Sebbene il direttore generale dell’FMI Dominique Strauss-Kahn, durante un incontro tenutosi la scorsa settimana a Washington, abbia ventilato la possibilità che sia il debito pregresso che quello relativo al nuovo prestito per l’emergenza terremoto (102 milioni di dollari) possano essere rimessi, non è stato preso nessun impegno formale al riguardo.
La Banca mondiale e la Banca Inter-americana di Sviluppo, che vantano rispettivamente crediti per 39 e 447 milioni di dollari, hanno espresso una dichiarazione d’intenti simile a quella del Fondo, senza quindi procedere ad alcuna azione concreta per la cancellazione del debito haitiano – che, val la pena rammentarlo, è stato per buona parte contratto durante gli anni delle dittature che hanno devastato il Paese.
Per le Ong internazionali la stessa comunicazione da parte del Fondo che il nuovo prestito di 102 milioni sia destinato al sostegno della ricostruzione post-sisma è ingannevole, dal momento che invece sarà impiegato per far rispettare le rigide condizionalità economiche e politiche collegate al programma che lo stesso FMI ha in corso ad Haiti. Condizionalità che, tra le altre cose, prevedono un innalzamento delle tariffe energetiche e il congelamento delle spese del settore pubblico.
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