Mani Tese ONG

Gruppo di Siena

Categorie


martedì 11 agosto 2009

No al pacchetto sicurezza

Facciamo circolare queste riflessioni del Centro Per la Pace di Viterbo pubblicate sulla lista di Peacelink a pochi giorni dall’entrata in vigore del pacchetto sicurezza da poco approvato dal governo italiano.

 

Si sta scatenando l’inferno.
Sta avvenendo in tutta Italia quello che i giornali riferiscono col
contagocce: e riferiscono di suicidi, retate di innocenti, aggressioni,
umiliazioni e pestaggi, ricatti a lavoratori immigrati minacciati di
licenziamento (”cosi’ perdi il permesso di soggiorno, diventi clandestino e
prima ti multano pretendendo somme di denaro che non avrai mai e poi finisci
in galera, oppure vai a venderti per strada… ti conviene essere schiavo
qui dove sei, ti conviene subire e tacere, o chiamo i persecutori e ti
consegnamo agli aguzzini…”). Le violenze sono ogni giorno piu’ diffuse, la
persecuzione ogni giorno piu’ atroce.
Si sta scatenando l’inferno: milioni di persone assolutamente oneste e del
tutto innocenti vivono ora nel nostro paese in un regime di terrore, esposte
all’abissale minaccia della schiavitu’, alle grinfie dei poteri criminali,
alle vessazioni crescenti dei picchiatori, degli stupratori, degli
sfruttatori, dei sadici torturatori.
Si sta scatenando l’inferno.
Le misure razziste, schiaviste e squadriste contenute nel cosiddetto
“pacchetto sicurezza” stanno imponendo il regime dell’apartheid nel nostro
paese. Siamo in presenza di un colpo di stato razzista che sta perseguitando
milioni di persone, ed aggredendo il nostro ordinamento giuridico,
sovvertendo la legalita’, abbattendo la Costituzione, avvelenando la vita di
tutti.
*
Io lo vedo perche’ non vivo nella torre d’avorio: alcune di queste vittime
vengono a chiedere aiuto a me. Ed e’ ogni giorno piu’ difficile aiutarle,
sostenerle, incoraggiarle, dimostrar loro che questo e’ ancora un paese
civile e che non siamo un popolo di complici del nazismo che torna.
Io lo vedo perche’ non ho dimenticato quello che mi insegnarono i miei
antichi maestri, da Vittorio Emanuele Giuntella a Primo Levi, da Franco
Fortini a Benny Nato.
Io lo vedo perche’ molti anni fa dedicai una parte della mia vita a
coordinare per l’Italia la solidarieta’ con Nelson Mandela allora detenuto
nelle prigioni del regime razzista sudafricano, e da quella esperienza
imparai cose che non ho piu’ dimenticato.
Io lo vedo forse anche perche’ sono e mi sento ormai vecchio, ed ho dedicato
gli ultimi quattro decenni della mia esistenza alla lotta per la dignita’ e
i diritti di tutti gli esseri umani.
Ma lo vedo anche perche’ chiunque puo’ vederlo, se solo volesse vedere, se
solo volesse ascoltare, se solo volesse sapere, se solo volesse capire.
*
E dunque questo e’ il momento di resistere al colpo di stato.
E dunque questo e’ il momento di difendere la legalita’, la democrazia, la
civilta’, il nostro paese, l’umanita’.
E dunque questo e’ il momento di insorgere, con la forza della nonviolenza,
in difesa della Repubblica Italiana e della nostra Costituzione che la
fonda.
*
Le misure razziste, schiaviste e squadriste contenute nel cosiddetto
“pacchetto sicurezza” sono illegali, criminali e criminogene,
incostituzionali ed antigiuridiche: nessuno le deve accettare o applicare,
tutti devono respingerle in quanto anomiche e golpiste, barbare ed
antiumane.
Quelle misure razziste, schiaviste e squadriste contenute nel cosiddetto
“pacchetto sicurezza” devono essere rese immediatamente ineffettuali ed
abrogate al piu’ presto, o per pronunciamento della Corte Costituzionale o
per nuova deliberazione del Parlamento.
*
In tutta Italia denunciamo a tutte le competenti magistrature ed a tutte le
competenti istituzioni l’illegalita’ di quelle misure razziste, schiaviste e
squadriste.
In tutta Italia si insorga in difesa della Repubblica, per il ripristino
della legalita’, per sconfiggere – con la forza del diritto, con la vigenza
dell’ordinamento giuridico democratico – il tentativo di colpo di stato
razzista.
nbawac@tin.it
web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

Peppe Sini
responsabile del “Centro di ricerca per la pace”

Viterbo, 11 agosto 2009

Mittente: Centro di ricerca per la pace
strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo
tel. 0761353532
e-mail:

martedì 11 agosto 2009

Mani Tese ringrazia la comunità peruviana

Il 188° anniversario della liberazione del Perù non è stato solo un momento di festa per la comunità peruviana, ma ci ha dato anche la possibilità di rafforzare il legame che ormai dura da diversi anni. Al pranzo, a cui hanno partecipato circa 100-150 persone, è seguito uno spettacolo di balli tipici tradizionali peruviani  e non solo. Erano infatti presenti al pranzo, svoltosi presso i locali della parrocchia del quartiere di San Miniato, anche la comunità colombiana e quella cubana.

Un abbraccio e un ringraziamento da parte nostra va alla comunità peruviana per averci coinvolto nella loro iniziativa, con la speranza di organizzarne insieme altre.

Mani tese Gruppo di Siena

martedì 28 luglio 2009

Bar equo e solidale a Poggibonsi

Da luglio a fine settembre sarà funzionante il bar equo e solidale al Cassero di Poggibonsi, dove gustare prodotti della filiera corta e del commercio equo e solidale.
“Il nostro intento è far capire che il consumo e l’acquisto possono avere un risvolto etico -spiegano i volontari dell’Associazione Città Equa e Solidale che gestiscono Equò e a cui aderiscono anche i volontari di Mani Tese Siena - e che scegliere stili di vita solidali significa anche valorizzare il consumo a Km zero del territorio”.

Il bar sarà aperto fino a settembre tutti i giorni (escluso il lunedì) dalle 17 alle 24. La domenica aperitivo lungo fino alle 23.

giovedì 23 luglio 2009

Invito festa peruviana

188° Anniversario della Liberazione del Perù

 

Domenica 2 Agosto ore 13:00

 

 

 

 Festa Peruviana

Pranzo e Balli Sudamericani

 

 

 

 

 

 

 

 

      

 

 

PRESSO LA PARROCCHIA DI SAN MINIATO

 

VIA ALDO MORO – SIENA

 

 

ASSOCIAZIONE PERUVIANA DI SIENA

 

 

 

 

 

Info: marimer@hotmail.it

 

martedì 21 luglio 2009

Manitese esprime una dura condanna nei confronti del Governo di Alan Garcìa

Contro il governo di Alan Garcìa Stampa E-mail
  

In seguito ai recenti scontri nella regione amazzonica peruviana, Mani Tese esprime una dura condanna nei confronti del Governo di Alan Garcìa deciso a reprimere nel sangue le mobilitazioni indigene e contadine in difesa delle terre e contro la mercificazione delle risorse naturali.
Gli scontri di Bagua, nel nord dell’Amazzonia peruviana, hanno causato lo scorso 5 giugno oltre 50morti e centinaia di feriti tra indigeni awajùn e agenti della polizia, mentre è ancora imprecisato il numero di sparizioni forzate denunciate dai manifestanti.
Un conflitto sociale che in Perù si è acuito negli ultimi mesi, in seguito alla decisione del governo Garcìa di emanare un pacchetto di 99 decreti legislativi che ampliano le possibilità di sfruttamento dell’Amazzonia da parte delle imprese private ed aprono le porte alla privatizzazione delle terre comunitarie, in linea con quanto previsto dal Trattato di Libero Commercio firmato con gli Stati Uniti nel 2006.
Sono oltre mille le comunità indigene in stato di agitazione dallo scorso 9 aprile che contestano la legittimità costituzionale dei decreti e denunciano la violazione dell’Accordo 169 dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro sui popoli indigeni e tribali, che impone ai Paesi firmatari il consenso previo ed informato delle popolazioni indigene per l’approvazione di leggi di questo tipo.
La decisione del Congresso della Repubblica di posticipare nuovamente il dibattito relativo alla deroga dei decreti emanati dal Governo ha spinto nuovamente in strada le popolazioni indigene amazzoniche, guidate dalla Associazione Interetnica di Sviluppo dell’Amazzonia Peruviana (AIDESEP).
In seguito alle proteste, che riprenderanno a luglio con uno sciopero generale indetto dai movimenti e dalle associazioni di base, il governo Garcia ha imposto lo stato d’emergenza ed il coprifuoco nelle zone di conflitto, mentre un mandato di arresto è stato emesso nei confronti del leader indigeno Alberto Pizango, al quale il governo del Nicaragua ha immediatamente concesso l’asilo. Il Congresso ha inoltre sospeso per 120 giorni sette deputati del partito di opposizione – Partido Nacional Popular – colpevoli di aver condannato le misure repressive del Governo,
definendole un “attentato alla democrazia”.
Convinti dell’urgenza di porre fine ad un conflitto sociale tra i più violenti della regione, Mani Tese chiede al Governo del presidente Alan Garcìa la revoca immediata dei decreti incriminati e l’apertura di un tavolo di trattative che possa garantire una reale concertazione nell’elaborazione di misure socio-economiche in grado di salvaguardare i diritti ancestrali dei popoli indigeni del Perù.
Esprimendo inoltre la nostra solidarietà alle comunità indigene amazzoniche e a tutte le vittime di questo conflitto, condanniamo le misure repressive adottate dal Governo, chiediamo che vengano accertate le responsabilità dei crimini commessi e che venga revocato l’ordine di cattura nei confronti del leader indigeno Alberto Pizango.
 
Mani Tese

 

Mani Tese - Sede Nazionale
p.le Gambara 7/9, 20146 Milano (It)
Tel. +39 02 40 75 165
Fax +39 02 40 46 890
Numero verde 800 552 456
IBAN Banca Popolare Etica
IT 58 W 05018 01600 000000000040
C.F. 02343800153
mail: manitese@manitese.it