Mani Tese ONG

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Corsi di formazione per insegnanti

Corsi di letteratura

1. Scrittori migranti
2. Scrittori e scrittrici dell’Africa Subsahariana
3. Scrittori caraibici

Viviamo in un momento storico caratterizzato dalla mondializzazione dei problemi e dalla complessità delle situazioni. La globalizzazione del mercato economico, la commistione di popoli, lo scambio di beni e di messaggi, il mescolarsi di linguaggi, conoscenze, codici, i conflitti e la contaminazione di culture e tradizioni (che scuotono le società contemporanee), mettono in crisi le categorie tradizionali di identità, appartenenza, democrazia.
Il pensiero occidentale ha inseguito per secoli “la coerenza e la riduzione del molteplice all’unità del sé” e oggi si trova impotente di fronte al dinamismo, alla complessità e alle ingiustizie di un presente in cui il nord del mondo (il 20% della popolazione mondiale) detiene l’80% della ricchezza planetaria. Avremmo invece bisogno di un pensiero della diversità, capace di riconoscere che “ogni universo è un pluriverso”, capace cioè di riconoscere la molteplicità nell’unità e l’unità nella molteplicità. Le sfide del presente impongono uno sforzo transdisciplinare e interculturale per una educazione alla complessità umana. “Le conoscenze devono legarsi al passato e al tempo stesso aprirsi ai molti ‘contropresenti’; gli individui vanno preparati ad appartenere a se stessi, alla comunità locale, alla comunità mondiale.
Dobbiamo acquisire la consapevolezza che oggi tutti i gruppi umani si trovano di fronte a un bivio: o si riesce a trovare un equilibrio tra le differenze presenti sul pianeta, a creare fra loro un dialogo e un’interazione oppure corriamo il pericolo di vivere in una situazione di conflitto, di guerra.
Ci troviamo ad affrontare una sfida e non esistono risposte facili e immediate di fronte alla complessità dei problemi. In questo mondo nuovo che si va delineando vanno cercati allora nuovi strumenti, nuove categorie per leggere e descrivere fenomeni nuovi, uno stile cognitivo e un atteggiamento affettivo capaci di decentramento.
La letteratura descrive il mondo in modo complesso e ricco di sfumature, può risultare quindi estremamente utile perché dà la possibilità di capire che esistono visioni diverse del mondo, punti di vista diversi e permette di sperimentarli nell’immaginazione. Leggere opere letterarie di altri paesi vuol dire offrirsi la possibilità di rendere familiare ciò che è lontano, “straniero”. Poiché la letteratura tocca la sfera affettiva e l’immaginazione, offre la possibilità di influire sull’atteggiamento delle persone nei riguardi di altre culture, in modo più efficace del puro e semplice apprendimento cognitivo. La letteratura, spazio privilegiato dell’elaborazione dell’immaginario, può diventare strumento primario di cambiamento della mentalità.
Il lettore che si immerge in altri mondi parte per un viaggio che lo mette a confronto con la diversità, con l’altro da sé e lo porta, nello stesso tempo, a ridefinire la propria identità. Conoscere una cultura altra rimanda inevitabilmente alla propria cultura, a prendere consapevolezza di ciò che era dato per scontato. Leggere un’opera narrativa straniera può diventare un buon esercizio di “spaesamento” che ci porta a prendere coscienza della struttura composita, del carattere dinamico, della nostra e altrui identità.
Letterature africane, caraibiche, della migrazione: esempi significativi delle interazioni che stanno ridisegnando la mappa letteraria del nuovo millennio, specchio dei mutamenti sociali e culturali, chiavi di lettura della nuova complessità . Le opere di questi scrittrici e scrittori,con la loro straordinaria vitalità, fecondità, qualità letteraria, si offrono come soglia di ingresso in altri mondi e come via al colloquio con altre culture.

Proposte per la scuola di educazione allo sviluppo

Corsi di formazione per insegnanti e percorsi didattici per studenti

Scrittori migranti:
Italia, crocevia di storie e di identità creole


Anche in Italia, come già avvenuto in altri paesi (si pensi a Milan Kundera o Tahar Ben Jelloun in Francia, a Salman Rushdie o V.S. Naipaul in Gran Bretagna per citarne solo alcuni), assistiamo oggi alla nascita di autori (che gli specialisti definiscono “migrant writers”), arrivati in Italia da tutti gli angoli del mondo, che hanno adottato la lingua di Dante per esprimersi, dando vita a nuovi mondi fantastici.
Dopo essere stato per quasi un secolo un paese di emigranti, negli ultimi decenni l’Italia si è trovata a confrontarsi con il fenomeno inverso. Eppure nel nostro immaginario collettivo la figura dell’immigrato è percepita ancora come portatrice di bisogni e di problemi invece di essere riconosciuta come una risorsa, come portatrice di cultura.
Le opere degli scrittori migranti, permeate da spostamenti, contaminazioni, diaspore, raccontano la difficile nascita di identità creole. In una realtà, come quella in cui viviamo, che si trasforma rapidamente e profondamente, la letteratura della migrazione si offre come specchio dei mutamenti sociali e culturali e come chiave di lettura di questa nuova complessità.
Questi scrittori affrontano temi molto vari, e sono ormai giunti a una maturazione significativa tanto sul piano dell’autonomia linguistica che sul piano dei contenuti e della forma. Ancora poco conosciuti in Italia, questi autori sono invece studiati nelle università europee e americane, come Gëzim Hajdari premio Montale per la poesia, per citarne qualcuno.
Questi autori danno uno sguardo particolare alla società italiana e ai suoi travagli per l’integrazione, ci fanno capire meglio chi siamo, com’è la nostra società, ci costringono a una riflessione sull’identità italiana, su come si rappresenta e si rapporta con l’altro.
Il migrante vive in vitro l’identità dell’uomo contemporaneo, una sorta di laboratorio in cui sperimentare l’identità del XXI secolo

Durata 12 ore

Obiettivi

  • far cogliere le potenzialità interculturali delle scritture migranti che possono servire anche come spunto o integrazione/supporto per percorsi di educazione ai diritti, alla cittadinanza, alla gestione dei conflitti.
  • capire che l’immigrazione non comporta solo dei problemi (come giornalmente ci ripetono i media) ma offre anche delle opportunità; che all’immigrato va riconosciuto un ruolo culturale oltre che economico.
  • relativizzare, decentrare i propri punti di vista.
  • acquisire conoscenze sulla letteratura della migrazione.
  • riflettere sul problema del canone.

Struttura

1. Se la storia crea la complessità…

  • scrittori immigrati: caratteristiche generali e varie fasi;
  • imbarazzismi: noi visti dagli altri.

2. Vite sospese, identità plurali

  • Lingua e letteratura, riflessioni su lingua e canone.

3. L’altro lato della medaglia: letteratura dell’emigrazione.

  • specularità dell’esperienza di emigrazione e di immigrazione;
  • alcune coordinate.

4. La strada non c’è, si farà.

  • un racconto un film;
  • individuazione di percorsi possibili (i testi, le opere degli scrittori migranti possono servire anche come spunto o come integrazione/supporto per percorsi di educazione ai diritti, alla cittadinanza, alla gestione dei conflitti).

Metodologia

Gli incontri si svolgono in forma laboratoriale su testi principalmente letterari ma anche audiovisivi e slides, utilizzando una metodologia interattiva, in grado di coinvolgere i partecipanti

Strumenti

videoregistratore, computer collegato a videoregistratore

Proposte per la scuola di educazione allo sviluppo

Corsi di formazione per insegnanti e percorsi didattici per stude


Scrittori e scrittrici dell’Africa subsahariana:
speranze e fallimenti, impegno morale e civile, vizi e virtù di un continente complesso


L’ Africa subsahariana è costituita da una miriade di popoli, lingue, culture, dalle complesse vicende storiche. Il Nobel conferito al nigeriano Wole Soyinka, ai sudafricani Nadine Gordimer e J. M. Coetzee, il Premio Nonino assegnato a Chinua Achebe, il Grinzane Cavour a Ben Okri hanno attirato, nel nostro paese, l’ attenzione sulle letterature africane, ma gli scrittori africani sono ancora poco conosciuti dal grande pubblico.
La comparsa delle letterature africane è relativamente recente nel panorama internazionale perché le culture africane si sono espresse per millenni in forma orale attraverso racconti, miti, leggende … Il vasto patrimonio della tradizione orale è poi confluito nella letteratura scritta e molti sono ormai gli scrittori e le scrittrici che hanno raggiunto fama mondiale. L’Africa che emerge dal racconto dei suoi scrittori e delle sue scrittrici è un universo multiforme, variegato, ricchissimo, molto diverso da quel continente misero e arretrato che i mass media ci propongono.
La potenzialità di queste letterature è grande non solo come strumento di conoscenza degli altri, ma anche come conoscenza di se stessi, spinge ad affrontare con occhi nuovi la lettura della nostra realtà, perché la nostra identità si sviluppa e si afferma proprio nello scambio, nell’incontro con l’altro.

Durata 12 ore

Obiettivi

  • aprirsi alla conoscenza di ambiti letterari ancora poco noti, primo contatto con le letterature dell’Africa subsahariana e con le sue culture;
  • acquisire la consapevolezza che l’Africa non è solo quella che ci presentano i media;
  • ropportunità di imparare a guardarsi dal “di fuori”, cioè decentrare il punto di vista;
  • opportunità di imparare a guardarsi dal “di fuori”, cioè decentrare il punto di vista;
  • opportunità di riconsiderare da un punto di vista “speculare” rispetto a quello occidentale, 400 anni di storia coloniale e fenomeni fondamentali del nostro tempo (squilibri Nord/Sud, globalizzazione, flussi migratori).

Struttura

1. Incontro/scontro di culture

  • gli scrittori africani di fronte all’impatto con la civiltà occidentale, loro sguardo su di essa, problema dell’identità.

2. Orgoglio e riaffermazione della propria cultura

  • Oralità e tradizione, ruolo dello scrittore.

3. Scrittura di donne.

  • le donne prendono la parola per raccontarsi in prima persona.

4. Alcuni aspetti dell’Africa di oggi nei romanzi e nei film.

  • rapporto con il passato, critica ad alcuni vizi e aspetti delle società africane, disuguaglianze economiche e nuove classi sociali, corruzione, dittature, guerre, ricerca di una sintesi tra passato e presente.

Metodologia

gli incontri si svolgono in forma laboratoriale su testi principalmente letterari ma anche audiovisivi e slides, utilizzando una metodologia interattiva, in grado di coinvolgere i partecipanti.

Strumenti

videoregistratore, computer collegato a videoregistratore

Proposte per la scuola di educazione allo sviluppo

Corsi di formazione per insegnanti e percorsi didattici per stude


Scrittori caraibici:
un arcipelago segnato dalla diaspora e dal colonialismo, dalla nascita di culture nuove e creole


Spiagge di sabbia bianca, mare azzurro-verde trasparente, palme, Bob Marley e reggae, steelband e rasta, rum, salsa e merengue, calypso e zouk, cicloni, paradisi fiscali, canali di mangrovie… i Caraibi sono questo e molto altro. Gli scrittori caraibici con le loro storie ci raccontano l’estrema varietà di questo arcipelago, ci mostrano tutte le sfaccettature di questo mondo meticcio e creolo dove tante civiltà sono passate e hanno lasciato tracce: l’Europa (Spagna, Francia, Inghilterra, Olanda), l’Africa, l’Asia. La complessità dell’arcipelago appare a tutti i livelli: linguistico, culturale, religioso, politico. Oltre ai premi Nobel Derek Walcott e V. S. Naipaul molti sono gli artisti caraibici che hanno raggiunto fama internazionale: Aimé Césaire, Edouard Glissant, Alejo Carpentier, Maryse Condé… Le musiche caraibiche sono di casa a Londra, Parigi, New York, le grandi gallerie d’Europa e Nord America presentano mostre di pittori caraibici. La cultura scaturita dall’arcipelago è ricca, vivace, vitale sulle isole come all’estero.

Durata 12 ore

Obiettivi

  • favorire un primo contatto con le letterature dell’Arcipelago caraibico e con le sue culture;
  • comprendere che i Caraibi non sono solo le isole leggendarie del nostro immaginario ma un caleidoscopio di componenti etniche e linguistiche, di realtà anche dure fatte di povertà e emigrazione, di dittature;
  • acquisire consapevolezza che i Caraibi sono un luogo dove tutte le tracce si mescolano anche attraverso la lingua creola;
  • opportunità di riconsiderare da un punto di vista “speculare” rispetto a quello occidentale, 400 anni di storia coloniale e fenomeni fondamentali del nostro tempo (squilibri Nord/Sud, globalizzazione, flussi migratori).

Struttura

1. Radici comuni: schiavitù, colonialismo, cimarronaje, natura

  • natura e storia, elementi decisivi dell’ispirazione degli autori delle tre aree linguistiche (francofona, anglofona, iberofona).

2. Identità creole alla frontiera di quattro mondi

  • L’eredità del mondo africano e indiano, l’eredità della cultura dei colonizzatori si sono fuse dando origine a identità nuove e a lingue creole.

3. Diaspora, esilio, emigrazione, città-campagna

  • Temi ricorrenti e comuni agli scrittori caraibici.

4. La traversata della mangrovia

  • un romanzo che si offre come metafora della realtà caraibica attuale.

Metodologia

gli incontri si svolgono in forma laboratoriale su testi principalmente letterari ma anche audiovisivi e slides, utilizzando una metodologia interattiva, in grado di coinvolgere i partecipanti.

Strumenti

videoregistratore, computer collegato a videoregistratore

Proposte per la scuola di educazione allo sviluppo
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