cresa pratrivero abbiamo bevuto LOCALE ottima acqua di San Rubinetto e gustato canestrelli locali e castagne. Grazie al gruppo MT
Marcellomangio locale grazie ai pochi orti e pollai tuttora rimasti nella campagna del mio paesello...In occasione della Giornata Mondiale per l’Alimentazione del prossimo 16 Ottobre Mani Tese lancia la campagna: Io mangio locale. Senza speculazioni aggiunte.
Una campagna nata per sostenere il diritto di tutti i popoli alla sovranità alimentare, vale a dire il diritto a decidere le proprie politiche agricole ed alimentari e a combattere la fame e la povertà attraverso il rafforzamento dei propri mercati locali.
Il 17 e 18 ottobre 2009 Mani Tese scenderà in piazza in tutta Italia per affermare la concretezza di percorsi e scelte che possano garantire il diritto al cibo a tutto il pianeta. Scelte spesso che partono da piccoli gesti quotidiani, che tutti noi consumatori possiamo adottare nel nostro consumo alimentare giornaliero.
IO MANGIO LOCALE riafferma il potere dei consumatori e dei produttori nel determinare i comportamenti sociali e le scelte economiche legate alla produzione e alla distribuzione in un quadro di giustizia globale e sostenibilità ambientale e sociale.
La campagna intende anche sottolineare l’importanza delle reti di consumatori, produttori, istituzioni, cittadini che attraverso comportamenti orientati alla giustizia, alla sobrietà, al consumo responsabile e alla solidarietà possono condividere buone pratiche, adottare nuovi stili di vita e promuovere concrete forme di cambiamento dell’attuale modello di sviluppo.
IO MANGIO LOCALE appoggerà concretamente le famiglie di agricoltori dello Stato del Kassala (Sudan), beneficiari del progetto di sviluppo sostenuto da Mani Tese e volto al miglioramento della sicurezza alimentare (progetto 2166).
Gli obiettivi della campagna:
- ribadire e sostenere il diritto di tutti i popoli a decidere le proprie politiche agricole ed alimentari e a combattere la fame e la povertà attraverso il rafforzamento dei propri mercati locali;
- riaffermare il potere che i consumatori e i produttori hanno in tutto il mondo nella determinazione dei comportamenti sociali e delle scelte economiche legate alla produzione e alla distribuzione in un quadro di giustizia globale e sostenibilità ambientale e sociale;
- appoggiare concretamente il lavoro dei nostri partner per la sovranità alimentare in Sudan, sostenendo il progetto che Mani Tese realizzerà insieme ad ACORD nello Stato di Kassala, volto al miglioramento della sicurezza alimentare per la popolazione dell’area del Delta del Gash;
- promuovere e rafforzare le reti di consumatori, produttori, istituzioni, cittadini che attraverso comportamenti orientati alla giustizia, alla sobrietà, al consumo responsabile e alla solidarietà possono condividere buone pratiche, adottare nuovi stili di vita e promuovere concrete forme di cambiamento dell’attuale modello di sviluppo.
A chi si rivolge IO MANGIO LOCALE
- tutti i cittadini, possono partecipare alla campagna anche attraverso un semplice gesto volto a testimoniare la propria attenzione verso scelte di vita e di consumo che si muovono nel senso della giustizia e della sostenibilità;
- le associazioni, i gas (gruppi di acquisto solidale) e i gruppi Mani Tese che operano nel territorio, possono aderire alla campagna e realizzare alcune delle azioni previste, promuovendone i contenuti e le finalità presso i propri associati e organizzando specifiche iniziative locali rivolte alla cittadinanza;
- le scuole, gli insegnanti, gli studenti e i genitori possono partecipare attivamente alla realizzazione delle azioni della campagna e aderire alle proposte di formazione e di approfondimento sul tema del diritto al cibo;
- le istituzioni e le forze politiche del territorio, possono essere coinvolti dai temi della campagna adottando ordini del giorno a sostegno dei temi proposti e concrete scelte di amministrazione del proprio territorio a sostegno dei mercati locali;
- gli organi di informazione locali e nazionali, per la promozione della campagna e delle iniziative collegate e la trattazione e l’approfondimento del tema del diritto al cibo e della sovranità alimentare.
Mani Tese e il diritto al cibo
Tutta l’attività di Mani Tese è mossa dalla consapevolezza che la fame e la povertà siano il frutto anche di politiche commerciali ed economiche di sfruttamento ben precise e che le risposte da parte degli organismi internazionali non solo siano insufficienti a risolvere il problema, ma talvolta ne accentuano le conseguenze negative.
Oggi la fame è un dramma che colpisce ancora più di un miliardo di persone (1,02 secondo le ultime stime della Fao) nel mondo e nuove e vecchie cause concorrono a rafforzare un fenomeno che avrebbe dovuto essere debellato entro il 2015 secondo gli Obiettivi del Millennio assunti dai governi del mondo in sede Onu nell’anno 2000.
Ma non sarà così: il 2009 sta creando 100 milioni di poveri in più, persone che la crisi alimentare globale ha spinto nella spirale della fame.
La maggioranza di loro vive nei Paesi poveri e nelle aree rurali che hanno subito le politiche di liberalizzazione economica e gli accordi commerciali imposti da organismi internazionali come il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, che come unico effetto hanno quello di affossare sempre di più economie già impoverite e al collasso.
Per saperne di più
Dopo quasi due decenni di ricette liberiste fallimentari, i 191 Stati delle Nazioni Unite dichiararono nel settembre del 2000 la volontà di raggiungere entro il 2015 otto obiettivi di sviluppo (Millennium Development Goals) per ridurre finalmente miseria ed esclusione sociale.
Il primo di questi obiettivi era quello di sradicare la povertà estrema e la fame tramite tre azioni: ridurre della metà la percentuale di popolazione che vive in condizione di povertà estrema (con meno di un dollaro al giorno); garantire una piena occupazione e un lavoro dignitoso per tutti; ridurre della metà la percentuale di popolazione che soffre la fame.
Obiettivi oggi sempre più lontani.
A giugno di quest’anno la Fao ha lanciato l’allarme: si prevede che la fame nel mondo raggiungerà un livello storico nel 2009 con 1,02 miliardi di persone in stato di sotto-nutrizione. “La pericolosa combinazione della recessione economica mondiale e dei persistenti alti prezzi dei beni alimentari in molti paesi ha portato circa 100 milioni di persone in più rispetto all’anno scorso oltre la soglia della denutrizione e della povertà croniche” – ha detto il Direttore Generale della FAO Jacques Diouf. “Questa silenziosa crisi alimentare – che colpisce un sesto dell’intera popolazione mondiale – costituisce un serio rischio per la pace e la sicurezza nel mondo. Abbiamo urgentemente bisogno di creare un largo consenso riguardo al totale e rapido sradicamento della fame nel mondo, ed intraprendere le azioni necessarie ad ottenerlo”.
Le cause della crisi alimentare
La crisi alimentare globale del 2008 è esplosa prima di quella economica e finanziaria che ha messo in ginocchio l’economia del pianeta. La causa principale, che a sua volta è stata generata da una complessa serie di concause, è stato l’aumento dei prezzi dei cereali la cui ascesa era già iniziata all’inizio del 2007. Tra marzo 2007 e aprile 2008 i prezzi sul mercato mondiale del grano e del riso sono cresciuti rispettivamente del 77% e del 18%, con impennate nei primi mesi del 2008 quando per alcune varietà di riso e grano il prezzo è cresciuto del 150%. L’aumento dei prezzi dei cereali ha portato con sé un generalizzato aumento dei prezzi dei generi alimentari e dei derivati diretti di tali prodotti come pane, pasta e farinacei in genere. L’aumento dei prezzi ha provocato una maggiore difficoltà a reperire cibo sui mercati soprattutto per le fasce più povere della popolazione che impiegano un’alta percentuale del proprio reddito in acquisto di cibo. Da qui le rivolte popolari in molti paesi (come Egitto, Filippine, Camerun, Haiti, Costa d’Avorio) riportate dai media.
Oggi i padroni del cibo sono poche multinazionali che controllano l’intero settore (dal mercato delle sementi alla grande distribuzione) e lucrano sul cibo, guadagnando enormi cifre a discapito dell’agricoltura su piccola scala che dall’oscillare dei prezzi non trovano nessun vantaggio. La fame e le crisi alimentari sono il frutto di scelte politiche e non l’esito inevitabile di dinamiche economiche e naturali “autonome”. A rimetterci sono sempre i più poveri e chi lavora nei campi, a guadagnarci le poche multinazionali che hanno in mano il commerci internazionale delle commodities agricole.
Per approfondire le cause della crisi alimentare suggeriamo questo testo di Valeria Sodano.
La sovranità alimentare come soluzione
Per intervenire efficacemente nella lotta alla fame e per la sicurezza alimentare la soluzione esiste ed è la sovranità alimentare: il diritto di tutti i popoli di decidere la propria politica agricola e alimentare. Per farla funzionare, come rivendicano i movimenti contadini ormai da qualche anno come la Via Campesina, è necessario operare a più livelli.
• Garantire, attraverso politiche di mercato adeguate, una giusta remunerazione per tutti gli agricoltori ed una equa e giusta distribuzione della ricchezza lungo tutta la filiera di produzione; proteggere i mercati nazionali dai prodotti importati a basso prezzo; regolare la produzione nel mercato interno al fine di evitare l’accumulo di eccedenze; abolire gli appoggi diretti e indiretti alle esportazioni e i sussidi alla produzione nazionale che promuovano sistemi agricoli insostenibili; appoggiare pratiche agricole sostenibili e programmi di riforme agrarie.
• Favorire il rispetto dell’ambiente e la qualità e la sicurezza degli alimenti: controllare adeguatamente la proliferazione di epidemie e malattie, garantendo nello stesso tempo la sicurezza e la non nocività degli alimenti; fissare criteri di qualità degli alimenti adeguati alle preferenze e necessità della gente; stabilire meccanismi nazionali di controllo di qualità degli alimenti, in modo che seguano giuste regole ambientali, sociali e sanitarie.
• Garantire l’accesso alle risorse produttive, riconoscendo e facendo valere i diritti giuridici e le consuetudini delle comunità sulle decisioni riguardo l’uso delle risorse locali e tradizionali, anche quando non abbiano ancora goduto di quei privilegi giuridici precedentemente; garantire l’accesso equo alla terra, alle sementi, all’acqua, al credito e altre risorse produttive; proibire ogni forma di sperimentazione su esseri viventi e la appropriazione di conoscenze associate all’agricoltura (la salute) e all’alimentazione mediante l’utilizzo della proprietà intellettuale.
• Lavorare sull’asse produzione-consumo, sviluppando sistemi agroalimentari sostenibili e in grado di favorire i consumi tramite i mercati locali e la diffusione di prodotti a filiera corta e “chilometro zero”.
• Proibire la produzione e commercializzazione di sementi, alimenti e prodotti geneticamente modificati, così come qualunque prodotto affine.
• Imporre la trasparenza dell’ informazione e leggi anti monopolio tramite la garanzia dell’etichettatura chiara e precisa degli alimenti per il consumo umano e animale, basata sul diritto dei consumatori e agricoltori di conoscere l’origine e i contenuti di quei prodotti; fissare norme obbligatorie per tutte le imprese, che garantiscano trasparenza, responsabilità pubblica, rispetto dei diritti umani e delle norme ambientali; stabilire leggi atte a bloccare la formazione di monopoli industriali nei settori agricolo e alimentare.
Per queste ragioni il cibo, la terra e le persone devono tornare al centro dell’attenzione e le politiche pubbliche devono avere la funzione di tutelare le persone in quanto produttori e consumatori e difendere la terra. Intorno al cibo si gioca una battaglia di civiltà enorme: come verranno gestite le risorse naturali (ad esempio l’acqua che per il 70% soddisfa bisogni agricoli), il valore che il lavoro nei campi assumerà, la sostenibilità del settore primario in termini energetici e ambientali, la difesa delle colture e delle culture tradizionali, della terra e della biodiversità soprattutto nei territori indigeni e nelle riserve naturali, il ruolo dei governi e di tutti gli attori internazionali. La difesa del cibo è un modo di proteggere l’uomo e la donna. Rimettere questi elementi al centro significa dare futuro alle persone, anche e soprattutto a quelle che vivono nei paesi già colpiti da un impoverimento crescente come abbiamo immaginato all’inizio di questo articolo. Dal cibo passano le sorti della democrazia che è una questione di sovranità dei popoli e non di pochi. Sovranità alimentare, appunto.
A breve maggiori informazioni sugli appuntamenti di ottobre, le iniziative in piazza, le modalità di adesione!
In categoria: Io Mangio Locale, Primo PianoMani Tese - Sede Nazionale
p.le Gambara 7/9, 20146 Milano (It)
Tel. +39 02 40 75 165
Fax +39 02 40 46 890
Numero verde 800 552 456
IBAN Banca Popolare Etica
IT 58 W 05018 01600 000000000040
C.F. 02343800153
mail: manitese@manitese.it

Fonte di bilancio 2010/
Efficienza della raccolta fondi
11 settembre, 2009 - 10:46
Appoggiamo volentieri l’iniziativa con Equalway e ne daremo visibilità sul sito!
Un abbraccio
Bruno Ventre
http://www.equalway.org
11 settembre, 2009 - 11:52
Abbiamo inserito il vostro comunicato all’interno del nostro piccolo e neonato Blog:
http://retiglocali.it/gaszenzero ed abbiamo immediatamente coinvolto nella possibilità di adesione, anche altri 3 GAS genovesi.
Stiamo contattando i nostri fornitori locali per verificare la possibilità di gestione – insieme a voi – di uno stand in cui potrebbero fare bella mostra di sè i diversi prodotti genovesi che, come GAS, acquistiamo regolarmente: basilico di Pra, ortaggi vari, salumi, carne, uova, formaggi, dolciumi e preparati come il pesto e la salsa di noci.
Per eventuali accordi prego contattateci al seguente indirizzo email: gaszenzero@gmail.com
Complimenti per l’iniziativa.
16 settembre, 2009 - 16:53
grazie della segnalazione che ci fa molto piacere e complimenti a voi per il bel lavoro! Passo il vostro messaggio al nostro gruppo genovese, stiamo in contatto!
19 settembre, 2009 - 21:54
Stiamo facendo girare questa pagina sui nostri siti e su quelli dei nostri partner. Molti nostri contatti la stanno diffondendo anche su Facebook. Contiamo di farla circolare a giorni anche sulla stampa locale.
Noi, da Catanzaro, ce la metteremo tutta assicurando il massimo sostegno e confidando nella migliore riuscita.
Chi intende sostenerci localmente può contattarci ai seguenti indirizzi di posta elettronica: manitese.catanzaro@usabile.eu – usabile@usabile.org o chiamando il 349.4531015
Buon lavoro a tutti.
Carlo Crucitti
Punto di contatto Mani Tese Catanzaro
20 settembre, 2009 - 23:00
il RiGAS, g.a.s. della provincia di Rimini, aderisce alla campagna
a Rimini spesso chi è attento a mangiare locale lo fa più per ragioni di risparmio che per sensibilità verso i temi espressi nel capitolo qui sopra “la sovranità alimentare come soluzione” (temi che sembrano la carta dei principi di un G.A.S….)
Io penso che questo, il poter cioè proporre alimenti ad un prezzo contenuto grazie la filiera corta, sia per il movimento dei g.a.s. una grossa opportunità per coinvolgere tante persone nel circuito dell’economia solidale;piano piano contagiamo con i germi del consumo critico e, da subito, sottraiamo fette di mercato all’economia tradizionale.
Samuele
presidente RiGAS
23 settembre, 2009 - 10:55
anche noi del gas flegreo Pozzuoli (NA) cercheremo di dare un contributo alla campagna nazionale.
buon alvoro
gennaro
referente gas flegreo
23 settembre, 2009 - 21:43
Ho inserito su Zoes l’annuncio
http://www.zoes.it/it/content/evento/io-mangio-locale
25 settembre, 2009 - 15:46
STAAAAAAAARTTTTTTTTTTT!!!!
28 settembre, 2009 - 15:50
Ciao Anch’io sto utilizzando Zoes per pubblicizzare la campagna Io Mangio Locale
a tutti gli Zoeticoni manitesini consiglio di iscriversi alla campagna su Zoes
http://www.zoes.it/it/content/campagna/io-mangio-locale-senza-senza-speculazioni-aggiunte
e di contribuire al Gruppo
http://www.zoes.it/it/content/group/io-mangio-locale-senza-senza-speculazioni-aggiunte
!!!!
Irene
29 settembre, 2009 - 01:11
Gas Grilli Aretusei Siracusa aderisce all’iniziativa!
30 settembre, 2009 - 11:32
La nostra associazione ha aderito a questa vostra Campagna e sta organizzando alcune iniziative. Anche questa volta dunque proveremo a fare la nostra piccola parte al vostro fianco. Lo faremo per un mondo più giusto e migliore, sostenendo i diritti di tutti, nessuno escluso, per altri stili di vita, la sostenibilità ambientale, la sovranità alimentare, il biologico, i gruppi di acquisto solidale, la filiera corta…
Grazie del vosto tenace impegno!
Associazione “MURALES” – Fondi (Lt)
http://www.muralesfondi.it
associazione@muralesfondi.it – info@muralesfondi.it
1 ottobre, 2009 - 15:27
Ci saremo anche noi, in piazza a Ferrara!!
Per una giusta causa.
Chiara e Mani Tese Ferrara
5 ottobre, 2009 - 19:14
Magnifica iniziativa ho inserito un articolo sul sito della rete gas-sicilia (www.gas-sicilia.it)e ne parlerò al gas di cui faccio parte il gas bio..logico! di Caltanissetta.
Personalmente aderisco all’iniziativa.
13 ottobre, 2009 - 11:07
[...] propri mercati locali. Il 17 e 18 ottobre in oltre 30 città italiane sarà lanciata la campagna, «Io mangio locale», un mese prima dell’importante appuntamento del World Food Summit della Fao. Dal sud al [...]
13 ottobre, 2009 - 11:12
[...] Info: http://www.manitese.it/campagne/?p=221. [...]
15 ottobre, 2009 - 11:58
Iniziativa degna di nota, inserisco il link nel nostro sito http://www.grillinisseni.it
Voglio condividere con voi un piccolo traguardo che stiamo riuscendo a tagliare qui a Caltanissetta, dopo il G.A.S. CL2 ci accingiamo ad inaugurare un vero e proprio mercatino del biologico a km zero, che darà la possibilità a tutti, tesserati e non, di fare settimanalmente una spesa sostenibile sia dal punto di vista ambientale che economico. Questo perchè abbiamo cercato, e devo dire ci siamo riusciti, a coinvolgere i produttori all’interno del programma, adesso è un vero e proprio gruppo di domanda e offerta. Consumare a km zero significa investire sul proprio territorio, un concetto che per chi produce ha una rilevanza massima.
Aderisco personalmente e divulgo.
22 ottobre, 2009 - 03:24
[...] “Io mangio locale”, promossa dall’associazione Murales in occasione della campagna nazionale di Mani Tese sulla sovranità alimentare. Nonostante il tempo incerto abbia obbligato gli organizzatori a [...]