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mercoledì 21 ottobre 2009

Un anno per l’agricoltura familiare

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a sempre gli esseri umani convivono con la natura e modificano le proprie abitudini culturali relazionandosi ad essa. In questo senso l’agricoltura familiare, che si basa su profondi vincoli tra uomini e donne da un lato e terra e territorio dall’altra, è molto più di un modello di economia agricola: garantisce la produzione autonoma degli alimenti, la cura del territorio e della sua biodiversità,  lo sviluppo integrale delle comunità locali e delle nazioni.
Nonostante i numerosi programmi mondiali attuati negli ultimi anni per sradicare la fame, oggi la povertà rurale è molto estesa e colpisce nei vari continenti più di 900 milioni di persone che abitano in campagna. Questa drammatica realtà corre il rischio di peggiorare a causa di politiche regionali ed internazionali mal pianificate. La produzione agraria è un settore che dipende dalle variazioni meterielogiche, da fattori tecnologici e socio politici, così come dalla stabilità dei prezzi sul mercato. Negli ultimi anni catastrofi naturali, l’estensione di coltivazioni non alimentari, speculazione, etc. hanno prodotto l’aumento dei prezzi di molti alimenti di base come i cereali e il latte.
Secondo i dati della FAO il 43% della popolazione attiva del mondo lavora nel settore agricolo, con una maggior concentrazione nel sud del mondo: in America Latina circa il 18% della popolazione attiva lavora in agricoltura mentre in Africa e in Asia circa il 60%.
Secondo i dati 2008 della Banca Mondiale, nell’Africa sub Sahariana l’80% delle proprietà agricole sono a conduzione familiare, e più del 60% della popolazione attiva lavora in agricoltura, ma nel 2004 solo il 4% degli investimenti pubblici sono stati destinati all’agricoltura. Anche il governo brasiliano investe di più nella produzione agricola destinata all’esportazione, nonostante il gran numero di agricoltori familiari presenti nel paese (4,1 milioni di proprietà familiari su un totale di 4,5 milioni di proprietari in totale). Nel 2006 il Ministero per l’Agricoltura brasiliano, responsabile per l’agribusiness, aveva a disposizione 58 milioni di Reais, mentre il Ministero per lo Sviluppo agrario che si occupa dell’agricoltura familiare solo 12 milioni di Reais.
Da alcuni anni si è diffusa la coscienza che la lotta contro la povertà non può consistere solo nel facilitare l’accesso ai servizi essenziali ma deve dare la possibilità agli individui di avere i mezzi a disposizione per accedervi. L’agricoltura familiare può creare impiego, rallentare l’esodo rurale, permettere alle comunità locali e alle famiglie un’alimentazione sana ed equilibrata, lottare contro la povertà. Infine l’agricoltura a conduzione familiare può garantire la sicurezza alimentare alle famiglie dei piccoli agricoltori, e garantirne l’autonomia produttiva.
La celebraione di un Anno Internazionale dedicato all’Agricoltura Familiare rappresenta un’opportunità unica per dar vita a strumenti che assicurino nell’immediato e a lunga scadenza lo sviluppo delle comunità locali, soprattutto nel sud del mondo. La FAO ha sottolineato recentemente come “la lotta alla scarsità dei alimenti e il conseguente aumento dei prezzi internazionali richiede strategie come il rafforzamento dell’agricoltura familiare”. La proposta del Forum Rurale Mondiale (FRM) affinchè l’ONU dichiari l’Anno Internazionale dell’Agricoltura Familiare vuole essere una spinta forte in questa direzione. Per questo motivo esprimiamo la nostra adesione alla Campagna promossa dal FRM a favore della dichiarazione dell’Anno Internazionale dell’Agricoltura Familiare.D

Da sempre gli esseri umani convivono con la natura e modificano le proprie abitudini culturali relazionandosi ad essa. In questo senso l’agricoltura familiare, che si basa su profondi vincoli tra uomini e donne da un lato e terra e territorio dall’altra, è molto più di un modello di economia agricola: garantisce la produzione autonoma degli alimenti, la cura del territorio e della sua biodiversità,  lo sviluppo integrale delle comunità locali e delle nazioni.

Nonostante i numerosi programmi mondiali attuati negli ultimi anni per sradicare la fame, oggi la povertà rurale è molto estesa e colpisce nei vari continenti più di 900 milioni di persone che abitano in campagna. Questa drammatica realtà corre il rischio di peggiorare a causa di politiche regionali ed internazionali mal pianificate. La produzione agraria è un settore che dipende dalle variazioni meterielogiche, da fattori tecnologici e socio politici, così come dalla stabilità dei prezzi sul mercato.

Negli ultimi anni catastrofi naturali, l’estensione di coltivazioni non alimentari, speculazione, etc. hanno prodotto l’aumento dei prezzi di molti alimenti di base come i cereali e il latte.

Secondo i dati della FAO il 43% della popolazione attiva del mondo lavora nel settore agricolo, con una maggior concentrazione nel sud del mondo: in America Latina circa il 18% della popolazione attiva lavora in agricoltura mentre in Africa e in Asia circa il 60%.

Secondo i dati 2008 della Banca Mondiale, nell’Africa sub Sahariana l’80% delle proprietà agricole sono a conduzione familiare, e più del 60% della popolazione attiva lavora in agricoltura, ma nel 2004 solo il 4% degli investimenti pubblici sono stati destinati all’agricoltura. Anche il governo brasiliano investe di più nella produzione agricola destinata all’esportazione, nonostante il gran numero di agricoltori familiari presenti nel paese (4,1 milioni di proprietà familiari su un totale di 4,5 milioni di proprietari in totale). Nel 2006 il Ministero per l’Agricoltura brasiliano, responsabile per l’agribusiness, aveva a disposizione 58 milioni di Reais, mentre il Ministero per lo Sviluppo agrario che si occupa dell’agricoltura familiare solo 12 milioni di Reais.

Da alcuni anni si è diffusa la coscienza che la lotta contro la povertà non può consistere solo nel facilitare l’accesso ai servizi essenziali, ma deve dare la possibilità agli individui di avere i mezzi a disposizione per accedervi. L’agricoltura familiare può creare impiego, rallentare l’esodo rurale, permettere alle comunità locali e alle famiglie un’alimentazione sana ed equilibrata, lottare contro la povertà. Infine l’agricoltura a conduzione familiare può garantire la sicurezza alimentare alle famiglie dei piccoli agricoltori, e garantirne l’autonomia produttiva.

La celebraione di un Anno Internazionale dedicato all’Agricoltura Familiare rappresenta un’opportunità per dar vita a strumenti che assicurino nell’immediato e a lunga scadenza lo sviluppo delle comunità locali, soprattutto nel sud del mondo. La FAO ha sottolineato recentemente come “la lotta alla scarsità dei alimenti e il conseguente aumento dei prezzi internazionali richiede strategie come il rafforzamento dell’agricoltura familiare”.

La proposta del Forum Rurale Mondiale (FRM) affinchè l’ONU dichiari l’Anno Internazionale dell’Agricoltura Familiare vuole essere una spinta forte in questa direzione. Per questo motivo esprimiamo la nostra adesione alla Campagna promossa dal FRM a favore della dichiarazione dell’Anno Internazionale dell’Agricoltura Familiare (AIAF) e invitiamo tutte le organizzazioni e i movimenti italiani ad aderire.

In categoria: Economie di pace, Primo Piano

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