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	<title>campagne &#187; Io Mangio Locale</title>
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		<title>Chi guadagna dallo spreco del pane?</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 10:36:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosy Iaione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economie di pace]]></category>
		<category><![CDATA[Io Mangio Locale]]></category>
		<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[io mangio locale]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi giorni su alcuni giornali sono uscite inchieste sullo spreco del pane. La speculazione della Grande distribuzione è sotto accusa. La posizione dei panificatori. Noi diciamo: mangiamo pane senza speculazione aggiunta!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">(AGI) &#8211; Roma, 5 gen. -<span style="white-space: pre;"> </span>&#8220;Sulla questione del pane buttato i panificatori artigianali sono l&#8217;anello debole della catena, in quanto scontano l&#8217;approccio consumistico dato dalla Gdo&#8221;.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Cosi&#8217; il presidente della Federazione italiana panificatori, Luca Vecchiato, commenta il problema in evidenza in questi giorni sugli organi di stampa. &#8220;Ma la questione fondamentale e&#8217; economica oltre che etica e culturale: la Gdo e&#8217; il maggior centro di spreco di pane e nonostante questo non ci rimette un euro, secondo una politica di acquisto e vendita da padre padrone. La Gdo &#8211; ha proseguito Vecchiato &#8211; pretende infatti che i suoi fornitori (i panificatori artigianali) consegnino pane fresco in abbondanza, per avere gli scaffali sempre pieni sino all&#8217;ora di chiusura quando &#8211; per contratto &#8211; il panificatore e&#8217; costretto a ritirare l&#8217;invenduto a prezzo pieno e a buttare il pane. Oltre a cio&#8217; il panificatore paga il contributo fiscale come se il pane fosse venduto: una beffa che nei panifici si misura entro margini limitati ma che aumenta a dismisura quando entra in gioco la fornitura alla Grande distribuzione&#8221;. La Fippa stima infatti che il pane reso a causa delle politiche di vendita della Gdo puo&#8217; arrivare fino al 15% del prodotto fresco presente sugli scaffali, mentre in panificio la quota raggiunge al massimo al 4-5%. &#8220;Una dinamica da cane che si morde la coda, da fermare in parte attraverso una nuova messa a sistema di iniziative solidali. Siamo i primi &#8211; ha concluso Vecchiato &#8211; a renderci disponibili a collaborare con organizzazioni come Il Banco Alimentare, associazioni esperte in &#8216;logistica della solidarieta&#8221; con cui si potrebbero riunire in serata le rimanenze produttive dei panificatori artigianali</div>
<p>&#8220;Sulla questione del pane &#8211; ha detto il presidente della Federazione italiana panificatori, Luca Vecchiato - buttato i panificatori artigianali sono l&#8217;anello debole della catena, in quanto scontano l&#8217;approccio consumistico dato dalla Gdo&#8221;.<br />
<a href="http://www.manitese.it/campagne/wp-content/uploads/2010/01/pane1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-848" title="pane" src="http://www.manitese.it/campagne/wp-content/uploads/2010/01/pane1.jpg" alt="pane" width="300" height="225" /></a><br />
&#8220;Ma la questione fondamentale e&#8217; economica oltre che etica e culturale: la Gdo e&#8217; il maggior centro di spreco di pane e nonostante questo non ci rimette un euro, secondo una politica di acquisto e vendita da padre padrone. La Gdo &#8211; ha proseguito Vecchiato &#8211; pretende infatti che i suoi fornitori (i panificatori artigianali) consegnino pane fresco in abbondanza, per avere gli scaffali sempre pieni sino all&#8217;ora di chiusura quando &#8211; per contratto &#8211; il panificatore e&#8217; costretto a ritirare l&#8217;invenduto a prezzo pieno e a buttare il pane.</p>
<p>Oltre a cio&#8217; il panificatore paga il contributo fiscale come se il pane fosse venduto: una beffa che nei panifici si misura entro margini limitati ma che aumenta a dismisura quando entra in gioco la fornitura alla Grande distribuzione&#8221;.</p>
<p>La Fippa stima infatti che il pane reso a causa delle politiche di vendita della Gdo puo&#8217; arrivare fino al 15% del prodotto fresco presente sugli scaffali, mentre in panificio la quota raggiunge al massimo al 4-5%. &#8220;Una dinamica da cane che si morde la coda, da fermare in parte attraverso una nuova messa a sistema di iniziative solidali. Siamo i primi &#8211; ha concluso Vecchiato &#8211; a renderci disponibili a collaborare con organizzazioni come Il Banco Alimentare, associazioni esperte in &#8220;logistica della solidarieta&#8221; con cui si potrebbero riunire in serata le rimanenze produttive dei panificatori artigianali.</p>
<p>Fonte: Agi</p>
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		<title>Successo della campagna &#8220;Io mangio locale!&#8221;</title>
		<link>http://www.manitese.it/campagne/2009/io-mangio-locale-prosegue-per-tutto-il-mese-di-ottobre/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 10:13:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosy Iaione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campagne Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[Io Mangio Locale]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[diritto al cibo]]></category>
		<category><![CDATA[io mangio locale]]></category>
		<category><![CDATA[sovranità alimentare]]></category>

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		<description><![CDATA[I gruppi di Mani Tese si sono sbizzarriti nel portare avanti "Io mangio locale". Moltissime sono state le iniziative: cene, banchetti, percorsi didattici, suggerimenti curiosi. Grazie a tutti quelli che sono stati protagonisti e hanno collaborato e...avanti ancora sui sentieri della sovranità alimentare!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.manitese.it/campagne/wp-content/uploads/2009/10/iomangiolocale1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-642" title="iomangiolocale1" src="http://www.manitese.it/campagne/wp-content/uploads/2009/10/iomangiolocale1.jpg" alt="iomangiolocale1" width="300" height="300" /></a></p>
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<p style="text-align: justify;"><strong>35 </strong>città coinvolte, <strong>60 </strong>iniziative realizzate (banchetti con vendita di prodotti locali,<span style="white-space: pre;"> c</span>ene a km0, banchetti informativi all’interno di manifestazioni pubbliche, merende, colazioni, aperitivi con prodotti locali,  incontri pubblici, seminari, percorsi didattici sulla sovranità alimentare, 60 realtà che hanno collaborato alla campagna.  Sono i numeri della campagna per la sovranità alimentare lanciata da Mani Tese in ottobre e che ha riscosso molto successo i tutta Italia.</p>
<p>Continuate a segurici e inviarci suggerimenti per <em>mangiare locale</em>!</p>
<p>IO MANGIO LOCALE riafferma il potere dei consumatori e dei produttori nel determinare i comportamenti sociali e le scelte economiche legate alla produzione e alla distribuzione in un quadro di giustizia globale e sostenibilità ambientale e sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">La campagna intende anche sottolineare l’importanza delle reti di consumatori, produttori, istituzioni, cittadini che attraverso comportamenti orientati alla giustizia, alla sobrietà, al consumo responsabile e alla solidarietà possono condividere buone pratiche, adottare nuovi stili di vita e promuovere concrete forme di cambiamento dell’attuale modello di sviluppo.</p>
<p style="text-align: justify;">IO MANGIO LOCALE appoggerà concretamente le famiglie di agricoltori dello Stato del Kassala (Sudan), beneficiari del progetto di sviluppo sostenuto da Mani Tese e volto al miglioramento della sicurezza alimentare (progetto 2166).</p>
<p>Gli obiettivi della campagna:</p>
<p style="text-align: justify;">- ribadire e sostenere il diritto di tutti i popoli a decidere le proprie politiche agricole ed alimentari e a combattere la fame e la povertà attraverso il rafforzamento dei propri mercati locali;</p>
<p style="text-align: justify;">- riaffermare il potere che i consumatori e i produttori hanno in tutto il mondo nella determinazione dei comportamenti sociali e delle scelte economiche legate alla produzione e alla distribuzione in un quadro di giustizia globale e sostenibilità ambientale e sociale;</p>
<p style="text-align: justify;">- appoggiare concretamente il lavoro dei nostri partner per la sovranità alimentare in Sudan, sostenendo il progetto che Mani Tese realizzerà insieme ad ACORD nello Stato di Kassala, volto al miglioramento della sicurezza alimentare per la popolazione dell’area del Delta del Gash;</p>
<p style="text-align: justify;">- promuovere e rafforzare le reti di consumatori, produttori, istituzioni, cittadini che attraverso comportamenti orientati alla giustizia, alla sobrietà, al consumo responsabile e alla solidarietà possono condividere buone pratiche, adottare nuovi stili di vita e promuovere concrete forme di cambiamento dell’attuale modello di sviluppo.</p>
<p>A chi si rivolge IO MANGIO LOCALE</p>
<p style="text-align: justify;">- tutti i cittadini, possono partecipare alla campagna anche attraverso un semplice gesto volto a testimoniare la propria attenzione verso scelte di vita e di consumo che si muovono nel senso della giustizia e della sostenibilità;</p>
<p>- le associazioni, i gas (gruppi di acquisto solidale) e i gruppi Mani Tese che operano nel territorio, possono aderire alla campagna e realizzare alcune delle azioni previste, promuovendone i contenuti e le finalità presso i propri associati e organizzando specifiche iniziative locali rivolte alla cittadinanza;</p>
<p style="text-align: justify;">- le scuole, gli insegnanti, gli studenti e i genitori possono partecipare attivamente alla realizzazione delle azioni della campagna e aderire alle proposte di formazione e di approfondimento sul tema del diritto al cibo;</p>
<p style="text-align: justify;">- le istituzioni e le forze politiche del territorio, possono essere coinvolti dai temi della campagna adottando ordini del giorno a sostegno dei temi proposti e concrete scelte di amministrazione del proprio territorio a sostegno dei mercati locali;</p>
<p>- gli organi di informazione locali e nazionali, per la promozione della campagna e delle iniziative collegate e la trattazione e l’approfondimento del tema del diritto al cibo e della sovranità alimentare.</p>
<p>Mani Tese e il diritto al cibo</p>
<p style="text-align: justify;">Tutta l’attività di Mani Tese è mossa dalla consapevolezza che la fame e la povertà siano il frutto anche di politiche commerciali ed economiche di sfruttamento ben precise e che le risposte da parte degli organismi internazionali non solo siano insufficienti a risolvere il problema, ma talvolta ne accentuano le conseguenze negative.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi la fame è un dramma che colpisce ancora più di un miliardo di persone (1,02 secondo le ultime stime della Fao) nel mondo e nuove e vecchie cause concorrono a rafforzare un fenomeno che avrebbe dovuto essere debellato entro il 2015 secondo gli Obiettivi del Millennio assunti dai governi del mondo in sede Onu nell’anno 2000.</p>
<p>Ma non sarà così: il 2009 sta creando 100 milioni di poveri in più, persone che la crisi alimentare globale ha spinto nella spirale della fame.</p>
<p style="text-align: justify;">La maggioranza di loro vive nei Paesi poveri e nelle aree rurali che hanno subito le politiche di liberalizzazione economica e gli accordi commerciali imposti da organismi internazionali come il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, che come unico effetto hanno quello di affossare sempre di più economie già impoverite e al collasso.</p>
<p>Per saperne di più</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo quasi due decenni di ricette liberiste fallimentari, i 191 Stati delle Nazioni Unite dichiararono nel settembre del 2000 la volontà di raggiungere entro il 2015 otto obiettivi di sviluppo (Millennium Development Goals) per ridurre finalmente miseria ed esclusione sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo di questi obiettivi era quello di sradicare la povertà estrema e la fame tramite tre azioni: ridurre della metà la percentuale di popolazione che vive in condizione di povertà estrema (con meno di un dollaro al giorno); garantire una piena occupazione e un lavoro dignitoso per tutti; ridurre della metà la percentuale di popolazione che soffre la fame.</p>
<p>Obiettivi oggi sempre più lontani.</p>
<p style="text-align: justify;">A giugno di quest’anno la Fao ha lanciato l’allarme: si prevede che la fame nel mondo raggiungerà un livello storico nel 2009 con 1,02 miliardi di persone in stato di sotto-nutrizione. “La pericolosa combinazione della recessione economica mondiale e dei persistenti alti prezzi dei beni alimentari in molti paesi ha portato circa 100 milioni di persone in più rispetto all’anno scorso oltre la soglia della denutrizione e della povertà croniche” – ha detto il Direttore Generale della FAO Jacques Diouf. “Questa silenziosa crisi alimentare – che colpisce un sesto dell’intera popolazione mondiale – costituisce un serio rischio per la pace e la sicurezza nel mondo. Abbiamo urgentemente bisogno di creare un largo consenso riguardo al totale e rapido sradicamento della fame nel mondo, ed intraprendere le azioni necessarie ad ottenerlo”.</p>
<p>Le cause della crisi alimentare</p>
<p>La crisi alimentare globale del 2008 è esplosa prima di quella economica e finanziaria che ha messo in ginocchio l’economia del pianeta. La causa principale, che a sua volta è stata generata da una complessa serie di concause, è stato l’aumento dei prezzi dei cereali la cui ascesa era già iniziata all’inizio del 2007. Tra marzo 2007 e aprile 2008 i prezzi sul mercato mondiale del grano e del riso sono cresciuti rispettivamente del 77% e del 18%, con impennate nei primi mesi del 2008 quando per alcune varietà di riso e grano il prezzo è cresciuto del 150%. L’aumento dei prezzi dei cereali ha portato con sé un generalizzato aumento dei prezzi dei generi alimentari e dei derivati diretti di tali prodotti come pane, pasta e farinacei in genere. L’aumento dei prezzi ha provocato una maggiore difficoltà a reperire cibo sui mercati soprattutto per le fasce più povere della popolazione che impiegano un’alta percentuale del proprio reddito in acquisto di cibo. Da qui le rivolte popolari in molti paesi (come Egitto, Filippine, Camerun, Haiti, Costa d’Avorio) riportate dai media.</p>
<p>Oggi i padroni del cibo sono poche multinazionali che controllano l’intero settore (dal mercato delle sementi alla grande distribuzione) e lucrano sul cibo, guadagnando enormi cifre a discapito dell’agricoltura su piccola scala che dall’oscillare dei prezzi non trovano nessun vantaggio. La fame e le crisi alimentari sono il frutto di scelte politiche e non l’esito inevitabile di dinamiche economiche e naturali “autonome”. A rimetterci sono sempre i più poveri e chi lavora nei campi, a guadagnarci le poche multinazionali che hanno in mano il commerci internazionale delle commodities agricole.</p>
<p>Per approfondire le cause della crisi alimentare suggeriamo <a href="http://www.italia.attac.org/spip/IMG/pdf_la_crisi_alimentare_del_2008.pdf">questo testo di Valeria Sodano</a>.</p>
<p>La sovranità alimentare come soluzione</p>
<p>Per intervenire efficacemente nella lotta alla fame e per la sicurezza alimentare la soluzione esiste ed è la sovranità alimentare: il diritto di tutti i popoli di decidere la propria politica agricola e alimentare. Per farla funzionare, come rivendicano i movimenti contadini ormai da qualche anno come la Via Campesina, è necessario operare a più livelli.</p>
<p>• Garantire, attraverso politiche di mercato adeguate, una giusta remunerazione per tutti gli agricoltori ed una equa e giusta distribuzione della ricchezza lungo tutta la filiera di produzione; proteggere i mercati nazionali dai prodotti importati a basso prezzo; regolare la produzione nel mercato interno al fine di evitare l’accumulo di eccedenze; abolire gli appoggi diretti e indiretti alle esportazioni e i sussidi alla produzione nazionale che promuovano sistemi agricoli insostenibili; appoggiare pratiche agricole sostenibili e programmi di riforme agrarie.</p>
<p>• Favorire il rispetto dell’ambiente e la qualità e la sicurezza degli alimenti: controllare adeguatamente la proliferazione di epidemie e malattie, garantendo nello stesso tempo la sicurezza e la non nocività degli alimenti; fissare criteri di qualità degli alimenti adeguati alle preferenze e necessità della gente; stabilire meccanismi nazionali di controllo di qualità degli alimenti, in modo che seguano giuste regole ambientali, sociali e sanitarie.</p>
<p>• Garantire l’accesso alle risorse produttive, riconoscendo e facendo valere i diritti giuridici e le consuetudini delle comunità sulle decisioni riguardo l’uso delle risorse locali e tradizionali, anche quando non abbiano ancora goduto di quei privilegi giuridici precedentemente; garantire l’accesso equo alla terra, alle sementi, all’acqua, al credito e altre risorse produttive; proibire ogni forma di sperimentazione su esseri viventi e la appropriazione di conoscenze associate all’agricoltura (la salute) e all’alimentazione mediante l’utilizzo della proprietà intellettuale.</p>
<p>• Lavorare sull’asse produzione-consumo, sviluppando sistemi agroalimentari sostenibili e in grado di favorire i consumi tramite i mercati locali e la diffusione di prodotti a filiera corta e “chilometro zero”.</p>
<p>• Proibire la produzione e commercializzazione di sementi, alimenti e prodotti geneticamente modificati, così come qualunque prodotto affine.</p>
<p>• Imporre la trasparenza dell’ informazione e leggi anti monopolio tramite la garanzia dell’etichettatura chiara e precisa degli alimenti per il consumo umano e animale, basata sul diritto dei consumatori e agricoltori di conoscere l’origine e i contenuti di quei prodotti; fissare norme obbligatorie per tutte le imprese, che garantiscano trasparenza, responsabilità pubblica, rispetto dei diritti umani e delle norme ambientali; stabilire leggi atte a bloccare la formazione di monopoli industriali nei settori agricolo e alimentare.</p>
<p>Per queste ragioni il cibo, la terra e le persone devono tornare al centro dell’attenzione e le politiche pubbliche devono avere la funzione di tutelare le persone in quanto produttori e consumatori e difendere la terra. Intorno al cibo si gioca una battaglia di civiltà enorme: come verranno gestite le risorse naturali (ad esempio l’acqua che per il 70% soddisfa bisogni agricoli), il valore che il lavoro nei campi assumerà, la sostenibilità del settore primario in termini energetici e ambientali, la difesa delle colture e delle culture tradizionali, della terra e della biodiversità soprattutto nei territori indigeni e nelle riserve naturali, il ruolo dei governi e di tutti gli attori internazionali. La difesa del cibo è un modo di proteggere l’uomo e la donna. Rimettere questi elementi al centro significa dare futuro alle persone, anche e soprattutto a quelle che vivono nei paesi già colpiti da un impoverimento crescente come abbiamo immaginato all’inizio di questo articolo. Dal cibo passano le sorti della democrazia che è una questione di sovranità dei popoli e non di pochi. Sovranità alimentare, appunto.</p>
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		<title>Al frantoio sociale si mangia locale</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 11:18:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosy Iaione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economie di pace]]></category>
		<category><![CDATA[Io Mangio Locale]]></category>
		<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[diritto al cibo]]></category>
		<category><![CDATA[io mangio locale]]></category>

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		<description><![CDATA[Per sabato prossimo, 14 novembre, il gruppo Mani Tese di Lucca organizza una cena a chilometri zero a base di prodotti tipici e locali della lucchesia. L&#8217;appuntamento è alle 20.30 al Frantoio sociale di Colle di Compito (Capannori) ed è organizzata in collaborazione con il Gas di Capannori e Porcari &#8220;Gas-trite&#8221; e con il patrocinio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per sabato prossimo, 14 novembre, il gruppo Mani Tese di Lucca organizza una cena a chilometri zero a base di prodotti tipici e locali della lucchesia.</p>
<p>L&#8217;appuntamento è alle 20.30 al Frantoio sociale di Colle di Compito (Capannori) ed è organizzata in collaborazione con il Gas di Capannori e Porcari &#8220;Gas-trite&#8221; e con il patrocinio del Comune di Capannori.</p>
<p>La cena è organizzata nell&#8217;ambito della campagna di Mani Tese &#8220;Io mangio Locale&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.manitese.it/campagne/wp-content/uploads/2009/11/cena-a-kilometri-zero12.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-722" title="cena a kilometri zero1" src="http://www.manitese.it/campagne/wp-content/uploads/2009/11/cena-a-kilometri-zero12.jpg" alt="cena a kilometri zero1" width="450" height="150" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cena a Km zero a Milano</title>
		<link>http://www.manitese.it/campagne/2009/cena-a-km-zero-a-milano/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 10:58:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosy Iaione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campagne Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[Io Mangio Locale]]></category>
		<category><![CDATA[cena Komzero]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>

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		<description><![CDATA[Proseguono gli appuntamenti di IO MANGO LOCALE, la campagna di Mani Tese per la promozione della sovranità alimentare. L&#8217;8 novembre il gruppo Mani Tese Milano organizza una cena a KMzero all&#8217;Arci Corvetto. Il menù prevede polenta e verdure di stagione: il contributo economico è di soli 12 euro (bevande escluse) Per prenotazioni: animazione@manitese.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Proseguono gli appuntamenti di IO MANGO LOCALE, la campagna di Mani Tese per la promozione della sovranità alimentare.<br />
L&#8217;8 novembre il gruppo Mani Tese Milano organizza una cena a KMzero all&#8217;Arci Corvetto.</p>
<p>Il menù prevede polenta e verdure di stagione: il contributo economico è di soli 12 euro (bevande escluse)<br />
<a href="http://www.manitese.it/campagne/wp-content/uploads/2009/11/volantino_cena_milano.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-705" title="volantino_cena_milano" src="http://www.manitese.it/campagne/wp-content/uploads/2009/11/volantino_cena_milano.jpg" alt="volantino_cena_milano" width="340" height="240" /></a></p>
<p>Per prenotazioni:<br />
animazione@manitese.it</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Chi nutrirà davvero il Pianeta?</title>
		<link>http://www.manitese.it/campagne/2009/chi-nutrira-davvero-il-pianeta/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 09:14:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosy Iaione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economie di pace]]></category>
		<category><![CDATA[Io Mangio Locale]]></category>
		<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[partnership per lo sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[sovranità alimentare]]></category>

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		<description><![CDATA[Mani Tese organizza, all’interno della fiera Fa’ la cosa giusta! Trento, un seminario dal titolo “Cibo per il futuro: come nutrire il pianeta” che si svolgerà sabato 24 ottobre 2009 alle 17. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Mani Tese partecipa a Fa’ la cosa giusta! Trento con il seminario “Cibo per il futuro: come nutrire il pianeta” , che si svolgerà sabato 24 ottobre 2009 alle ore 17.00, presso Trento Fiere.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Perché ancora oggi la fame è un fenomeno in crescita e che sale insieme al numero degli ipernutriti? Perché la mancanza di cibo va a braccetto con lo spreco di cibo e la destinazione di questo ad usi inefficienti come il mangime per animali  per le diete “ricche” o biocombustibili?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">E ancora: come assicurare un’inversione di tendenza e che parte devono fare tutti gli attori in campo (consumatori, produttori, istituzioni, imprese e la cooperazione internazionale) per garantire un diritto, quello al cibo, ancora lontano dall’essere soddisfatto?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Da quali esperienze partire per costruire la  sovranità alimentare nei contesti urbani e rurali?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Ne discuteranno insieme a Giulio Sensi di Mani Tese, Andrea Calori, docente al politecnico di Milano e autore del libro “Coltivare la città” edito da Altreconomia, e Fabio Pipinato, direttore di Unimondo.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Sarà un seminario interattivo, aperto alle testimonianze di chi lavora ogni giorno per restituire al cibo la sua funzione originaria. Interverranno il Gruppo Matão (ragazzi di ritorno da un esperienza in Brasile), Manuela Bonetti (Gas Gos Bolognano), e Beatrice De Blasi (Mandacarù Onlus).</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Ai partecipanti verrà data in omaggio una cartellina con materiali di approfondimento sui temi trattati e una copia gratuita degli atti del convegno “Gli equilibri della fame” svoltosi a Riva del Garda lo scorso anno.</div>
<p>Mani Tese partecipa a Fa’ la cosa giusta! Trento con il seminario “Cibo per il futuro: come nutrire il pianeta” , che si svolgerà sabato 24 ottobre 2009 alle ore 17.00, presso Trento Fiere.</p>
<p>Perché ancora oggi la fame è un fenomeno in crescita e che sale insieme al numero degli ipernutriti? Perché la mancanza di cibo va a braccetto con lo spreco di cibo e la destinazione di questo ad usi inefficienti come il mangime per animali  per le diete “ricche” o biocombustibili?</p>
<p>E ancora: come assicurare un’inversione di tendenza e che parte devono fare tutti gli attori in campo (consumatori, produttori, istituzioni, imprese e la cooperazione internazionale) per garantire un diritto, quello al cibo, ancora lontano dall’essere soddisfatto?</p>
<p>Da quali esperienze partire per costruire la  sovranità alimentare nei contesti urbani e rurali?</p>
<p>Ne discuteranno insieme a <strong>Giulio Sensi</strong> di Mani Tese, <strong>Andrea Calori</strong>, docente al politecnico di Milano e autore del libro “Coltivare la città” edito da Altreconomia, e <strong>Fabio Pipinato</strong>, direttore di Unimondo.</p>
<p>Sarà un seminario interattivo, aperto alle testimonianze di chi lavora ogni giorno per restituire al cibo la sua funzione originaria. Interverranno il <strong>Gruppo Matão</strong> (ragazzi di ritorno da un esperienza in Brasile),<strong> Manuela Bonetti</strong> (Gas Gos Bolognano), e <strong>Beatrice De Blasi</strong> (Mandacarù Onlus).</p>
<p>Ai partecipanti verrà data in omaggio una cartellina con materiali di approfondimento sui temi trattati e una copia gratuita degli atti del convegno “Gli equilibri della fame” svoltosi a Riva del Garda lo scorso anno.</p>
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		<title>Le mani sul cibo</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 09:01:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosy Iaione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economie di pace]]></category>
		<category><![CDATA[Io Mangio Locale]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[cooperare per i diritt]]></category>
		<category><![CDATA[diritto al cibo]]></category>
		<category><![CDATA[sovranità alimentare]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi mette le mani sul cibo e chi le vorrebbe tenere sui semi. Gli appetiti che la terra stuzzica, soprattutto in Africa. Ma anche un reportage fotografico dai progetti e le motivazioni per cui, nell'anno in cui compie 45 anni, Mani Tese marcia ancora per il diritto al cibo e scende in piazza per la campagna IO MANGIO LOCALE. Sono alcuni dei contenuti del mensile Manitese che è stato distribuito nelle piazze.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nei 45 anni di storia di Mani Tese la lotta alla fame ha sempre rappresentato la sintesi del nostro impegno di giustizia. Perché la deprivazione del cibo è paradigmatica della lesione suprema alla dignità umana, è la concentrazione della violenza di una parte del mondo sull’altra, la più evidente manifestazione dell’iniquità nei rapporti tra i popoli.</p>
<p>Oggi la fame è una ferita più aperta che mai, che si aggrava con la triplice crisi economica, energetica e sociale.</p>
<p>Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un paradosso che è diventato l’emblema della contraddizione dei nostri tempi: la fame convive con il surplus di produzione alimentare. Lasciare una grande parte della popolazione mondiale affamata consente infatti ai pochi Paesi ricchi di controllare i mercati agricoli e i prezzi su tutti i mercati internazionali.</p>
<p>Assistiamo così oggi ad un duplice e scandaloso problema: eccesso di cibo e mancanza di accesso al cibo. Lo spazio che esiste nel mezzo, il riequilibrio “sano” di queste distorsioni è, per noi, la sovranità alimentare come risposta politica allo spreco ed alla miseria.</p>
<p>Sovranità alimentare significa poter decidere autonomamente cosa e come produrre, nel rispetto delle tradizioni locali e dell’ambiente. Significa scegliere un modello di agricoltura sostenibile, capace di garantire reddito agli agricoltori e prezzi equi ai consumatori.</p>
<p><a href="http://www.manitese.it/materiale/areastampa/periodico/Manitese_ottobre_09.pdf">Scarica il mensile Manitese</a> e sostieni i nostri progetti!</p>
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		<title>Dal riso mantovano al miele siciliano&#8230;mangia locale!</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 13:52:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosy Iaione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campagne Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[Io Mangio Locale]]></category>

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		<description><![CDATA[Scopri tutti gli appuntamenti del week end di lancio della campagna Io mangio locale, che proseguirà per tutto il mese di novembre. Tra gli altri hanno aderito alla campagna: Don Luigi Ciotti spiega così la sua adesione alla campagna: “Perché mangiare locale? Perché abbiamo “fame e sete” di una giustizia che parta dalla responsabilità di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.manitese.it/campagne/?page_id=333">Scopri tutti gli appuntamenti</a> del week end di lancio della campagna <span style="color: #f5821f;"><strong>Io mangio locale</strong></span>, che proseguirà per tutto il mese di novembre.</p>
<p>Tra gli altri hanno aderito alla campagna:<br />
<strong>Don Luigi Ciotti</strong> spiega così la sua adesione alla campagna: “Perché mangiare locale? Perché abbiamo “fame e sete” di una giustizia che parta dalla responsabilità di ciascuno di noi, dalle nostre scelte quotidiane. Per contribuire a cambiare un modello di sviluppo che da un lato stimola l’“appetito del superfluo”, dall’altro costringe oltre un miliardo di persone alla fame. Significa scegliere prodotti buoni, puliti e giusti. Per questo aderisco anch’io alla campagna di Mani Tese!”</p>
<p><strong>Roberto Burdese</strong>, <em>Presidente di Slow Food</em>, e <strong>Carlo Petrini</strong>, <em>Presidente onorario</em>: “L’associazione Slow Food Italia condivide appieno i valori e il significato profondo del “mangiare locale” e per questo motivo appoggia con convinzione l’iniziativa che MANI TESE.&#8221;</p>
<p>E ancora <strong>Paolo Rizzi</strong>, <em>Comitato italiano Contratto mondiale sull’acqua</em>; <strong>Tonio Da’Olio</strong>, <em>Libera Internazionale</em>; <strong>Ugo Biggeri</strong>, <em>Presidente della Fondazione Culturale Responsabilità Etica&#8230;</em><a href="http://www.manitese.it/campagne/?page_id=507">Leggi tutte le adesioni</a><em><br />
</em><br />
<a href="http://www.manitese.it/campagne/?page_id=333">Visita l&#8217;agenda delle iniziative</a><br />
<a href="http://www.manitese.it/campagne/?page_id=378">Aderisci anche tu alla campagna</a><em><br />
</em></p>
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		<title>Io mangio locale su Radio Millenium</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 13:27:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosy Iaione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campagne Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[Io Mangio Locale]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista radiofonica a Giacomo Petitti, responsabile volontari e gruppi locali di Mani Tese. scarica il file dell&#8217;intervista]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intervista radiofonica a Giacomo Petitti, responsabile volontari e gruppi locali di Mani Tese.</p>
<p><a href="http://materiale/campagne/Iomangiolocale/intervista_radiomillenium.zip">scarica il file dell&#8217;intervista</a></p>
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		<title>Incontriamo i produttori locali a Finale Emilia</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 14:58:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosy Iaione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campagne Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[Io Mangio Locale]]></category>
		<category><![CDATA[appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Finale Emilia]]></category>

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		<description><![CDATA[I volontari di Mani Tese  Finale Emilia hanno organizzato una giornata ricca di incontri per conoscere da vicino i piccoli produttori alimentare e degustare i loro prodotti. Sabato 17 ottobre dalle 15.30 alle 18.30 incontro con produttori biologici locali. Dalle 18,30 confronto sulle esperienze dei gruppi di acquisto solidale  della zona e sul tema dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I volontari di Mani Tese  Finale Emilia hanno organizzato una giornata ricca di incontri per conoscere da vicino i piccoli produttori alimentare e degustare i loro prodotti.</p>
<p>Sabato 17 ottobre dalle 15.30 alle 18.30 incontro con produttori biologici locali.<br />
Dalle 18,30 confronto sulle esperienze dei gruppi di acquisto solidale  della zona e sul tema dei prodotti bio.  Dalle 19,30 momento conviviale  e degustazione prodotti,</p>
<p>La giornata è organizzata in collaborazione con Gas Altre Terre ed i seguenti produttori: Casumaro- latticini; Bioferrarini- frutta e verdura; Cerruti- farine e uova (Mercatino Mani Tese via per Camposanto 7, Massa Finalese).</p>
<p>Per ulteriori informazioni<br />
<a href="http://www.manitesefinale.it/" target="_blank">www.manitesefinale.it</a><br />
Tel. 0535/760270<br />
massafinalese@manitese.it</p>
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		<title>Mani Tese e NaturalmenteBio a Cagliari</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 14:12:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosy Iaione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campagne Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[Io Mangio Locale]]></category>
		<category><![CDATA[appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[cagliari]]></category>

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		<description><![CDATA[A Cagliari il 18 ottobre dalle 9 alle 13  Mani Tese sarà presente con la campagna Io mangio locale alla manifestazione &#8220;NaturalmenteBIO&#8221; al  Parco Monte Claro, festa del biologico, equo ed etica della Sardegna. Troverete i volontari Mani Tese Cagliari all&#8217;interno di un banchetto informativo, dove si potrà aderire alla campagna e chiedere tutte le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">A <strong>Cagliari</strong> il 18 ottobre dalle 9 alle 13  Mani Tese sarà presente con la campagna <strong><span style="color: #ff9900;">Io mangio locale</span></strong> alla manifestazione &#8220;<strong>NaturalmenteBIO</strong>&#8221; al  Parco Monte Claro, festa del biologico, equo ed etica della Sardegna. Troverete i volontari Mani Tese Cagliari all&#8217;interno di un banchetto informativo, dove si potrà aderire alla campagna e chiedere tutte le informazioni sulle attività dell&#8217;associazione.</p>
<p><a href="http://www.manitese.it/campagne/wp-content/uploads/2009/10/cagliari_naturalmentebio2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-596" title="cagliari_naturalmentebio" src="http://www.manitese.it/campagne/wp-content/uploads/2009/10/cagliari_naturalmentebio2.jpg" alt="cagliari_naturalmentebio" width="142" height="200" /></a></p>
<p>Per ulteriori informazioni:<br />
tel. 070 505 728 / 335 699 39 69<br />
cagliari@manitese.it</p>
]]></content:encoded>
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