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	<title>campagne &#187; Primo Piano</title>
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		<title>Diritti per le persone, regole per le imprese</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 10:43:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosy Iaione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Per i diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti per le persone regole per le imprese]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[rsi]]></category>
		<category><![CDATA[valore sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[Le imprese incidono sulla vita delle persone in tutto il mondo. Le loro attività possono contribuire allo sviluppo delle comunità locali ma anche causare danni significativi alle persone e all’ambiente. Firma la petizione per la campagna sui diritti delle persone e dell’ambiente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4><em>Firma la petizione per la campagna sui diritti delle persone e dell’ambiente.</em></h4>
<p>Le imprese incidono sulla vita delle persone in tutto il mondo. Le loro attività possono contribuire allo sviluppo delle comunità locali ma anche causare danni significativi alle persone e all’ambiente. È per questo che Mani Tese, insieme alla ECCJ (European Coalition for Corporate Justice), promuove la campagna “Diritti per le persone, regole per le imprese”.</p>
<p>Attraverso la campagna si intende richiedere alla UE e ai suoi stati membri di adottare provvedimenti per tutelare i diritti delle persone e dell′ambiente rispetto alle azioni intraprese dalle aziende europee nel mondo.</p>
<p><img class=" alignleft" title="Firma la petizione indirizzata all'Unione Europea" src="http://www.manitese.it/immagini/news/foto/firma.jpg" alt="Firma la petizione" width="250" height="40" /></p>
<p><script type="text/javascript" src="http://www.policat.org/teaser_js/756"></script>
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		<title>Parte in Italia zerozerocinque</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 15:28:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosy Iaione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Decolla anche in Italia la Campagna per chiedere al ministro Tremonti  e al G20 di introdurre una mini-tassa su tutte le transazioni finanziare per arginare le speculazioni e finanziare politiche sociali, ambientali e di cooperazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Decolla anche in Italia la Campagna per chiedere al ministro Tremonti  e al G20 di introdurre una mini-tassa su tutte le transazioni finanziare per arginare le speculazioni e finanziare politiche sociali, ambientali e di cooperazione.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Roma, 24  marzo 2010_ Parte da oggi anche in Italia la Campagna internazionale di raccolta di firme per sollecitare i capi di Stato e di Governo del G20 a varare – nel prossimo meeting fissato per giugno in Canada – una tassa sulle transazioni finanziarie il cui gettito possa essere destinato a pagare parte dei costi della crisi innescata dalla finanza speculativa.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">La tassa – di importo molto contenuto compreso tra lo 0,01 e lo 0,1 per cento di ogni transazione – potrebbe finanziare politiche sociali ed ambientali efficienti e necessarie nei Paesi sviluppati e ridare ossigeno alla cooperazione internazionale per lo sviluppo dei Paesi del Sud mondo, vittime di una crisi della cui genesi non hanno alcuna responsabilità.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">La Campagna  – lanciata oggi in occasione del summit dei Capi di Stato e di Governo dell’UE e del meeting delle Nazioni Unite dedicato a Finanza e Sviluppo  – è promossa in Italia da Social Watch (che riunisce Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, Ucodep, Fcre, Lunaria, WWF Italia, Acli, ARCI/ARCS, Mani Tese, Sbilanciamoci), Sistema Banca Etica, ATTAC Italia, FIBA CISL, CISL, Consorzio Goel, Lega Missionaria studenti, CVX, GCAP, FOCSIV – Volontari nel Mondo, Comitato Italiano per la Sovranità Alimentare, Valori, AMISnet, Azione Cattolica.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Le firme raccolte saranno inoltrate al Governo Italiano e in particolare al ministro dell’Economia On. Giulio Tremonti per chiedergli di farsi promotore, a livello nazionale e in tutte le sedi internazionali appropriate, dell’introduzione di una Tassa sulle Transazioni finanziarie.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Tasse di questo tipo già esistono in alcuni Paesi e l’idea di adottarle su scala globale si sta facendo sempre più strada tra i leader di molti Paesi Europei e non solo. Si stima che tassando dello 0,05% (un valore intermedio nella forbice tra le proposte più severe che puntano allo 0,1 e le più morbide che propongono lo 0,01) ogni compravendita di titoli e strumenti finanziari nella sola UE si potrebbe registrare un gettito tra i 163 e i 400 miliardi di dollari annui, mentre a livello mondiale il gettito sarebbe compreso tra 400 e 946 miliardi di dollari l’anno.  Cifre importanti, che permetterebbero agli Stati di colmare gradualmente quelle voragini che si sono aperte nei conti pubblici con i salvataggi delle grandi banche e con le misure di sostegno all’economia rese necessarie per contrastare la pesante crisi economica provocata dagli eccessi della finanza speculativa (secondo stime recenti del Fondo Monetario Internazionale il costo globale della crisi avrebbe raggiunto i 13.620 miliardi di dollari a livello globale).</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Il gettito di una piccola tassa sulle transazioni finanziarie potrebbe permettere agli Stati di avere risorse a disposizione per attuare politiche sociali, ambientali e di cooperazione internazionale efficaci ed efficienti e più che mai necessarie visto l’elevatissimo costo sociale della crisi.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">«Non solo – spiega Andrea Baranes, ricercatore della Campagna per la Riforma della Banca Mondiale e di Social Watch – la tassa sulle transazioni finanziarie sarebbe anche un ottimo strumento per permettere alla politica di regolamentare i mercati finanziari. Una tassazione dello 0,05%, infatti, non scoraggerebbe certo quegli investitori che operano sui mercati con ottica di lungo periodo e che mettono i propri risparmi a disposizione di aziende che operano nel mondo dell’economia reale. Essa sarebbe tuttavia un valido deterrente per chi usa la finanza solo per speculare: quegli operatori che comprano e vendono strumenti finanziari centinaia o anche migliaia di volte in un giorno, rendendo i mercati instabili e volatili, sarebbero costretti a pagare lo 0,05%  su ogni transazione».</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">«Il ricorso imponente alla finanza speculativa da parte delle grandi banche d’affari  è diventato elemento prevalente rispetto al ruolo di sostegno al lavoro, alle famiglie  e allo sviluppo. Il sistema finanziario ha creato un evidente squilibrio economico con un rischio con un rischio che è stato caricato alla collettività, ai contribuenti – sottolinea Maurizio Petriccioli, segretario della Cisl – che ancora una volta sono stati chiamati ad intervenire per salvare le stesse banche. La tassa sulle transazioni finanziarie di carattere speculativo avrebbe il pregio – come affermato dall’economista Paul De Grauwe – di far pagare un prezzo assicurativo contro tale rischio. Ne sosteniamo con forza l’introduzione per investire in coesione sociale, nel lavoro e per contrastare la povertà».</div>
<p>Parte da oggi anche in Italia la Campagna internazionale di raccolta di firme per sollecitare i capi di Stato e di Governo del G20 a varare – nel prossimo meeting fissato per giugno in Canada – una tassa sulle transazioni finanziarie il cui gettito possa essere destinato a pagare parte dei costi della crisi innescata dalla finanza speculativa.</p>
<p>La tassa – di importo molto contenuto compreso tra lo 0,01 e lo 0,1 per cento di ogni transazione – potrebbe finanziare politiche sociali ed ambientali efficienti e necessarie nei Paesi sviluppati e ridare ossigeno alla cooperazione internazionale per lo sviluppo dei Paesi del Sud mondo, vittime di una crisi della cui genesi non hanno alcuna responsabilità.</p>
<p>La Campagna  – lanciata oggi in occasione del summit dei Capi di Stato e di Governo dell’UE e del meeting delle Nazioni Unite dedicato a Finanza e Sviluppo  – è promossa in Italia da Social Watch (che riunisce Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, Ucodep, Fcre, Lunaria, WWF Italia, Acli, ARCI/ARCS, Mani Tese, Sbilanciamoci), Sistema Banca Etica, ATTAC Italia, FIBA CISL, CISL, Consorzio Goel, Lega Missionaria studenti, CVX, GCAP, FOCSIV – Volontari nel Mondo, Comitato Italiano per la Sovranità Alimentare, Valori, AMISnet, Azione Cattolica.</p>
<p>Le firme raccolte saranno inoltrate al Governo Italiano e in particolare al ministro dell’Economia On. Giulio Tremonti per chiedergli di farsi promotore, a livello nazionale e in tutte le sedi internazionali appropriate, dell’introduzione di una Tassa sulle Transazioni finanziarie.</p>
<p>Tasse di questo tipo già esistono in alcuni Paesi e l’idea di adottarle su scala globale si sta facendo sempre più strada tra i leader di molti Paesi Europei e non solo. Si stima che tassando dello 0,05% (un valore intermedio nella forbice tra le proposte più severe che puntano allo 0,1 e le più morbide che propongono lo 0,01) ogni compravendita di titoli e strumenti finanziari nella sola UE si potrebbe registrare un gettito tra i 163 e i 400 miliardi di dollari annui, mentre a livello mondiale il gettito sarebbe compreso tra 400 e 946 miliardi di dollari l’anno.  Cifre importanti, che permetterebbero agli Stati di colmare gradualmente quelle voragini che si sono aperte nei conti pubblici con i salvataggi delle grandi banche e con le misure di sostegno all’economia rese necessarie per contrastare la pesante crisi economica provocata dagli eccessi della finanza speculativa (secondo stime recenti del Fondo Monetario Internazionale il costo globale della crisi avrebbe raggiunto i 13.620 miliardi di dollari a livello globale).</p>
<p>Il gettito di una piccola tassa sulle transazioni finanziarie potrebbe permettere agli Stati di avere risorse a disposizione per attuare politiche sociali, ambientali e di cooperazione internazionale efficaci ed efficienti e più che mai necessarie visto l’elevatissimo costo sociale della crisi.</p>
<p>«Non solo – spiega Andrea Baranes, ricercatore della Campagna per la Riforma della Banca Mondiale e di Social Watch – la tassa sulle transazioni finanziarie sarebbe anche un ottimo strumento per permettere alla politica di regolamentare i mercati finanziari. Una tassazione dello 0,05%, infatti, non scoraggerebbe certo quegli investitori che operano sui mercati con ottica di lungo periodo e che mettono i propri risparmi a disposizione di aziende che operano nel mondo dell’economia reale. Essa sarebbe tuttavia un valido deterrente per chi usa la finanza solo per speculare: quegli operatori che comprano e vendono strumenti finanziari centinaia o anche migliaia di volte in un giorno, rendendo i mercati instabili e volatili, sarebbero costretti a pagare lo 0,05%  su ogni transazione».</p>
<p>«Il ricorso imponente alla finanza speculativa da parte delle grandi banche d’affari  è diventato elemento prevalente rispetto al ruolo di sostegno al lavoro, alle famiglie  e allo sviluppo. Il sistema finanziario ha creato un evidente squilibrio economico con un rischio con un rischio che è stato caricato alla collettività, ai contribuenti – sottolinea Maurizio Petriccioli, segretario della Cisl – che ancora una volta sono stati chiamati ad intervenire per salvare le stesse banche. La tassa sulle transazioni finanziarie di carattere speculativo avrebbe il pregio – come affermato dall’economista Paul De Grauwe – di far pagare un prezzo assicurativo contro tale rischio. Ne sosteniamo con forza l’introduzione per investire in coesione sociale, nel lavoro e per contrastare la povertà».</p>
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		<title>La Terra madre che vogliamo</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 10:13:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosy Iaione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economie di pace]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[diritto al cibo]]></category>
		<category><![CDATA[slow food]]></category>
		<category><![CDATA[sovranità alimentare]]></category>

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		<description><![CDATA[Il cibo che ci mangia, e quello che ci ama e rispetta. Saranno le comunità del cibo a fermare la grande macchina che distrugge noi e l'ambiente. Lo scenario del cambiamento nel libro "Terra Madre" di Petrini. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">n’alleanza tra produttori e consumatori, la riscoperta della sovranità alimentare e la valorizzazione delle economie locali.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">In mezzo, la ricerca del piacere “sobrio”, i mercati dei contadini, un ambizioso progetto per nutrire le metropoli con agricolture di prossimità</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Sono queste le strategie di Carlo Petrini, visionario patron di Slow Food, per “non farci mangiare dal cibo”, come recita il sotto titolo del suo ultimo libro &#8220;Terra Madre&#8221; (Giunti-Slow Food) appena approdato in libreria.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Fernanda Roggero</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Fonte: Il sole 24 ore – Ventiquattro &#8211; dicembre 2009</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">La scheda del libro:</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Crisi energetica, climatica, alimentare, finanziaria: mai come oggi il mondo ha avuto paura per il proprio futuro. Il futuro è sempre imprevedibile, ma questo senso di grande incertezza è causato dal modello di pensiero che è stato causa prima delle crisi. Un modello che ha fallito e non sa trovare soluzioni innovative al di fuori del sistema globale che ha creato.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">L&#8217;alternativa a un futuro di crisi deve partire dall&#8217;alimentazione: il futuro del cibo è il futuro della Terra. Il cibo è stato snaturato fino a diventare un mero prodotto di consumo, privato dei valori profondi che ha sempre avuto, è diventato sprecabile, una merce qualsiasi, altamente insostenibile in tutte le sue fasi, dalla sua coltivazione fino all&#8217;atto di mangiare. Riscoprire la centralità del cibo nelle nostre vite e nelle nostre attività, ci può aiutare a trovare una chiave interessante per immaginare un futuro migliore. Saranno i contadini a salvare il mondo, con i loro saperi, grazie alla loro estraneità con il modello di pensiero imperante, grazie al fatto che sanno lavorare in sintonia con la natura, con la madre Terra.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Dall&#8217;esperienza di Terra Madre, l&#8217;incontro mondiale delle comunità del cibo ideato da Slow Food, è nata una rete mondiale di contadini di piccola scala, di pescatori e di bravi artigiani. Loro saranno i protagonisti di una grande rivoluzione che ha come obiettivo la conquista della sovranità alimentare per tutti i popoli della Terra. Un progetto i cui fondamenti si possono così riassumere: realizzare una produzione alimentare abbondante, sana, accessibile a tutti e tale da conservare la terra, l&#8217;acqua e l&#8217;integrità ecologica dei luoghi in cui viene prodotta, rispettando i mezzi di sussistenza dei produttori; passare a un&#8217;agricoltura biologica ed ecologica più decentrata, democratica e cooperativa, su piccola scala, così come praticata dalle comunità agricole tradizionali, dagli agroecologi e dalle popolazioni indigene per millenni.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Un&#8217;agricoltura, come dimostrano la maggior parte degli strumenti di rilevazione, efficiente e produttiva almeno quanto l&#8217;agricoltura industriale; proteggere la biodiversità e garantire il diritto all&#8217;identità culturale e indigena, alla diversità umana; creare le condizioni per lo sviluppo di un commercio volontario (cioè libero), equo, sostenibile e protetto da ogni forma di concorrenza sleale.</div>
<p>Crisi energetica, climatica, alimentare, finanziaria:  mai come oggi il mondo ha avuto paura per il proprio futuro. Il futuro è sempre imprevedibile, ma questo senso di grande incertezza è causato dal modello di pensiero che è stato causa prima delle crisi.</p>
<p>Un modello che ha fallito e non sa trovare soluzioni innovative al di fuori del sistema globale che ha creato. L&#8217;alternativa a un futuro di crisi deve partire dall&#8217;alimentazione: il futuro del cibo è il futuro della Terra. Il cibo è stato snaturato fino a diventare un mero prodotto di consumo, privato dei valori profondi che ha sempre avuto, è diventato sprecabile, una merce qualsiasi, altamente insostenibile in tutte le sue fasi, dalla sua coltivazione fino all&#8217;atto di mangiare. Riscoprire la centralità del cibo nelle nostre vite e nelle nostre attività, ci può aiutare a trovare una chiave interessante per immaginare un futuro migliore.</p>
<p>Saranno i contadini a salvare il mondo, con i loro saperi, grazie alla loro estraneità con il modello di pensiero imperante, grazie al fatto che sanno lavorare in sintonia con la natura, con la madre Terra.</p>
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		<title>Tutte le bugie del WTO</title>
		<link>http://www.manitese.it/campagne/2009/tutte-le-bugie-del-wto/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 11:22:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosy Iaione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economie di pace]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[help local trade]]></category>
		<category><![CDATA[Wto]]></category>

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		<description><![CDATA[E' in corso a Ginevra la conferenza ministeriale dell'Organizzazione Mondiale del Commercio. A seguire i lavori dei negoziati e delle iniziative dei movimenti è presente Roberto Sensi dell'Ong Mais e di Mani Tese. Leggi le corrispondenze!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Wto ha aperto ieri i suoi lavori ancora bloccata sulla stessa agenda di negoziati lanciata nel 2001 a Doha, senza alcun ripensamento, e forse a beneficio di poche lobby economiche transnazionali, anche se la stessa Banca mondiale ha ammesso che ulteriori privatizzazioni porterebbero ben pochi benefici ai PVS.</p>
<p><a href="http://www.manitese.it/2009/news-da-ginevra/">Leggi le corrispondenze di Roberto Sensi.</a></p>
<p><a href="http://www.manitese.it/2009/invertiamo-la-rotta-della-wto-per-fermare-la-crisi/">Leggi l&#8217;editoriale di Antonio Tricarico</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Climax o Anticlimax?</title>
		<link>http://www.manitese.it/campagne/2009/climax-o-anticlimax/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 11:20:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosy Iaione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economie di pace]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[versocopenhagen]]></category>

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		<description><![CDATA[Come salvare il Pianeta dai cambiamenti climatici? E' il tema centrale del periodico "Manitese" che fa il punto sulla posta in gioco alla Conferenza sul clima. 
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Consulta il periodico di Mani Tese di novembre/dicembre dedicato ai cambiamenti climatici al link www.manitese.it/periodico-manitese/. Troverai articoli e approfondimenti sul tema e un&#8217;intervista al climatologo Stefano Caserini che chiarisce quella che è &#8220;la posta in gioco a Copenhagen&#8221;. &#8220;La risposta è nelle nostre mani&#8221; è il titolo dell&#8217;articolo che rappresenta la nostra &#8220;carta d&#8217;identità&#8221; verso la Conferenza sul clima. Inoltre una guida, curata da Luca Manes, per la comprensione degli strumenti istituiti dalla comunità internazionale, come i fondi climatici, che dovrebbero risolvere tutti i problemi, ma che sono ancora molto ambigui. Poi un viaggio fra i contesti in cui opera Mani Tese in Africa e Asia per capire quanto i cambiamenti climatici stanno colpendo le comunità.</div>
<p>Consulta il periodico di Mani Tese di novembre/dicembre dedicato ai cambiamenti climatici.</p>
<p><a href="http://www.manitese.it/periodico-manitese/">Clicca qua per aprirlo!</a></p>
<p>Troverai articoli e approfondimenti sul tema e un&#8217;intervista al climatologo Stefano Caserini che chiarisce quella che è &#8220;la posta in gioco a Copenhagen&#8221;.</p>
<p>&#8220;La risposta è nelle nostre mani&#8221; è il titolo dell&#8217;articolo che rappresenta la nostra &#8220;carta d&#8217;identità&#8221; verso la Conferenza sul clima. Inoltre una guida, curata da Luca Manes, per la comprensione degli strumenti istituiti dalla comunità internazionale, come i fondi climatici, che dovrebbero risolvere tutti i problemi, ma che sono ancora molto ambigui.</p>
<p>Poi un viaggio fra i contesti in cui opera Mani Tese in Africa e Asia per capire quanto i cambiamenti climatici stanno colpendo le comunità.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Mani Tese a Copenhagen, seguici&#8230;</title>
		<link>http://www.manitese.it/campagne/2009/mani-tese-a-copenhagen-seguici/</link>
		<comments>http://www.manitese.it/campagne/2009/mani-tese-a-copenhagen-seguici/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 10:58:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosy Iaione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[crisi ecologica]]></category>
		<category><![CDATA[versocopenhagen]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.manitese.it/campagne/?p=801</guid>
		<description><![CDATA[Il 7 dicembre si apre la conferenza sul clima di Copenhagen, una tappa storica per i negoziati sui cambiamenti climatici. Mani Tese sarà presente, seguici!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Dall&#8217;7 al 18 dicembre si riunisce a Copenaghen la 15esima Conferenza Onu sui cambiamenti climatici. Nella capitale danese sono attese migliaia di persone tra delegati, giornalisti e rappresentanti di diverse organizzazioni e associazioni. A differenza delle edizioni passate, questa volta hanno annunciato la loro presenza anche numerosi premier e capi di Stato.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Mani Tese sarà presente con una delegazione di attivisti organizzata insieme a Campagna per la Riforma della Banca Mondiale e Servizio Civile Internazionale. Forniremo informazioni e aggiornamenti costanti. Segui le tappe di avvicinamento alla Conferenza attraverso il blog www.versocopenaghen09.org. Aggiornamenti costanti anche su www.manitese.it/campagne.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Consulta il periodico di Mani Tese di novembre/dicembre dedicato ai cambiamenti climatici al link www.manitese.it/periodico-manitese/. Troverai articoli e approfondimenti sul tema e un&#8217;intervista al climatologo Stefano Caserini che chiarisce quella che è &#8220;la posta in gioco a Copenhagen&#8221;. &#8220;La risposta è nelle nostre mani&#8221; è il titolo dell&#8217;articolo che rappresenta la nostra &#8220;carta d&#8217;identità&#8221; verso la Conferenza sul clima. Inoltre una guida, curata da Luca Manes, per la comprensione degli strumenti istituiti dalla comunità internazionale, come i fondi climatici, che dovrebbero risolvere tutti i problemi, ma che sono ancora molto ambigui. Poi un viaggio fra i contesti in cui opera Mani Tese in Africa e Asia per capire quanto i cambiamenti climatici stanno colpendo le comunità.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Seguici sui sentieri della giustizia climatica!</div>
<p>Dall&#8217;7 al 18 dicembre si riunisce a Copenaghen la 15esima Conferenza Onu sui cambiamenti climatici. Nella capitale danese sono attese migliaia di persone tra delegati, giornalisti e rappresentanti di diverse organizzazioni e associazioni. A differenza delle edizioni passate, questa volta hanno annunciato la loro presenza anche numerosi premier e capi di Stato.</p>
<p>Mani Tese sarà presente con una delegazione di attivisti organizzata insieme a Campagna per la Riforma della Banca Mondiale e Servizio Civile Internazionale. Forniremo informazioni e aggiornamenti costanti. Segui le tappe di avvicinamento alla Conferenza.</p>
<p>Clicca <a href="http://www.versocopenaghen09.org/">qua </a>sotto<a href="http://www.versocopenaghen09.org"> </a>per accedere al blog!</p>
<p><a href="http://www.manitese.it/campagne/wp-content/uploads/2009/12/bannerino.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-837" title="bannerino" src="http://www.manitese.it/campagne/wp-content/uploads/2009/12/bannerino.jpg" alt="bannerino" width="330" height="64" /></a></p>
<p>Aggiornamenti costanti anche sul <a href="http://www.manitese.it/campagne">blog campagne</a> di Mani Tese.</p>
<p>Seguici sui sentieri della giustizia climatica!</p>
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		</item>
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		<title>28 novembre: Lovely tour a Lucca!</title>
		<link>http://www.manitese.it/campagne/2009/28-novembre-lovely-tour-a-lucca/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 17:06:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosy Iaione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contro le povertà]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[help local trade]]></category>
		<category><![CDATA[Lucca]]></category>
		<category><![CDATA[Wto]]></category>

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		<description><![CDATA[A pochi giorni dalla conferenza di Ginevra del WTO Help locale trade organizza una giornata di mobilitazioni in tutta Italia: tour alla scoperta dei luoghi dove si fa economia solidale per dare risposte concrete alla crisi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>10 anni dopo Seattle<br />
a Ginevra (ma anche a Genova, Roma, Lucca, Napoli) e in tutto il mondo,<br />
diamo un taglio alla Wto!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">A dieci anni esatti dal fallimento della ministeriale di Seattle che ha portato centinaia di migliaia di lavoratori, contadini, cittadini e associazioni di tutto il mondo a denunciare la fine del sistema neoliberista e ad individuare nell<strong>&#8216;Organizzazione mondiale del commercio (Wto) uno dei motori della crisi globale</strong> che si stava innescando, la Wto ci riprova proprio nei giorni in cui il governo italiano ha deciso di avviare la completa privatizzazione del servizio idrico.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.manitese.it/campagne/wp-content/uploads/2009/11/HelpLocalTrade.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-792" title="HelpLocalTrade" src="http://www.manitese.it/campagne/wp-content/uploads/2009/11/HelpLocalTrade.jpg" alt="HelpLocalTrade" width="275" height="275" /></a>La coalizione italiana Help Local Trade organizza per l&#8217;occasione il “<strong>Lovely Planet tour</strong>”, un’iniziativa per scoprire le esperienze di commercio solidale e locale: il <strong>28 novembre diventa la giornata mondiale per un commercio più giusto</strong> e contro le politiche di liberalizzazione della Wto.<br />
In diverse città d’Italia il Lovely Planet tour prenderà vita sotto le forme più disparate, dalla biciclettata alla visita ai luoghi della Grande Distribuzione Organizzata.</p>
<p style="text-align: justify;">A <strong>Lucca</strong> la coalizione <a href="http://www.helplocaltrade.org/" target="_blank"><strong>Help Local Trade</strong></a> vi propone un &#8220;<strong>tour&#8221; insolito fra le alternative che esistono e resistono e vi offre un sorso di buona acqua delle nostri fonti per ribadire che l&#8217;acqua è un diritto e non deve essere privatizzata</strong>.</p>
<p>Unisciti al nostro tour di sabato 28 novembre!</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco il programma:<br />
Ore 9.45: ritrovo in piazza Aldo Moro (di fronte al Comune di Capannori) e consegna ai partecipanti dei materiali di approfondimento<br />
Ore 10.15: visita all&#8217;Azienda agricola Nico a Saltocchio, incontro con Federico Martinelli<br />
Ore 11.15: visita ad una fonte della &#8220;Via della Buona Acqua&#8221; del Comune di Capannori, incontro con Alessio Ciacci (assessore all&#8217;ambiente del Comune di Capannori)<br />
Ore 12.15: tavola rotonda &#8220;Acqua, terra, aria: non svendete il nostro futuro!&#8221; presso la Sala Riunioni del Comune di Capannori piazza Aldo Moro. Presentazione della Campagna &#8220;Ok il prezzo è ingiusto!&#8221;.<br />
Ore 13.15: Chiusura</p>
<p>Organizza la Coalizione Italia Help Local Trade, aderisce l&#8217;Osservatorio per la Pace del Comune di Capannori</p>
<p>Per scoprire le iniziative nelle altre città italiane leggi anche: <a href="http://www.manitese.it/2009/un-week-end-alla-scoperta-delle-realta-italiane-di-economia-solidale/" target="_blank">www.manitese.it/news</a></p>
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		<title>Successo della campagna &#8220;Io mangio locale!&#8221;</title>
		<link>http://www.manitese.it/campagne/2009/io-mangio-locale-prosegue-per-tutto-il-mese-di-ottobre/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 10:13:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosy Iaione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campagne Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[Io Mangio Locale]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[diritto al cibo]]></category>
		<category><![CDATA[io mangio locale]]></category>
		<category><![CDATA[sovranità alimentare]]></category>

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		<description><![CDATA[I gruppi di Mani Tese si sono sbizzarriti nel portare avanti "Io mangio locale". Moltissime sono state le iniziative: cene, banchetti, percorsi didattici, suggerimenti curiosi. Grazie a tutti quelli che sono stati protagonisti e hanno collaborato e...avanti ancora sui sentieri della sovranità alimentare!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.manitese.it/campagne/wp-content/uploads/2009/10/iomangiolocale1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-642" title="iomangiolocale1" src="http://www.manitese.it/campagne/wp-content/uploads/2009/10/iomangiolocale1.jpg" alt="iomangiolocale1" width="300" height="300" /></a></p>
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<p style="text-align: justify;"><strong>35 </strong>città coinvolte, <strong>60 </strong>iniziative realizzate (banchetti con vendita di prodotti locali,<span style="white-space: pre;"> c</span>ene a km0, banchetti informativi all’interno di manifestazioni pubbliche, merende, colazioni, aperitivi con prodotti locali,  incontri pubblici, seminari, percorsi didattici sulla sovranità alimentare, 60 realtà che hanno collaborato alla campagna.  Sono i numeri della campagna per la sovranità alimentare lanciata da Mani Tese in ottobre e che ha riscosso molto successo i tutta Italia.</p>
<p>Continuate a segurici e inviarci suggerimenti per <em>mangiare locale</em>!</p>
<p>IO MANGIO LOCALE riafferma il potere dei consumatori e dei produttori nel determinare i comportamenti sociali e le scelte economiche legate alla produzione e alla distribuzione in un quadro di giustizia globale e sostenibilità ambientale e sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">La campagna intende anche sottolineare l’importanza delle reti di consumatori, produttori, istituzioni, cittadini che attraverso comportamenti orientati alla giustizia, alla sobrietà, al consumo responsabile e alla solidarietà possono condividere buone pratiche, adottare nuovi stili di vita e promuovere concrete forme di cambiamento dell’attuale modello di sviluppo.</p>
<p style="text-align: justify;">IO MANGIO LOCALE appoggerà concretamente le famiglie di agricoltori dello Stato del Kassala (Sudan), beneficiari del progetto di sviluppo sostenuto da Mani Tese e volto al miglioramento della sicurezza alimentare (progetto 2166).</p>
<p>Gli obiettivi della campagna:</p>
<p style="text-align: justify;">- ribadire e sostenere il diritto di tutti i popoli a decidere le proprie politiche agricole ed alimentari e a combattere la fame e la povertà attraverso il rafforzamento dei propri mercati locali;</p>
<p style="text-align: justify;">- riaffermare il potere che i consumatori e i produttori hanno in tutto il mondo nella determinazione dei comportamenti sociali e delle scelte economiche legate alla produzione e alla distribuzione in un quadro di giustizia globale e sostenibilità ambientale e sociale;</p>
<p style="text-align: justify;">- appoggiare concretamente il lavoro dei nostri partner per la sovranità alimentare in Sudan, sostenendo il progetto che Mani Tese realizzerà insieme ad ACORD nello Stato di Kassala, volto al miglioramento della sicurezza alimentare per la popolazione dell’area del Delta del Gash;</p>
<p style="text-align: justify;">- promuovere e rafforzare le reti di consumatori, produttori, istituzioni, cittadini che attraverso comportamenti orientati alla giustizia, alla sobrietà, al consumo responsabile e alla solidarietà possono condividere buone pratiche, adottare nuovi stili di vita e promuovere concrete forme di cambiamento dell’attuale modello di sviluppo.</p>
<p>A chi si rivolge IO MANGIO LOCALE</p>
<p style="text-align: justify;">- tutti i cittadini, possono partecipare alla campagna anche attraverso un semplice gesto volto a testimoniare la propria attenzione verso scelte di vita e di consumo che si muovono nel senso della giustizia e della sostenibilità;</p>
<p>- le associazioni, i gas (gruppi di acquisto solidale) e i gruppi Mani Tese che operano nel territorio, possono aderire alla campagna e realizzare alcune delle azioni previste, promuovendone i contenuti e le finalità presso i propri associati e organizzando specifiche iniziative locali rivolte alla cittadinanza;</p>
<p style="text-align: justify;">- le scuole, gli insegnanti, gli studenti e i genitori possono partecipare attivamente alla realizzazione delle azioni della campagna e aderire alle proposte di formazione e di approfondimento sul tema del diritto al cibo;</p>
<p style="text-align: justify;">- le istituzioni e le forze politiche del territorio, possono essere coinvolti dai temi della campagna adottando ordini del giorno a sostegno dei temi proposti e concrete scelte di amministrazione del proprio territorio a sostegno dei mercati locali;</p>
<p>- gli organi di informazione locali e nazionali, per la promozione della campagna e delle iniziative collegate e la trattazione e l’approfondimento del tema del diritto al cibo e della sovranità alimentare.</p>
<p>Mani Tese e il diritto al cibo</p>
<p style="text-align: justify;">Tutta l’attività di Mani Tese è mossa dalla consapevolezza che la fame e la povertà siano il frutto anche di politiche commerciali ed economiche di sfruttamento ben precise e che le risposte da parte degli organismi internazionali non solo siano insufficienti a risolvere il problema, ma talvolta ne accentuano le conseguenze negative.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi la fame è un dramma che colpisce ancora più di un miliardo di persone (1,02 secondo le ultime stime della Fao) nel mondo e nuove e vecchie cause concorrono a rafforzare un fenomeno che avrebbe dovuto essere debellato entro il 2015 secondo gli Obiettivi del Millennio assunti dai governi del mondo in sede Onu nell’anno 2000.</p>
<p>Ma non sarà così: il 2009 sta creando 100 milioni di poveri in più, persone che la crisi alimentare globale ha spinto nella spirale della fame.</p>
<p style="text-align: justify;">La maggioranza di loro vive nei Paesi poveri e nelle aree rurali che hanno subito le politiche di liberalizzazione economica e gli accordi commerciali imposti da organismi internazionali come il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, che come unico effetto hanno quello di affossare sempre di più economie già impoverite e al collasso.</p>
<p>Per saperne di più</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo quasi due decenni di ricette liberiste fallimentari, i 191 Stati delle Nazioni Unite dichiararono nel settembre del 2000 la volontà di raggiungere entro il 2015 otto obiettivi di sviluppo (Millennium Development Goals) per ridurre finalmente miseria ed esclusione sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo di questi obiettivi era quello di sradicare la povertà estrema e la fame tramite tre azioni: ridurre della metà la percentuale di popolazione che vive in condizione di povertà estrema (con meno di un dollaro al giorno); garantire una piena occupazione e un lavoro dignitoso per tutti; ridurre della metà la percentuale di popolazione che soffre la fame.</p>
<p>Obiettivi oggi sempre più lontani.</p>
<p style="text-align: justify;">A giugno di quest’anno la Fao ha lanciato l’allarme: si prevede che la fame nel mondo raggiungerà un livello storico nel 2009 con 1,02 miliardi di persone in stato di sotto-nutrizione. “La pericolosa combinazione della recessione economica mondiale e dei persistenti alti prezzi dei beni alimentari in molti paesi ha portato circa 100 milioni di persone in più rispetto all’anno scorso oltre la soglia della denutrizione e della povertà croniche” – ha detto il Direttore Generale della FAO Jacques Diouf. “Questa silenziosa crisi alimentare – che colpisce un sesto dell’intera popolazione mondiale – costituisce un serio rischio per la pace e la sicurezza nel mondo. Abbiamo urgentemente bisogno di creare un largo consenso riguardo al totale e rapido sradicamento della fame nel mondo, ed intraprendere le azioni necessarie ad ottenerlo”.</p>
<p>Le cause della crisi alimentare</p>
<p>La crisi alimentare globale del 2008 è esplosa prima di quella economica e finanziaria che ha messo in ginocchio l’economia del pianeta. La causa principale, che a sua volta è stata generata da una complessa serie di concause, è stato l’aumento dei prezzi dei cereali la cui ascesa era già iniziata all’inizio del 2007. Tra marzo 2007 e aprile 2008 i prezzi sul mercato mondiale del grano e del riso sono cresciuti rispettivamente del 77% e del 18%, con impennate nei primi mesi del 2008 quando per alcune varietà di riso e grano il prezzo è cresciuto del 150%. L’aumento dei prezzi dei cereali ha portato con sé un generalizzato aumento dei prezzi dei generi alimentari e dei derivati diretti di tali prodotti come pane, pasta e farinacei in genere. L’aumento dei prezzi ha provocato una maggiore difficoltà a reperire cibo sui mercati soprattutto per le fasce più povere della popolazione che impiegano un’alta percentuale del proprio reddito in acquisto di cibo. Da qui le rivolte popolari in molti paesi (come Egitto, Filippine, Camerun, Haiti, Costa d’Avorio) riportate dai media.</p>
<p>Oggi i padroni del cibo sono poche multinazionali che controllano l’intero settore (dal mercato delle sementi alla grande distribuzione) e lucrano sul cibo, guadagnando enormi cifre a discapito dell’agricoltura su piccola scala che dall’oscillare dei prezzi non trovano nessun vantaggio. La fame e le crisi alimentari sono il frutto di scelte politiche e non l’esito inevitabile di dinamiche economiche e naturali “autonome”. A rimetterci sono sempre i più poveri e chi lavora nei campi, a guadagnarci le poche multinazionali che hanno in mano il commerci internazionale delle commodities agricole.</p>
<p>Per approfondire le cause della crisi alimentare suggeriamo <a href="http://www.italia.attac.org/spip/IMG/pdf_la_crisi_alimentare_del_2008.pdf">questo testo di Valeria Sodano</a>.</p>
<p>La sovranità alimentare come soluzione</p>
<p>Per intervenire efficacemente nella lotta alla fame e per la sicurezza alimentare la soluzione esiste ed è la sovranità alimentare: il diritto di tutti i popoli di decidere la propria politica agricola e alimentare. Per farla funzionare, come rivendicano i movimenti contadini ormai da qualche anno come la Via Campesina, è necessario operare a più livelli.</p>
<p>• Garantire, attraverso politiche di mercato adeguate, una giusta remunerazione per tutti gli agricoltori ed una equa e giusta distribuzione della ricchezza lungo tutta la filiera di produzione; proteggere i mercati nazionali dai prodotti importati a basso prezzo; regolare la produzione nel mercato interno al fine di evitare l’accumulo di eccedenze; abolire gli appoggi diretti e indiretti alle esportazioni e i sussidi alla produzione nazionale che promuovano sistemi agricoli insostenibili; appoggiare pratiche agricole sostenibili e programmi di riforme agrarie.</p>
<p>• Favorire il rispetto dell’ambiente e la qualità e la sicurezza degli alimenti: controllare adeguatamente la proliferazione di epidemie e malattie, garantendo nello stesso tempo la sicurezza e la non nocività degli alimenti; fissare criteri di qualità degli alimenti adeguati alle preferenze e necessità della gente; stabilire meccanismi nazionali di controllo di qualità degli alimenti, in modo che seguano giuste regole ambientali, sociali e sanitarie.</p>
<p>• Garantire l’accesso alle risorse produttive, riconoscendo e facendo valere i diritti giuridici e le consuetudini delle comunità sulle decisioni riguardo l’uso delle risorse locali e tradizionali, anche quando non abbiano ancora goduto di quei privilegi giuridici precedentemente; garantire l’accesso equo alla terra, alle sementi, all’acqua, al credito e altre risorse produttive; proibire ogni forma di sperimentazione su esseri viventi e la appropriazione di conoscenze associate all’agricoltura (la salute) e all’alimentazione mediante l’utilizzo della proprietà intellettuale.</p>
<p>• Lavorare sull’asse produzione-consumo, sviluppando sistemi agroalimentari sostenibili e in grado di favorire i consumi tramite i mercati locali e la diffusione di prodotti a filiera corta e “chilometro zero”.</p>
<p>• Proibire la produzione e commercializzazione di sementi, alimenti e prodotti geneticamente modificati, così come qualunque prodotto affine.</p>
<p>• Imporre la trasparenza dell’ informazione e leggi anti monopolio tramite la garanzia dell’etichettatura chiara e precisa degli alimenti per il consumo umano e animale, basata sul diritto dei consumatori e agricoltori di conoscere l’origine e i contenuti di quei prodotti; fissare norme obbligatorie per tutte le imprese, che garantiscano trasparenza, responsabilità pubblica, rispetto dei diritti umani e delle norme ambientali; stabilire leggi atte a bloccare la formazione di monopoli industriali nei settori agricolo e alimentare.</p>
<p>Per queste ragioni il cibo, la terra e le persone devono tornare al centro dell’attenzione e le politiche pubbliche devono avere la funzione di tutelare le persone in quanto produttori e consumatori e difendere la terra. Intorno al cibo si gioca una battaglia di civiltà enorme: come verranno gestite le risorse naturali (ad esempio l’acqua che per il 70% soddisfa bisogni agricoli), il valore che il lavoro nei campi assumerà, la sostenibilità del settore primario in termini energetici e ambientali, la difesa delle colture e delle culture tradizionali, della terra e della biodiversità soprattutto nei territori indigeni e nelle riserve naturali, il ruolo dei governi e di tutti gli attori internazionali. La difesa del cibo è un modo di proteggere l’uomo e la donna. Rimettere questi elementi al centro significa dare futuro alle persone, anche e soprattutto a quelle che vivono nei paesi già colpiti da un impoverimento crescente come abbiamo immaginato all’inizio di questo articolo. Dal cibo passano le sorti della democrazia che è una questione di sovranità dei popoli e non di pochi. Sovranità alimentare, appunto.</p>
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		<title>Mani Tese a Copenhagen: segui il blog!</title>
		<link>http://www.manitese.it/campagne/2009/mani-tese-a-copenhagen-segui-il-blog/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 02:40:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosy Iaione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economie di pace]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[crisi ecologica]]></category>
		<category><![CDATA[versocopenhagen]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche Mani Tese sarà presente, insieme alla Crbm (Campagna per la riforma della banca mondiale) e lo Sci (Servizio Civile Internazionale) a Copenhagen per il vertice sul clima. Una delegazione seguirà i lavori del controvertice e le manifestazioni. Visita il blog con tutte le info. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.manitese.it/campagne/wp-content/uploads/2009/11/verso2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-762" title="verso2" src="http://www.manitese.it/campagne/wp-content/uploads/2009/11/verso2.jpg" alt="verso2" width="200" height="246" /></a></p>
<p>Crbm, Sci e Mani Tese hanno lanciato un blog in cui puoi trovare tutti gli aggiornamenti sul vertice e sulle iniziative della società civile.</p>
<p>Clicca <a href="http://www.versocopenaghen09.org/">qui </a>per visitarlo.</p>
<p><strong>Cosa si decide a Copenhagen?</strong></p>
<p>I 188 Paesi firmatari della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici si incontrano dal 7 al 18 dicembre per sottoscrivere un accordo globale – una sorta di secondo Trattato di Kyoto, o Kyoto Plus – per ridurre in maniera significativa le emissioni di anidride carbonica (CO2) provocate dalla produzione d’energia, dalle attività industriali, dai mezzi di trasporto e dalla deforestazione. L’obiettivo è evitare che le <strong>temperature</strong> medie salgano oltre <strong>2 gradi</strong> rispetto a quelle attuali – il limite riconosciuto ormai da tutti gli scienziati oltre il quale il livello di innalzamento delle acque e la siccità potrebbero causare rischi inimmaginabili.<strong> Un aumento della temperatura seppure di soli due gradi causerà comunque gravi impatti soprattutto nel Sud del mondo, per  cui i governi dei Paesi sviluppati dovranno pagare ai governi del Sud i costi dell’adattamento.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un treno per Copenaghen!</title>
		<link>http://www.manitese.it/campagne/2009/un-treno-per-copenaghen/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 14:40:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosy Iaione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economie di pace]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[Crbm]]></category>
		<category><![CDATA[crisi ecologica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.manitese.it/campagne/?p=256</guid>
		<description><![CDATA[A dicembre si terrà a Copenhagen la conferenza internazionale sui cambiamenti climatici. Parallelamente al summit ufficiale la società civile manifesterà per chiedere impegni concreti. Campagna per la Riforma della Banca Mondiale (Crbm) insieme allo Sci (Servizio Civile Internazionale) e a Mani Tese promuove una carovana di attivisti. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si scaldano i motori dei movimenti per la giustizia climatica in tutto il mondo.  A Bangkok la seconda settimana di negoziato sul clima, in vista dell’incontro ministeriale di dicembre a Copenaghen, si è aperta con una grande protesta di coloro i quali in Asia soffrono sulla propria pelle gli impatti dei cambiamenti climatici. <a href="http://www.manitese.it/campagne/?p=503">Leggi l’articolo di Elena Gerebizza pubblicato dal Manifesto</a>.</p>
<p>La Conferenza sul post-Kyoto è vicina, l’Italia non è pronta. Quel che il nostro paese non ha fatto, quello che si dovrebbe fare. Le richieste delle Organizzazioni non governative in vista di un vertice che dovrebbe essere cruciale per i destini del mondo.</p>
<p>Il Protocollo di Kyoto é in vigore fino al 2012 e per discutere del post-Kyoto é stata convocata per il prossimo dicembre la Conferenza di Copenhagen.</p>
<p>L’Italia è in ritardo sugli impegni presi. Nel solo 2008 abbiamo accumulato un debito di 1,3 miliardi di euro, 3,6 milioni al giorno, per lo sforamento delle emissioni di CO2 rispetto agli obiettivi sottoscritti in sede internazionale.</p>
<p><a href="http://http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Quanto-e-lontana-Copenhagen">Leggi l&#8217;articolo completo sul sito di Sbilanciamoci.info</a> e l&#8217;approfondimento sul sito di <a href="http://www.altreconomia.it/site/fr_contenuto_detail.php?intId=1963">Altreconomia</a>.</p>
<p>Anche Mani Tese e Crbm saranno presenti con una delegazione al prossimo forum mondiale sui cambiamenti climatici.</p>
<p>Parallelamente alla conferenza di Copenhagen si terranno una serie di controforum e manifestazioni (la più importante prevista per sabato 12) organizzate dalla società civile internazionale.</p>
<p>Anche CRBM/ MANI TESE in collaborazione con lo SCI (Servizio Civile Internazionale) ed altri gruppi internazionali hanno organizzato una giornata, all’interno del “Klimaforum” Controvertice dei movimenti, durante la quale si terranno seminari e dibattiti su debito, commercio, finanza e cambiamenti climatici.</p>
<p>Per informazioni scrivere a:</p>
<p>egerebizza@crbm.org /  sensi@manitese.it,</p>
<p>oppure contattare il Servizio Gruppi Ufficio Gruppi e Volontariato di MANI TESE : Tel 02 4075165 /Fax 02 4046890</p>
<p>Anche Mani Tese e Crbm saranno presenti con una delegazione al prossimo forum mondiale sui cambiamenti climatici</p>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Parallelamente alla conferenza di Copenhagen si terranno una serie di controforum e manifestazioni (la più importante prevista per sabato 12) organizzate dalla società civile internazionale.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Anche CRBM/ MANI TESE in collaborazione con lo SCI (Servizio Civile Internazionale) ed altri gruppi internazionali hanno organizzato una giornata, all’interno del “Klimaforum” Controvertice dei movimenti, durante la quale si terranno seminari e dibattiti su debito, commercio, finanza e cambiamenti climatici.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Per informazioni scrivere a:</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">egerebizza@crbm.org /  sensi@manitese.it,</div>
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<p>oppure contattare il Servizio Gruppi Ufficio Gruppi e</p>
<p>Volontariato di MANI TESE : Tel 02 4075165 /Fax 02</p>
<p>4</p></div>
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