Valore sociale partecipa, insieme ad Action Aid, Ucodep e Mani Tese, al progetto “Promozione della responsabilità sociale delle imprese italiane (RSI), nel contesto globale. Un approccio basato sul rispetto dei diritti umani e dell’ambiente”. La Newsletter è destinata ai giovani di età tra i 16/25 anni della popolazione italiana, agli operatori del mondo dell’informazione, ai responsabili delle imprese italiane e agli operatori delle Ong italiane ed Europee e in modo indiretto all’opinione pubblica generale, agli ascoltatori delle trasmissioni radio e televisive e agli operatori del mondo dell’informazione e “opinion makers”.
L’obiettivo della newsletter è quello di aumentare il grado di informazione sulle tematiche della RSI, rendere gli operatori delle Ong e delle imprese, attraverso la formazione, più consapevoli del ruolo che la RSI può svolgere nell’ambito della trasformazione dei rapporti tra paesi Nord e Sud del mondo.
Il tema della seconda edizione è quello dei consumi agroalimentari. Il settore privato, l’impresa in particolare, è un attore indubbiamente cruciale sullo scenario internazionale ed è, di fatto, quasi un vero e proprio soggetto di diritto internazionale. Infatti l’influenza politica ed economica delle imprese è innegabile, pertanto è necessario, con riferimento al loro impatto sociale ed ambientale che l’attuale sistema volontario di RSI venga affiancato da un sistema di normativo in grado di garantire il rispetto dei diritti umani e dell’ambiente e di rafforzare gli strumenti esistenti in modo da distinguere nettamente la RSI dalle altre pratiche. L’attuale crisi internazionale ha rafforzato il punto di vista di chi sostiene che sia necessario stabilire delle regole capaci di garantire il rispetto dei diritti umani e dell’ambiente in tutta la filiera di produzione del valore.
Uno degli strumenti più evoluti e completi sul tema della RSI nei confronti dei diritti umani è rappresentato dalle norme delle Nazioni Unite sulla Responsabilità delle imprese transnazionali ed altre imprese riguardo i Diritti Umani, adottate nell’agosto 2003 dalla Sottocommissione delle Nazioni Unite per la promozione e la protezione dei diritti umani (Risoluzione 2003/16). La responsabilità sociale dell’impresa è l’altra faccia della medaglia che contempla anche la Responsabilità dei consumatori nell’attivarsi, informarsi, scegliere e comprare prodotti che nella loro filiera produttiva hanno rispettato i diritti umani e l’ambiente. In Italia possiamo vedere che la produzione agroalimentare è sempre più orientata verso prodotti a cui il consumatore riconosce un valore di qualità e tutela ambientale, quali quelli biologici e quelli certificati (Dop e Igp). Nel settore del biologico il nostro Paese è leader indiscusso in Europa (con un terzo delle imprese biologiche europee e un quarto della superficie bio dell’Unione) e quarto produttore a livello mondiale. A tracciare un quadro chiaro di un agroalimentare con i piedi nel passato e la testa nel futuro sono anche i 4372 prodotti tradizionali e tipici italiani riportati nel censimento pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 2007. Per concludere si propongono alcuni semplici “consigli per gli acquisti” in campo alimentare: conoscere il produttore, privilegiare la filiera corta, sostenere un modello di agricoltura responsabile e biologico, consumare equo e solidale, compare insieme e in modo solidale, allargando la cultura e la pratica del Gruppo di Acquisto Solidale (GAS).
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In categoria: Per i diritti umani, Primo PianoMani Tese - Sede Nazionale
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