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mercoledì 7 ottobre 2009

“Un salario degno per i lavoratori asiatici”

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In 12 paesi d’Europa attivisti e consumatori organizzati parteciperanno alla campagna internazionale che chiede ai grandi distributori di pagare un salario dignitoso a tutti i lavoratori tessili impiegati nelle filiere di fornitura. Nella settimana che include la Giornata Mondiale per il Lavoro Dignitoso del 7 ottobre, gli attivisti della Clean Clothes Campaign saranno impegnati a fare pressione sui grandi gruppi distributivi perché sia assunta e applicata la proposta di un salario minimo dignitoso per tutta l’Asia (Asia Floor Wage – AFW). I gruppi interessati dall’azione di pressione saranno i grandi nomi del retailing mondiale come Carrefour, Tesco, Aldi e Lidl ma anche le imprese leader italiane come Coop, Coin-OViesse, Rinascente e Upim.
“I grandi distributori internazionali come Carrefour, Aldi e Lidl non possono continuare ad ignorare le disperate condizioni in cui vivono i lavoratori che producono per loro tessile e abbigliamento,“dichiara Jeroen Merk del segretariato internazionale della CCC. “L’alleanza per l’Asia Floor Wage unisce sindacati e ONG in Asia intorno ad un’unica proposta di salario dignitoso; è una risposta forte alle pratiche delle imprese che hanno tenuto i salari sotto il livello povertà a livello globale e messo i lavoratori gli uni contro gli altri”
L’Asia Floor Wage, calcolato utilizzando l’indice di Parità del Potere di Acquisto della Banca Mondiale (PPP$), mette sul tavolo un salario mensile pari a 475 dollari PPP al mese, che consentirebbe ai lavoratori di acquistare lo stesso paniere di beni e servizi in tutti i paesi produttori chiave dell’ASIA. La campagna per l’AFW sarà ufficialmente lanciata con numerosi eventi in tutta l’Asia. L’evento clou sarà il 7 ottobre a New Delhi in India, dove verrà formalmente consegnata la petizione a Gianni Tognoni, segretario generale del Tribunale Permanente dei Popoli, presente all’evento fra i testimonial internazionali.
In Italia la campagna è sostenuta da Abiti Puliti (membro della CCC) che, in collaborazione con il Tribunale Permenente dei Popoli, intende portare all’attenzione delle delle principali imprese distributive italiane un tema così impotante. “Numerosi economisti hanno messo in evidenza la necessità di incrementare la domanda a livello globale per fare fronte al trend recessivo e spingere le economie nazionali verso il risanamento e la ripresa”, continua Deborah Lucchetti, presidente di Fair e portavoce della Campagna Abiti Puliti. “Il salario dignitoso è la prima risposta inclusiva per il riequilibrio della domanda globale che può sollevare milioni di lavoratori dalla povertà endemica in cui si trovano.”
Il salario dignitoso è un diritto umano riconosciuto a livello internazionale, eppure esso è regolarmente negato ai lavoratori tessili nell’industria globale. I lavoratori, soprattutto donne,che producono abbigliamento per le catene distributive internazionali vivono in condizioni di estrema povertà, in abitazioni e senza acqua potabile o cibo sufficiente per sostenere loro e le famiglie.
La Clean Clothes Campaign in Europa e le organizzazioni partner presenti nei paesi di produzione tessile chiedono alle imprese della distribuzione di assumere impegni concreti per applicare il salario dignitoso nella filiera di fornitura internazionale del tessile-abbigliamento.

Tutto su
www.abitipuliti.org
www.cleanclothes.org
www.asiafloorwage.org

Fotogallery
http://www.cleanclothes.org/media-inquiries/photos/

In categoria: Per i diritti umani, Segnalazioni

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