giovedì 29 dicembre 2011

A dimostrazione della fumosità della dichiarazione finale di Conferenza sul Clima da poco conclusa, Jayanthi Natarajan, ministra dell’ambiente dell’India, interrogata sulla natura della ‘Piattaforma di Durban’ ha dichiarato al Parlamento che l’India non accetterà alcun patto vincolante per lo scenario post 2020 se non sarà chiarito prima il rispetto del principio delle responsabilità condivise ma differenziate.
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giovedì 22 dicembre 2011
Cosa è successo veramente a Durban? Il clima è salvo? Le promesse sono state rispettate? O piuttosto il fumo ha prevalso sull’arrosto? Un’analisi del ‘Durban package’, il pacchetto di decisioni preso durante la Conferenza sul Clima appena conclusa.
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martedì 13 dicembre 2011
Come uno studente che sa di essere bocciato e si ritira da scuola prima della fine dell’anno, così ieri il Canada ha annunciato di svincolarsi dal protocollo di Kyoto prima di pagare le penali per il mancato raggiungimento degli obiettivi fissati per il 2012.
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domenica 11 dicembre 2011
L’unico modo per evitare la catastrofe climatica, è cambiare un sistema che si basa su una produzione senza limiti e un mercato senza regole.
Si è chiusa nella notte a Durban in Sudafrica la 17° Conferenza Onu sul Cambio Climatico. Così come accaduto a Copenaghen nel 2009 e a Cancun nel 2010 il risultato sostanziale di tredici giorni di negoziati è pari a zero. Zero impegni vincolanti per la riduzione dei gas ad effetto serra. Zero finanziamenti delle misure di adattamento per i Paesi in via di sviluppo. Zero volontà da parte dei Paesi sviluppati di estinguere il debito climatico accumulato nei confronti del resto del mondo. Tutto rinviato a data da destinarsi. Ciò nonostante le 300 mila morti all’anno imputabili ai disastri naturali causati dal riscaldamento globale e nonostante il fatto che tutte le promesse da marinaio finora fatte da Stati Uniti, Unione Europea, Canada e Giappone condurrebbero comunque a un innalzamento delle temperature sopra i 4 gradi celsius e quindi all’estinzione della specie umana. (continua…)
sabato 10 dicembre 2011
La Conferenza sul Clima di Durban avrebbe dovuto chiudersi ieri. Ma nella notte una serie di veti incrociati ha impedito l’accordo: discussione rimandata a questa mattina e confenza prolungata di un giorno. Ma per ora ancora un nulla di fatto, e tra lungaggini, ritardi, testi sbagliati fatti circolare, le negoziazioni proseguono in un clima di incredulità perchè rischia di saltare tutto. Molte delegazioni infatti stanno già facendo le valigie, soprattutto quelle degli stati meno ricchi. Sul piatto rimangono quali impegni ai tagli sulle emissioni da realizzarsi all’interno del Protocollo di Kyoto, l’impegno da parte delle economie emergenti a realizzare una roadmap vincolante che porti ad un nuovo accordo da definirsi nel 2015 e da far diventare attivo nel 2020.
venerdì 9 dicembre 2011

Ultim'ora da Durban. Sono momenti concitati per tutti: per la presidenza sudafricana, che tutto vorrebbe pur di non uscire con un nulla di fatto; per i Paesi industrializzati ed emergenti, nella continua lotta per imporre se stessi e le proprie ambizioni; per le Ong ed i movimenti di tutto il mondo, perchè quello che si profila è un accordo di basso livello, che lascia in piedi la struttura ma che non affronta in tempo i problemi sul tappeto.
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giovedì 8 dicembre 2011

Manca poco più di un giorno alla fine della Conferenza e i giochi sono ancora tutti aperti. il Paesi del BASIC, Brasile, India e Cina giocano le loro carte, gli Stati Uniti attendono e la presidenza sudafricana difende il multilateralismo. E sull'ultima bozza del documento LCA fanno capolino le parole "Wto" e "liberalizzazioni". Una lettura del mondo che, nonostante lacrisi, è ancora dura a morire.
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mercoledì 7 dicembre 2011
Dopo le speranze di lunedì, grazie all’apertura cinese, i negoziati segnano una battuta d’arresto: gli Stati Uniti liquidano le affermazioni cinesi come di facciata, non vogliono impegnarsi in alcuna road map, e si arroccano nella posizione di non voler sottoscrivere nulle se anche gli altri non lo faranno. Ma mentre i negoziatori sembrano incapaci di superare le divisioni e trovare un compromesso, la società civile continua a far sentire la propria voce e ad indicare possibili soluzioni. Si è riunita infatti l’Assemblea degli Oppressi de La Via Campesina che ha adottato la Dichiarazione di Durban, in cui si denuncia il perseverare da parte dei governi nel ricorrere a false soluzioni alla crisi climatica. Tra le ultime proposte in questo senso La Via Campesina si scaglia contro quella di comprendere i suoli agricoli tra i cosiddetti ‘depositi di carbonio’, che avrebbe come conseguenza la loro inclusione nei mercati di carbonio. Agroecologia, abbandono dell’agricoltura inquinante di larga scala e intensiva, promozione dell’accesso alla terra in particolare per le donne, sono tra le soluzioni. Di seguito la Dichiarazione in spagnolo.
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martedì 6 dicembre 2011

Il capo della delegazione cinese Xie Zhenhua (Afp) da corriere.it
Arrivati alla seconda settimana di Conferenza, i negoziati subiscono un’accelerazione e dalla partita giocata sui tecnicismi si passa ora a quella più politica. Sullo scacchiere i paesi stanno cominciando a riposizionarsi, ma ancora non è chiara l’evoluzione. La Cina apre all’assunzione di impegni vincolanti: sarà sufficiente per salvare gli accordi?
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martedì 6 dicembre 2011

Un fondo dedicato della
Banca Mondiale finanzia la costruzione di un grande parco eolico in una delle zone più povere del Messico. Il 7% della popolazione, che non ha accesso all'elettricità, potrà continuare a non vederne l'ombra. In compenso
WalMart avrà energia a buon mercato. E' la denuncia dell'Ong britannica
World Development Movement, che nell'utimo
report pubblicato mostra come potrebbero essere utilizzati i fondi dedicati alla lotta al cambiamento climatico se lasciati alla buona volontà di grandi istituzioni internazionali ed imprese.
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