Stati Uniti, Brasile, Argentina, Canada e India coltivano il 94% delle piante transgeniche destinate principalmente all’alimentazione animale o all’industria dei biocombustibili. In America latina le piantagioni crescono a scapito delle foreste, provocando l’estromissione dalle terre dei contadini e delle comunità indigene, e accelerando l’erosione delle risorse naturali. Solo nell’ultima stagione sull’area coltivata con la soia OGM sono stati usati circa 350 milioni di litri dell’erbicida a base di glifosato (Roundup Ready), a causa anche dello sviluppo di erbe resistenti. Negli Stati Uniti, secondo i dati raccolti dal Dipartimento per l’agricoltura, le colture transgeniche nel 2008 hanno richiesto per acro il 26% di pesticidi in più rispetto alle varietà convenzionali. Le maggiori aziende biotech intanto hanno presentato 532 richieste di brevetto, e con la privatizzazione delle risorse genetiche si restringe anche l’accesso dei ricercatori e dei contadini alla conoscenza e all’utilizzo dei semi.
Il rapporto di FOE contesta anche i dati forniti dall’ISAAA sulla crescita nel mondo delle aree destinate alla coltivazione delle piante transgeniche ed evidenzia invece che tale produzione rimane poco significativa in quanto costituisce il 2,6% della terra globale coltivabile, e coinvolge meno dell’1% dei piccoli e medi agricoltori.
Recenti studi hanno invece identificato nell’agro-ecologia la migliore tecnica per assicurare una produzione agricola sostenibile sul piano ambientale e sociale.
Fonte: Fondazione Diritti Genetici
In categoria: Economie di pace, SegnalazioniMani Tese - Sede Nazionale
p.le Gambara 7/9, 20146 Milano (It)
Tel. +39 02 40 75 165
Fax +39 02 40 46 890
Numero verde 800 552 456
IBAN Banca Popolare Etica
IT 58 W 05018 01600 000000000040
C.F. 02343800153
mail: manitese@manitese.it

Fonte di bilancio 2010/
Efficienza della raccolta fondi