Troppo grandi le responsabilità dei “grandi” della Terra nella costruzione di questo modello di sviluppo, nell’incapacità di prevedere le crisi attuali, nelle promesse mai mantenute per poter ridare legittimità ad un vertice che nei fatti ha perso ogni ragione d’essere. Questo, in pochi punti, il sunto all’introduzione della Carta di Montevecchio, l’appello delle organizzazioni della società civile che si sono riunite al GsOtto, la cinque giorni organizzata nel Sulcis e nel Medio Campidano dal 2 al 5 di luglio, e che è stata lanciata il 6 luglio da Montevecchio, in Sardegna. Più di 100 relatori internazionali, di 40 Paesi di oltre 70 prganizzazioni di tutto il mondo hanno presenziato a tre sessioni su crisi ecologica, crisi alimentare, sociale e di civilizzazione ed hanno rilanciato le mobilitazioni prossime venture, per poter cambiare un modello di sviluppo che ha creato più di un miliardo di affamati, ancora in crescita, tensioni sociali e un clima oramai impazzito.
Dal Gsott8 le organizzazioni promotrici lanciano un appello alle organizzazioni sociali, alle organizzazioni contadine, alla società civile globale, perché contribuiscano alla costruzione di un’agenda comune di proposte per le prossime mobilitazioni che accompagnino i movimenti verso la Giornata Mondiale della Terra per il 12 ottobre, la Ministeriale Wto di Ginevra e la Conferenza della FAO sulla sicurezza alimentare a Roma, entrambe nel prossimo novembre, il Summit sul clima di Copenaghen del prossimi dicembre, il Forum Sociale Mondiale di Cuzco del prossimo marzo ed il Forum Enlazando Alternativas 3 di Madrid di maggio 2009.
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