal Consiglio dei ministri di oggi è stato diffuso anche un nuovo bilancio ufficiale delle violenze che da ieri mattina interessano l’intera città di Maputo (prevalentemente i quartieri poveri periferici) nel quale è fissato a sette il numero dei morti e a 288 quello dei feriti. Cifre più prudenti rispetto a quelle che circolano da ore su alcuni mezzi d&#8217;informazione locali e che riferiscono di almeno 12 morti (10 ieri e due oggi) e centinaia di feriti. Fonti della MISNA contattate a Maputo confermano che la situazione in città è ancora tesa e che scontri tra manifestanti e polizia sono proseguiti anche nel pomeriggio, quando è stata segnalata una sparatoria particolarmente intensa nell’Avenida Julius Nyerere.</p>
<p>Testimoni fanno sapere che da alcune ore per le strade di Maputo sono presenti anche i militari, i quali, comunque, non starebbero svolgendo compiti di polizia o di ordine pubblico, ma si starebbero limitando a ripulire le strade, rimuovendo le barricate erette dai dimostranti.</p>
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		<title>Prezzi alimentari sostenuti nei pvs</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 11:56:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Terzo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[crisi alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[fao]]></category>

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		<description><![CDATA[Trentuno nazioni necessitano di aiuti alimentari d’emergenza Roma, 10 novembre 2009 Nei paesi poveri, importatori netti di alimenti, i prezzi alimentari continuano a rimanere sostenuti, nonostante la buona produzione cerealicola registrata nel 2009, ha avvertito oggi la FAO nel suo ultimo rapporto Crop Prospects and Food Situation (Prospettive dei raccolti e situazione alimentare ndr). Una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Trentuno nazioni necessitano di aiuti alimentari d’emergenza<br />
</strong><br />
<em>Roma, 10 novembre 2009 </em><br />
Nei paesi poveri, importatori netti di alimenti, i <strong>prezzi alimentari continuano a rimanere sostenuti</strong>, nonostante la buona produzione cerealicola registrata nel 2009, ha avvertito oggi la FAO nel suo ultimo rapporto <em>Crop Prospects and Food Situation</em> (Prospettive dei raccolti e situazione alimentare ndr).<br />
Una situazione di grave insicurezza alimentare colpisce al momento <strong>31 paesi che per questo necessitano di aiuti d’emergenza</strong>.  La situazione è particolarmente grave in Africa orientale dove a causa della siccità e dei conflitti in corso circa 20 milioni di persone hanno bisogno di aiuti alimentari, ha denunciato la FAO.<br />
Nonostante i prezzi alimentari a livello internazionale siano calati in modo significativo rispetto ai picchi raggiunti un paio d’anni fa, <strong>i prezzi del grano e del mais in ottobre sono saliti e quelli del riso di esportazione rimangono più alti dei livelli ante crisi</strong>.</p>
<p>“Per le popolazioni più povere, il cui bilancio familiare viene speso sino all’80 per cento per il cibo, la crisi dei prezzi alimentari non è ancora finita”, dice Hafez Ghanem, Vice Direttore Generale della FAO.  “Oggi, per combattere fame e povertà, la priorità a livello mondiale è incrementare gli investimenti nel settore agricolo dei paesi in via di sviluppo”.
</p>
<p style="text-align: justify;">La FAO ha convocato un <strong>Vertice Mondiale dal 16 al 18 novembre 2009</strong> allo scopo di raggiungere un ampio consenso per l’immediata riduzione della fame con l’obiettivo di promuovere gli investimenti pubblici e privati nello sviluppo agricolo dei paesi in via di sviluppo.<strong></strong></p>
<p><strong>Africa occidentale</strong><br />
In Africa occidentale la produzione cerealicola nel 2009 calerà rispetto ai buoni raccolti dello scorso anno.  Le piogge scarse, inferiori alle medie stagionali, hanno reso necessario in molte zone della regione ripiantare le colture ed anno causato la perdita del bestiame in Mali, Ciad e Niger, secondo il rapporto.  I prezzi dei cereali nella regione sono ancora ben al di sopra i livelli di due anni fa prima della crisi dei prezzi alimentari.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad esempio il prezzo del miglio sul mercato di Bamako, la capitale del Mali, di Ouagadougou in Burkina Faso e di Niamey in Niger è aumentato rispettivamente del 35 per cento, del 42 per cento e del 21 per cento rispetto allo stesso periodo del 2007.  Il prezzo del riso importato è incrementato tra il 22 ed il 46 per cento.  La FAO mette in guardia che il previsto calo della produzione cerealicola della Nigeria potrebbe portare a nuovi rialzi dei prezzi in tutta l’Africa occidentale.<strong></strong></p>
<p><strong>Africa Orientale</strong><br />
In Africa orientale la situazione desta grande preoccupazione a causa delle scarse precipitazioni che in molte aree hanno distrutto raccolti e pascoli, dell’incremento dei conflitti, dell’interruzione degli scambi commerciali e della permanenza di prezzi alimentari sostenuti.<br />
In Kenya si prevede che la produzione di mais sarà inferiore del 30 per cento rispetto allo scorso anno passato.   Si stima che circa 3,8 milioni di keniani soffrano di insicurezza alimentare elevata o estrema, per lo più nelle aree agricole e pastorali marginali.<br />
In Etiopia il numero delle persone che necessitano di soccorsi umanitari è aumentato, passando dai 5,3 milioni del maggio scorso a 6, 2 in ottobre.<br />
In Uganda circa 1,1 milioni di persone hanno bisogno di assistenza alimentare. Nel Sudan meridionale ed in Darfur il proseguire della guerra civile sta facendo peggiorare la già grave situazione alimentare della popolazione: si stima che siano circa 5,9 milioni le persone che dipendono dagli aiuti alimentari d’emergenza per sopravvivere.</p>
<p><strong>Altre regioni del mondo</strong><br />
In Africa australe, nonostante la buona produzione cerealicola del 2009, persistono prezzi alimentari elevati in diversi paesi, con gravi conseguenze sulla sicurezza alimentare della popolazione.<br />
In Nord Africa la produzione complessiva di grano si preveda raggiungerà il nuovo record di 21,5 milioni di tonnellate, rispetto ai 14,3 milioni di tonnellate del 2008, quando la produzione era stata compromessa a causa della siccità.<br />
In Asia, le prospettive della produzione di riso nel 2009 si sono deteriorate dal luglio scorso a seguito delle irregolari piogge monsoniche in India, uno dei principali paesi produttori, e dei disastri naturali in alcuni altri paesi, come il Giappone, la Repubblica della Corea del Nord, la Repubblica democratica popolare del Laos e lo Srilanka.</p>
<p>La FAO produce il rapporto <strong>Crop Prospects and Food Situation</strong> ogni tre mesi.</p>
<p>[fonte: <a href="http://www.fao.org/news/story/it/item/37157/icode/" target="_blank">www.fao.org</a>]</p>
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		<title>Ancora morti in Guatemala</title>
		<link>http://www.manitese.it/2009/500-vittime-in-guatemala-per-la-siccita/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 15:59:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Terzo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[crisi alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[Guatemala]]></category>
		<category><![CDATA[siccità]]></category>

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		<description><![CDATA[19 ottobre 2009 Considerata la più grave dal 1976, la siccità che sta colpendo dall’inizio dell’anno una vasta porzione del territorio guatemalteco ha provocato finora 469 vittime, secondo i dati aggiornati del ministero della Sanità, e la perdita di 36.000 ettari di coltivazioni di mais e fagioli, elementi base della dieta quotidiana principalmente tra i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>19 ottobre 2009</em></p>
<p>Considerata la più grave dal 1976, <strong>la siccità che sta colpendo dall’inizio dell’anno una vasta porzione del territorio guatemalteco ha provocato finora 469 vittime</strong>, secondo i dati aggiornati del ministero della Sanità, e la <strong>perdita di 36.000 ettari di coltivazioni di mais e fagioli</strong>, elementi base della dieta quotidiana principalmente tra i ‘campesinos’.<br />
Sono oltre 400.000 le famiglie di ‘campesinos’ considerate a rischio per la mancanza d’acqua e di generi di prima necessità come i cereali nel paese col più alto tasso di malnutrizione cronica tra i bambini di età inferiore ai cinque anni di tutta l’America Latina (51%) <strong>dichiarato a settembre in “stato di calamità</strong> (leggi anche<a href="http://www.manitese.it/?p=1450" target="_blank"> News del 9 settembre 2009</a>).<br />
La situazione più grave è quella del cosiddetto ‘corredor seco’ che copre sette dipartimenti orientali: Huité, a Zacapa, è considerato il comune più arido, nonostante ospiti anche lussuose ville private con piscina (presumibilmente appartenenti a narcotrafficanti), anche a fronte di politiche inefficaci; secondo i dirigenti contadini della zona, a un chilometro di profondità nel sottosuolo è presente una falda acquifera, su un totale di ben 32 contate nel territorio nazionale, che sarebbe largamente sufficiente a garantire l’approvvigionamento di Huité e dei comuni vicini. Nel tentativo di arginare le spese per l’agricoltura, mantenendo l’umidità nel sottosuolo e favorendo le coltivazioni, nella regione si stanno portando avanti con aiuti internazionali progetti agro-forestali come la semina di Gliricidia (anche detto Madre Cacao), un albero delle leguminose usato per fissare il nitrogeno e arricchire la terra di elementi organici naturali.<br />
“<strong>Non abbiamo bisogno di assistenzialismo, ma solo di imparare buone pratiche da trasmettere a lungo termine tra i contadini</strong>” ha detto il sindaco di Huité, Esbin René Guevara.</p>
<p>[fonte: MISNA]</p>
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		<title>Dichiarato lo stato di calamità in Guatemala</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 16:25:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Secondo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[crisi alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Guatemala]]></category>

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		<description><![CDATA[Si aggrava la crisi alimentare in Guatemala]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Grave crisi alimentare in Guatemala</h4>
<p><span style="text-decoration: underline;">9 settembre, 2009</span></p>
<p style="text-align: justify;">Per affrontare la grave crisi alimentare, causata dalla prolungata siccità, che colpisce il Guatemala il presidente Alvaro Colom ha decretato lo stato di calamità pubblica a livello nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.manitese.it/vetrina/wp-content/uploads/2009/09/guatemala1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1452" title="guatemala" src="http://www.manitese.it/vetrina/wp-content/uploads/2009/09/guatemala1.jpg" alt="guatemala" width="265" height="177" /></a><br />
In un messaggio inviato martedì 8 settembre alle radio e alle televisioni il presidente Colom ha afferamto: &#8220;Ho deciso di utilizzare la legge di ordine pubblico e dichiarare lo stato di calamità in tutto il territorio nazionale, poiché le conseguenze dell&#8217;insufficienza alimentare e nutrizionale colpiscono l&#8217;intero Paese&#8221;.</p>
<p>Cento comunità sono colpite da questa situazione, in particolare l&#8217;emergenza riguarda i sette dipartimenti che compongono il cosiddetto <em>Corredor Seco</em>, situato nella zona est orientale del Paese.<br />
Il<em> Corredor Seco</em> è formato dai dipartimenti di Jalapa, El Progreso, Zacapa, Chiquimula, Jutiapa, Santa Rosa e Baja Verapaz.<br />
Secondo il capo di Stato guatemalteco l&#8217;insufficienza alimentare così come il denutrimento sono problemi strutturali del Paese, causati dalle inefficienti politiche dei suoi precedessori.</p>
<p>&#8220;La dichiarazione dello stato di calamità ci permette di accedere alle risorse messe a disposizione dalla cooperazione internazionale, ma anche di mobilitare con maggiore agilità gli interventi interni al nostro Paese&#8221;, ha precisato il capo del governo.<br />
&#8220;Faccio appello a tutti i settori della vita nazionale affinché contribuiscano per risolvere questo grave problema, e le  conseguenze che ne derivano&#8221;,  ha aggiunto Colom.</p>
<p>Secondo uno studio condotto dal Ministero della Salute e divulgato lo scorso martedì, la scarsità di alimenti causata dalla prolungata siccità ha provocato, tra gennaio e luglio di quest&#8217;anno, la morte di 462 persone abitanti nelle zone povere del Guatemala.<br />
Colom ha dichiarato che la fame colpisce 54mila famiglie nel Paese, mentre altre 400mila famiglie potrebbero soffrire la fame entro la fine di quest&#8217;anno.</p>
<p>Qualche ora prima dell&#8217;annuncio presidenziale il Programma Mondiale per l&#8217;Alimentazione (PMA) ha consegnato 20 tonnellate di barrette nutritive in 164 comunità colpite dalal fame.<br />
Colom ha descritto la situazione come una tragedia di dimensioni stroiche, data la estensione della popolazione colpita.<br />
Uno studio della Segreteria per la Sicurezza Alimentare (Sesan), presentato lo scorso 16 agosto, ha affermato che, a causa della siccità, solo negli ultimi tre mesi il numero di comunità che rischiano la fame è aumentato del 113%.</p>
<p><em>[fonte: www.telesurtv.net]</em></p>
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		<title>Si aggrava la crisi alimentare in Eritrea</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Jul 2009 12:59:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Secondo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[crisi alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[eritrea]]></category>

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		<description><![CDATA[Si aggrava la crisi alimentare che sta colpendo i Paesi del Corno d’Africa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align: center;">Il presidente eritreo chiede al suo popolo di rinunciare alla colazione<br />
per finanziare le opere infrastrutturali</h4>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><em>31 luglio 2009</em></span><br />
Si aggrava la crisi alimentare che sta colpendo i Paesi del Corno d’Africa, dove, secondo le ultime dichiarazioni degli organismi competenti, sarebbero oltre 20 milioni le persone a rischio di fame. Tra questi non sono compresi gli eritrei; il governo eritreo, infatti, è ben deciso a tener ferma la sua politica di autosufficienza e di rifiuto degli aiuti umanitari internazionali e dunque non si è unito agli appelli dei paesi confinanti.
</p>
<p style="text-align: justify;">Però, secondo la FAO e il WFP (World Food Programme), nel 2008 il Paese avrebbe prodotto solo il 30% del fabbisogno nazionale di cibo. Quella dell’anno scorso è l’ultima di una serie di annate negative, dovute anche ad una persistente siccità, iniziata nel 2002. In questi anni la popolazione ha progressivamente esaurito tutte le scorte e i meccanismi di compensazione che ne hanno permesso la sopravvivenza fino ad ora.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://89.31.74.211/vetrina/wp-content/uploads/2009/07/Bambine-trasportano-lacqua.JPG"><img class="alignright size-full wp-image-1272" title="Bambine trasportano  l'acqua" src="http://89.31.74.211/vetrina/wp-content/uploads/2009/07/Bambine-trasportano-lacqua.JPG" alt="Bambine trasportano  l'acqua" width="307" height="230" /></a>L’Unicef, da parte sua, mette in guardia sulle gravi ripercussioni che l’attuale aumento globale dei prezzi agricoli potrebbe avere in Eritrea, dove stima che oltre 2 milioni di persone, più della metà della popolazione (calcolata in 3,6 milioni) sarebbero già adesso malnutrite.</p>
<p style="text-align: justify;">Testimonianze riportate da diversi siti e bollettini di associazioni internazionali descrivono una situazione già drammatica: fin dallo scorso mese di febbraio sono stati visti bambini “così deboli da non poter camminare”, in parecchi villaggi mentre la gente ha cominciato a spostarsi in cerca di cibo.<br />
Sono giunte voci che, in alcune aree, la gente si stia nutrendo non solo di fichi d’India, ma anche delle pale (cioè i suoi rami spinosi) oltre che di frutti e foglie di altre piante selvatiche, situazione che si era verificata solo durante la gravissima carestia della metà degli anni ottanta.
</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo è ancor più sorprendente il pressante invito del presidente eritreo, durante un’intervista rilasciata al Financial Times e postata sul web il 27 di luglio,  a rinunciare ad un pasto (è stata indicata la colazione) per risparmiare valuta da utilizzare nella costruzione di infrastrutture (in specifico strade).</p>
<p><em>[Fonti: Irinnews, BCC News/Africa, Financial Times]</em></p>
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